CANI ANTIDROGA, METAL DETECTOR E PERQUISIZIONI: AL VIA IL MONDIALE TRA LE POLEMICHE! CANNAVARO E L’UZBEKISTAN TRATTATI COME CRIMINALI E ISPEZIONATI A FONDO PRIMA DELL'AMICHEVOLE CONTRO L'OLANDA. DODICI PERSONE DELLA DELEGAZIONE IRANIANA, SOSPETTATE DI ESSERE LEGATE AI PASDARAN, SONO STATE RESPINTE – A UN ARBITRO SOMALO E’ STATO NEGATO L'INGRESSO PER NON MEGLIO PRECISATE "PREOCCUPAZIONI LEGATE ALLA SICUREZZA" - LA FIFA DI INFANTINO, LECCHINO IN CHIEF DI TRUMP, PILATESCAMENTE SE NE LAVA LE MANI: “NON SIAMO COINVOLTI NELLE POLITICHE MIGRATORIE DEI PAESI OSPITANTI” – PROTESTE ANCHE PER IL CARO-BIGLIETTI CON PREZZI DA SUPER BOWL - VIDEO
Massimo Basile per repubblica.it - Estratti
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Il primo fischio del Mondiale è arrivato in una sala controlli dell'aeroporto internazionale di Miami, tra metal detector e la domanda più importante dell'estate dell'America trumpiana: chi può entrare?
Da settimane il Mondiale viene raccontato come una celebrazione planetaria. Sedici città, di cui undici in Usa, tre Paesi ospitanti, centinaia di milioni di spettatori, 104 partite distribuite in trentanove giorni.
(...) persone respinte. Almeno dodici della delegazione iraniana, sospettate di essere legate ai Pasdaran. Teheran ha accusato gli Usa di aver negato il visto ai tifosi iraniani. L'episodio più clamoroso riguarda Omar Artan, arbitro internazionale somalo selezionato dalla Fifa tra i 160 ufficiali di gara scelti da cinquanta federazioni. Artan era arrivato a Miami da Istanbul.
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Le autorità americane gli hanno negato l'ingresso per non meglio precisate "preoccupazioni legate alla sicurezza".
La Fifa, attraverso un portavoce, si è tirata fuori: «Non siamo coinvolti nelle politiche migratorie dei Paesi ospitanti». Frase in apparenza semplice ma che mostra una delle contraddizioni più forti di questo Mondiale.
Artan ha reagito con una dignità quasi sconosciuta a Washington: ha ringraziato Fifa e Confederazione africana e promesso di guardare alle prossime sfide della sua carriera.
Nel frattempo Fabio Cannavaro e la nazionale dell'Uzbekistan, di cui lui è ct, sono stati sottoposti a controlli minuziosi.
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I bagagli allineati davanti al pullman per le ispezioni dei cani antidroga. I giocatori del Senegal, tra cui stelle come Sadio Mané e Kalidou Koulibaly, fatti sedere uno accanto all'altro sulla pista d'atterraggio come contrabbandieri. Intanto migliaia di tifosi ispanici diserteranno gli impianti americani per non finire nella rete degli agenti dell'Ice, l'agenzia federale dell'immigrazione.
Il capo ad interim, Todd Lyons, durante un'audizione al Congresso non ha garantito l'assenza di raid a caccia di clandestini. Il caldo farà la sua parte: a Kansas City, Atlanta, Miami e Monterrey attese temperature sopra i trenta gradi. E c'è anche il rischio di uragani.
Comprare un biglietto sarà ancora possibile, ma a prezzi da Super Bowl. Su seatgeek.com, per esempio, un tagliando per Brasile-Marocco, in programma sabato al MetLife in New Jersey, parte da 2005 dollari, per stare in piccionaia. La Fifa ha detto di aver messo a disposizione biglietti da 60 dollari per tutte le partite, finale inclusa, ma sembrano un'illusione, visto che sono arrivate 500 milioni di richieste. Alla fine è un prezzo esca, da marketing.
Poi c'è la realtà della maggioranza dei biglietti. A cui aggiungere i costi per arrivare allo stadio: nelle città americane gli impianti, molto ampi e moderni, si trovano spesso in mezzo al niente. Il posto nei parcheggi parte da 99 dollari (85 euro) per salire fino a 300 (260 euro). Se può consolare, una cosa accessibile a tutti almeno ci sarà: l'inno ufficiale cantato da Robbie Williams e Laura Pausini. Si chiama Desire, desiderio.


