vladimir putin sergei shoigu meme

CREMLINO PARANOICO: PUTIN “VIVE CHIUSO IN UN BUNKER PER TIMORE DI UN COLPO DI STATO” ORDITO DALL’EX MINISTRO SERGEY SHOIGU. E LA PARATA DELLA VITTORIA, IL 9 MAGGIO, SARÀ IN TONO MINORE PER IL TERRORE DI UN ATTACCO UCRAINO – MA CI SONO DEI DUBBI SUI PROGETTI DI GOLPE DELL’EX TITOLARE DELLA DIFESA. “MAD VLAD” HA AFFIDATO ALLA DI LUI FIGLIA XENIA LA GESTIONE DI UN FONDO DA OTTO MILIARDI DI EURO PER L’ESTRAZIONE DELLE TERRE RARE. SHOIGU È UN CIVILE, E QUASI MAI SI È VISTO UN COLPO DI STATO ESEGUITO DAI MILITARI PER CONTO DI UN ESTRANEO. INOLTRE, LE PURGHE SEGUITE ALLO SCANDALO TANGENTI HANNO COMPLETAMENTE DISTRUTTO LA SUA CERCHIA - LA PARATA DEL 9 MAGGIO A MOSCA, CHE SARA' IN TONO MINORE, SPAVENTA PUTIN, ISOLATO SUL PIANO INTERNAZIONALE, OSSESSIONATO DALLA SICUREZZA E DA UN POSSIBILE ATTACCO CON I DRONI DELL’UCRAINA VISTO CHE LE DIFESE AEREE DI MOSCA SONO INDEBOLITE - ZELENSKY: “AGIREMO IN BASE A COSA FARANNO I RUSSI”

Marco Imarisio per corriere.it - Estratti

 

(...) Sergey Shoigu, ad esempio. Non se ne parlava da un paio d’anni, da quando con una manovra discreta era stato destituito da ministro della Difesa, e quindi dalla guida della guerra in Ucraina.

 

A sostegno della tesi che fosse una rimozione salvifica, per non finire nel gorgo dello scandalo per le tangenti sulle forniture militari, c’era un corredo di foto che non lasciava dubbi sulla sua amicizia con Vladimir Putin.

putin shoigu

 

Insieme a petto nudo nell’estate del 2017 durante una battuta di pesca e caccia ad alta gradazione alcolica, e poi lo stesso presidente che fa da testimone al matrimonio della sua primogenita Xenia. Tutti indizi che portavano gli esperti a considerarlo uno dei pochi membri del clan al potere non proveniente da San Pietroburgo.

 

Nella Russia paranoica di oggi i legami personali contano poco. Ma la notizia propagata da un non meglio precisato servizio di intelligence europeo riguardante un progetto di golpe effettuato dai militari e guidato dall’ex ministro ha destato qualche perplessità. Shoigu ha senz’altro vissuto più vite.

 

A 71 anni, è il più longevo membro del governo russo. È nato nella regione autonoma di Tuva, Siberia estrema, anche se ha passato infanzia e adolescenza in Ucraina, patria della madre. Secondo la figlia segue la tradizione paterna dello sciamanesimo, tipica di quei luoghi remoti. E in tempo di nazionalismo spinto, questo gli ha creato più di un problema. Al punto che nel 2023, mentre Evghenj Prigozhin lo minacciava ogni giorno, lui si dovette sottoporre a un nuovo battesimo ortodosso per fugare ogni dubbio.

 

timur ivanov vladimir putin sergei shoigu

Dal 1991 al 2012 è stato ministro delle Situazioni di emergenza, la nostra Protezione civile. Prima sostenitore di Boris Eltsin, poi tra i fondatori di Russia Unita, il partito di Putin. Si guadagna l’affetto dei russi recandosi sempre di persona nei luoghi dei grandi disastri naturali e degli attentati. Anche per questo, il presidente lo mette a capo della Difesa, dove sostituisce Anatolij Serdiukov, anche lui saltato dopo scandali di corruzione.

 

A partire dal 2013 domina per un decennio la classifica dei ministri più popolari del governo. Porta al ministero alcuni suoi dirigenti della Protezione civile: il suo clan personale, come tutti potenti in Russia. La marcia su Mosca di Prigozhin e della Brigata Wagner lo indebolisce. (...)

 

Ma è un esilio niente male. Segretario del Consiglio di sicurezza, uno degli organi più importanti della nomenclatura russa. Putin ha affidato a sua figlia Xenia la gestione di un Fondo da otto miliardi di euro per l’estrazione delle terre rare. A lui rimangono anche le chiavi della Società geografica russa, considerata un salvadanaio del presidente. Shoigu è un civile, e quasi mai si è visto un colpo di Stato eseguito dai militari per conto di un estraneo. Inoltre, le purghe seguite allo scandalo tangenti hanno completamente distrutto la sua cerchia.

vladimir putin sergei shoigu

 

Tutto è possibile, nella Russia di oggi, dove il malcontento della classe dirigente per una guerra che si trascina può creare instabilità. Ma è difficile che lo Shoigu depotenziato di oggi abbia l’autorità per convincere i massimi comandi a seguirlo su una strada pericolosa. Perché la fine che ha fatto il ribelle Prigozhin, misteriosamente perito in un incidente aereo con i suoi fedelissimi nell’agosto del 2023, se la ricordano ancora tutti.

 

 

LA PARATA IN TONO MINORE E LA MINI-TREGUA PER IL V-DAY

Marco Imarisio per corriere.it - Estratti

 

«Durante la preparazione e lo svolgimento degli eventi che si terranno durante il periodo di vacanze che va dal 5 al 9 maggio, a Mosca e nell’intera regione sono possibili temporanee restrizioni alla connessione mobile di internet e alla messaggistica.

 

sergej shoigu

(...) Vedremo quel che accadrà in occasione della parata sulla Piazza Rossa del prossimo 9 maggio, che per la prima volta negli ultimi vent’anni si terrà senza mezzi militari e il consueto passaggio dei cadetti. E senza ospiti di peso. Al momento il leader più importante ad avere annunciato la propria presenza è Robert Fico, il premier della Slovacchia (...)

 

La guerra dei droni e la paura che questa nuova arma è capace di generare hanno cambiato tutto. Possono arrivare ovunque. Anche, com’è avvenuto domenica notte, a colpire la Dom na Mosfilmosvskoj, complesso residenziale costruito nel 2012, due grattacieli collegati tra loro alti più di duecento metri, distanti appena sei chilometri in linea d’aria dal centro di Mosca.

 

VLADIMIR PUTIN SERGEI SHOIGU

In tale contesto, l’annuncio da parte del ministero della Difesa di una tregua unilaterale di due giorni, 8-9 maggio, assume tutt’altro significato da quello di una concessione al nemico, con annessa minaccia di travolgere Kiev di missili se oserà violare il breve cessate al fuoco. Infatti, Volodymyr Zelensky ha risposto annunciando «un regime di silenzio» a partire da questa notte. «E poi vedremo come si comportano i russi, e agiremo di conseguenza».

 

Ma questa implicita debolezza stride con il significato che Putin ha impresso alla festa. La celebrazione sulla Piazza Rossa si tenne nei primi anni del dopoguerra, poi seguì un periodo di ridimensionamento fino all’abolizione decisa da Nikita Krusciov. Fu il suo successore Leonid Breznev a ridarle importanza, convinto che in questo modo si potesse curare «il trauma dalle proporzioni monumentali», rappresentato dall’enorme tributo di vite umane pagato dal popolo russo per sconfiggere Hitler. A partire dal 2005, suo quinto anno da presidente, Putin ha trasformato quell’evento in una esaltazione della potenza russa, in una specie di momento catartico.

 

sergei shoigu e vladimir putin giocano a hockey

Il portavoce del Cremlino Dmitry Peskov garantisce che il discorso del suo capo sarà «molto importante: tutto il mondo lo attende, a ragione». Ma lo dice ogni anno. Così come va trattata con una certa cautela la notizia di Putin chiuso in un bunker per timore di un colpo di Stato ordito dall’ex ministro della Difesa Sergey Shoigu.

 

La notizia proviene da una agenzia vicina ai servizi segreti europei, la stessa che all’inizio della guerra sosteneva la tesi di una malattia mortale del presidente russo, che a corredo del complotto fornisce una serie di dettagli, come il rafforzamento della sicurezza personale del presidente e l’obbligo per cuochi, guardie del corpo e fotografi al seguito di utilizzare solo mezzi pubblici, mentre alle persone che verranno a contatto con Putin è intimato di portare con sé solo telefoni cellulari senza accesso a internet.

 

Alla radice della presunta cospirazione vi sarebbe la forte presa che Shoigu, uno dei politici più amati in Russia, manterrebbe sugli apparati militari frustrati per l’arresto dell’ex viceministro della Difesa Ruslan Tsalikov, avvenuto lo scorso marzo.

 

vladimir putin sergei shoigu

Ma la sostituzione di Shoigu al vertice del ministero, decisa nel maggio del 2024, venne interpretata dai cremlinologi di ogni latitudine come un gesto di riguardo del Cremlino, per proteggerlo dallo scandalo delle tangenti sulle forniture all’esercito che stava per abbattersi sul suo dicastero.

 

Nel 2013, il compianto Alexej Navalny coniò per Putin la definizione di «nonno nel bunker». La tendenza all’isolamento del presidente era già nota allora. Sa a malapena cos’è internet, non sa usare un computer, si informa con i tazebao compilati da collaboratori compiacenti che gli fanno leggere solo quel che lui desidera leggere. Il grande problema per tutti non è che Putin sia ritornato nel bunker. È il fatto che in tutti questi anni non ne sia mai uscito.

sergei shoigu vladimir putin Vladimir Putin ignora Sergei Shoigu Vladimir Putin ignora Sergei Shoigu VLADIMIR PUTIN E SERGEI SHOIGU - MEME il cerchio magico di vladimir putin vladimir putin sergei shoigu

Ultimi Dagoreport

gender club degrado roma pina bausch matteo garrone

25 ANNI FA SPUNTÒ A ROMA UN CLUB IN MODALITÀ DARK-ROOM: AL "DEGRADO", IMMERSO NEL BUIO, SI FACEVA SESSO SENZA IL SENSO DEL PECCATO, IN MEZZO A TUTTI. UNO ‘’SBORRIFICIO” CHE NON HA AVUTO EGUALI E CHE DEMOLÌ I MURI DIVISORI TRA ETERO-BI-GAY-LESBO-TRANS-VATTELAPESCA - PER 9 ANNI, “CARNE ALLEGRA” PER TUTTI. OGNUNO VENIVA E SI FACEVA I CAZZI SUOI, E QUELLI DEGLI ALTRI. IL "DEGRADO'' POTEVA ESSERE RIASSUNTO IN UNA DOMANDA: CHI È NORMALE? - DAGO-INTERVISTA ALL’ARTEFICE DEL BORDELLO: “SCORTATA DA MATTEO GARRONE, UNA NOTTE È APPARSA PINA BAUSCH IMPEGNATA AL TEATRO ARGENTINA. SI ACCENDONO LE LUCI E UNA TRAVESTITA URLO': “AO' SPEGNETELE! IO STAVO A FA’ UN BOCCHINO. NUN ME NE FREGA ‘N CAZZO DE 'STA PINA!”

michele mari ciabatti d orrico

DAGOREPORT! MARI IN TEMPESTA! CI VOLEVA LO STREGA-GATE CON I PRESUNTI GIUDIZI, POI SMENTITI, SU MICHELA MURGIA (“ERA INTRANSIGENTE E VIOLENTA, PERCHÉ ERA BRUTTA E SFOGAVA COSÌ LA SUA RABBIA”) PER SCOPRIRE CHE MICHELE MARI HA UN CARATTERE FUMANTINO. NELLA SOCIETÀ LETTERARIA LA SUA IRACONDIA È UN SEGRETO DI PULCINELLA COME LA SUA IMPULSIVITÀ. LO SCRITTORE, CHE RIVENDICA UN CULTO PER GENE HACKMAN E PER GLI UOMINI “ANCHE UN PO’ CANAGLIE”, RESTA NEGLI ANNALI PER LA REAZIONE CHE EBBE DOPO UNA STRONCATURA RICEVUTA DAL CRITICO DI “SETTE”, ANTONIO D’ORRICO. MICHELE MARI ANDÒ NEGLI UFFICI DEL "CORRIERE". E TROVATOSI FACCIA A FACCIA CON IL RECENSORE, LO COLPÌ CON UNO SCHIAFFO. IL CRITICO NON REAGÌ. E MARI SI CONQUISTÒ LE STELLETTE DI VENDICATORE DEI SOPRUSI DEI CRITICI PREPOTENTI E ARROGANTI…

giorgia meloni donald trump

FLASH! – IL LATO POSITIVO DEGLI INSULTI DI TRUMP A "GIGIORGIA"? POTREBBE TRADURSI IN UN AUMENTO DEI CONSENSI, ESSENDO IL TYCOON ODIATO DA 8 ITALIANI SU 10 - NON A CASO, AL RADUNO DEGLI ALPINI A GEMONA, È STATA ACCOLTA TRA APPLAUSI E STRETTE DI MANO - AL DI LA' DI TRUMP, IL VERO PROBLEMA PER LA DUCETTA RESTA LO SFARINAMENTO DELLA LEGA E LO SBANDAMENTO DI FORZA ITALIA IN VISTA DEL VOTO 2027 - E POI C’È IL BOOM DI VANNACCI A SPESE DEI TRE PARTITI DELLA MAGGIORANZA (E M5S), RICICCIANDO TEMI IDENTITARI CARI ALL'UNDERDOG, ABBONDONATI UNA VOLTA A PALAZZO CHIGI… - VIDEO

giorgia meloni trump cairo

FLASH! - A PALAZZO CHIGI, DOPO LE MAZZATE DI TRUMP CONTRO GIORGIA MELONI, E' INIZIATA LA CACCIA ALLE STREGHE (CON QUALCUNO SI DEVONO SFOGARE) - E CON CHI SE LA SONO PRESA? CON URBANO CAIRO! - IL MOTIVO? A PUBBLICARE IL PRIMO AFFONDO DI TRUMP ("SONO SCIOCCATO, MELONI NON CI VUOLE AIUTARE SULLA GUERRA IN IRAN. PENSAVO AVESSE CORAGGIO") FU IL "CORRIERE DELLA SERA" A FIRMA DI VIVIANA MAZZA - IL SECONDO SFOGO DEL TYCOON ("MELONI MI FA PENA") E' STATO RIPORTATO DAL PROGRAMMA "L'ARIA CHE TIRA"  DA DANIELE COMPATANGELO SU LA7 (ANCORA EDITORE CAIRO!) - PER DARE UN SEGNALE DI "BUONA FEDE", IL "CORRIERE" IERI HA PUBBLICATO UN'INTERVISTA A MARY L. TRUMP, NIPOTE DI "THE DONALD", CHE DESCRIVE LO ZIO COME UN DISTURBATO MENTALE FUORI CONTROLLO...

andrea giambruno giorgia meloni renato de angelis

SE GIORGIA MELONI VOLESSE IMBASTIRE UNA VERA OPERAZIONE SIMPATIA, DOVREBBE SCRIVERE UN’AUTOBIOGRAFIA SENTIMENTALE – BARBARA COSTA: “MI SONO SORBITA LA NUOVA EDIZIONE DI ‘IO SONO GIORGIA’ E…CHE DELUSIONE! ZERO RIFERIMENTI ALLO ‘SCANDALO THREESOME’, E ZERO VITA SENTIMENTALE. COME SE A GIAMBRUNO SI FOSSE ARRIVATI INTATTI, SENZA EX, PASSIONI E GELOSIE, MA ANDIAMO, SIGNORA PRESIDENTE! COME È POSSIBILE? E INFATTI NON È VERO. MELONI HA AVUTO I SUOI AMORI, AI QUALI NEL SUO LIBRO NON DESTINA MEZZA RIGA” – CHI È ALESSANDRO GIOMBINI DETTO MANOLO, GIÀ MILITANTE DI CASA POUND? PERCHÉ NON RICORDARE LA RELAZIONE CON RENATO DE ANGELIS, CON AMOREGGIAMENTI IN GOMMONE A PONZA? – L’INCONTRO CON GIAMBRUNO, “BELLO COME IL SOLE”: “È STATA LEI A RIMEDIARE IL NUMERO E A..."

frocinema carocci rocca gualtieri

DAGOREPORT - MASSÌ, NEL PAESE CHE SI È INVENTATO IL “COMPROMESSO STORICO” E LE “CONVERGENZE PARALLELE” E IL “GOVERNO DELLA NON SFIDUCIA”, PRIMA O POI, DOVEVA CAPITARE DI TROVARSI DAVANTI A NUOVA MACHIAVELLICA DIAVOLERIA: BENVENUTI AL CINEMA “FASCIO E MARTELLO” - IL COMUNE DI ROMA GUIDATO DA ROBERTO GUALTIERI (PD) E LA REGIONE LAZIO CAPITANATA DA FRANCESCO ROCCA (FDI) SI SONO INASPETTATAMENTE ALLACCIATI IN UN TANGO CHE LI HA TRASCINATI ALL’ORGASMO DI STANZIARE UN DOVIZIOSO FINANZIAMENTO DI 250.000 EURO (IL CAMPIDOGLIO) E 300.000 EURO (LA REGIONE), AMBEDUE EROGATI SENZA UNO STRACCIO DI GARA E DESTINATI – FIATE ALLE TROMBETTE! RULLO DI TAMBURI! - AL PROGETTO ‘’FROCINEMA” DELLA ‘’FONDAZIONE PICCOLO AMERICA’’, CAPITANATA DAL MITOLOGICO ‘’PRINCIPE ROSSO SUL PISELLO”, VALERIO CAROCCI – E' SUCCESSO CHE QUANDO IL COMUNE E LA REGIONE HANNO APPROVATO LA RICONVERSIONE DEL METROPOLITAN, L'EX CINEMA DI VIA DEL CORSO CHIUSO DAL 2010, IN UN MEGA-STORE, IL DIABOLICO CAROCCI HA CAPITO CHE CON UNA FAVA POTEVA PRENDERE DUE PICCIONI: OLTRE AL COMUNE DE SINISTRA ANCHE LA REGIONE DE DESTRA CHE, UNA VOLTA IN MANO A FDI AVEVA CHIUSO IL RUBINETTO DEI FINANZIAMENTI - AL GRIDO: “SALVARE IL METROPOLITAN! FERMARE QUESTO NUOVO SACCO DI ROMA!’’ IL COCCO DI ZINGARETTI HA MONTATO UN PANDEMONIO MEDIATICO, ACCOMPAGNATO DA UNA BATTAGLIA LEGALE, FINO A QUANDO ROCCA HA SMOLLATO ED ORA I CAMERATI D’ITALIA POTRANNO GODERSI “FROCINEMA”…