iran proteste donald trump ali khamenei ayatollah

CARNEFICINA IN IRAN – SECONDO IL REPORT DI “SUNDAY TIMES”, NELLA BRUTALE E SANGUINOSA REPRESSIONE DELLE MANIFESTAZIONI DI PROTESTA SONO STATE UCCISE ALMENO 16.500 PERSONE, MENTRE CIRCA 330MILA SONO STATE FERITE: LA MAGGIOR PARTE DELLE VITTIME HANNO MENO DI 30 ANNI E SONO STATE AMMAZZATE IN DUE GIORNI  - KHAMENEI PUNTA IL DITO CONTRO TRUMP: “IL PRESIDENTE DEGLI STATI UNITI E' COLPEVOLE PER LE VITTIME”. IMMEDIATA LA RISPOSTA DI “THE DONALD”: “È IL MOMENTO DI CERCARE UNA NUOVA LEADERSHIP IN IRAN”

1. IRAN, TIMES: "16.500 DIMOSTRANTI UCCISI E 330MILA FERITI"

Da www.adnkronos.it

 

corpi dei manifestanti morti in iran

Nella brutale e sanguinosa repressione delle manifestazioni di protesta in Iran sono state uccise almeno 16.500 persone mentre circa 330mila sono state ferite. E' quanto riporta un nuovo rapporto, ottenuto dal Sunday Times, che cita testimoni e fonti mediche che precisano che la maggior parte delle uccisioni sono avvenute nel giro di due giorni e che la maggioranza delle vittime si ritiene che siano sotto i 30 anni.

 

Uno dei medici citati nel rapporto descrive la situazione come "un genocidio coperto dal buio digitale", riferendosi al fatto che il regime ha imposto il blocco totale di Internet e delle comunicazioni. Il blackout di Internet ha anche impedito per giorni a decine di migliaia di famiglie iraniane di avere notizie dei propri cari, di sapere se fossero vivi o morti.

ali khamenei trump

 

2. KHAMENEI: 'I MORTI SONO COLPA DI TRUMP'. E IL TYCOON EVOCA IL CAMBIO DI REGIME

Da www.ansa.it

 

La speranza di de-escalation sull'Iran, nutrita da indicazioni di un lavorio diplomatico da più parti e del ritorno alla calma nella piazze - sebbene apparente e probabilmente temporanea - rientra bruscamente in poche ore con un botta e risposta fra Teheran e Washington innescato dalle parole durissime della Guida suprema Ali Khamenei che punta il dito contro Donald Trump accusandolo di essere lui il responsabile dei morti iraniani delle ultime settimane.

 

corpi dei manifestanti morti in iran

Di rimando, il presidente Usa torna a sfidare l'ayatollah, affermando: "E' il momento di cercare una nuova leadership in Iran", mentre dal dipartimento di Stato si era già chiarito che "tutte le opzioni restano sul tavolo" e che con gli Usa "non si scherza".

 

La Guida suprema della Repubblica islamica tuona in occasione della festività dell'Eid al-Mab'ath: "Riteniamo il presidente degli Stati Uniti colpevole per le vittime, i danni e le calunnie da lui rivolte alla nazione iraniana", afferma all'indomani di quella che sembrava una 'apertura' americana quando il presidente Usa aveva accolto con favore, perfino ringraziato, per le 800 impiccagioni fermate in Iran. Notizia data dalla Casa Bianca ma presto bollata dal procuratore di Teheran, Ali Salehi, come una "sciocchezza inutile" secondo i media anti-regime.

 

donald trump e ali khamenei

Si tratterebbe di un mero ritardo procedurale, secondo la ricostruzione, con Salehi che non ha lasciato molto spazio a dubbi nell'affermare invece che la risposta della magistratura ai manifestanti sarà "decisa, deterrente e rapida". Del resto lo stesso Khamenei nel suo intervento ha tuonato senza indugi: le autorità "devono spezzare la schiena ai sediziosi".

 

DONNA IRANIANA ABBRACCIA IL CADAVERE DI UN MANIFESTANTE UCCISO

Mentre continua la stretta sulla censura, se è vero, come suggeriscono attivisti iraniani specializzati in diritti digitali, che la leadership sta pianificando di abbandonare definitivamente la rete internet globale, consentendo la connessione online solo a individui controllati. Il Guardian cita un rapporto di Filterwatch, un'organizzazione che monitora la censura di internet in Iran, secondo cui "è in corso un piano confidenziale per trasformare l'accesso a internet internazionale in un 'privilegio governativo'".

 

 In sostanza, gli iraniani in possesso di autorizzazione di sicurezza o che hanno superato i controlli governativi avrebbero accesso a una versione filtrata del web globale, ha affermato Amir Rashidi, leader di Filterwatch, mentre tutti gli altri iraniani avrebbero accesso solo al web nazionale: un internet domestico e parallelo, isolato dal resto del mondo. Il blocco di Internet in corso in Iran è uno degli strumenti fondamentali nel controllo e la repressione delle proteste: cominciato l'8 gennaio, è uno dei più gravi blocchi della storia.

 

ali khamenei

"Adesso basta", sembra dire Trump, da leader piccato più che da commander in chief, visto che dai media americani filtra l'esistenza di punti di vista divergenti all'interno dell'amministrazione Usa sulla certezza della caduta del regime che sarebbero all'origine del mancato ordine di attacco da parte di Trump: il Wall Street Journal scrive che il presidente martedì era incline a dare il via libera e aveva chiesto al Pentagono di prepararsi, ma l'ordine non è mai arrivato.

 

Khamenei lo chiama in causa direttamente quando afferma: "Il Presidente degli Stati Uniti ha inviato un messaggio ai sediziosi, affermando che li avrebbe sostenuti e avrebbe fornito supporto militare. In altre parole, il presidente degli Stati Uniti stesso è stato coinvolto nella sedizione.

 

protesta dei commercianti in iran 29 dicembre 2025

Si tratta di atti criminali". Trump risponde a sua volta: Khamenei è "colpevole della completa distruzione del Paese e dell'uso di violenza a livelli mai visti prima", sottolineando che affinché l'Iran continui a funzionare la "leadership dovrebbe concentrarsi sulla corretta gestione del Paese, come faccio io negli Stati Uniti, e non sull'uccisione di migliaia di persone per mantenere il controllo del Paese". Khamenei è un "uomo malato che dovrebbe governare il suo Paese in modo appropriato e smetterla di uccidere persone. Il suo Paese è il peggior posto al mondo in cui vivere a causa della sua pessima leadership".

proteste iran. MEME SU DONALD TRUMP E L IRAN proteste in iran 3proteste in iran 2proteste in iran 1ali khamenei trump

Ultimi Dagoreport

bruno valentinetti giorgia meloni angelo san lorenzo in lucina daniela memmo antonio damelio

DAGOREPORT - CI MANCAVANO SOLO I FASCIO-MONARCHICI! PER CAPIRE DA DOVE ARRIVA L'AFFRESCO DELL'ANGELO CON LE FATTEZZE DI GIORGIA MELONI, ALLA BASILICA DI SAN LORENZO IN LUCINA, A ROMA, BISOGNA GUARDARE ALLA VECCHIA ARISTOCRAZIA NERA ROMANA, CHE HA IN QUELLA CHIESA UN PUNTO DI RIFERIMENTO - LA CAPPELLA IN QUESTIONE È DEDICATA A UMBERTO II (IN ASSENZA DI UNA TOMBA AL PANTHEON, SOGNATA DAGLI EREDI) E IL RESTAURO PRECEDENTE, NEL 2003, FU FINANZIATO DA DANIELA MEMMO E DAL MARITO, ANTONIO D'AMELIO, FIGLIO DEL MINISTRO DELLA REAL CASA DI SAVOIA, CARLO - CHI HA PAGATO L'EX MILITANTE DELL'MSI BRUNO VALENTINETTI PER IL "RITOCCO" MELONIANO? IL COMMITTENTE SAPEVA CHE SAREBBE COMPARSO IL FACCIONE DI GIORGIA? IL PARROCO PARLA DI "SPONSOR, ASSOCIAZIONI E DUE FONDAZIONI". QUALI? - IL SALDISSIMO RAPPORTO DEI CONIUGI MEMMO-D'AMELIO CON SVARIATI ESPONENTI DELLA DESTRA, A PARTIRE DA GIANNI ALEMANNO: IL LORO SALOTTO DI PALAZZO RUSPOLI È DIVENTATO IL CENACOLO PREFERITO DAL PIO ALFREDO MANTOVANO...

leonardo maria del vecchio

DAGOREPORT - IL DISASTROSO DEBUTTO TELEVISIVO DI LEONARDO MARIA DEL VECCHIO, CHE DOVEVA INCORONARE LA NUOVA STAR DEL CAPITALISMO ITALIANO PRONTO A PRENDERE IL POSTO DI JOHN ELKANN IN FUGA, HA SPINTO GLI “ADDETTI AI LIVORI” A DOMANDARSI: “CHI GLI VUOLE COSI MALE DA SUGGERIRE CHE ERA GIUNTA L’ORA FATALE DI DARSI UN’IMMAGINE PUBBLICA, ESPONENDOLO A ‘STA FIGURACCIA DA MILIARDARIO RINCITRULLITO CHE IN MEZZ’ORA HA PROMOSSO QUELLO SVALVOLATO DI LAPO ELKANN IN ARISTOTELE?” - FORSE LA RISPOSTA ALL’"HARAKIRI CATODICO" DI DEL VECCHIO JR ARRIVERÀ DOMENICA 8 FEBBRAIO DA UN'INCHIESTA DI “REPORT” SU ‘’EQUALIZE’’, LA CRICCA DI SPIONI MILANESI CHE PER ANNI HA DOSSIERATO PER CONTO DI GRANDI AZIENDE, POLITICI, BANCHIERI E IMPRENDITORI, TRA I QUALI SPICCA PROPRIO IL RAM-POLLO DEL VECCHIO - DAI VERBALI DEI PM MILANESI ESPLODE UN DELIRIO DI TRUFFE, RICATTI, INTERCETTAZIONI:“VOGLIO SAPERE I SOLDI NASCOSTI CHE HA MIA MAMMA, MIO FRATELLO, L’ALTRO MIO FRATELLO, MIO CUGINO, TUTTA LA FAMIGLIA…” - "REPORT" TIRA IN BALLO NON SOLO LA GUERRA DELLA FAMIGLIA DEL VECCHIO SULL'EREDITA' DA SOGNO, DA 4 ANNI FERMA AL PALO, MA ANCHE UN POSSIBILE COLLEGAMENTO DI QUESTE ATTIVITÀ ILLEGALI CON IL RISIKO BANCARIO MPS E MEDIOBANCA...

donald trump flavio briatore

CIAO “BULLONAIRE”, SONO DONALD! – TRUMP, CON TUTTI I CAZZI E I DAZI CHE GLI FRULLANO NELLA TESTA, ALMENO DUE VOLTE A SETTIMANA TROVA IL TEMPO PER CAZZEGGIARE AL TELEFONO CON IL SUO VECCHIO AMICO FLAVIO BRIATORE – DA QUANDO HA VENDUTO IL TWIGA, L’EX FIDANZATO DI NAOMI CAMBPELL E HEIDI KLUM E' UN PO' SPARITO: CENTELLINA LE SUE APPARIZIONI TV, UN TEMPO QUASI QUOTIDIANE - IN DUE MESI È APPARSO NEI SALOTTI TV SOLO UN PAIO DI VOLTE: UNA A DICEMBRE A "DRITTO E ROVESCIO" CHEZ DEL DEBBIO, L’ALTRA MERCOLEDÌ SCORSO A “REALPOLITIK” MA NESSUNO SE N’È ACCORTO (UN TEMPO BRIATORE FACEVA NOTIZIA)

donald trump giorgia meloni ixe sondaggio

DAGOREPORT - CHE COSA SI PROVA A DIVENTARE “GIORGIA CHI?”, DOPO ESSERE STATA CARAMELLATA DI SALAMELECCHI E LECCA-LECCA DA DONALD TRUMP, CHE LA INCORONÒ LEADER "ECCEZIONALE", "FANTASTICA", "PIENA DI ENERGIA’’ E ANCHE "BELLISSIMA"? - BRUTTO COLPO, VERO, SCOPRIRE CHE IL PRIMO DEMENTE AMERICANO SE NE FOTTE DELLA “PONTIERA” TRA USA E UE CHE SI È SBATTUTA COME MOULINEX CONTRO I LEADER EUROPEI IN DIFESA DEL TRUMPISMO, E ORA NON RACCATTA NEMMENO UN FACCIA A FACCIA DI CINQUE MINUTI, COME È SUCCESSO AL FORUM DI DAVOS? - CHISSÀ CHE EFFETTO HA FATTO IERI A PALAZZO CHIGI LEGGERE SUL QUEL “CORRIERE DELLA SERA” CHE HA SEMPRE PETTINATO LE BAMBOLE DELL’ARMATA BRANCA-MELONI, IL DURISSIMO EDITORIALE DI UN CONSERVATORE DOC COME MARIO MONTI - CERTO, PER TOGLIERE LA MASCHERA ALL’INSOSTENIBILE GRANDE BLUFF DELLA “GIORGIA DEI DUE MONDI”, C’È VOLUTO UN ANNO DI ''CRIMINALITÀ'' DI TRUMP MA, SI SA, IL TEMPO È GALANTUOMO, I NODI ALLA FINE ARRIVANO AL PETTINE E LE CONSEGUENZE, A PARTIRE DAL REFERENDUM SULLA GIUSTIZIA DI FINE MARZO, POTREBBERO ESSERE MOLTO AMARE TRASFORMANDO IL ''NO'' ALL'UNICA RIFORMA DEL GOVERNO IN UN "NO" AL LEGAME DI MELONI CON LA DERIVA FASCIO-AUTORITARIA DI TRUMP... 

tommaso cerno barbara d'urso durso d urso francesca chaouqui annamaria bernardini de pace

FLASH – IERI SERA GRAN RADUNO DI PARTY-GIANI ALLA CASA MILANESE DI TOMMASO CERNO, PER CELEBRARE IL 51ESIMO COMPLEANNO DEL DIRETTORE DEL “GIORNALE” – NON SI SONO VISTI POLITICI, AD ECCEZIONE DI LICIA RONZULLI. IN COMPENSO ERANO PRESENTI L’AVVOCATESSA ANNAMARIA BERNARDINI DE PACE E L’EX “PAPESSA” FRANCESCA IMMACOLATA CHAOUQUI. A RUBARE LA SCENA A TUTTE, PERÒ C’HA PENSATO UNA SFAVILLANTE BARBARA D’URSO STRETTA IN UN ABITINO DI DOLCE E GABBANA: “BARBARELLA” AVREBBE DELIZIATO I PRESENTI ANNUNCIANDO CHE, DOPO FABRIZIO CORONA, ANCHE LEI TIRERÀ FUORI QUALCHE VECCHIA MAGAGNA…

giorgia meloni carlo calenda

FLASH – CARLO CALENDA UN GIORNO PENDE DI QUA, L’ALTRO DI LÀ. MA COSA PENSANO GLI ELETTORI DI “AZIONE” DI UN’EVENTUALE ALLEANZA CON LA MELONI? TUTTO IL MALE POSSIBILE: IL “TERMOMETRO” TRA GLI “AZIONISTI” NON APPREZZA L'IPOTESI. ANCHE PER QUESTO CARLETTO, ALL’EVENTO DI FORZA ITALIA DI DOMENICA, È ANDATO ALL’ATTACCO DI SALVINI: “NON POSSO STARE CON CHI RICEVE NAZISTI E COCAINOMANI” (RIFERIMENTO ALL’ESTREMISTA INGLESE TOMMY ROBINSON) – IL PRECEDENTE DELLE MARCHE: ALLE REGIONALI DI SETTEMBRE, CALENDA APRÌ A UN ACCORDO CON IL MAL-DESTRO ACQUAROLI, PER POI LASCIARE LIBERTÀ “D’AZIONE” AI SUOI CHE NON NE VOLEVANO SAPERE...