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AGNELLI ALLO SPIEDO! LE CARTE CHE INGUAIANO ELKANN E FERRERO: SECONDO GLI INQUIRENTI, C’ERA UNA “STRATEGIA” BEN DEFINITA DIETRO LA RESIDENZA SVIZZERA DELLA VEDOVA DELL’AVVOCATO AGNELLI. PER L'EREDITA' DI MARELLA (CONTESA CON LA MADRE MARGHERITA) JOHN, LAPO E GINEVRA ELKANN SONO ACCUSATI DI FRODE FISCALE E TRUFFA AI DANNI DELLO STATO - IL "VADEMECUM DELLA FRODE" CHE HA PORTATO AL SEQUESTRO DI BENI PER 74,8 MILIONI DI EURO - IL DOCUMENTO SU DONNA MARELLA "D.M. SUCCESSIONE" IN CUI E' SCRITTO: "IN CASO DI DECESSO DOVREMO DIMOSTRARE CHE IL SUO ULTIMO DOMICILIO ERA IN SVIZZERA" - IL TESORETTO DA 116,7 MILIONI ALLE BAHAMAS...

SOTTERRANEA E DISCRETA SI MUOVE LA DIPLOMAZIA FAMILIARE PER TENTARE DI TROVARE PUNTI DI INCONTRO TRA MARGHERITA AGNELLI E I SUOI FIGLI

Estratto dell’articolo di Mario Gerevini per il “Corriere della Sera”

 

JOHN, LAPO, ALAIN E GINEVRA ELKANN

Sotterranea e discreta si muove la diplomazia familiare per tentare di trovare punti di incontro tra Margherita Agnelli e i suoi figli John, Lapo e Ginevra Elkann. Il buio è quasi totale perché l’attrito iniziale è diventato un conflitto, i malintesi hanno fatto la ruggine e da tempo si parlano gli avvocati, non più madre e figli. L’inchiesta penale ha allargato le già siderali distanze e l’ultimo atto, i sequestri per quasi 75 milioni ai tre fratelli Elkann e a due professionisti, è stato forse il più dirompente da quando tutto è iniziato 17 anni fa.

 

PIERO OTTONE IN BARCA CON MARELLA E GIANNI AGNELLI

Non c’è spazio oggi, dicono i beni informati, per trovare intese, posto che comunque l’inchiesta penale va avanti per conto suo e prescinde da accordi privati. Eppure c’è chi alimenta la fiammella di un dialogo perché «non si può andare avanti così ancora per anni», sostengono quelli che, vicino alla grande famiglia riunita nella holding olandese Giovanni Agnelli bv, invocano “sindacalmente” una “piattaforma comune”.

 

John ha ruoli di rappresentanza e di vertice operativo ai massimi livelli (Exor, Stellantis, Ferrari ecc) e non può essere perennemente sulla graticola di una faida familiare scivolata sul terreno pericoloso dell’inchiesta penale. Margherita ha premuto l’acceleratore fino in fondo ormai ma buona parte della partita dipende dai tribunali svizzeri, dove le sue argomentazioni potrebbero faticare parecchio a imporsi. E lo sa.

 

LAPO GINEVRA E JOHN ELKANN

[...] Però retroscena del tutto coerenti con le affermazioni del numero uno di Exor sono tra le pagine di un libro uscito recentemente, “L’ultima dinastia” (Solferino) di Jennifer Clark. La giornalista racconta di quando i tre Elkann bambini vivevano a Rio de Janeiro con la madre Margherita, risposata con il conte di origine russa Serge de Pahlen da cui ebbe 5 figli tra il 1983 e il 1990.

 

«Serge era molto religioso - scrive Clark - (...) ed era convinto che l’impero russo avrebbe dovuto riconquistare gli antichi prestigio e gloria in virtù delle solide radici del Paese nella religione cristiana ortodossa. A questo credo Margherita si convertì» fino al punto di «coinvolgere i figli in canti religiosi e preghiera, e regalando loro icone per proteggerli durante i viaggi. Se i bambini si rifiutavano di pregare, spesso Margherita si arrabbiava, il che creava un’atmosfera tesa (...). Venivano mandati ai campi estivi ortodossi - scrive ancora Clark - nel sud della Francia, luoghi in cui ogni giorno veniva alzata la bandiera imperiale della russia zarista, con l’aquila e le due teste».

marella e gianni agnelli matrimonio a strasburgo 1953

 

«Fuori posto» I tre Elkann, con radici cristiane ed ebraiche, «si sentivano fuori posto», John in particolare «sviluppò un profondo senso di protezione verso il fratello e la sorella minori» mentre i nonni Gianni e Marella erano «inquieti per il trattamento che poteva venir riservato ai nipoti più grandi rispetto ai bambini de Pahlen» tanto che «cercarono di trascorrere con loro più tempo possibile, e in particolare Gianni voleva che fossero finanziariamente indipendenti dai genitori».

 

L’autrice nelle note del libro indica come fonte di questa ricostruzione due interviste del marzo 2024, senza fare nomi. E di sicuro non si tratta di Margherita.

Insomma è chiaro che eventuali spazi di diplomazia familiare sono strettissimi, ci vorrebbe un miracolo alla Henry Kissinger che fu grande amico di Gianni Agnelli.

 

EREDITÀ AGNELLI, ECCO LE CARTE CHE INCASTRANO ELKANN E FERRERO

Federico Gottardo per www.torinocronaca.it 

 

GINEVRA JOHN E LAPO ELKANN

«Nel caso di decesso della Signora X dovremo dimostrare che il suo ultimo domicilio era in Svizzera».

 

Ecco uno dei documenti che inguaia i fratelli Elkann, Gianluca Ferrero e Urs Von Grueningen, i cinque accusati di frode fiscale e truffa ai danni dello Stato per l’eredità di Marella Caracciolo. Secondo gli inquirenti, c’era una «strategia» ben definita dietro la residenza svizzera della vedova dell’Avvocato.

 

E ora, a poche settimane dalla probabile conclusione delle indagini, si sono convinti di quello che hanno trovato in conti offshore e faldoni nascosti negli uffici. Tanto da procedere (e convincere un giudice ad autorizzare) un sequestro da ben 74.8 milioni di euro.

 

MARGHERITA AGNELLI E SERGE DE PAHLEN IN TENDER ALL ISOLA DI CAVALLO - FOTO CHI

Come ricordato dal procuratore Giovanni Bombardieri nella nota con cui venerdì ha annunciato il sequestro, ci sono degli atti significativi a sostegno della tesi dell’accusa. Come il «vademecum della frode», com’era stato chiamato già in occasione del sequestro di marzo. Si tratta di un documento redatto da Gianluca Ferrero e inserito già nell’esposto presentato da Margherita Agnelli, madre di John, Lapo e Ginevra Elkann (e figlia di Donna Marella). Lì si consiglia di «non sovraccaricare» la posizione italiana di Caracciolo, facendo assumere i dipendenti personale della signora dal nipote John Elkann. Com’è successo, visto che cuochi, domestici e autisti della nonna sono risultati dipendenti di Fca Security e Stellantis Europa.

 

MARGHERITA AGNELLI E SERGE DE PAHLEN IN TENDER ALL ISOLA DI CAVALLO - FOTO CHI

Ma non è l’unico documento che, secondo gli inquirenti, conferma la loro tesi sulla frode. A dimostrazione dell’esistenza di un accordo fra gli indagati, c’è il contenuto di una cartellina gialla intestata “D.M. successione”. L’ha trovata, a febbraio, la Guardia di Finanza nella cantina della sede dello Studio Ferrero Dottori commercialisti. E dentro c’era un documento, senza firma né data, che non poteva saltare agli occhi degli investigatori che se lo sono trovato davanti.

 

 

john elkann margherita agnelli

D’altronde la frase iniziale è proprio quella che “sognavano”, dando per scontato che la «signora X» e «D.M.» stiano per Donna Marella «In caso di decesso dovremo dimostrare che il suo ultimo domicilio era la Svizzera. Ciò sarà rilevante essenzialmente per la determinazione del Paese in cui il testamento sarà pubblicato e l’eredità sarà amministrata. Ma anche il Paese del quale i tribunali saranno competenti ad accogliere azioni concernenti la validità del “patto successorio”».

 

Cioè l’accordo del 2004 per cui Margherita Agnelli rinunciava all’eredità in cambio di un miliardo e 300 milioni di euro. Su cui, a distanza di anni, la stessa figlia dell’Avvocato sta facendo battaglia sia in ambito penale che civile. Una guerra che Ferrero e gli Elkann, a quanto pare, si aspettavano: per questo avrebbero orchestrato affinché la residenza di Marella Caracciolo risultasse a tutti i costi in Svizzera.

 

john elkann margherita agnelli

A Gstaad, per la precisione, visto che «per ragioni di salute non può più vivere a Saint Moritz». Perché, conclude il documento, «nostra priorità consiste nel creare una valida prova che il domicilio sia rimasto in Svizzera (...), organizzando soggiorni a Gstaad tanto lunghi quanto risulti fattibile».

 

Basta tutto questo a “incastrare” Elkann e Ferrero, sia sul piano penale che civile? Si vedrà. Ma la Procura ha anche altri frecce nel suo arco. Come i gioielli e i quadri ritenuti una «spartizione post mortem dell’eredità», come scrive Bombardieri.

 

In realtà è possibile che i magistrati torinesi stralcino la questione dei capolavori d’arte, su cui indagano già i colleghi di Milano, e si concentrino sul “seguire i soldi”. Lo hanno già fatto, scavando in conti correnti intestati e rapporti bancari che la vedova dell’Avvocato aveva in Svizzera, Liechtenstein, New York, Londra, Isole Vergini Britanniche, Singapore, Hong Kong, Lussemburgo. E ora pure le Bahamas, visto che le Fiamme gialle hanno trovato lì un tesoretto da «116,7 milioni di redditi di capitale derivanti da attività finanziarie detenute da trust».

MARELLA CARACCIOLO IN AEREO CON MARGHERITA, EDOARDO E DI SPALLE GIANNI AGNELLI MARGHERITA AGNELLI JOHN ELKANN - ILLUSTRAZIONE DEL FATTO QUOTIDIANO

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