francesco totti 40 festa

DRAG QUEEN, TETTE IN FUORIGIOCO, WAGS SCATENATE: FOTO E RACCONTO DEL TOTTI PARTY! - AL CASTELLO DI TOR CRESCENZA, CON COCCOLUTO E FRANKIE HI-NRG IN CONSOLLE (CON SIPARIETTO DI ILARY) AMICI D'INFANZIA E NUOVI, MOLTE GNOCCHE E QUALCHE IMBUCATO - IN PISTA MANOLAS, ITURBE, PAREDES, PEROTTI, FLORENZI. ALCOL A FIUMI, A DESTRA INVOCANO BAGLIONI, A SINISTRA DICONO CHE C'È FIORELLO, MALAGÒ RESTA SOBRIAMENTE SEDUTO - VIDEO-INTERVISTA A TOTTI

VIDEO - L'INTERVISTA A TOTTI DURANTE LA FESTA PER I SUOI 40 ANNI

 

 

 

1. LA NOTTE DA FAVOLA DI TOTTI RE DI ROMA 40

Fabrizio Roncone per il “Corriere della Sera

 

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Nel riverbero delle torce.

Dentro un castello.

Due innamorati romani.

Lei: «Amo'… Ma damose un bacio, no?» (segue smorfia furbetta) Lui: «E dai… Nun lo vedi che…». Lei: «E smettila! Avvicinate un po'…». Lui: «Vabbé…» (tra il rassegnato e il divertito, tipo quando torna a centrocampo dopo averla messa dentro scucchiaiando e noi lì, a domandarci sempre come abbia fatto).

 

Francesco Totti abbraccia e bacia lungamente, con passione di fuoco, sua moglie Ilary Blasi (alla faccia di «quelli che pensano sia la più grande cornuta d' Italia») mentre grida di evviva e applausi rimbombano nella fortezza di Tor Crescenza: ci sono tappi di champagne che esplodono, tre drag queen compaiono ancheggiando e questo è il segnale, il festone può avere inizio e gli invitati sono allora tutti scossi (quasi tutti: il presidente del Coni Giovanni Malagò e la sua compagna Daniela restano sobriamente seduti) dall' eccitazione di esserci, di essere stati ammessi a questa roba che è qualcosa che somiglia molto più a un sabba in onore di Totti, che a una semplice festa di compleanno.

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Poi si volta una signora in lungo e paillettes argentate (la maggior parte delle invitate è in abito lungo, come esplicitamente richiesto sull' invito) e fa: «Piccolo uomo è arrivato?».

Che perfida. «Piccolo uomo»: Luciano Spalletti. «Piccolo uomo»: come l' ha definito, in un' intervista alla Gazzetta , Ilary (comunque, no: Spalletti non è ancora arrivato).

Intanto: tutti in coda.

Sei una leggenda, capitano.

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Ti voglio bene, capitano.

 

Amici d' infanzia e amici nuovi (Max Biaggi, Frankie Hi Energy), compagni di squadra attuali (El Shaarawy, Szczesny, Mario Rui, Strootman) e di ieri (tra un po' arriverà Marco Borriello, ecco Simone Perrotta con Marco Cassetti), e poi molti amici e amiche di Ilary (Teo Mammuccari e facce di autori del Grande Fratello). Lui si volta e ringrazia e quarant' anni non li dimostra nemmeno adesso, con il papillon e in abito blu tagliato perfettamente (peccato solo i risvolti dei polsi laminati): un fisico pazzesco per una carriera da fuoriclasse ormai dentro un tramonto magnifico, interminabile e innaturale.

 

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Oltre duecento invitati pronti a ballare - «Aho', hai saputo? Forse c' è pure Carlo Verdone!», «Io so che mo' arrivano Baglioni e Fiorello» - rapida e già conclusa la cena a base di pesce (il capitano ne è goloso) riservata ai ventisei parenti stretti (commossa mamma Fiorella, allegro papà Enzo detto «lo sceriffo», ironico Riccardo, il fratello procuratore: «Ma siete sicuri che Francesco debba smettere?»); Vito Scala, preparatore atletico - consigliere- amico, in un angolo a godersi lo spettacolo: ché se Totti è arrivato fin qui, lo deve anche a lui, a Scala, che a Trigoria e in ogni albergo del mondo gli ha contato e gli conta severo i famosi nove tristissimi rigatoni burro e parmigiano nel piatto.

Musica a palla. Dietro la consolle: Claudio Coccoluto.

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Ilary scatenata. E anche il capitano. Piccola bolgia. In un angolo, un barman distribuisce cocktail parecchio alcolici (Nainggolan con un bicchierone: non si capisce se di acqua minerale o vodka-tonic). Laggiù, il buffet. E, lì in fondo, la scalinata che porta su, in un corridoio lungo tra camere affrescate e camini sempre accesi, dove nell' estate di cinque anni fa saliva Silvio Berlusconi (mentre Emilio Fede al telefono annunciava il suo arrivo in compagnia di due ragazze e la deputata Maria Rosaria Rossi, sconsolata, rispondeva: «Che palle che sei... Due amiche, quindi bunga bunga, due de mattina... Io ve saluto, eh?»).

 

Il castello, francamente strepitoso, fu costruito nel 1400 intorno ad una torre d' avvistamento di tre secoli prima: lo sguardo scorre sui boschi e sulle lucine rosse del traffico di via Flaminia, oltre il maneggio. Totti e Ilary organizzarono qui anche il ricevimento del loro matrimonio, undici anni fa (lei incinta del primo figlio, Cristian, senza h: e lui con i capelli sulle spalle, rischiosamente coatti).

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Una favola, scrissero. Forse, può darsi, se ancora c' è qualcuno che crede alle favole.

Certo quei due che adesso ballano e si divertono - Coccoluto immenso - hanno tenuto benissimo agli urti di una vita mediatica spaventosa e alla fragilità di un amore sbocciato molto presto.

 

«E hanno resistito pure a "piccolo uomo"...»: la perfida signora in lungo di prima. «Ho saputo dei regali che porterà».

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Non si può dire che i regali di Spalletti non siano stati pensati. Per Francesco: la riproduzione della DeLorean, la macchina del tempo del film «Ritorno al futuro». Per Ilary: il cd della canzone di Mia Martini, «Piccolo uomo» (se qualcuno pensa che Ilary, appresa la notizia, possa essersi sentita in impaccio, sbaglia: lei l' impaccio se lo mangia).

Coccoluto urla: «Siete stanchiiiii?».

 

I calciatori della Roma, proprio no. Stupisce anzi la determinazione, la resistenza, l' entusiasmo con il quale si esibiscono in pista (Manolas, Iturbe, Paredes, Perotti, Florenzi) e così è inevitabile ripensare alla partita di domenica scorsa a Torino, persa contro il Toro, quando la maggior parte di loro ha sfoggiato gambe flaccide e rassegnata impotenza.

Chiacchiere sparse.

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Malagò: «Non è elegante dire che regalo ho fatto a Totti». Sul cartoncino d' invito l' indicazione della fondazione cui devolvere soldi in beneficienza. Una hostess: «Ma che fisico ha Borriello?». La sua amica: «Naaa… Troppo tatuato». Arriva Daniele De Rossi con Sarah Felberbaum. E arriva anche Luciano Spalletti.

Vestito di nero. Con una faccia nera. Su una Fiat Panda nera.

 

 

3. LA PRIMA IDEA ERA DARMI MALATO

Gianluca Piacentini per il “Corriere della Sera

 

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«Quando mi sono svegliato ho pensato di staccare il telefono e di darmi malato al lavoro.

Poi ho deciso di godermi tutte le cose belle che poteva offrirmi questa giornata». Come se Francesco Totti fosse un semplice impiegato, uno che può darsi malato il giorno del suo compleanno. Non un compleanno qualsiasi, ma il quarantesimo, una ricorrenza che lo proietta ancora di più nell' Olimpo di questo sport, visto che i suoi coetanei - Ronaldo il Fenomeno, Shevchenko, van Nistelrooy, Seedorf, Ballack e Nesta - hanno già smesso da un bel po'.

 

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Così il capitano giallorosso ha abbandonato i suoi propositi e, come fa ogni giorno da una trentina di anni, ha preso la borsa con gli scarpini ed è andato a Trigoria ad allenarsi, e poi a festeggiare con gli amici di tutti i giorni: il papà Enzo, soprannominato «lo Sceriffo», ha portato la torta e la pizza (con porchetta) per compagni di squadra, allenatore, ma anche per i dipendenti del centro sportivo che lo hanno accompagnato in tutti questi anni. Un esempio di longevità che ha pochi eguali, il cui segreto è spiegato dallo stesso Totti.

«Non so come ho fatto ad arrivare a questo punto - ha detto a Sky -, forse perché non ho vizi, sono integro. La voglia e la passione sono intatte, e intendo divertirmi ancora: ma anche la testa è decisiva».

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Voglia, passione, divertimento: tutti elementi che hanno reso unica la sua carriera, come la sua decisione di rimanere per sempre in giallorosso.

 

«L' esordio è stato il giorno più bello della mia vita, ma in passato sono stato molto vicino a vestire la maglia del Real Madrid. Poi la mia famiglia, i miei amici e il mio cuore mi hanno aiutato a riflettere. Ho avuto dei dubbi anche prima di firmare il mio penultimo contratto».

 

totti paredes con la compagna incintatotti paredes con la compagna incinta

Totti ci tiene a togliersi anche qualche sassolino dalle scarpe, rispondendo ad alcune delle leggende metropolitane che ci sono sempre state intorno al suo nome. «Ho sempre fatto parte del gruppo e rispettato tutte le regole, remando dalla stessa parte della società.

Ho sempre guardato tutti a testa alta, non ho mai cacciato un allenatore, né mai brigato per farlo licenziare. E non ne ho mai scelto uno».

 

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Il capitano ha voluto ringraziare tutte le leggende del mondo dello sport - da Usain Bolt a Leo Messi, da Alex Del Piero a Bobo Vieri passando per Rafa Nadal e Diego Armando Maradona - che hanno avuto un pensiero per lui. «Un tributo così non me lo sarei mai aspettato. Ringrazio i miei colleghi, gli altri sportivi, icone mondiali che mi gratificano tanto. Messi ha detto che vuole vedermi giocare altri due anni?(ride, ndr) Non so se potrò accontentarlo, lui è un fenomeno anche fuori dal campo. Dei romanisti del passato mi sarebbe piaciuto giocare con Falcao e Cerezo».

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In attesa di sapere se la sua carriera proseguirà oltre il prossimo 30 giugno, Totti si concentra su questa stagione, e sui tifosi. «Il mio sogno - ha aggiunto al sito internet della società - è segnare un gol nella finale di Europa League. L' amore per i tifosi della Roma non finirà mai, saranno pure stanchi di sentirmelo dire: spero che possano vedermi per un altro po' di tempo».

 

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