joschka fischer

“CON L’AFD AL POTERE LA UE NON AVREBBE FUTURO” – IL GRIDO D’ALLARME SULL’ASCESA DELLE SVASTICHELLE DELL’EX MINISTRO VERDE TEDESCO JOSCHKA FISCHER: "PER LA TERZA VOLTA LA GERMANIA POTREBBE DISTRUGGERE L’ORDINE EUROPEO. ENTREREBBERO IN CRISI I NOSTRI RAPPORTI CON LA FRANCIA E ANCHE QUELLI CON L’ITALIA. IL RITIRO AMERICANO MUTA DRAMMATICAMENTE LA NOSTRA SITUAZIONE GEOPOLITICA. IL RIARMO TEDESCO DEVE ESSERE UN PROGETTO EUROPEO. L’ITALIA È INDISPENSABILE MA NON VEDO VOSTRI CONTRIBUTI AL DIBATTITO SULLA DIFESA COMUNE”. E RACCONTA DI QUELLA VOLTA CHE PRODI… - IL LIBRO

Paolo Valentino per il “Corriere della Sera” - Estratti 

 

Joschka Fischer

«La Germania non ha alternativa. Dobbiamo discutere su chi siamo e cosa dobbiamo essere in Europa. Abbiamo davanti la scelta tra due ruoli radicalmente diversi: quello neo-nazionalista-prussiano, cioè un enorme pericolo, oppure quello europeista forgiato da Adenauer, che ci ha dato oltre 70 anni di pace e benessere. Dobbiamo farlo e vincerlo questo dibattito». 

 

Wer Sind Wir? , chi siamo noi, si chiede Joschka Fischer nel suo ultimo libro, appena pubblicato in Germania da Kiepenheuer & Witsch. L’ex ministro degli Esteri affronta senza complessi e reticenze il tema dell’identità tedesca, che torna drammaticamente a riproporsi in un’Europa dove riemerge lo spettro dei nazionalismi e viene progressivamente meno il ruolo degli Stati Uniti come garante dell’ordine continentale. 

 

(…)

Cosa la imbarazza? 

«La pesante eredità storica. La Germania, come l’Italia, è diventata Stato nazionale tardi. Ma l’idea di poter creare una grande nazione nel cuore d’Europa in opposizione al resto del Continente ha provocato grandi disastri. C’è voluta la Seconda guerra mondiale per mettere fine a questa follia.

 

tino chrupalla alice weidel

E c’è voluta la presenza americana in Europa per scongiurarla definitivamente, garantire la libertà e liberarci dalla paura di un vicino aggressivo e minaccioso. Dopo il 1949, è iniziato un altro capitolo, quello di una Germania europea e democratica voluta da Adenauer, che si è concluso felicemente con la riunificazione, questa volta in pace, sotto l’egida americana e franco-britannica». 

 

E oggi? 

«Oggi l’Europa rischia di trovarsi oggettivamente in una situazione simile a quella successiva alla Prima guerra mondiale, cioè senza l’America». 

 

Lei vede il pericolo che la Germania come allora vada nella direzione di Weimar, anticamera del nazismo? 

Joschka Fischer cover

«No. Vedo il pericolo che senza gli americani, il legame fra gli europei diventi più debole, cedendo il passo alla rinazionalizzazione, non solo in Germania. Ma da noi questa dinamica è molto più problematica, appunto a causa della nostra storia». 

 

Nel libro lei spiega che dopo il 1945 e la divisione due diverse identità tedesche si sono distinte e consolidate: a Ovest una Germania europea e legata all’Occidente, a Est una più nazionalista-prussiana. Ora però, con l’emergere di AfD, lo scontro tra queste identità «ha acquisito rilevanza politica». 

 

Ci eravamo sbagliati, pensando che con Adenauer la questione tedesca in Europa fosse stata risolta per sempre? 

«È così. Quella tra la Ddr e la Repubblica federale è stata la versione statuale di una guerra civile. La prima si è orientata alla tradizione prussiana, noi abbiamo guardato a Occidente. Ma non è solo un problema tedesco, il ritorno a un’Europa degli Stati nazionali è un fatto comune a tutto il Continente. Da noi, ripeto, è più pericoloso». 

 

Dove nasce il problema? 

Joschka Fischer

«Nel modo in cui abbiamo fatto la riunificazione, quando è mancato un grande racconto nazionale e abbiamo parlato solo di economia, infrastrutture, soldi. Non ci siamo posti la domanda: “Chi siamo?”. Avremmo avuto bisogno anche di una nuova Costituzione. Penso che il centro democratico abbia avuto paura e così la destra si è inserita in quel vuoto. L’identità nazionale era un tabù nella Germania Ovest, per me compreso». 

 

Come si fa a convincere i tedeschi dell’Est che la strada giusta non è il nazionalismo? 

«È un problema, ma è meno importante della domanda cosa ne sarà dell’Europa. La questione dei tedeschi dell’Est è risolvibile. Ma ci vuole tempo. Una questione da affrontare subito è la crescita debole e le disparità tra Est e Ovest. La Germania deve tornare a crescere e penso che questo governo abbia cominciato a capirlo. Quello che non vedo invece è il dibattito sulla questione dell’identità, l’appartenenza, l’importanza dell’ancoraggio europeo». 

 

Ha paura di un governo federale di cui sia parte AfD? 

Joschka Fischer

«Certo. Sarebbe un colpo per la democrazia tedesca. La fiducia degli altri Paesi nella Germania crollerebbe. La domanda di rinazionalizzazione che viene da AfD è già la maggiore sfida politica interna, se arrivano al potere nel Paese più grande e importante del Continente, l’Europa non ha futuro. Per la terza volta la Germania potrebbe distruggere l’ordine europeo. Entrerebbero in crisi i nostri rapporti con la Francia e anche quelli con l’Italia. Ma senza intesa con Parigi non c’è Europa. Eppure, abbiamo bisogno con urgenza di nuove idee. Il mondo cambia a una velocità incessante. Il ritiro americano muta drammaticamente la nostra situazione geopolitica. 

 

 

(...)

La Germania si sta riarmando. L’ambizione, parole del cancelliere, è creare il più forte esercito convenzionale d’Europa. Ma lo state facendo da soli, non ci sono progetti europei nel piano tedesco. Questa impostazione solleva preoccupazioni. 

«Due anni fa a Siracusa, in una conferenza sulla sicurezza, incontrai Romano Prodi, un vecchio amico. Abbiamo discusso amabilmente. Poi lui, grattandosi il mento, mi ha detto: e allora Joschka, la prima economia d’Europa vuole ora diventare la prima potenza militare convenzionale?

BJORN HOCKE ALICE WEIDEL

 

Lì mi sono reso conto che non era così semplice, se Romano Prodi, un leader che non è mai stato ostile alla Germania, ha sempre avuto buoni rapporti con i dirigenti tedeschi e godeva della fiducia di Helmut Kohl, esprimeva queste preoccupazioni. Dev’essere un progetto europeo.

 

Certo, i soldi li dobbiamo spendere come nazione, perché se aspettassimo i tempi europei non faremmo nulla, ma allo stesso tempo dobbiamo aprire un cantiere sulla difesa comune, la Nato europea, la sua dimensione politica, definire come saranno le strutture decisionali e le catene di comando». 

 

Alla luce del vertice di Ankara, la Nato rischia di dissolversi? 

alice weidel

«Sarebbe un errore storico.   Se Trump dovesse tirar fuori gli Usa dalla Nato o anche solo piantare il seme dell’insicurezza, gli europei dovrebbero andare avanti. Abbiamo bisogno del pilastro europeo della Nato, possibilmente coinvolgendo il Canada. Ma dobbiamo chiarire il rapporto tra l’Ue e la Nato.

 

Tutto dev’essere discusso, senza tabù. E poi tradotto in decisioni. Faccio un esempio diverso: il Rapporto Draghi è stato molto lodato, le sue proposte sono puntuali, dettagliate e necessarie. Ma poi è stato messo nel cassetto. Il mondo non ci aspetta. Non avremo una seconda chance». 

 

Lei parla di una responsabilità speciale che i tre grandi Paesi europei — Germania, Francia e Regno Unito — hanno nella difesa del Continente

«No, sono convinto che con loro anche l’Italia debba avere un ruolo di guida. Purtroppo, non vedo alcun contributo, proposta o idea italiana al dibattito sulla difesa. L’Italia è immancabile in un sistema di difesa europeo, sul piano strategico, politico e tecnologico con le sue aziende di punta». 

prodiKOHL E PRODI

Ultimi Dagoreport

tajani meloni salvini

DAGOREPORT – CHE SUCCEDERA' ALLA RIFORMA DELLA LEGGE ELETTORALE QUANDO VERRA' RIPRESENTATA ALLA CAMERA, CON IL TERRIBILE VOTO SEGRETO, ALL'INIZIO DI SETTEMBRE? - SE LA LEGA E' SCOPPIATA, FORZA ITALIA E' ALLO SBANDO, CON SALVINI E TAJANI CHE NON CONTROLLANO PIÙ I LORO PARLAMENTARI, ANCHE GIORGIA MELONI HA QUALCHE PROBLEMUCCIO: ALL'INTERNO DEL SUO PARTITO UN COACERVO DI SERPI E' PRONTA A MORDERLA SE NON SARANNO RICANDIDATI ALLE POLITICHE DEL 2027 – IL BOOM DI FDI DEL 2022 FU TALMENTE INASPETTATO CHE ARRIVARONO IN PARLAMENTO TANTI TIZI E TROPPI CAIETTI UN PO’ IMPROVVISATI O INADEGUATI O SEMPLICEMENTE FANCAZZISTI, CHE SANNO BENISSIMO CHE SARANNO SPAZZATI VIA DALLA RAMAZZA DELLA DUCETTA. E NON VEDONO L’ORA DI CONSUMARE LA VENDETTA…

francesco guccini con angela signorini e la figlia teresa

DAGOREPORT - E’ ACCADUTO RARAMENTE CHE FRANCESCO GUCCINI ABBIA CANTATO LA SUA VITA SENTIMENTALE MA QUANDO È ACCADUTO, HA DATO VITA A UNA DEI BRANI PIÙ INTENSI E STRAZIANTI DELLA STORIA DELLA CANZONE ITALIANA - ACCADDE NEL 1996, CON “QUATTRO STRACCI”, IN CUI IL RISERVATISSIMO GUCCINI DI COLPO LASCIA TUTTI BASITI METTENDO DAVVERO IN PIAZZA GLI STRACCI DELLA SUA LUNGA STORIA CON ANGELA SIGNORINI, DA CUI EBBE NEL 1978 L'UNICA FIGLIA, TERESA - DOPO AVERLA INCHIODATA COME UNA SIGNORA "CASTA CHE SOGNA D'ESSER PUTTANA / QUANDO SEI DENTRO VUOI ESSER FUORI / CERCANDO SEMPRE I PASSATI AMORI / ED HAI ANNULLATO TUTTI FUORI CHE TE”, IL DOLORE DI GUCCINI PER L'ABBANDONO DEFLAGRA IN RABBIA SPREZZANTE: "OGNUNO VADA DOVE VUOL ANDARE, OGNUNO INVECCHI COME GLI PARE, MA NON RACCONTARE A ME COS'È LA LIBERTÀ. LA LIBERTÀ DELLE TUE POSIZIONI YOGA, DI ERBE, DI PSICHE E DI OMEOPATIA; DI MANUALI CONTRO LE FRUSTRAZIONI, LE INIBIZIONI CHE PROVAVI QUI A CASA MIA…’’ - VIDEO

giuseppe conte vladimir putin marco travaglio elly schlein beppe grillo

DAGOREPORT – CARO CONTE... MA PERCHÉ NON TE NE VAI A FARE IN CULO?! - NEL PARTITO DEMOCRATICO CRESCE UNA FRONDA SOTTERRANEA DI CHI VUOLE MOLLARE PEPPINIELLO AL SUO DESTINO DI “RAS-PUTIN” – AL NAZARENO, NONOSTANTE LA LINEA “TESTARDAMENTE UNITARIA” (SENZA M5S NON SI VINCE) DI ELLY SCHLEIN, MOLTI VORREBBERO ANDARE A VEDERE IL BLUFF DELL’EX PREMIER: SE VUOLE INTESTARDIRSI SU POSIZIONI FILO-RUSSE E ANTI-EUROPEE (NO AL FONDO SAFE PER LA DIFESA), FACCIA PURE, MA SAPPIA CHE ANDARE DA SOLO AL VOTO NON CONVIENE AL M5S NE' ALLA SUA OSSESSIONE DI TORNARE A PALAZZO CHIGI (CONTE METTERÀ SEMPRE IL VETO A CHIUNQUE NON SI CHIAMI CONTE) - A CONDIZIONARE IL LEADER M5S NON È DI DI BATTISTA, MA LA LINEA INTRANSIGENTE DI TRAVAGLIO, VERO IDEOLOGO DELLA GALASSIA PENTASTELLATA - LE CHIAMATE DI BEPPE GRILLO AI PIDDINI PER SABOTARE IL "CAMALEONTE CON LA POCHETTE'' - AMORALE DELLA FAVA: ORA CHE L'ARMATA BRANCA-MELONI È PRONTA A PERDERE, IL CENTROSINISTRA NON È PRONTO A VINCERE. 'STO "CAMPO LARGO" A PALAZZO CHIGI DIVENTA CAMPO SANTO IN SEI MESI... - VIDEO

generali philippe donnet luigi lovaglio carlo messina

DAGOREPORT - LE ULTIME SPERANZE DELL’IRRIDUCIBILE LUIGI LOVAGLIO DI SALVARE MPS DALL’OPAS DI INTESA SONO APPESE ALLA FUSIONE CON MEDIOBANCA, CHE INGLOBEREBBE L’OGGETTO DEL DESIDERIO DI TUTTI I PROTAGONISTI DEL RISIKONE: IL 13% DI GENERALI - OLTRE ALLA DELFIN DI MILLERI, A DAGOSPIA RISULTA IN GRAN MOVIMENTO IL CEO DEL LEONE DI TRIESTE, PHILIPPE DONNET, PRESSO I FONDI DI INVESTIMENTO, COME GIÀ SUCCESSE CON LA RESURREZIONE DI LOVAGLIO PER SBARRARE LA STRADA A CALTAGIRONE - SE FALLISSE LA FUSIONE MPS-MEDIOBANCA, A PIAZZA AFFARI C’È CHI IPOTIZZA UN’OPA SU PIAZZETTA CUCCIA, CHI CONGETTURA OPERAZIONI CHE COINVOLGEREBBERO BANCA GENERALI - UNA COSA È CERTA: PIÙ SI ANDRÀ AVANTI E PIÙ L’ASTICELLA DEL RISIKO SI IMPENNERÀ, PERCHÉ SOCI E GRANDI FONDI DOVRANNO SCEGLIERE: MESSINA O DONNET? BANCA INTESA CHE PRENDE LA LEVA DI COMANDO DI GENERALI (SALVO PROBLEMI CON L'ANTITRUST) O TRASFORMARE IL LEONE DI TRIESTE IN UNA VERA PUBLIC-COMPANY?

giuseppe conte donald trump mario draghi joe biden sergio mattarella matteo renzi gennaro vecchione william barr

DAGOREPORT – LA STORIA MAI RACCONTATA DELL'''ASTIO SPUMANTE'' DI GIUSEPPE CONTE VERSO MARIO DRAGHI - IL "TRASFORMISMO DAL VOLTO UMANO" NON HA MAI METABOLIZZATO LA CACCIATA DA PALAZZO CHIGI DEL 2021, DETRONIZZATO DA "SUPERMARIO" PER LA GIOIA DI ANGELA MERKEL, CONTRARIA A FAR GESTIRE I 200 MILIARDI DEL PNRR AL POPULISMO 5STELLE - I TWEET D'AMORE DI TRUMP A "GIUSEPPI" CHE PORTO' IL PREMIER CONTE AD AUTORIZZARE L'INSOSTENIBILE INCONTRO A ROMA DEI VERTICI DEI SERVIZI SEGRETI CON IL MINISTRO DELLA GIUSTIZIA DEGLI STATI UNITI, A CACCIA DI "MAIL IMBARAZZANTI SU HILLARY CLINTON IN POSSESSO DEI RUSSI" - DESTINO VOLLE CHE DOPO SEI GIORNI DAL GIURAMENTO DI BIDEN, LA FAVOLA DI "GIUSEPPI" FINI' ED INIZIO' LA VENDETTA CONTRO "DRAGHI, L'USURPATORE" (OGGI, A PAGARNE LE CONSEGUENZE, E' L'EX SOTTOSEGRETARIO DEL GOVERNO DI "MARIOPIO", FRANCO GABRIELLI) - VIDEO