"LA RAGAZZA CHE HA SCOPERTO LA CHAT DEI DIPENDENTI ATM HA COMMESSO UN ILLECITO" - AGOSTINO GHIGLIA, MEMBRO IN QUOTA FRATELLI D'ITALIA DEL COLLEGIO DELL’AUTORITHY PER LA PRIVACY, ACCUSA LA 26ENNE CHE HA FOTOGRAFATO LO SCHERMO DEL TELEFONO DI UNO DEI MEMBRI DELLA CHAT ZOZZONA IN CUI I TRANVIERI MILANESI SI SCAMBIAVANO IMMAGINI HOT DELLE PASSEGGERE. LO SCATTO DELLA RAGAZZA È STATO POSTATO SUI SOCIAL - GHIGLIA: "NON SI PUO' FARE LA FOTO DEL TELEFONINO DI UN TERZO E TRASMETTERLO A UN GIORNALE, O A UNA BLOGGER O A UNA INFLUENCER CHE RIPUBBLICA IL CONTENUTO" - GHIGLIA RIDIMENSIONA L'ACCADUTO: "VORREI VEDERE LE CHAT DEL CALCETTO O LE CHAT DELLA PALESTRA... NE VEDIAMO DI TUTTI I COLORI..." - CATHY LA TORRE, AVVOCATA ESPERTA IN PRIVACY: "È MOLTO GRAVE CHE UN COMPONENTE DEL GARANTE DELLA PRIVACY ABBIA GIÀ TRATTO QUESTE CONCLUSIONI..."
Estratto dell'articolo di Giovanni Cortesi e Virginia Nesi per il “Corriere della Sera”
servizio di report su agostino ghiglia 1
«Però, non dimentichiamoci del terzo incomodo. Nessuno ci pensa: quella che fotografa». Un po’ a sorpresa, Agostino Ghiglia — componente del collegio del Garante della privacy, Fratelli d’Italia, sotto indagine a Roma per peculato e corruzione in seguito a un’inchiesta di Report — non censura solo l’autista Atm. Ma anche la passeggera 26enne che ne ha fotografato il telefono, svelando l’esistenza della chat «Ticinese Staff».
Mettendoli in pratica sullo stesso piano. Sostiene Ghiglia: «Io non posso fare la foto del telefonino di un terzo e non farne anche lì un uso proprio legittimo e giuridicamente fondato.
Un conto è fare whistleblowing, segnalare doverosamente all’azienda di indagare, un altro conto è trasmettere un giornale, o a una blogger o a una influencer che ripubblica il contenuto. Questo è un illecito», argomenta Ghiglia.
Che, fra l’altro, ridimensiona l’agito dell’autista, paragonandola a una qualsiasi chat fra genitori: «Se diffondo una foto di un certo tipo faccio un trattamento illecito, ma un conto è diffonderla su un canale pubblico, un altro è in un gruppo chiuso di sette persone. Parliamo di 7 persone, in un paese di 60 milioni. Vorrei vedere la tua chat del calcetto, se giochi a calcetto, o la chat della palestra, o la chat dei genitori, perché ne vediamo di tutti i colori».
Cathy La Torre, avvocata esperta in privacy e legale della passaggera a bordo del tram 15, replica senza mezzi termini: «È molto grave che un componente del Garante della privacy abbia già tratto queste conclusioni prima di aver letto il reclamo. Non mi pare ci sia ancora certezza sui fatti. Il garante dovrà prima fare gli approfondimenti, verificare se ci sia stato un trattamento dei dati non autorizzato, esaminare il reclamo, non condannare l’accaduto da un punto di vista di padre e marito». [...]




