francesco rocca giuseppe pisano

CROCE ROSSA? CROCE NERA! – FRANCESCO ROCCA HA TRASFORMATO LA REGIONE LAZIO IN UN UFFICIO DI COLLOCAMENTO PER GLI EX FUNZIONARI DELL’ASSOCIAZIONE: L’EX PRESIDENTE DELLA CRI, GOVERNATORE DAL 2023, SI È PORTATO DIETRO UN MANIPOLO DI FEDELISSIMI, A PARTIRE DAL CAPO DI GABINETTO (A 180MILA EURO L’ANNO), GIUSEPPE PISANO, E DALLA PORTAVOCE, CARLA CACE – I “VASI COMUNICANTI” FUNZIONANO IN ENTRAMBE LE DIREZIONI: CI SONO INFATTI MOLTI PROFESSIONISTI CHE HANNO TROVATO SPAZIO NELL’ORGANIZZAZIONE DI VOLONTARIATO. UNICO REQUISITO COMUNE? LA MILITANZA IN FRATELLI D’ITALIA O ALLEANZA NAZIONALE…

Estratto dell’articolo di Filippo Poltronieri per www.romatoday.it

 

francesco rocca

Il 2023 ha segnato uno spartiacque nella storia dei rapporti della Croce Rossa Italiana con la politica regionale, in particolare con la sponda destra. Con l’elezione di Francesco Rocca alla presidenza del Lazio, a sua volta presidente dell’associazione tra il 2013 e la fine del 2022, tanti lo hanno accompagnato nel passaggio da via Ramazzini, sede della Croce Rossa, a via Colombo, sede della giunta del Lazio: si tratta quasi sempre di fedelissimi che hanno seguito il leader nella sfida del governo territoriale.

 

Ma i vasi comunicanti tra le due realtà funzionano in entrambe le direzioni. Ci sono infatti anche professionisti, con un passato politico nelle file di Fratelli d’Italia o Alleanza Nazionale, che negli ultimi anni hanno trovato spazio nell’organizzazione di volontariato, a tutti i livelli.

 

[…] Capo di Gabinetto in Regione Lazio per 180mila euro l’anno è Giuseppe Pisano, commercialista cosentino proveniente anch’egli dagli uffici della Croce Rossa dove ha ricoperto ruoli da dirigente.

 

GIUSEPPE PISANO

È l'uomo che filtra ogni decisione, il perno su cui ruota l'amministrazione Rocca, garantendo quella continuità operativa che il governatore esigeva sin dal primo giorno. In realtà Pisano risulta ancora presidente del Collegio dei revisori dei conti dell’associazione di volontariato, un doppio incarico che ha scatenato in passato le proteste delle opposizioni che ne hanno richiesto, invano, le dimissioni per un presunto conflitto di interesse.

 

Portavoce di Rocca è Carla Cace, scrittrice e storica dell’arte, già senior communication officer di Croce Rossa e presidente dell'Associazione Nazionale Dalmata. Oggi aiuta il presidente nella comunicazione delle attività istituzionali e di rappresentanza.

 

ADRIANO VALENTINI

Stessa sorte per Adriano Valentini, prima communication specialist della Croce Rossa Italiana, poi responsabile della comunicazione web per Rocca durante la campagna elettorale, oggi responsabile della struttura autonoma social media presso l’ufficio di gabinetto della Giunta.

 

Sempre ad aprile del 2023, poco dopo l’insediamento, Rocca ha nominato Alessandro Ridolfi direttore generale della regione. Laureato in economia e commercio, Ridolfi ha lavorato all’interno di Agenas e della CRI in Sicilia, in particolare è stato presidente e amministratore delegato di SI.S.E., (Servizi Infrastrutturali e Servizi Emergenza), una società a socio unico della Croce Rossa Italiana che gestiva per l'associazione i servizi pubblici di assistenza e pronto intervento 118 nella regione Sicilia.

 

Oltre ad aver ricoperto incarichi di docenza presso alcune università è stato, tra le altre, coordinatore della segreteria dell’ex presidente della Regione Lazio, Francesco Storace. Quest’ultimo lo nominò anche direttore dell’Agenzia per i servizi sanitari regionali quando Storace ricopriva la carica di ministro della Salute.

 

ARIANNA MELONI FRANCESCO ROCCA

Nella sua lunga carriera Ridolfi è stato anche manager all’interno di Cotral, Ama ed Eni. Giorgio Ziparo è stato per anni un pilastro dell'amministrazione centrale della CRI sotto la presidenza di Francesco Rocca, ricoprendo il ruolo di responsabile dell'Unità operativa legale. In pratica gestiva il contenzioso, la consulenza legale interna e la conformità normativa dell'associazione, seguendo da vicino tutta la fase di trasformazione dell'ente e la gestione dei rapporti contrattuali complessi.

 

Ziparo è stato uno degli ultimi, a ottobre 2025, a essere chiamato a ricoprire un incarico di alta responsabilità burocratica nello staff di diretta collaborazione di Rocca. È stato infatti nominato responsabile dell’area programmazione e controllo degli uffici della presidenza e della giunta, dove si occupa di monitorare l'attività degli uffici regionali, assicurando che la macchina amministrativa rispetti la programmazione politica decisa dal governatore.

 

croce rossa italiana

Direttore della Direzione regionale emergenza, protezione civile e Nue 112, nominato nel 2023, è Massimo La Pietra, altro volto storico della Croce Rossa dove per dieci anni, dal 2013, ha lavorato in contesti di crisi nazionale e internazionale come il sisma in Emilia-Romagna e l’emergenza migranti dal Nord Africa.

 

La Pietra ha ricoperto dal 2019 il ruolo di responsabile dell'Unità operativa centrale di risposta nazionale e ha lavorato anche presso il Dipartimento della Protezione Civile. La sua nomina in regione ha sollevato un polverone dopo che il tribunale del lavoro il 28 gennaio, in risposta al ricorso di un candidato che sosteneva di non essere stato valutato in maniera equa e corretta, ha rilevato come la scelta fosse ricaduta illegittimamente su La Pietra che non aveva ricoperto ruoli dirigenziali per almeno cinque anni prima della nomina, come richiesto dai requisiti di base.

 

francesco rocca 1

Fratelli d’Italia in regione attende l’appello prima di prendere qualsiasi decisione a riguardo mentre il consigliere del Pd Massimiliano Valeriani ha fatto ricorso alla Corte dei Conti avanzando l’ipotesi di un danno erariale. Tiziano Gerardi è invece il responsabile della struttura autonoma di diretta collaborazione cerimoniale, nominato con un compenso di 95 mila euro l’anno.

 

Il suo ruolo è quello di organizzare gli eventi che vedono la partecipazione del presidente e, soprattutto, coordinare le funzioni di sicurezza legate alla figura del governatore e degli uffici della presidenza. […]

 

Carolina Casini

Diverso il percorso di Carolina Casini, pediatra del Sant’Andrea, attiva in Croce Rossa dal 2009. Casini è stata direttore sanitario del Comitato regionale Lazio della Croce Rossa e, successivamente, direttore sanitario del Comitato area metropolitana di Roma Capitale.

 

Ha inoltre partecipato a numerose missioni umanitarie, a Gaza, in Kenya, Bangladesh, Ucraina e Lampedusa. Candidata per un posto in consiglio regionale alla Pisana, non viene eletta ma nel maggio 2023 è nominata, in quota pubblica, membro del Consiglio di amministrazione del Valmontone Hospital, una struttura sanitaria controllata dalla Asl Roma 5 e quindi facente parte della rete regionale.

 

giorgia meloni marcello de angelis

Ancora, Silvia Amici è oggi segretaria particolare del presidente Rocca, dopo una vita (dal 2008) come segretaria di presidenza in Croce Rossa. Stessa traiettoria seguita da Riccardo Iotti, ex assessore del comune di Ardea, dal 2018 in segreteria di presidenza in Croce Rossa, con Rocca al vertice, oggi contrattualizzato nello stesso ufficio ma presso la Regione Lazio. Ultimo ma non ultimo, in fondo a questo elenco solo perché non più presente nell’organigramma di Francesco Rocca in regione, è Marcello De Angelis.

 

Figura storica della destra romana, De Angelis giunge in Croce Rossa dopo un passato di militanza politica (di estrema destra). Tra il 2017 e il 2018 è capo di gabinetto sotto la presidenza Rocca dell’associazione, poi è il portavoce ufficiale del presidente, tra 2018 e 2020. Infine, fino al 2023, gestisce l'ufficio Cultura, eventi e pubblicazioni della Croce Rossa. Quando Rocca vince le elezioni diventa responsabile della comunicazione ma dura poco.

 

marcello de angelis 4

Ad agosto è infatti costretto a dimettersi dopo le polemiche sulle sue dichiarazioni a proposito della strage di Bologna, di cui ha negato la matrice neofascista. De Angelis è figura estremamente significativa nel sistema di porte girevoli che stiamo raccontando, visto che prima degli incarichi in Croce Rossa era già stato senatore con Alleanza Nazionale tra il 2006 e il 2008 e deputato con il Pdl tra 2008 e 2013.

 

[…]  Mentre il vertice della CRI è andato svuotandosi per riempire gli uffici regionali, il percorso inverso (o quello di sovrapposizione) mostra come la Croce Rossa sia diventata terreno di ricaduta per professionisti vicini a Fratelli d'Italia o all'area del centrodestra.

 

Carolina Casini

L’esempio più lampante di sovrapposizione è incarnato da Marco Ottaviani, in Croce Rossa da maggio 2022, responsabile stampa e portavoce del presidente nazionale, ma anche consigliere municipale di Fratelli d’Italia nel XV municipio, da ottobre 2021. In passato Ottaviani, che milita nel partito da molti anni, è stato anche presidente dell’associazione Impresa Italia, fondata nel 2014 con l’obiettivo di creare una rete di collaborazioni e iniziative che hanno lo scopo di tutelare imprese e lavoratori.

 

Anche il caso di Elisabetta Mauceri è emblematico della doppia anima di Croce Rossa. Avvocato, Mauceri “dal 2016 ha assunto incarichi di crescente rilievo nella Croce Rossa Italiana, tra cui responsabile delle risorse umane, della compliance e audit associativo, degli affari generali e legali, fino alla nomina, nel maggio 2025, a direttore della Direzione avvocatura”, carica istituita all’interno dell’ente pochi mesi prima, a gennaio 2025. Sulla nomina è pendente anche un ricorso al Consiglio di Stato, dopo il primo grado vinto dal ricorrente contro Croce Rossa al Tar. Mauceri nel 2016 è stata candidata con Fratelli d'Italia al Consiglio del Municipio XV di Roma.

 

milka di nunzio con giorgia e arianna meloni

Ha incrociato l’attivismo politico e la carriera in Croce Rossa anche Elisabetta Parise, candidata con Alfio Marchini alle comunali del 2013. Parise lavora nell’organizzazione di volontariato dal 2004, prima nel dipartimento Politiche del lavoro e Relazioni sindacali, poi, dal 2020, come responsabile delle Risorse umane. Nel 2024, proprio nel periodo in cui viene condannata a quattro anni per corruzione nell’ambito di un procedimento che la vedeva imputata nella veste (passata) di dirigente Anas, Parise viene promossa a direttore dell’Advocacy, partenariati e associazioni.

 

milka di nunzio legge l autobiografia di giorgia meloni

Antonio Mazzella ha invece fatto parte del Comitato nazionale della Croce Rossa dopo una lunga carriera come braccio operativo del partito La Destra di Francesco Storace. Oggi è segretario provinciale di Caserta del Movimento Indipendenza, fondato da Gianni Alemanno.

 

Dal 2018 è coordinatrice nazionale del Servizio Civile Universale una vecchia conoscenza di Giorgia Meloni, Milka Di Nunzio, una delle migliori amiche della premier. Di Nunzio è stata mandataria elettorale di Meloni quando la futura presidente del Consiglio si era candidata a sindaca di Roma nel 2016.

 

francesco rocca

Negli anni precedenti, come riportato da recenti inchieste giornalistiche, Di Nunzio aveva acquistato le quote di un locale all’Eur proprio in società con la madre della premier, Anna Paratore. Le due avrebbero rivenduto le quote dopo quattro anni, proprio nel 2016, con una plusvalenza monstre, con quote lievitate da 4mila a 90mila euro. Oggi Di Nunzio occupa un posto nella giunta di Opes, Organizzazione per l’educazione allo sport, vero e proprio fortino di Fratelli d’Italia in campo sportivo, ed è consigliera del ministro dello Sport Andrea Abodi.

 

[…]

 

Efficienza o occupazione? A marzo 2026, Fratelli d'Italia ha sostenuto in Parlamento il riordino della Croce Rossa Italiana (CRI), finalizzato a rafforzare il legame tra l'ente e lo Stato. Il partito mira a valorizzare l'identità storica della CRI, definita un “patrimonio morale”, e a sostenere il lavoro di operatori e volontari, considerati una "forza silenziosa".

 

Si tratta, secondo quanto affermato dalla senatrice Paola Ambrogio di Fdi, di “un doveroso riconoscimento del valore storico di questa Istituzione che introduce un importante cambio di passo per il lavoro della Croce Rossa ed in particolare per i Corpi militari volontari e ausiliari delle Forze Armate”.

 

Insomma il partito di Meloni sembra avere fortemente a cuore le sorti dell’ente fondato a Milano nel lontano 1864. D’altronde, prima e dopo l’elezione di Rocca alla presidenza della Regione Lazio, i vasi tra le due realtà - l’associazione e Fratelli d’Italia - sono stati ben più che comunicanti. Da una parte, la Regione Lazio è stata dotata di una struttura di comando dove la fiducia personale nata nelle emergenze della Croce Rossa prevale sulle consuete dinamiche amministrative. Dall'altra, la Croce Rossa ha accolto o promosso figure che, pur competenti, portano una chiara identità politica legata a Fratelli d'Italia. Se per i sostenitori di Rocca questa è la chiave per l'efficienza - un modello manageriale del terzo settore applicato all’amministrazione del territorio - per i critici si tratta di una occupazione sistematica che rischia di offuscare la necessaria neutralità di un ente come la Croce Rossa e di trasformare la regione in una dependance di una specifica filiera di potere.

la giunta regionale del lazio guidata da francesco roccafrancesco rocca si taglia il pizzetto a un giorno da pecora 3GIOVAMBATTISTA FAZZOLARI CON MILKA DI NUNZIO A UN EVENTO PER LA CAMPAGNA PER MELONI SINDACO DI ROMA IL B PLACE DI ROMA - FACEBOOK MILKA DI NUNZIO giorgia meloni con milka di nunzio MILKA DI NUNZIO CON GIORGIA E ARIANNA MELONI AL B PLACE FRANCESCO ROCCA DOPO LA VITTORIA

Ultimi Dagoreport

tajani meloni salvini

DAGOREPORT – CHE SUCCEDERA' ALLA RIFORMA DELLA LEGGE ELETTORALE QUANDO VERRA' RIPRESENTATA ALLA CAMERA, CON IL TERRIBILE VOTO SEGRETO, ALL'INIZIO DI SETTEMBRE? - SE LA LEGA E' SCOPPIATA, FORZA ITALIA E' ALLO SBANDO, CON SALVINI E TAJANI CHE NON CONTROLLANO PIÙ I LORO PARLAMENTARI, ANCHE GIORGIA MELONI HA QUALCHE PROBLEMUCCIO: ALL'INTERNO DEL SUO PARTITO UN COACERVO DI SERPI E' PRONTA A MORDERLA SE NON SARANNO RICANDIDATI ALLE POLITICHE DEL 2027 – IL BOOM DI FDI DEL 2022 FU TALMENTE INASPETTATO CHE ARRIVARONO IN PARLAMENTO TANTI TIZI E TROPPI CAIETTI UN PO’ IMPROVVISATI O INADEGUATI O SEMPLICEMENTE FANCAZZISTI, CHE SANNO BENISSIMO CHE SARANNO SPAZZATI VIA DALLA RAMAZZA DELLA DUCETTA. E NON VEDONO L’ORA DI CONSUMARE LA VENDETTA…

francesco guccini con angela signorini e la figlia teresa

DAGOREPORT - E’ ACCADUTO RARAMENTE CHE FRANCESCO GUCCINI ABBIA CANTATO LA SUA VITA SENTIMENTALE MA QUANDO È ACCADUTO, HA DATO VITA A UNA DEI BRANI PIÙ INTENSI E STRAZIANTI DELLA STORIA DELLA CANZONE ITALIANA - ACCADDE NEL 1996, CON “QUATTRO STRACCI”, IN CUI IL RISERVATISSIMO GUCCINI DI COLPO LASCIA TUTTI BASITI METTENDO DAVVERO IN PIAZZA GLI STRACCI DELLA SUA LUNGA STORIA CON ANGELA SIGNORINI, DA CUI EBBE NEL 1978 L'UNICA FIGLIA, TERESA - DOPO AVERLA INCHIODATA COME UNA SIGNORA "CASTA CHE SOGNA D'ESSER PUTTANA / QUANDO SEI DENTRO VUOI ESSER FUORI / CERCANDO SEMPRE I PASSATI AMORI / ED HAI ANNULLATO TUTTI FUORI CHE TE”, IL DOLORE DI GUCCINI PER L'ABBANDONO DEFLAGRA IN RABBIA SPREZZANTE: "OGNUNO VADA DOVE VUOL ANDARE, OGNUNO INVECCHI COME GLI PARE, MA NON RACCONTARE A ME COS'È LA LIBERTÀ. LA LIBERTÀ DELLE TUE POSIZIONI YOGA, DI ERBE, DI PSICHE E DI OMEOPATIA; DI MANUALI CONTRO LE FRUSTRAZIONI, LE INIBIZIONI CHE PROVAVI QUI A CASA MIA…’’ - VIDEO

giuseppe conte vladimir putin marco travaglio elly schlein beppe grillo

DAGOREPORT – CARO CONTE... MA PERCHÉ NON TE NE VAI A FARE IN CULO?! - NEL PARTITO DEMOCRATICO CRESCE UNA FRONDA SOTTERRANEA DI CHI VUOLE MOLLARE PEPPINIELLO AL SUO DESTINO DI “RAS-PUTIN” – AL NAZARENO, NONOSTANTE LA LINEA “TESTARDAMENTE UNITARIA” (SENZA M5S NON SI VINCE) DI ELLY SCHLEIN, MOLTI VORREBBERO ANDARE A VEDERE IL BLUFF DELL’EX PREMIER: SE VUOLE INTESTARDIRSI SU POSIZIONI FILO-RUSSE E ANTI-EUROPEE (NO AL FONDO SAFE PER LA DIFESA), FACCIA PURE, MA SAPPIA CHE ANDARE DA SOLO AL VOTO NON CONVIENE AL M5S NE' ALLA SUA OSSESSIONE DI TORNARE A PALAZZO CHIGI (CONTE METTERÀ SEMPRE IL VETO A CHIUNQUE NON SI CHIAMI CONTE) - A CONDIZIONARE IL LEADER M5S NON È DI DI BATTISTA, MA LA LINEA INTRANSIGENTE DI TRAVAGLIO, VERO IDEOLOGO DELLA GALASSIA PENTASTELLATA - LE CHIAMATE DI BEPPE GRILLO AI PIDDINI PER SABOTARE IL "CAMALEONTE CON LA POCHETTE'' - AMORALE DELLA FAVA: ORA CHE L'ARMATA BRANCA-MELONI È PRONTA A PERDERE, IL CENTROSINISTRA NON È PRONTO A VINCERE. 'STO "CAMPO LARGO" A PALAZZO CHIGI DIVENTA CAMPO SANTO IN SEI MESI... - VIDEO

generali philippe donnet luigi lovaglio carlo messina

DAGOREPORT - LE ULTIME SPERANZE DELL’IRRIDUCIBILE LUIGI LOVAGLIO DI SALVARE MPS DALL’OPAS DI INTESA SONO APPESE ALLA FUSIONE CON MEDIOBANCA, CHE INGLOBEREBBE L’OGGETTO DEL DESIDERIO DI TUTTI I PROTAGONISTI DEL RISIKONE: IL 13% DI GENERALI - OLTRE ALLA DELFIN DI MILLERI, A DAGOSPIA RISULTA IN GRAN MOVIMENTO IL CEO DEL LEONE DI TRIESTE, PHILIPPE DONNET, PRESSO I FONDI DI INVESTIMENTO, COME GIÀ SUCCESSE CON LA RESURREZIONE DI LOVAGLIO PER SBARRARE LA STRADA A CALTAGIRONE - SE FALLISSE LA FUSIONE MPS-MEDIOBANCA, A PIAZZA AFFARI C’È CHI IPOTIZZA UN’OPA SU PIAZZETTA CUCCIA, CHI CONGETTURA OPERAZIONI CHE COINVOLGEREBBERO BANCA GENERALI - UNA COSA È CERTA: PIÙ SI ANDRÀ AVANTI E PIÙ L’ASTICELLA DEL RISIKO SI IMPENNERÀ, PERCHÉ SOCI E GRANDI FONDI DOVRANNO SCEGLIERE: MESSINA O DONNET? BANCA INTESA CHE PRENDE LA LEVA DI COMANDO DI GENERALI (SALVO PROBLEMI CON L'ANTITRUST) O TRASFORMARE IL LEONE DI TRIESTE IN UNA VERA PUBLIC-COMPANY?

giuseppe conte donald trump mario draghi joe biden sergio mattarella matteo renzi gennaro vecchione william barr

DAGOREPORT – LA STORIA MAI RACCONTATA DELL'''ASTIO SPUMANTE'' DI GIUSEPPE CONTE VERSO MARIO DRAGHI - IL "TRASFORMISMO DAL VOLTO UMANO" NON HA MAI METABOLIZZATO LA CACCIATA DA PALAZZO CHIGI DEL 2021, DETRONIZZATO DA "SUPERMARIO" PER LA GIOIA DI ANGELA MERKEL, CONTRARIA A FAR GESTIRE I 200 MILIARDI DEL PNRR AL POPULISMO 5STELLE - I TWEET D'AMORE DI TRUMP A "GIUSEPPI" CHE PORTO' IL PREMIER CONTE AD AUTORIZZARE L'INSOSTENIBILE INCONTRO A ROMA DEI VERTICI DEI SERVIZI SEGRETI CON IL MINISTRO DELLA GIUSTIZIA DEGLI STATI UNITI, A CACCIA DI "MAIL IMBARAZZANTI SU HILLARY CLINTON IN POSSESSO DEI RUSSI" - DESTINO VOLLE CHE DOPO SEI GIORNI DAL GIURAMENTO DI BIDEN, LA FAVOLA DI "GIUSEPPI" FINI' ED INIZIO' LA VENDETTA CONTRO "DRAGHI, L'USURPATORE" (OGGI, A PAGARNE LE CONSEGUENZE, E' L'EX SOTTOSEGRETARIO DEL GOVERNO DI "MARIOPIO", FRANCO GABRIELLI) - VIDEO