CAFONALINO DEL REGIME - KIM JONG UN, IL DITTATORE TUTTO DA RIDERE

1. VIDEO - LA PRESA PER IL CULO DI KIM JONG-IL IN "TEAM AMERICA"
http://www.youtube.com/watch?v=UEaKX9YYHiQ

2. KIM JONG UN LOOKING AT THINGS (KIM JONG UN CHE GUARDA LE COSE)
http://kimjongunlookingatthings.tumblr.com/

3. KIM JONG IL LOOKING AT THINGS
http://kimjongillookingatthings.tumblr.com/


4. COREA NORD:ANONYMOUS ATTACCA SITI WEB,KIM JONG-UN SI DIMETTA

(ANSA) - Il collettivo hacker Anonymous ha attaccato numerosi siti web e profili Twitter e Facebook della corea del Nord. Tra i siti hackerati, il profilo Flickr del sito Uriminzokkiri, dove gli hacker hanno piazzato un manifesto "wanted" con l'immagine di Kim Jong-Un trasfigurata in quella di un maiale con topolino tatuato sul ventre. Anonymous chiede che il leader nordcoreano si dimetta. Tra i siti oscurati anche quello della compagnia aerea nazionale, Air Koryo.


5. DITTATURA, LOL
Pietro Minto per www.rivistastudio.com

Dal numero 13 di "Studio", in edicola e libreria

Un giovane obeso dallo sguardo lunatico, vestito con abiti datati o con improbabili divise militari. Suo padre, morto recentemente, era ancora più strambo: portava occhiali da sole da sciatore anni ‘70 ed era infilato a forza in vestiti ufficiali.

Vive dall'altra parte del mondo ma non può muovere piede senza provocare risate e imbarazzo qui in Occidente: ogni suo gesto - così ufficiale e da Caesar - crea un cortocircuito letale con il suo outfit degno di un anziano a una sagra paesana - da qui l'effetto comico. Gran parte dell'Occidente sghignazza, e anche il giovane sembra contento. Fa un lavoro particolare, il giovane: è il leader supremo della Corea del Nord, un Paese governato da una dittatura comunista nata ufficialmente nel 1948, e separato dalla odiata Corea del Sud dal muro impalpabile del 38esimo parallelo, una delle tante linee che i cartografi disegnano sul globo terrestre per orientarsi.

Nascosti in alcune zone remote del territorio nordcoreano, il giovane (che si chiama Kim Jong-un) e suo padre (il fu Kim Jong-il) hanno costruito un numero imprecisato di campi di concentramento, e li hanno riempiti di esseri umani scomodi. Secondo alcuni dati raccolti nel 2010 dal Comitato per i diritti umani in Corea del Nord (Hrnk) i prigionieri politici potrebbero essere più di 200 mila. Solo una manciata di questi sono riusciti a uscirne vivi e scappare verso la libertà. La dieta dei prigionieri di questi campi, hanno raccontato, include carne di ratto.

Ma l'Occidente ride, si diceva: per esempio, nel novembre 2012, il settimanale satirico americano The Onion ha scherzosamente definito il giovane Kim Jong-un «l'uomo più sexy del pianeta». Una notizia-burla che ha avuto un notevole successo in rete ed è stata ripresa dalla propaganda nordcoreana - che l'aveva scambiata per vera - generando grosse risate nel Primo mondo.

Negli ultimi anni il regime ha testato parecchie armi, soprattutto missili: alcuni sono andati fuori uso e sono caduti in mare (altra ilarità generale), altri hanno funzionato alla perfezione (risate miste a scoramento). Il 12 febbraio scorso, poi, gli Stati Uniti hanno registrato una scossa di terremoto sospetta nei pressi della zona in cui la Corea del Nord aveva fatto esplodere ordigni nucleari nel 2006 e 2009, a conferma del fatto che la corsa all'atomo di Pyongyang continua nonostante tutto.

Nel novembre 2012 si è diffusa la notizia del ritrovamento della tana di un unicorno nei pressi di un tempio nella capitale del Paese (sghignazzi). Si è poi capito che c'era stato un errore di traduzione e i nordcoreani si riferivano a un drago mitologico chiamato kirins o qilins, non all'altrettanto mitologico cavallo cornuto. La novella aveva nel frattempo fatto il giro del mondo per via dell'equazione: Corea del Nord + unicorni = LOL.

Questo giovane Kim Jong-un è il dittatore sanguinario di un Paese in cui i diritti umani sono completamente assenti. Ciò nonostante ridiamo di lui. Soprattutto su internet è un proliferare di battute, video buffi e meme che scherzano sulle fattezze del giovane e di suo padre. Perché? Quali sono i meccanismi che ci fanno ridere di persone così atroci?

Nel film La signora del Venerdì un personaggio si lamenta di come i quotidiani statunitensi non parlino di Hitler, concentrandosi sulla cronaca. Le rispondono che «Hitler è un argomento da riviste comiche».

Per provare a rispondere alla domanda, cerchiamo di capire come nel corso della storia gli umani abbiano riso dei loro despoti. E cominciamo dal più terribile di tutti, Adolf Hitler. Nel 1940 uscì Il Grande Dittatore di Charlie Chaplin, capolavoro comico in cui il barbiere ebreo Adenoid Hynkel diventa una sorta di goffo führer, tra mille equivoci.

Quando la pellicola vide la luce, il mondo non conosceva ancora il dramma dell'Olocausto, e infatti nella sua autobiografia del 1964, Chaplin confessò che non avrebbe mai scherzato su Hitler e il suo antisemitismo se avesse saputo dei campi di sterminio, suggerendo che tale tipo di umorismo avesse dei limiti. Durante gli anni della guerra, comunque, il nazismo era materiale comico piuttosto diffuso: ne La Signora del Venerdì (film di Howard Hawks, 1940) un personaggio si lamenta di come i quotidiani statunitensi non parlino di Hitler, concentrandosi invece nella cronaca nera. Si sente rispondere che «Hitler è un argomento da riviste comiche».

E così fu per molto tempo, in effetti, anche durante gli anni più bui del conflitto quando anche la propaganda bellica cominciò a sfottere gli avversari con ironia più o meno becera. A questo proposito, la rivista Senses of Cinema ha raccontato come il british humour abbia aiutato la popolazione britannica a resistere a Hitler, e di come David Low, vignettista del London Evening Standard particolarmente attivo durante la guerra, abbia finito per aiutare la popolazione durante l'assedio nazista, con la sua satira anti-Asse.

«Recentemente ho dato un'occhiata a un po' di vignette danesi del 1937 in cui i nazisti venivano rappresentati come spaventosi bruti» ha raccontato Low. «Questa cosa ha sicuramente convinto molti che Hitler fosse troppo, troppo potente per resistergli». Risultato finale: la Corona inglese ha resistito da sola alla morsa tedesca; la Danimarca è crollata subito - e se ridere abbia in qualche modo influito?

L'humour popolare anti-regime circolava anche ai tempi dell'Urss, con gli anekdoty, barzellette che prendevano di mira gli alti piani sovietici. Come questo dialogo tra un quadro del partito e un giovane sovietico: «Su cosa si basa il Capitalismo?» «Sullo sfruttamento dell'uomo da parte dell'uomo, Signore». «Molto bene, e invece su cosa si basa il Comunismo?» «Sull'opposto».

Storielle simili sono un must di ogni dittatura, appartengono alla categoria delle «battute sussurrate» (whispered jokes) che esistevano anche nella Germania nazista e probabilmente sono state comuni in qualsiasi regime oppressivo. Particolare interessante: secondo Sokeel Park dell'associazione umanitaria Liberty in North Korea, sagaci storielle sui cari leader starebbero cominciando a diffondersi timidamente anche in Corea del Nord.

L'ufficializzazione del potenziale comico di Kim Jong-il, scomparso nel 2011, è probabilmente avvenuta nel 2004 con l'uscita di Team America: World Police, film scritto dai creatori di South Park. Siamo nel pieno della Guerra al Terrore bushiana e una squadra segreta di superfusti monitora il mondo e interviene in caso di emergenza contro i nemici della Libertà (nel farlo radono al suolo Parigi e le piramidi di Giza). Il film, recitato interamente da marionette, è una satira dei film d'azione e di un certo pacifismo vipparolo molto in voga in quei anni.

Particolare essenziale: il Cattivo della storia è Kim Jong-il. Da allora la sua figura sembra essere rimasta legata all'assurdità del personaggio del film, come fosse rimasta impigliata nei fili di quella ridicola marionetta. Ma è anche su internet che il regime nordcoreano si è imposto come soggetto comico, grazie a siti come "Kim Jong-il Looking At Things" (Kim Jong-il Guarda Le Cose), una raccolta di immagini propagandistiche nordcoreane in cui il dittatore, per l'appunto, guarda le cose: guarda la frutta, guarda le persone, guarda i soldati, ecc. Un Tumblr fatto di foto (originali) e di didascalie puntuali e non ironiche. Non c'è nessuna battuta: l'effetto comico sembra essere di serie.

«È propaganda, non la realtà e non lo deve essere. Ma il fatto che proprio quelle immagini siano state scelte per mostrare la grandezza del Paese è parte del gioco».

Per il successo del sito, «credo si debba ringraziare George W. Bush», ha spiegato a Studio il creatore del blog João Rocha. «Quando decise di includere la Corea del Nord tra i Paesi dell'Asse del Male (nel 2002; gli altri membri dell'Asse erano Iraq e Iran,Nda), ha posto Jong-il sullo stesso livello di Saddam Hussein. Ciò gli ha conferito un'aura da dittatore pericoloso e lunatico, una minaccia per la pace. E le foto che lo rappresentano sono l'esatto opposto di questa idea». È bene precisare che le foto dei Kim vengono dai media di stato nordcoreani: «È propaganda», continua Rocha, «non è la realtà e non lo deve essere ma il fatto che proprio quelle immagini siano state scelte per mostrare la grandezza del Paese è parte del gioco, mi pare».

Secondo Cole Stryker, esperto di cultura digitale autore di Epic Win for Anonymous (2011), invece, tutto è cominciato con Team America: in un certo senso, ha detto a Studio, «ridiamo più della sua caricatura che della persona reale»; ad aiutare è anche «la debolezza che trasudano questi dittatori, assieme all'assenza di informazioni (soprattutto audio-video) sugli abusi dei diritti umani». Se vedessimo questo lato oscuro della Corea del Nord, «riderne sarebbe più difficile». Ancora una volta, quindi, sarebbe la beata ignoranza del male ad aiutarci nella risata sui personaggi più atroci, come già successo a suo tempo a Charlie Chaplin.

Dimentichiamo però un dettaglio: i nordocoreani sono veramente buffi, almeno per gli standard del pubblico occidentale. E in qualche modo quel poco di turpe di cui siamo a conoscenza sul conto del regime locale non ferma le nostre risate, che assumono quindi un tonalità nera sfiorando l'umorismo da forca (gallows humour) tipico delle situazioni estreme in cui tutto è perduto, e non c'è più nulla da fare - e se ne ride, terribilmente. Il ridicolo, così evidente e così fieramente messo in scena dalla dittatura asiatica, vince sulla tragedia.

La risata è comunque una reazione, una presa di posizione, specie se fatta con cognizione di causa. Lo sghignazzo globale aiuta a tenere accesi i riflettori su quanto succede in una zona altrimenti remota e isolata.

C'è anche chi vede in tutto questo una questione razziale: gli occidentali ridono - questa è la tesi - perché considerano ridicoli Kim e i nordocreani, e lo fanno perché pensano che tutti gli asiatici lo siano. «Gran parte delle battute su Kim Jong-un prendono di mira il suo aspetto fisico» ha spiegato a Studio Sherri L. Ter Molen, che studia per la Wayne State University di Detroit il rapporto tra le due Coree e gli Usa, e per dimostrarlo, è tornata ancora a Team America.

In una scena del film Jong-il canta la canzone "I'm So Ronery" «perché la lettera rieul in nordocreano è una combinazione tra la elle e la erre» e viene spesso pronunciata male. Così il nostro finisce per pronunciare male la frase originale, "I'm So Lonely". Il classico stereotipo dell'asiatico che ha successo anche da noi, insomma. La risata è comunque una reazione, una presa di posizione, specie se fatta con cognizione di causa. Lo sghignazzo globale aiuta a tenere accesi i riflettori su quanto succede in una zona altrimenti remota e isolata.

Come scrive Guy Delisle nel suo graphic novel Pyongyang (2004), «a certi livelli di oppressione la verità non conta molto perché più grande è la menzogna, più grande è la dimostrazione di potere». Ed ecco quindi un altro cortocircuito tra culture: ciò che noi troviamo buffo - le parate, i pianti disperati collettivi in occasione della morte di Jong-il, il fatto che il calendario nordocreano cominci dall'anno di nascita di Kim Il-sung, il "leader eterno" avvenuta nel 1912, i disperati tentativi di imporsi come potenza bellica - è in realtà il maggiore motivo d'orgoglio per la dittatura. È la Juche, l'ideologia ufficiale del regime, in azione in tutto il suo splendore. Splendore che a noi sembra puro squallore camp, una messinscena farsesca. Stiamo ridendo di persone che fanno di tutto per sembrare potenti e minacciose. Il che fa ridere solo a scriverlo.

Si potrebbe temere che tutte queste battute sui Kim rischino di banalizzare i loro misfatti. Sono però in molti a dissentire e, anzi, a sostenere che gli sghignazzi globali siano dannose alla Corea del Nord: «Ridere in faccia al male è un azione importante e salutare» dice Cole Stryker. «Inoltre questi dittatori vanno colpiti senza pietà, politicamente parlando. E il modo migliore di danneggiare un potente stupido è ridere di lui».

Non bisogna infatti dimenticare che la versione "ufficiale" nordcoreana racconta che alla nascita di Kim Il-sung il cielo fu squarciato da un doppio arcobaleno e tutti i fiori e le piante fiorirono di colpo, in un orgasmo primaverile fuori stagione. Davanti a tutto questo, la risata sembra inevitabile, l'unica risposta plausibile a uno spettacolo spassosissimo che pur rovinando migliaia di vite, rimane un male invisibile e strano, che si fa schernire e ridicolizzare. E così continueremo a fare, almeno fino a quando non conosceremo con esattezza il lato oscuro del nostro show preferito.

 

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