festa del fatto carlo verdone

CAFONALINO BIANCO-ROSSO-VERDONE – CARLETTO SHOW ALLA FESTA DEL “FATTO” COL RICICCIO DI CINE-ANEDDOTI (“ROSSELINI DISTRUTTO DA UNA SCOREGGIA”) E CON UN FINALE DI MORALISMO INSOPPORTABILE: “ORMAI SIAMO DIVENTATI IL PAESE DEGLI APERITIVI E DEGLI I-PHONE” (E ALLORA? MEJO L’ITALIA DEL TERRORISMO E DEL GETTONE TELEFONICO?)

Foto di Luciano Di Bacco per Dagospia

 

Francesco Persili per Dagospia

 

verdone saluta il pubblicoverdone saluta il pubblico

«Il neo-realismo? Distrutto da una scoreggia». La commedia della vita diventa arte e memoria del cinema con Carlo Verdone intervistato da Malcom Pagani alla festa del Fatto Quotidiano. L’isola Tiberina al crepuscolo è il fondale perfetto per accogliere il fiume di ricordi, malinconia e odori di vita vissuta dal comico romano al Centro Sperimentale di Cinematografia.

 

«Erano anni iper-politicizzati. C’erano quelli di Potere Operaio e Lotta Continua che volevano parlare solo di cinema politico mentre Roberto Rossellini insisteva su altri argomenti. Alla quarta lezione, uno studente, per protesta, fece partire un gran peto. Il regista di Roma città aperta restò in silenzio per tre minuti. Poi spense la sigaretta e disse: per me le lezioni finiscono qui».

stefano natalestefano natale

 

Il maestro del neorealismo spazzato via da una scoreggia, un genio dell’avanguardia come Gregory Markoupoulos che si presentò a casa Verdone completamente ubriaco e senza scarpe, l’oscurità di casa Sordi coi bagni austeri per gli ospiti: Verdone mischia aneddoti di cinema e storie personali.

 

Si lamenta, come fosse Don Alfio, dell’assenza di «sacerdoti del bello», e il pensiero vola subito al suo «maestro» Sergio Leone. «La sera prima delle riprese di "Un sacco bello" mi portò a fare una passeggiata per tranquillizzarmi e il mattino dopo volle accompagnarmi in macchina. Oggi c’hai un autista d'eccezione – mi disse - il padrino tuo non te molla».

stand del fatto quotidianostand del fatto quotidiano

 

Si viaggia tra le emozioni degli esordi e la sofferta emarginazione dopo i primi successi cinematografici, la gratitudine per Mario Cecchi Gori che, “commosso” da Pasquale Ametrano, l’emigrante di Bianco Rosso e Verdone, decise di produrre Borotalco, e la palpitante attesa la sera della prima davanti al cinema Etoile. Manuel Fantoni e «il cargo battente bandiera liberiana». «Come so ‘ste olive? So’ greche»: all’uscita della sala tutti ripetevano ad alta voce le battute e Mario Cecchi Gori gongolava per gli incassi: «S’è fatto strike! ».

pubblicopubblico

 

Nonostante i suoi film migliori (Borotalco e Compagni di Scuola) siano corali, Verdone non abbandona il fregolismo degli inizi. Si diverte ancora a studiare tic, linguaggio e gesti delle persone che incontra e tiene aperta la finestra su Roma per costruire nuovi personaggi. Il racconto dello scommettitore di piazza San Cosimato che gli ha consigliato di non giocare la vittoria del Cagliari di Zeman è un piccolo gioiello al pari del ricordo della saletta del Filmstudio che a lui e a tanti altri ha permesso di scoprire l’underground americano. Era uno di quei posti della vecchia Roma che creavano emozioni, legami, condivisione.

peter gomezpeter gomez

 

Ma sopravvive ancora sopra il chiacchiericcio e il rumore qualche angolo di poesia? Verdone si incupisce: «La realtà di oggi non mi piace». Slanci a vuoto. Modelli al ribasso. «Chiudono teatri, librerie, cinema. E questo vuol dire perdere un pezzo di memoria storica». A chi gli contesta un sospetto di moralismo, il regista replica: «Sono contento di esserlo. C’è troppa ignoranza e grande superficialità. Ormai siamo diventati il Paese degli aperitivi e degli I-phone». Borbottii da terrazza romana, signora mia. «Oggi non più c’è più voglia di vedere un film e di discuterne insieme». All’emozione condivisa si preferisce la solitudine plurale dei social. Dove tutti riusciamo ad essere, almeno per un quarto d’ora, Manuel Fantoni.

paolo verdone carlo verdone antonio padellaropaolo verdone carlo verdone antonio padellaro

 

 

 

 

Ultimi Dagoreport

valter lavitola sigfrido ranucci

DAGOREPORT - SE NON CADONO SULLA FIGA, CADONO SULLA VANITÀ (AL LIMITE DELLA MEGALOMANIA) – A FREGARE RANUCCI È STATO IL SUO EGO. È VERO CHE IL GIP DI ROMA ESCLUDE CATEGORICAMENTE QUALSIASI COINVOLGIMENTO DI SIGFRIDO NELL’ATTENTATO. MA NELL’ORDINANZA CHE HA DISPOSTO IL CARCERE PER LAVITOLA, IL GIUDICE SCRIVE CHIARAMENTE CHE IL GIORNALISTA ERA, SE NON TENTATO, SICURAMENTE LUSINGATO DAL PROGETTO POLITICO DI VALTERINO, CON MIELI E CAPPELLINI COME ADVISOR – QUANDO IL FACCENDIERE GLI GIRA IL FAMIGERATO SONDAGGIO SUI POSSIBILI LEADER DEL "CAMPO LARGO", CHIEDENDOGLI UN’OPINIONE, RANUCCI RISPONDE: “L HO VISTO MA VA INTEGRATO". E DOPO QUALCHE GIORNO MODIFICA LA BOZZA – PERCHÉ LAVITOLA, PRIMA DI ESSERE ARRESTATO, HA RIPETUTO: “SE L’ATTENTATO L’HA FATTO GOMES, VUOL DIRE CHE L’HO FATTO FARE IO, E SE L’HO FATTO FARE IO, VUOL DIRE CHE L’HO FATTO D’ACCORDO CON SIGFRIDO”? – NEI GIORNI SUCCESSIVI ALLA PERQUISIZIONE, INTERCETTATO, LAVITOLA SI LASCIA ANDARE ANCHE A UN'ALTRA FRASE: “MA COME CAZZO NON FANNO AD ARRESTARMI QUESTI?”

paolo mieli lavitola ranucci cappellini

DAGOREPORT - SUL CASINO RANUCCI, DI RESPONSABILITÀ PENALI NON SAPPIAMO E NON POSSIAMO DIRE. MA C’È UNA DOMANDA CHE I GIORNALONI EVITANO ACCURATAMENTE DI FARE: PERCHÉ UN BI-DIRETTORE DEL "CORRIERE", PAOLO MIELI, E UN VICE-DIRETTORE DI "REPUBBLICA", STEFANO CAPPELLINI, SI SONO MESSI A FARE, COME DOPOLAVORO, I ''CONSIGLIERI-ADVISOR'' DI UN SONDAGGIO MESSO SU DA UN MILLANTATORE PREGIUDICATO COME LAVITOLA? - SEMPLICE SMANIA DA “KINGMAKER”? SOLITA ROMANELLA DEL "CI CONOSCIAMO TUTTI?" - SULL'EX GALEOTTO LAVITOLA, CONDANNATO PER DUE VOLTE PER TENTATA ESTORSIONE, I NOSTRI "EROI" NON POSSONO CADERE DAL PERO - DALLE FITTE CHAT LAVITOLA-MIELI-CAPPELLINI, LA COLLABORAZIONE È EFFETTIVA, NON LIMITATA A SUGGERIMENTI O CHIACCHIERE DA BAR - A UN CERTO PUNTO, IL “VALTER CARISSIMO” (BY MIELI) SEMBRA UN EDITORE CHE DA' ORDINI AI SUOI DIPENDENTI IN RITARDO SULLA CONSEGNA DEL LAVORO - (CHISSA' A "REPUBBLICA" COME AVRANNO PRESO IL "GIRO DI VALTER" DEL DIRETTORE CAPPELLINI..) 

ursula von der leyen giorgia meloni friedrich merz pedro sanchez emmanuel macron ceuta

DAGOREPORT – SPLASH! GIORGIA, T’HANNO RIMASTO SOLA: DOPO TRUMP, ORA RISCHIA UN "VAFFA" ANCHE DALL'EUROPA - DEI 22 PAESI UE CHE HANNO FIRMATO LA LETTERA SU SCHENGEN PROPOSTA DALLA PREMIER DELLA GARBATELLA, NESSUNO È ANDATO OLTRE CHIUDENDO I CONFINI - IL PRIMO COLPO FATALE SULLA MELONI "SCHENGENATA" E' ARRIVATO DALL"AMICO MERZ", CHE IERI HA ANNUNCIATO CHE LA GERMANIA RISPEDIRA' IN ITALIA I MIGRANTI SBARCATI SULLE NOSTRE COSTE - IL COLPO DEL KO È ATTESO NELLE PROSSIME ORE: L'INTERVENTO DEL PRESIDENTE DELL'ESECUTIVO EUROPEO, URSULA VON DER LEYEN, PER CHIUDERE L'INSOSTENIBILE CORRIDA ITALIA-SPAGNA - DAVANTI AL "MURO DI BERLINO", ALLA DUCETTA NON RESTA ALTRO CHE RINCULARE, MAGARI SPARANDO QUALCHE SUPERCAZZOLA PER NON PERDERE LA FACCIA. ALTRIMENTI, RISCHIA L'ISOLAMENTO POLITICO TOTALE: OLTRE ALLA FRANCIA DI MACRON E ALLA SPAGNA DI SANCHEZ, SI RITROVERA' CONTRO ANCHE LA GERMANIA DI MERZ - L'ATTACCO A SANCHEZ, OLTRE A CAVALCARE LA DILAGANTE ONDATA DELLE DESTRE SOVRANISTE (VANNACCI IN PRIMIS), SAREBBE STATO SUGGERITO ALLA PREMIER DE' NOANTRI DAL LEADER DI VOX, L'AMATO SANTIAGO ABASCAL...

carlo deodato intelligenza artificiale cristiano ceresani sebastiano dondi davide de lungo

DAGOREPORT - L’INTELLIGENZA ARTIFICIALE? LA SOLITA SCUSA PER FAR LAVORARE I SOLITI, E FAR GIRARE L’ECONOMIA DELLA ROMANELLA POTENTONA! – TRA I DOCENTI DEL CORSO DI INTELLIGENZA ARTIFICIALE PER I DIPENDENTI DI PALAZZO CHIGI CI SONO MOLTI VOLTI NOTI DEI PALAZZI ROMANI: FUNZIONARI, DIRIGENTI, EX CAPI DI GABINETTO GIÀ STRAPAGATI DA CAMERE E GOVERNO. NON POTEVANO IMBASTIRE UNA LEZIONCINA INTERNA A PIAZZA COLONNA? PERCHÉ HANNO DOVUTO FARE UN GIRO IMMENSO, RICORRENDO ALL’ACCADEMIA TRECCANI, CON PUZZA DI SOFFRITTO D’INTERESSI? SARÀ MICA CHE L’OPERAZIONE SERVE A DISTRIBUIRE QUALCHE ALTRA MANCETTA AGLI AMICI? AH, NON SAPERLO!

tajani meloni salvini

DAGOREPORT – CHE SUCCEDERA' ALLA RIFORMA DELLA LEGGE ELETTORALE QUANDO VERRA' RIPRESENTATA ALLA CAMERA, CON IL TERRIBILE VOTO SEGRETO, ALL'INIZIO DI SETTEMBRE? - SE LA LEGA E' SCOPPIATA, FORZA ITALIA E' ALLO SBANDO, CON SALVINI E TAJANI CHE NON CONTROLLANO PIÙ I LORO PARLAMENTARI, ANCHE GIORGIA MELONI HA QUALCHE PROBLEMUCCIO: ALL'INTERNO DEL SUO PARTITO UN COACERVO DI SERPI E' PRONTA A MORDERLA SE NON SARANNO RICANDIDATI ALLE POLITICHE DEL 2027 – IL BOOM DI FDI DEL 2022 FU TALMENTE INASPETTATO CHE ARRIVARONO IN PARLAMENTO TANTI TIZI E TROPPI CAIETTI UN PO’ IMPROVVISATI O INADEGUATI O SEMPLICEMENTE FANCAZZISTI, CHE SANNO BENISSIMO CHE SARANNO SPAZZATI VIA DALLA RAMAZZA DELLA DUCETTA. E NON VEDONO L’ORA DI CONSUMARE LA VENDETTA…