cassano inzaghi allegri

“CALCIO SENZA QUALITA’? SUCCEDE SOLO IN ITALIA DOVE CONTINUIAMO AD ANDARE DIETRO A MAX ALLEGRI" - ANTONIO CASSANO SENZA FRENI: "SIMONE INZAGHI? I SUOI 4 ANNI ALL’INTER SONO STATI FALLIMENTARI: AVEVA LA SQUADRA PIU' FORTE E HA VINTO SOLO UNO SCUDETTO. IL RITORNO DI TOTTI ALLA ROMA? SE DEVE TORNARE PER FARE LA SAGOMA, GLI HO DETTO DI LASCIAR PERDERE" - “IL PRESIDENTE FIGC IDEALE? PAOLO MALDINI" - "GLI SPAREGGI MONDIALI? TEMO LA SECONDA PARTITA, SE SARÀ IN CASA DEL GALLES: DUBITO CHE CE LA FAREMO” (QUESTA SEGNATEVELA)

Paolo Tomaselli per il Corriere della Sera - Estratti

 

cassano totti viva el futbol

Antonio Cassano è in tournée nei teatri, con Adani e Ventola, protagonisti di «Viva el futbol» il format che spopola su YouTube e Twitch. Lunedì 16 il trio sarà all’Arcimboldi di Milano, già tutto esaurito.

«Sto imparando tante cose, è bello parlare con la gente, anche litigarci, se serve. Quello che mi nutre è l’idea di far capire alle persone che il calcio non è come viene raccontato. È andato in un’altra direzione».

 

Dopo il derby di Milano il New York Times ha scritto che il calcio italiano è «una slow motion ma almeno puoi ancora goderti il 40enne Modric». Che ne pensa?

antonio cassano zlatan ibrahimovic

«Premesso che Modric è uno dei grandi della storia, il derby è stato bruttissimo. Andiamo piano, siamo senza ritmo, senza qualità. Lo dico da anni, anche se lo dico in malo modo».

 

Perché la qualità del calcio si è così abbassata?

«Succede solo in Italia, dove continuiamo ad andare dietro ad Allegri — che ha meritato di vincere il derby sia chiaro —. La nostra filosofia è difenderci bene, sperando che succeda qualcosa davanti: ma è passata ormai da quindici anni».

 

ANTONIO CASSANO A BARI VECCHIA

Qui però entra in ballo la nostra cultura, dove conta solo chi vince. Lei stesso ha definito fallimentare l’ultima stagione di Inzaghi. O no?

«Certo, perché il problema è proporre calcio. E fallimentari per me sono stati tutti e quattro gli anni di Inzaghi all’Inter: era la squadra più forte e ha vinto solo uno scudetto».

 

Nel suo podio di allenatori chi c’è?

«Guardiola, poi Bielsa e De Zerbi, che non hanno vinto ma propongono sempre idee diverse, giocando un calcio divino a mille all’ora. Adesso tutti hanno scoperto Iraola del Bournemouth, ma sono tre anni che fa un gioco bellissimo. Per me il calcio è un’altra cosa da quello di Inzaghi o Allegri».

 

In Italia chi ha vinto con un calcio moderno?

«Spalletti è stato meraviglioso. Anche Conte. E Mancini ha fatto un Europeo fantastico: con l’Italia di Prandelli del 2012 è stata la Nazionale migliore, poi noi abbiamo beccato in finale la Spagna, forse la più forte della storia».

cassano allegri

 

La sua idea di calcio è altissima, ma è legata a grandi sistemi: non c’è contraddizione con la sua carriera di fantasista anarchico?

«La mia idea è sempre stata quella del calcio dei numeri 10. Io emergo nel 1999 quando c’erano Zola, Mancini, Totti, Baggio, Del Piero, Pirlo spostato in mediana, Rui Costa, Kakà. Per me fare una partita di livello significava far divertire la gente, farle vedere la giocata, un cross come si deve, un assist. Poi sono innamorato di Rinus Michels, anche se l’Olanda non ha mai vinto niente, di Cruyff, di Sacchi, Luis Enrique, Guardiola: gente che ha cambiato il calcio, andando ben oltre i trofei vinti. Gente coraggiosa».

antonio cassano gennaro gattuso

 

Ai tifosi però interessa vincere, non trova?

«Allora devono tifare Guardiola. Oppure guardare quello che sta costruendo Fabregas a Como».

(…)

 

Il debuttante Chivu l’ha stupita?

«Sta andando oltre tutte le aspettative».

 

Nella testa di Chivu c’è un’Inter diversa?

«Lui viene dalla filosofia dell’Ajax e sono convinto che il prossimo anno cambierà l’Inter, giocando a 4 in difesa.Servirà una ristrutturazione ampia. Ci vogliono due centrocampisti, perché Calhanoglu andrà in Turchia e Barella fa fatica anche a correre. Il problema per fare un 4-2-3-1 sono gli esterni forti, che costano tanto, come del resto un mediano basso come Lobotka. Che secondo me andrà da Spalletti».

cassano allegri

 

Spalletti fa un affare se resta alla Juve?

«Lo fa la Juve se lo tiene, perché è una squadra scarsa, senza giocatori di alto livello.La Juve può spendere, ma deve mandare via dieci giocatori».

 

Totti torna alla Roma o no?

«Qualcosa c’è stato. Ma. Deve sentirsi utile e deve studiare e imparare il lavoro.Non può fare la vecchia gloria».

 

Sulla Nazionale ha qualche motivo di ottimismo in vista dei playoff?

antonio cassano luciano spalletti

«Ne ho due: l’allenatore e il portiere, che è l’unico campione che abbiamo. Gattuso tirerà fuori l’anima dai giocatori, anche attaccandoli al muro se serve. Temo la seconda partita, se sarà in casa del Galles che gioca a mille all’ora: abbiamo personalità e ritmo per farcela? Ne dubito».

 

È per questo che Gattuso richiama Verratti?

«È un rischio, non c’è dubbio. Ma Barella e Tonali non sono mai stati dei leader, poi c’è Locatelli che per me è improponibile. Verratti al 40% è meglio. Ma poi c’è anche il problema dell’attacco».

 

Ci sono troppe aspettative su Pio?

«È un bravissimo ragazzo, è umile, lavoratore. Ma l’anno scorso era in B e adesso che fa il titolare sente la pressione. Non mettiamogli troppo peso sulle spalle, con paragoni come quello con Vieri».

 

Quando lei spiega la sua idea di calcio a un suo amico come De Rossi che allena il Genoa e deve fare i conti con i punti, i tifosi, la stampa, come vi confrontate?

antonio cassano gennaro gattuso

«Ha detto bene: peccato che tra i fattori che lei ha citato non ci sia il calcio. E solo in Italia è così. Non dobbiamo più pensare di essere un riferimento, con quattro stelle sul petto. La nostra vecchia filosofia del “primo non prenderle” non funziona più. Il calcio ha avuto un’evoluzione impressionante. E oltre le grandi, siamo indietro anche rispetto a Olanda, Portogallo, Norvegia, Uruguay. Non vi accorgete che tutti vanno avanti tranne noi?».

 

Le piacerebbe impegnarsi in prima persona, magari in Federazione?

«Non sarei capace, devo essere onesto. Una sola persona può cambiare le cose da presidente federale e premetto che non è mio amico e non lo sento: Paolo Maldini. Ha uno status, ha studiato, sa di cosa parla, non ha padroni».

antonio cassano gennaro gattuso gennaro gattuso antonio cassano

(...)

Ultimi Dagoreport

tajani meloni salvini

DAGOREPORT – CHE SUCCEDERA' ALLA RIFORMA DELLA LEGGE ELETTORALE QUANDO VERRA' RIPRESENTATA ALLA CAMERA, CON IL TERRIBILE VOTO SEGRETO, ALL'INIZIO DI SETTEMBRE? - SE LA LEGA E' SCOPPIATA, FORZA ITALIA E' ALLO SBANDO, CON SALVINI E TAJANI CHE NON CONTROLLANO PIÙ I LORO PARLAMENTARI, ANCHE GIORGIA MELONI HA QUALCHE PROBLEMUCCIO: ALL'INTERNO DEL SUO PARTITO UN COACERVO DI SERPI E' PRONTA A MORDERLA SE NON SARANNO RICANDIDATI ALLE POLITICHE DEL 2027 – IL BOOM DI FDI DEL 2022 FU TALMENTE INASPETTATO CHE ARRIVARONO IN PARLAMENTO TANTI TIZI E TROPPI CAIETTI UN PO’ IMPROVVISATI O INADEGUATI O SEMPLICEMENTE FANCAZZISTI, CHE SANNO BENISSIMO CHE SARANNO SPAZZATI VIA DALLA RAMAZZA DELLA DUCETTA. E NON VEDONO L’ORA DI CONSUMARE LA VENDETTA…

francesco guccini con angela signorini e la figlia teresa

DAGOREPORT - E’ ACCADUTO RARAMENTE CHE FRANCESCO GUCCINI ABBIA CANTATO LA SUA VITA SENTIMENTALE MA QUANDO È ACCADUTO, HA DATO VITA A UNA DEI BRANI PIÙ INTENSI E STRAZIANTI DELLA STORIA DELLA CANZONE ITALIANA - ACCADDE NEL 1996, CON “QUATTRO STRACCI”, IN CUI IL RISERVATISSIMO GUCCINI DI COLPO LASCIA TUTTI BASITI METTENDO DAVVERO IN PIAZZA GLI STRACCI DELLA SUA LUNGA STORIA CON ANGELA SIGNORINI, DA CUI EBBE NEL 1978 L'UNICA FIGLIA, TERESA - DOPO AVERLA INCHIODATA COME UNA SIGNORA "CASTA CHE SOGNA D'ESSER PUTTANA / QUANDO SEI DENTRO VUOI ESSER FUORI / CERCANDO SEMPRE I PASSATI AMORI / ED HAI ANNULLATO TUTTI FUORI CHE TE”, IL DOLORE DI GUCCINI PER L'ABBANDONO DEFLAGRA IN RABBIA SPREZZANTE: "OGNUNO VADA DOVE VUOL ANDARE, OGNUNO INVECCHI COME GLI PARE, MA NON RACCONTARE A ME COS'È LA LIBERTÀ. LA LIBERTÀ DELLE TUE POSIZIONI YOGA, DI ERBE, DI PSICHE E DI OMEOPATIA; DI MANUALI CONTRO LE FRUSTRAZIONI, LE INIBIZIONI CHE PROVAVI QUI A CASA MIA…’’ - VIDEO

giuseppe conte vladimir putin marco travaglio elly schlein beppe grillo

DAGOREPORT – CARO CONTE... MA PERCHÉ NON TE NE VAI A FARE IN CULO?! - NEL PARTITO DEMOCRATICO CRESCE UNA FRONDA SOTTERRANEA DI CHI VUOLE MOLLARE PEPPINIELLO AL SUO DESTINO DI “RAS-PUTIN” – AL NAZARENO, NONOSTANTE LA LINEA “TESTARDAMENTE UNITARIA” (SENZA M5S NON SI VINCE) DI ELLY SCHLEIN, MOLTI VORREBBERO ANDARE A VEDERE IL BLUFF DELL’EX PREMIER: SE VUOLE INTESTARDIRSI SU POSIZIONI FILO-RUSSE E ANTI-EUROPEE (NO AL FONDO SAFE PER LA DIFESA), FACCIA PURE, MA SAPPIA CHE ANDARE DA SOLO AL VOTO NON CONVIENE AL M5S NE' ALLA SUA OSSESSIONE DI TORNARE A PALAZZO CHIGI (CONTE METTERÀ SEMPRE IL VETO A CHIUNQUE NON SI CHIAMI CONTE) - A CONDIZIONARE IL LEADER M5S NON È DI DI BATTISTA, MA LA LINEA INTRANSIGENTE DI TRAVAGLIO, VERO IDEOLOGO DELLA GALASSIA PENTASTELLATA - LE CHIAMATE DI BEPPE GRILLO AI PIDDINI PER SABOTARE IL "CAMALEONTE CON LA POCHETTE'' - AMORALE DELLA FAVA: ORA CHE L'ARMATA BRANCA-MELONI È PRONTA A PERDERE, IL CENTROSINISTRA NON È PRONTO A VINCERE. 'STO "CAMPO LARGO" A PALAZZO CHIGI DIVENTA CAMPO SANTO IN SEI MESI... - VIDEO

generali philippe donnet luigi lovaglio carlo messina

DAGOREPORT - LE ULTIME SPERANZE DELL’IRRIDUCIBILE LUIGI LOVAGLIO DI SALVARE MPS DALL’OPAS DI INTESA SONO APPESE ALLA FUSIONE CON MEDIOBANCA, CHE INGLOBEREBBE L’OGGETTO DEL DESIDERIO DI TUTTI I PROTAGONISTI DEL RISIKONE: IL 13% DI GENERALI - OLTRE ALLA DELFIN DI MILLERI, A DAGOSPIA RISULTA IN GRAN MOVIMENTO IL CEO DEL LEONE DI TRIESTE, PHILIPPE DONNET, PRESSO I FONDI DI INVESTIMENTO, COME GIÀ SUCCESSE CON LA RESURREZIONE DI LOVAGLIO PER SBARRARE LA STRADA A CALTAGIRONE - SE FALLISSE LA FUSIONE MPS-MEDIOBANCA, A PIAZZA AFFARI C’È CHI IPOTIZZA UN’OPA SU PIAZZETTA CUCCIA, CHI CONGETTURA OPERAZIONI CHE COINVOLGEREBBERO BANCA GENERALI - UNA COSA È CERTA: PIÙ SI ANDRÀ AVANTI E PIÙ L’ASTICELLA DEL RISIKO SI IMPENNERÀ, PERCHÉ SOCI E GRANDI FONDI DOVRANNO SCEGLIERE: MESSINA O DONNET? BANCA INTESA CHE PRENDE LA LEVA DI COMANDO DI GENERALI (SALVO PROBLEMI CON L'ANTITRUST) O TRASFORMARE IL LEONE DI TRIESTE IN UNA VERA PUBLIC-COMPANY?

giuseppe conte donald trump mario draghi joe biden sergio mattarella matteo renzi gennaro vecchione william barr

DAGOREPORT – LA STORIA MAI RACCONTATA DELL'''ASTIO SPUMANTE'' DI GIUSEPPE CONTE VERSO MARIO DRAGHI - IL "TRASFORMISMO DAL VOLTO UMANO" NON HA MAI METABOLIZZATO LA CACCIATA DA PALAZZO CHIGI DEL 2021, DETRONIZZATO DA "SUPERMARIO" PER LA GIOIA DI ANGELA MERKEL, CONTRARIA A FAR GESTIRE I 200 MILIARDI DEL PNRR AL POPULISMO 5STELLE - I TWEET D'AMORE DI TRUMP A "GIUSEPPI" CHE PORTO' IL PREMIER CONTE AD AUTORIZZARE L'INSOSTENIBILE INCONTRO A ROMA DEI VERTICI DEI SERVIZI SEGRETI CON IL MINISTRO DELLA GIUSTIZIA DEGLI STATI UNITI, A CACCIA DI "MAIL IMBARAZZANTI SU HILLARY CLINTON IN POSSESSO DEI RUSSI" - DESTINO VOLLE CHE DOPO SEI GIORNI DAL GIURAMENTO DI BIDEN, LA FAVOLA DI "GIUSEPPI" FINI' ED INIZIO' LA VENDETTA CONTRO "DRAGHI, L'USURPATORE" (OGGI, A PAGARNE LE CONSEGUENZE, E' L'EX SOTTOSEGRETARIO DEL GOVERNO DI "MARIOPIO", FRANCO GABRIELLI) - VIDEO