zoe trinchero alex manna

IL 19ENNE ALEX MANNA, CHE HA CONFESSATO L'OMICIDIO DELLA 17ENNE ZOE TRINCHERO, A NIZZA MONFERRATO IN PROVINCIA DI ASTI, HA PROVATO A DEPISTARE LE INDAGINI: HA ACCUSATO UN 33ENNE NORDAFRICANO DI AVER UCCISO LA RAGAZZA E UN GRUPPO DI PERSONE SI E' RADUNATO FUORI DALLA CASA DEL MALCAPITATO, CON L'OBIETTIVO DI LINCIARLO - ALLA FINE MANNA HA CONFESSATO L'OMICIDIO: I DUE RAGAZZI HANNO LITIGATO MENTRE ERANO A CASA DI MANNA - LUI HA PRESO A PUGNI LA 17ENNE, HA TENTATO DI STRANGOLARLA E L'HA SPINTA FUORI DALLA FINESTRA, FACENDOLA FINIRE DENTRO UN CANALE...

MASSACRATA A 17 ANNI E POI SPINTA NEL CANALE LA CONFESSIONE DELL’AMICO «UN PUGNO DOPO LA LITE»

Estratto dell'articolo di Massimo Massenzio per il “Corriere della Sera”

 

DOVE E STATA TROVATA Zoe Trinchero

Pantaloni neri, giacca bianca e il sorriso smagliante di una ragazza di 17 anni che, nonostante paure e incertezze, riusciva sempre a trovare il lato positivo della vita. È l’ultima immagine di Zoe Trinchero rimasta impressa nella mente dei clienti e di Maurizio, il gestore del bar della stazione di Nizza Monferrato, paesone di poco più di diecimila abitanti incastrato tra le colline dell’Astigiano. Venerdì sera Zoe è uscita dal lavoro verso le 21.

 

Non è tornata a casa, ma ha avvisato mamma Mariangela che sarebbe andata da alcuni amici. Ha raggiunto altri tre ragazzi e, verso le 22, sono andati insieme a prendere pizze e calzoni in una birreria vicino al canale Nizza. Poi si è allontanata con Alex Manna, 19 anni, l’ex fidanzato di Nicole, la sua migliore amica. Un ragazzo con cui nessuno l’aveva mai vista in atteggiamenti confidenziali.

Zoe Trinchero

 

«Dobbiamo parlare», ha spiegato lui, mentre Zoe cercava di contattare senza successo Nicole, che alle 23 era già andata a dormire e aveva spento il telefono. Poi quasi due ore di «buio», fino a quando gli amici della 17enne hanno iniziato a preoccuparsi. Cominciano le ricerche, a cui partecipa anche Alex, in lacrime, e poco prima dell’una il corpo di Zoe viene individuato nelle acque basse e gelide del canale Nizza.

 

Un gruppetto di amici si precipita sulla riva e cerca di trascinare il cadavere vicino alla scaletta. Arrivano i carabinieri, i vigili del fuoco e un’ambulanza, ma per Zoe non c’è niente da fare.

 

ALEXA MANNA

Secondo il medico legale la morte è stata causata dalla caduta dalla balaustra che si affaccia sul piccolo rio che attraversa il centro storico. Una balconata stretta fra il palazzo dove Manna abitava con la sua attuale fidanzata e quello dove Zoe viveva con le sue sorelle, la madre e il nuovo compagno della donna. Sul collo e sul volto della giovane gli inquirenti hanno notato segni e tumefazioni che farebbero pensare a un tentativo di strangolamento e a violente percosse inferte prima del decesso.

 

E poi la ragazza non indossava la giacca chiara con cui gli amici l’hanno vista uscire dalla birreria, prima di allontanarsi con Manna. Il 19enne, ascoltato dai carabinieri del nucleo investigativo di Asti, è caduto più volte in contraddizione e, quando il giubbotto, sporco di sangue, è stato trovato nel garage della sua fidanzata, il giovane è stato interrogato in caserma alla presenza del suo legale, l’avvocata Patrizia Gambino.

 

ZOE TRINCHERO

Gli investigatori lo hanno messo alle strette per ore e alla fine Manna ha confessato di fronte al pm della procura di Alessandria Giacomo Ferrando: «Abbiamo discusso, le ho tirato un pugno, ma non volevo ucciderla». I pugni con cui Zoe è stata colpita sono sicuramente molti di più e il 19enne è stato sottoposto a fermo di indiziato di delitto prima di essere portato nel carcere di Alessandria, ma la sua ricostruzione non sembra convincente.

 

Agli inquirenti ha raccontato che lui e Zoe avevano avuto una «breve storia» due o tre anni fa. Una relazione di cui nessuno degli amici sapeva nulla, ma della quale avrebbero parlato proprio venerdì sera. Una discussione accesa che si è trasformata in un violento litigio, culminato con la brutale aggressione che ha fatto cadere Zoe da un’altezza di quasi 4 metri. Gli investigatori sono invece convinti che lui l’abbia spinta facendole sbattere la testa sulla sponda di cemento. Per fare chiarezza bisognerà attendere i risultati dell’autopsia.

 

ALEX HA TENTATO DI DEPISTARE LE ACCUSE A UN ALTRO RAGAZZO (CHE HA RISCHIATO IL LINCIAGGIO)

carabinieri

Estratto dell'articolo di M.Mas. per il "Corriere della Sera"

 

«Ci ha aggrediti, io sono riuscito a scappare, ma non so cosa sia successo a Zoe». Comincia così l’inverosimile tentativo di depistaggio messo in atto da Alex Manna nella notte tra venerdì e sabato. Sono tanti i testimoni che lo hanno visto allontanarsi con Zoe Trinchero da piazza XX Settembre verso via 1613, la strada che ricorda l’assedio di Nizza Monferrato.

 

Poco dopo della diciassettenne si perde ogni traccia, il suo telefono cellulare viene ritrovato sulla balconata, vicino a un pacchetto di sigarette. A chi gli chiede cosa sia successo Alex risponde con la voce — apparentemente — rotta dalla commozione: «Stavamo parlando quando quello lì ci è venuto addosso».

 

CARABINIERI

Secondo i carabinieri è solo un disperato tentativo di depistaggio per addossare tutti i sospetti sul «colpevole perfetto». Un trentenne di origini africane, adottato da una famiglia del posto, che ha già fatto parlare di sé in passato per i suoi atteggiamenti sopra le righe e i post «sessisti» sui suoi profili social.

 

Qualche tempo fa avrebbe anche aggredito un gruppo di minorenni in un campetto di periferia e la voce comincia a correre velocemente per tutto il paese. Il presunto responsabile della scomparsa è stato già processato e giudicato. Sulle chat si ascoltano messaggi di chiamate a raccolta e sono una cinquantina i ragazzi che all’alba di ieri si presentano sotto casa del malcapitato intenzionati a linciarlo.

 

carabinieri

Il trentenne riesce a barricarsi nell’appartamento e a chiamare il 112. I carabinieri riescono a fatica a convincere i «giustizieri» che stanno prendendo una cantonata e che le indagini stanno prendendo un’altra direzione. Tutti i sospetti, infatti, stanno convergendo su Alex, ragazzo inquieto, con la passione per le moto da enduro. Di fronte agli amici il 19enne scoppia a piangere, ma non confessa. [...]

 

«Con me non è mai stato violento — racconta Nicole, sua ex fidanzata e amica di Zoe dalle elementari —. Però era molto possessivo. Se io, secondo i suoi canoni, parlavo troppo con una persona, si innervosiva». [...]

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