francesco silvestro franco forza italia antonio tajani marina berlusconi fulvio martusciello

MA FRANCESCO SILVESTRO HA CAPITO DOVE SI TROVA? – IL SENATORE DI FORZA ITALIA, DENUNCIATO DA UN’IMPRENDITRICE, CHE LO ACCUSA DI VIOLENZA SESSUALE, HA UN GROSSO PROBLEMA: DOPO 4 ANNI IN PARLAMENTO NON HA COMPRESO L'ABC DEL MESTIERE POLITICO. BASTA LEGGERE LA RISPOSTA ALLA GIORNALISTA CONCHITA SANNINO, CHE GLI AVEVA CHIESTO LA SUA VERSIONE DEI FATTI: “MODESTAMENTE IO SONO UN BEL RAGAZZO, LA SIGNORA È UNA SIGNORA NORMALE” – DI FATTO FINISCE QUI LA CARRIERA PARLAMENTARE DI SILVESTRO, IL CUI CASO È EMBLEMATICO DELLE FAIDE IN FORZA ITALIA: UN ANNO FA SI È MESSO A CAPO DI UN MANIPOLO DI “RIBELLI” CON L’OBIETTIVO, NON RIUSCITO, DI SOSTITUIRE IL LEADER REGIONALE AZZURRO, FULVIO MARTUSCIELLO, VICINISSIMO A TAJANI. E PER QUESTO HA SCRITTO UNA LETTERA INDIRIZZATA A MARINA BERLUSCONI – ORA LA CAPOGRUPPO AL SENATO, STEFANIA CRAXI, LO SCARICA: “LA SUE PAROLE SONO QUANTO PIÙ LONTANE DALLA MIA CULTURA E DALLA MIA SENSIBILITÀ DI DONNA”

Carlo Tarallo per Dagospia

 

Francesco Silvestro davanti a palazzo madama

“Mi scuso, e lo ripeto, per espressioni che credevo colloquiali, considero comunque sbagliate e che nel contesto di una telefonata possono aver generato fraintendimenti o leso sensibilità”: il grande limite di Francesco Silvestro, detto Franco, è tutto qui. In queste parole.

 

Il senatore napoletano di Forza Italia, al centro di una bufera politica non solo e non tanto per la denuncia contro di lui di una imprenditrice che lo accusa di violenza sessuale avvenuta in una stanza di Palazzo Madama, dopo ben quattro anni in parlamento non ha ancora ben compreso dove si trovi.

 

ANTONIO TAJANI E FRANCESCO SILVESTRO

Quando due giorni fa Conchita Sannino, giornalista di Repubblica, nota per le sue inchieste sempre belle “toste”, lo chiama per chiedergli la sua versione dei fatti sull’accusa di violenza, lui non fa quello che farebbe un politico navigato: rispondere “la richiamo”, consultare avvocato e addetto stampa, e inviare una nota nella quale nega tutto e sostiene di avere fiducia nella magistratura.

 

No: Silvestro va di tono “colloquiale”, come se fosse ancora consigliere comunale a Arzano e un giornalista locale gli stesse chiedendo della sostituzione di un assessore, e si rovina con le sue stesse mani: “Io non ho ricevuto nessuna carta, nessun atto di indagine”, dice Silvestro alla Sannino, “vediamo. Poi ci divertiamo. Modestamente io sono un bel ragazzo, la signora è una signora normale…”.

 

storia instagram di francesco silvestro - foto con marina berlusconi

Finisce qui, con questa frase la carriera da parlamentare di Franco Silvestro, che stamattina, e solo stamattina, si è scusato per quelle frasi che, al di là di come finirà la vicenda giudiziaria, lo hanno marchiato dal punto di vista politico, un marchio che sarà assai difficile da cancellare.

 

Silvestro ha vissuto la sua prima avventura da parlamentare volendo bruciare le tappe, e finendo per bruciarsi. Eletto nel 2022, entra a far parte della Commissione parlamentare antimafia, che però nel 2020 deve lasciare: è sotto processo per tentata concussione, ufficialmente abbandona l’organismo per assumere la presidenza della bicamerale sugli affari regionali.

 

Arriva la prescrizione, lui vorrebbe rientrare in Antimafia, ma Stefania Craxi, nuovo capogruppo azzurro, non è d’accordo. A proposito di Stefania Craxi: la vera svolta per Silvestro avviene un annetto fa, quando, inopinatamente, rompe il sodalizio con l’uomo che lo aveva fatto eleggere al Senato, il leader regionale di Forza Italia Fulvio Martusciello, capodelegazione al parlamento europeo, vicinissimo ad Antonio Tajani.

 

FULVIO MARTUSCIELLO ANTONIO TAJANI

Silvestro, imprenditore assai facoltoso, “soffre” l’arrivo in Campania di Gianfranco Librandi, imprenditore di Saronno, assai facoltoso pure lui (possiamo dire più di Silvestro), che dopo essere stato pure parlamentare per due legislature, con il centrosinistra, nel 2024 è tornato al suo primo amore politico, Forza Italia, ed è diventato vice coordinatore regionale in Campania.

 

Convinto (chi sa da chi) che Librandi avrebbe preso il suo posto alle prossime politiche, Silvestro si mette a capo di un manipolo di ribelli e vuole sostituire Martusciello. Scrive una lettera insieme ai parlamentari Raffaele De Rosa, Annarita Patriarca e Pino Bicchielli e ai consiglieri regionali Livio Petitto, Susy Panico e Angela Parente, attraverso la quale si chiede il “commissariamento” oppure “la nomina di un comitato di reggenza” del partito regionale.

 

MARINA BERLUSCONI DIVENTA CAVALIERA DEL LAVORO

Silvestro & company indirizzano la lettera, tra gli altri, anche a Marina Berlusconi: in Campania e non solo si vantano degli ottimi rapporti con “Marina” e cercano di inserirsi nel famoso rinnovamento voluto, raccontano i retroscena, dalla primogenita di Silvio.

 

Ma arriva una legnata: il Fatto Quotidiano pubblica la durissima risposta del tesoriere del partito Fabio Roscioli, avvocato romano e figura di riferimento dei Berlusconi nella capitale. “Mi chiedo quale scopo possa avere”, scrive tra le altre cose Roscioli, “l’indirizzo della missiva a Marina Berlusconi, definita Presidente, riservando ad Antonio Tajani la veste di onorevole e non di segretario nazionale”.

 

MAURIZIO GASPARRI FRANCESCO SILVESTRO

Il rischio, prosegue Roscioli, è quello di “attirare l’eco mediatica” su questioni “che non avrebbero alcuna utilità per la risoluzione dei problemi” e le azioni “di essere interpretate come una partita giocata sul piano personale con la complicità di soggetti che invece nulla possono o vogliono fare riponendo la più totale fiducia nell’operato di Tajani”.

 

Silvestro e i suoi ribelli non si arrendono, tornano alla carica con un altro documento, ma nulla accade. Poi, l’altro ieri, il patatrac: l’accusa, ma soprattutto l’intervista alla Sannino, con espressioni francamente, per usare un eufemismo, fuori luogo, che scatenano l’indignazione di tutta l’opposizione nell’imbarazzato silenzio del centrodestra (a proposito, non si legge nemmeno mezza dichiarazione di vicinanza dei suoi compagni di ribellione, non un post, una riga, una sillaba. Begli amici, vero Franco?).

 

FRANCESCO SILVESTRO

Stamattina arriva anche la Lega a menare duro: “Un’imprenditrice di 52 anni”, scrive Souad Sbai, responsabile nazionale Dipartimento Pari Opportunità del Carroccio, “denuncia di essere stata vittima di violenza sessuale nell'ufficio di un senatore della Repubblica, all’interno del complesso parlamentare di San Luigi dei Francesi. Fatti gravissimi, su cui la magistratura farà il suo corso, come è giusto che sia, nel pieno rispetto della presunzione di innocenza.

 

Questa notizia non si può leggere senza indignazione, a maggior ragione rispetto a qualcosa che non richiede alcun processo per essere giudicato: le parole con cui il senatore Francesco Silvestro ha risposto alla denuncia: Io sono un bel ragazzo, lei è una signora normale.

 

FRANCESCO SILVESTRO

Questa affermazione non è solo offensiva e gravissima, ma è la sintesi di una mentalità che considera la credibilità di una donna vittima di violenza proporzionale all'avvenenza fisica. È la stessa cultura che per decenni ha fatto sì che le donne non fossero propense a denunciare, sapendo che sarebbero state messe sotto processo al posto dei loro aggressori.

 

Questo non è accettabile e non lo sarà mai. Esprimo la mia piena e incondizionata solidarietà alla donna che ha avuto il coraggio di denunciare”, aggiunge la Sbai, “affrontando, secondo quanto riportato, anche pressioni e intimidazioni per spingerla al silenzio. Chi riveste una carica pubblica ha doveri ancora maggiori verso i cittadini, a partire dal rispetto della dignità di ogni persona”.

 

Silvestro a quel punto capisce che è ora di dire qualcosa di sensato: “Chiedo scusa per le parole che ho pronunciato”, dichiara, “nel corso di un colloquio telefonico con una giornalista di Repubblica. Sono stato colto di sorpresa da quanto mi veniva attribuito, un episodio e accuse rispetto alle quali ho già dichiarato attraverso il mio legale stupore e totale estraneità. Mi sono anche dichiarato pronto, da subito, a fornire tutti i chiarimenti necessari.

 

FRANCESCO SILVESTRO

Mi scuso, e lo ripeto, per espressioni che credevo colloquiali, considero comunque sbagliate e che nel contesto di una telefonata possono aver generato fraintendimenti o leso sensibilità”.

 

Stefania Craxi a quel punto esce allo scoperto: “In riferimento al grave episodio che viene contestato al Senatore Silvestro”, scrive la capogruppo di Fi al Senato, “ricordo che saranno le indagini ad accertare la fondatezza delle accuse. Mi limito a evidenziare che il clamore della vicenda, benché comprensibile, non rappresenta una tutela e garanzia dovuta alla denunciante e costituisce una forma di condanna preventiva dell’accusato.

 

Quanto alle parole che gli sono state attribuite in un’intervista di Repubblica, prendo atto delle sue doverose scuse. Si tratta di espressioni”, azzanna la Craxi, “come lui stesso ha riconosciuto, totalmente sbagliate e, peraltro, quanto più lontane dalla mia cultura, storia, e dalla mia sensibilità di donna e madre”.

 

stefania craxi

Per Silvestro ora si apre la partita processuale, e solo i giudici potranno accertare se le accuse che gli vengono rivolte sono vere. Quello che nessuno però potrà cancellare sono quelle frasi rivolte alla Sannino, espressioni che Silvestro riteneva “colloquiali”, e noi non solo gli crediamo, ma gli diciamo che il suo problema è stato proprio quello: non aver compreso fino in fondo che sedere nel Senato della Repubblica è un traguardo che, una volta conquistato, per essere conservato ha bisogno di estrema attenzione, di senso e misura, di consapevolezza di ciò che si è, di pazienza e tanto, tanto studio.

 

Quando abbiamo conosciuto Franco Silvestro, molto prima che diventasse senatore, ci è apparso come una persona schietta, simpatica, un po’ guascona ma anche umile. Forse, l’umiltà in questi anni se l’è dimenticata.

FULVIO MARTUSCIELLO ANTONIO TAJANI

 

Francesco Silvestro

Ultimi Dagoreport

gender club degrado roma pina bausch matteo garrone

25 ANNI FA SPUNTÒ A ROMA UN CLUB IN MODALITÀ DARK-ROOM: AL "DEGRADO", IMMERSO NEL BUIO, SI FACEVA SESSO SENZA IL SENSO DEL PECCATO, IN MEZZO A TUTTI. UNO ‘’SBORRIFICIO” CHE NON HA AVUTO EGUALI E CHE DEMOLÌ I MURI DIVISORI TRA ETERO-BI-GAY-LESBO-TRANS-VATTELAPESCA - PER 9 ANNI, “CARNE ALLEGRA” PER TUTTI. OGNUNO VENIVA E SI FACEVA I CAZZI SUOI, E QUELLI DEGLI ALTRI. IL "DEGRADO'' POTEVA ESSERE RIASSUNTO IN UNA DOMANDA: CHI È NORMALE? - DAGO-INTERVISTA ALL’ARTEFICE DEL BORDELLO: “SCORTATA DA MATTEO GARRONE, UNA NOTTE È APPARSA PINA BAUSCH IMPEGNATA AL TEATRO ARGENTINA. SI ACCENDONO LE LUCI E UNA TRAVESTITA URLO': “AO' SPEGNETELE! IO STAVO A FA’ UN BOCCHINO. NUN ME NE FREGA ‘N CAZZO DE 'STA PINA!”

michele mari ciabatti d orrico

DAGOREPORT! MARI IN TEMPESTA! CI VOLEVA LO STREGA-GATE CON I PRESUNTI GIUDIZI, POI SMENTITI, SU MICHELA MURGIA (“ERA INTRANSIGENTE E VIOLENTA, PERCHÉ ERA BRUTTA E SFOGAVA COSÌ LA SUA RABBIA”) PER SCOPRIRE CHE MICHELE MARI HA UN CARATTERE FUMANTINO. NELLA SOCIETÀ LETTERARIA LA SUA IRACONDIA È UN SEGRETO DI PULCINELLA COME LA SUA IMPULSIVITÀ. LO SCRITTORE, CHE RIVENDICA UN CULTO PER GENE HACKMAN E PER GLI UOMINI “ANCHE UN PO’ CANAGLIE”, RESTA NEGLI ANNALI PER LA REAZIONE CHE EBBE DOPO UNA STRONCATURA RICEVUTA DAL CRITICO DI “SETTE”, ANTONIO D’ORRICO. MICHELE MARI ANDÒ NEGLI UFFICI DEL "CORRIERE". E TROVATOSI FACCIA A FACCIA CON IL RECENSORE, LO COLPÌ CON UNO SCHIAFFO. IL CRITICO NON REAGÌ. E MARI SI CONQUISTÒ LE STELLETTE DI VENDICATORE DEI SOPRUSI DEI CRITICI PREPOTENTI E ARROGANTI…

giorgia meloni donald trump

FLASH! – IL LATO POSITIVO DEGLI INSULTI DI TRUMP A "GIGIORGIA"? POTREBBE TRADURSI IN UN AUMENTO DEI CONSENSI, ESSENDO IL TYCOON ODIATO DA 8 ITALIANI SU 10 - NON A CASO, AL RADUNO DEGLI ALPINI A GEMONA, È STATA ACCOLTA TRA APPLAUSI E STRETTE DI MANO - AL DI LA' DI TRUMP, IL VERO PROBLEMA PER LA DUCETTA RESTA LO SFARINAMENTO DELLA LEGA E LO SBANDAMENTO DI FORZA ITALIA IN VISTA DEL VOTO 2027 - E POI C’È IL BOOM DI VANNACCI A SPESE DEI TRE PARTITI DELLA MAGGIORANZA (E M5S), RICICCIANDO TEMI IDENTITARI CARI ALL'UNDERDOG, ABBONDONATI UNA VOLTA A PALAZZO CHIGI… - VIDEO

giorgia meloni trump cairo

FLASH! - A PALAZZO CHIGI, DOPO LE MAZZATE DI TRUMP CONTRO GIORGIA MELONI, E' INIZIATA LA CACCIA ALLE STREGHE (CON QUALCUNO SI DEVONO SFOGARE) - E CON CHI SE LA SONO PRESA? CON URBANO CAIRO! - IL MOTIVO? A PUBBLICARE IL PRIMO AFFONDO DI TRUMP ("SONO SCIOCCATO, MELONI NON CI VUOLE AIUTARE SULLA GUERRA IN IRAN. PENSAVO AVESSE CORAGGIO") FU IL "CORRIERE DELLA SERA" A FIRMA DI VIVIANA MAZZA - IL SECONDO SFOGO DEL TYCOON ("MELONI MI FA PENA") E' STATO RIPORTATO DAL PROGRAMMA "L'ARIA CHE TIRA"  DA DANIELE COMPATANGELO SU LA7 (ANCORA EDITORE CAIRO!) - PER DARE UN SEGNALE DI "BUONA FEDE", IL "CORRIERE" IERI HA PUBBLICATO UN'INTERVISTA A MARY L. TRUMP, NIPOTE DI "THE DONALD", CHE DESCRIVE LO ZIO COME UN DISTURBATO MENTALE FUORI CONTROLLO...

andrea giambruno giorgia meloni renato de angelis

SE GIORGIA MELONI VOLESSE IMBASTIRE UNA VERA OPERAZIONE SIMPATIA, DOVREBBE SCRIVERE UN’AUTOBIOGRAFIA SENTIMENTALE – BARBARA COSTA: “MI SONO SORBITA LA NUOVA EDIZIONE DI ‘IO SONO GIORGIA’ E…CHE DELUSIONE! ZERO RIFERIMENTI ALLO ‘SCANDALO THREESOME’, E ZERO VITA SENTIMENTALE. COME SE A GIAMBRUNO SI FOSSE ARRIVATI INTATTI, SENZA EX, PASSIONI E GELOSIE, MA ANDIAMO, SIGNORA PRESIDENTE! COME È POSSIBILE? E INFATTI NON È VERO. MELONI HA AVUTO I SUOI AMORI, AI QUALI NEL SUO LIBRO NON DESTINA MEZZA RIGA” – CHI È ALESSANDRO GIOMBINI DETTO MANOLO, GIÀ MILITANTE DI CASA POUND? PERCHÉ NON RICORDARE LA RELAZIONE CON RENATO DE ANGELIS, CON AMOREGGIAMENTI IN GOMMONE A PONZA? – L’INCONTRO CON GIAMBRUNO, “BELLO COME IL SOLE”: “È STATA LEI A RIMEDIARE IL NUMERO E A..."

frocinema carocci rocca gualtieri

DAGOREPORT - MASSÌ, NEL PAESE CHE SI È INVENTATO IL “COMPROMESSO STORICO” E LE “CONVERGENZE PARALLELE” E IL “GOVERNO DELLA NON SFIDUCIA”, PRIMA O POI, DOVEVA CAPITARE DI TROVARSI DAVANTI A NUOVA MACHIAVELLICA DIAVOLERIA: BENVENUTI AL CINEMA “FASCIO E MARTELLO” - IL COMUNE DI ROMA GUIDATO DA ROBERTO GUALTIERI (PD) E LA REGIONE LAZIO CAPITANATA DA FRANCESCO ROCCA (FDI) SI SONO INASPETTATAMENTE ALLACCIATI IN UN TANGO CHE LI HA TRASCINATI ALL’ORGASMO DI STANZIARE UN DOVIZIOSO FINANZIAMENTO DI 250.000 EURO (IL CAMPIDOGLIO) E 300.000 EURO (LA REGIONE), AMBEDUE EROGATI SENZA UNO STRACCIO DI GARA E DESTINATI – FIATE ALLE TROMBETTE! RULLO DI TAMBURI! - AL PROGETTO ‘’FROCINEMA” DELLA ‘’FONDAZIONE PICCOLO AMERICA’’, CAPITANATA DAL MITOLOGICO ‘’PRINCIPE ROSSO SUL PISELLO”, VALERIO CAROCCI – E' SUCCESSO CHE QUANDO IL COMUNE E LA REGIONE HANNO APPROVATO LA RICONVERSIONE DEL METROPOLITAN, L'EX CINEMA DI VIA DEL CORSO CHIUSO DAL 2010, IN UN MEGA-STORE, IL DIABOLICO CAROCCI HA CAPITO CHE CON UNA FAVA POTEVA PRENDERE DUE PICCIONI: OLTRE AL COMUNE DE SINISTRA ANCHE LA REGIONE DE DESTRA CHE, UNA VOLTA IN MANO A FDI AVEVA CHIUSO IL RUBINETTO DEI FINANZIAMENTI - AL GRIDO: “SALVARE IL METROPOLITAN! FERMARE QUESTO NUOVO SACCO DI ROMA!’’ IL COCCO DI ZINGARETTI HA MONTATO UN PANDEMONIO MEDIATICO, ACCOMPAGNATO DA UNA BATTAGLIA LEGALE, FINO A QUANDO ROCCA HA SMOLLATO ED ORA I CAMERATI D’ITALIA POTRANNO GODERSI “FROCINEMA”…