delmastro bartolozzi caroccia

IL CASO DELMASTRO È UNA BOMBA CHE PUÒ FAR ESPLODERE LA MAGGIORANZA – SI REGISTRANO I PRIMI SCHRICCHIOLII NEL CENTRODESTRA: LA LEGA APRE A UNA “VALUTAZIONE SULL’OPPORTUNITÀ POLITICA” DEGLI AFFARI DEL SOTTOSEGRETARIO ALLA GIUSTIZIA CON IL PRESTANOME DELLA CAMORRA MAURO CAROCCIA. È LA STESSA FORMULA CHE UTILIZZÒ FRATELLI D’ITALIA PER CHIEDERE LE DIMISSIONI DI JOSEFA IDEM DAL GOVERNO LETTA NEL 2013 – LA DIFESA DI DELMASTRO FA ACQUA DA TUTTE LE PARTI: DICEVA DI AVER SCOPERTO CHI FOSSE CAROCCIA SOLO DOPO ESSERE ENTRATO IN SOCIETÀ CON LA FIGLIA, E INVECE LO CONOSCEVA DA PIÙ DI UN ANNO – DELMASTRO PORTAVA A CENA ALLA  “BISTECCHERIA D’ITALIA” ANCHE I VERTICI DEL DAP E GIUSI BARTOLOZZI, LA “ZARINA” DEL MINISTERO CON CUI HA STRETTO UN PATTO D’ACCIAIO PER COMMISSARIARE DI FATTO NORDIO E BLINDARE IL POTERE - IL CASO COSPITO, LO SPARO DI POZZOLO, I LEGAMI CON CAROCCIA: I MOTIVI DI IMBARAZZO PER DELMASTRO SI ACCUMULANO. COS'ALTRO CI VUOLE PER FARLO DIMETTERE? E PENSARE CHE MAURIZIO LUPI 11 ANNI FA LASCIÒ PER UN OROLOGIO REGALATO AL FIGLIO...

SPUNTA LA FOTO A CENA CON LA ZARINA BARTOLOZZI E LA LEGA ORA SI SMARCA

Estratto dell’articolo di Lorenzo De Cicco per “la Repubblica”

 

andrea delmastro mauro caroccia

Primi scricchiolii a destra sull'affaire Delmastro. La parola magica è «opportunità politica». La pronuncia la Lega, dopo tre giorni di silenzio. Ed è la stessa formula che FdI sfruttò per chiedere le dimissioni di Josefa Idem, anno 2013, governo Letta. Solo che stavolta in ballo non c'è una cartella dell'Imu non saldata, ma gli affari di un sottosegretario alla Giustizia con il prestanome di uno dei più potenti clan di camorra.

 

È il capogruppo del Carroccio in Senato, Massimiliano Romeo, a esporsi: «Dimissioni? Delmastro non è indagato e noi siamo comunque garantisti sempre — le parole di Romeo — ma una valutazione sull'opportunità politica va fatta. E la deve fare innanzitutto la persona direttamente interessata».

 

ANDREA DELMASTRO

Se i leghisti iniziano a prendere le distanze è perché la difesa di Delmastro è piena di buchi e contraddizioni. La prima versione del sottosegretario era stata: ho scoperto solo dopo l'affare chi fosse il padre della diciottenne con cui avevo aperto la bisteccheria sulla Tuscolana. In realtà lo conosceva da oltre un anno, almeno, come testimoniato dalla foto scovata ieri da Repubblica, scattata nel vecchio ristorante di Mauro Caroccia, nell'ottobre 2023.

 

Ieri, altre due foto, altri due pasticci: in uno scatto del 3 giugno 2025, diffuso dal Fatto, Delmastro è attovagliato in bisteccheria con Giusy Bartolozzi, la capo di gabinetto di Nordio.

 

giusi bartolozzi andrea delmastro foto lapresse

Non solo: a tavola, secondo fonti del ministero della Giustizia sentite da questo giornale, c'erano un mucchio di dirigenti del Dap, il dipartimento dell'amministrazione penitenziaria. Massimo Parisi, vicecapo del Dap; Rita Monica Russo, capo del personale della polizia penitenziaria a Roma; Lina Di Domenico, ex vicecapo del Dap, attuale capo del Dog, il dipartimento dell'organizzazione giudiziaria.

 

Le stesse fonti riconoscono, di spalle, pure Ernesto Napolillo, direttore generale dei detenuti. Insomma il dirigente che, da ultimo, dovrebbe vigilare sullo stesso boss Senese, in carcere. All'epoca della foto, Caroccia era già stato condannato nell'appello bis per intestazione fittizia di beni aggravata dal metodo mafioso.

 

Un'altra foto è di gennaio 2026. Un selfie pubblicato sui social da un sindacalista della penitenziaria, sempre alla bisteccheria, sempre con Delmastro. Risale a un mese prima della condanna definitiva di Caroccia. Ma il sottosegretario aveva già iniziato a liquidare le quote personali che aveva nella società in comune con la figlia di Caroccia, girandole in un primo momento a una sua azienda. Il caso è tutt'altro che chiuso.

 

GENNAIO 2026 - ANDREA DELMASTRO A CENA A BISTECCHERA D'ITALIA CON RAFFAELE TUTTOMONDO SINDACALISTA DI POLIZIA PENITENZIARIA

[...] Anche da FI trapelano sbuffi di gelo. Il viceministro Francesco Paolo Sisto non spende una parola per perorare la causa del suo collega al dicastero di Nordio: «Penso che Delmastro sia in condizioni di chiarire personalmente la sua posizione».

 

Come dire: non chiedetelo a me. Giorgia Meloni per ora non scarica il suo fedelissimo. Non si sono ancora parlati a quattrocchi, solo al telefono. Il faccia a faccia avverrà dopo il referendum. Resa dei conti alle viste? Si vedrà. La trincea scavata a via della Scrofa al momento si regge su un pilastro: l'assenza di un'indagine a carico del sottosegretario. Il timore, detto a mezza voce dai Fratelli, è proprio questo: che l'argine non regga più. [...]

 

GIUSY BARTOLOZZI E ANDREA DELMASTRO A CENA A BISTECCHERIE D ITALIA - FOTO DEL FATTO QUOTIDIANO

[...] L'interessato per ora dribbla le questioni. Ieri a Novara, all'ultimo comizio per il referendum, si è definito un «avvocato di provincia», sostenendo che «la generazione di Fratelli d'Italia è cresciuta nel ricordo di Giovanni Falcone». Stop.

 

C'è un'altra grana tutta politica per il sottosegretario. M5S e Avs hanno presentato una mozione di censura alla Camera, per farlo dimettere. Ma soprattutto, il leader dei Verdi, Angelo Bonelli, ha spedito una lettera al presidente della Camera, il leghista Lorenzo Fontana, chiedendogli «quali provvedimenti intende adottare per la mancata comunicazione» da parte di Delmastro circa l'attività messa su con Caroccia. Comunicazione obbligatoria per legge, per gli eletti.

 

mauro caroccia

In teoria Delmastro rischia una sanzione. Fontana, fanno sapere dalla sua cerchia, girerà la pratica al comitato sulla condotta dei deputati. Che però è presieduto da un fratello d'Italia: Riccardo Zucconi.

 

PATTO PER ARGINARE FORZA ITALIA E CHIGI LA ZARINA ACCENTRA DOSSIER E NOMINE

Estratto dell’articolo di Giacomo Salvini per “il Fatto quotidiano”

 

Lei è rimasta al ministero. Lui ha lasciato Roma, in tour per gli ultimi giorni della campagna referendaria.

 

Lei non ha subito contraccolpi dopo le frasi sui magistrati come “plotone di esecuzione”, lui fa comizi e non indietreggia di un millimetro dopo la bufera sui suoi affari con una diciottenne figlia di un condannato per intestazione fittizia di beni con l’aggravante mafiosa.

 

bisteccheria d italia

Perora la causa della riforma della separazione delle carriere, dispensa sorrisi ai giornalisti (“vince il No di sicuro”, va dicendo) e cita Peppino Impastato: “La mafia è una montagna di merda”.

 

Quella sul referendum sulla giustizia è stata la campagna elettorale “Delmastro-Bartolozzi”. Lei, potente capo di gabinetto del ministro della Giustizia, lui sottosegretario in via Arenula, fedelissimo della premier e già suo avvocato. Da mesi hanno stretto un patto di ferro. Il ministero della Giustizia è cosa loro, tanto da aver scritto insieme la riforma.

[...]

 

Delmastro era stato messo lì dalla premier Meloni per “vigilare” sull’operato di Nordio. [...]  via Arenula andava protetta dagli assalti dei berlusconiani, e da riforme iper-garantiste. Così, dopo una prima fase di isolamento e di guai anche giudiziari (caso Cospito), Delmastro ha stretto un patto con la “zarina”, Giusi Bartolozzi, vicecapo di gabinetto. Da allora via Arenula è gestita da loro e Nordio non può farne a meno.

 

michele senese

Bartolozzi, ex deputata di FI, non solo ha “spinto” alle dimissioni il suo capo di gabinetto Alberto Rizzo, ma è diventata la vera ministra della Giustizia. In questi mesi ha accentrato tutto il potere su di sé.

 

[...] Tutti gli atti passano dalla sua scrivania e dal suo computer. Dopo il litigio estivo, da mesi non parla più con il portavoce di Nordio, Francesco Specchia. Ha voluto un nuovo ufficio da venti persone sotto la sua guida. I principali dirigenti di via Arenula se ne sono andati per lo strapotere di Bartolozzi: Rizzo e poi Luigi Birritteri (Dag) per la gestione del caso Almasri. È stata proprio la “zarina” a occuparsi della vicenda del torturatore libico, con annesse riunioni riservate e con l’intelligence: Nordio in quei giorni era irreperibile a Treviso e lei era la “ministra”.

 

Anche per questo, quando è stata indagata per false dichiarazioni ai pm, Chigi ha dato l’ordine: conflitto di attribuzione per provare a “scudarla”. I tempi sono stati dilatati per superare la campagna elettorale e candidarla con FdI.

 

giusi bartolozzi andrea delmastro carlo nordio foto lapresse

Infine, la gaffe. Un dibattito a Telecolor per definire i magistrati un “plotone di esecuzione” da “togliere di mezzo” in caso di vittoria del Sì. Nordio pretende le sue scuse, ma lei non le fornisce (umiliandolo).

 

Meloni ne prende le distanze, ma non la fa rimuovere. Lei torna in ufficio a lavorare come se niente fosse, mentre Nordio gira l’Italia per paesini per evitare di esporlo a nuove gaffe. Si ipotizza che, dopo il referendum, possa essere rimossa e spostata in un altro dipartimento. Ma Delmastro la difende: “Tutto inventato”, va dicendo. Se vince il “Sì” tutto è perdonato. Anche per i due padroni del ministero.

carlo nordio con andrea delmastro al teatro parenti di milano per il comizio sul referendum giustizia foto lapresseemanuele pozzolo con la maglietta io sono delmastroUNA PALLOTTOLA SPUTTANATA - MEME BY EMILIANO CARLI LABATE BONELLI DELMASTRONello Donnarumma Andrea Delmastro Francesco LollobrigidaGIUSY BARTOLOZZI E ANDREA DELMASTRO A CENA A BISTECCHERIE D ITALIA - FOTO DEL FATTO QUOTIDIANO

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