CAFONALINO – LA ZEBRA SPENNA GLI AQUILOTTI DI LOTITO MA IL MEJO SPETTACOLO E’ LA TRIBUNA DOVE RICICCIANO I MITOLOGICI CRAGNOTTI, PREVITI E DANIELA EX FINI

Foto di Mezzelani-Gmt per Dagospia

Gabriele De Bari per "Il Messaggero"

Ormai soltanto l'aritmetica costringe la Juventus a tenere in frigo lo champagne dello scudetto, da tempo già in fresco. Più 11 punti sul Napoli, un vantaggio che potrà gestire con calma e facilità in attesa di togliere il tappo. La squadra di Conte vince agevolmente la sfida dell'Olimpico, dà un'ulteriore di forza e di solidità e mette a nudo le attuali carenze di una Lazio troppo rimaneggiata, spenta e senza idee.

Netto sia il divario tecnico, che quello organizzativo. I bianconeri coprono bene il campo, non devono ricorrere quasi mai al dribbling, perché hanno sempre il compagno libero di ricevere palla, grazie a una manovra corale e avvolgente che stringe a tenaglia l'avversario. Quelli biancocelesti, al contrario, cercano spesso il lancio lungo, per arrivare nella trequarti, in quanto si muovono poco senza palla e sono sempre ben fronteggiati.

ASSENZE, ERRORI E SCELTE
Petkovic, dovendo rinunciare a elementi importanti, sbaglia però la scelta di Mauri, che finisce per giocare spesso persino più avanti di Klose, restando enucleato dalle azioni, evanescente e inconcludente. Parte dalla zona destra, dove soffre terribilmente la fisicità di Barzargli, e, quando accentra o svaria, non incide: è in ritardo di condizione e si vede.

A questo punto sarebbe stato meglio far giocare Ederson o, addirittura, una seconda punta. In questo quadro già critico si inserisce la disastrosa prova difensiva della squadra. Pesano ovviamente le squalifiche e gli infortuni ma il solare fallo da rigore che commette Cana, dopo 7 minuti, rappresenta un suicidio.

SUPERIORITÀ BIANCONERA
Lo schieramento è da brividi: Gonzalez è un terzino adattato e patisce gli inserimenti di Asamoah, Stankevicius all'esordio stagionale non ha né il passo, né la personalità necessarie, mentre Ciani-Cana è una coppia di centrali improponibile. L'albanese ha il modo per farsi perdonare l'erroraccio ma, davanti a Buffon, cicca incredibilmente la palla del possibile uno a uno. Le speranze della Lazio, di riaprire la sfida, si spengono qui, su questo episodio isolato comunque clamoroso.

Il difensore gallico, invece, dopo aver salvato 2 gol, sulle conclusioni ravvicinate di Marchisio e Vidal, sbaglia in occasione del raddoppio, consentendo al centrocampista cileno un comodo tiro per il raddoppio. Ma, sull'azione precedente, c'è un folle passaggio di Stankevicius, nel cuore della propria area, con palla che finisce a un avversario.

Il 2-0, con il quale si chiude il primo tempo, non rispecchia la superiorità tecnica-tattica della Juventus che costruisce altre occasioni davanti a Marchetti, bravo a respingere su Vucinic, mentre Cana devia in extremis su Marchisio. Buffon deve intervenire soltanto su una bordata da lontano dell'ex Candreva, l'unico a salvarsi, almeno per freschezza e determinazione, dal marasma generale.

SQUADRA RIDISEGNATA
Nel secondo tempo Petkovic ridisegna l'assetto: fuori Hernanes e Mauri per Ederson e Kozak, Gonzalez a sinistra su Lichtsteiner, Stankevicius a destra sulle piste di Asamoah. Mosse che sembrano scuotere la squadra, vicina al gol con un colpo di testa di Ciani.

Le certezze della Juventus non vengono scalfite, è sempre lei a fare la partita e Marchisio si divora una colossale opportunità, alzando il facile tap-in quando Marchetti respinge una velenosa punizione di Pirlo. Poco dopo Kozak lo emula di testa, a due passi dal gol.

Sicuramente meglio la Lazio a 2 punte, in quanto sviluppa meglio le poche azioni offensive, anche se i bianconeri allentano la presa pensando soprattutto a controllare la gara che scivola via senza altri sussulti. La Lazio, raggiunta dalla Roma al quinto posto, alla vigilia di 2 trasferte consecutive, deve cominciare un nuovo campionato per salvare l'Europa.

 

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