LA SOVRANITÀ? DOVETE PAGÀ! AMAZON LANCIA L’"EUROPEAN SOVEREIGN CLOUD", UNA PIATTAFORMA SEPARATA DALLE PROPRIE INFRASTRUTTURE GLOBALI E LOCALIZZATA NELL'UNIONE EUROPEA: L'OBIETTIVO E' FORNIRE ALL'EUROPA UN SERVIZIO PER "L'INDIPENDENZA OPERATIVA" DAGLI STATI UNITI - MA SI PUÒ OTTENERE "INDIPENDENZA" DA WASHINGTON CON UN SERVIZIO OFFERTO DA...UN’AZIENDA AMERICANA, DI PROPRIETA' DI UN TECNO-PAPERONE VICINO A TRUMP? – LA GIORNALISTA OLANDESE MARIETJE SCHAAKE: “LA SOVRANITÀ È UN DIRITTO INTRINSECO DEGLI STATI DEMOCRATICI, NON UN SERVIZIO A PAGAMENTO, ALLA MERCÉ DI ENTITÀ STRANIERE…”

 

1 - AMAZON LANCIA IL CLOUD SOVRANO EUROPEO AWS: INVESTIMENTO DA 7,8 MILIARDI ANCHE NELLA SANITÀ

Estratto dell’articolo di Sara Tirrito per “la Stampa”

 

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Amazon investe in un "cloud sovrano europeo" targato Amazon Web Services. Presentato a Potsdam, in Germania, è una piattaforma completamente separata dalle infrastrutture globali del gruppo e interamente localizzata nell'Unione europea. Il progetto prevede investimenti di lungo periodo per 7,8 miliardi di euro in Germania e un'espansione strategica in altri tre Paesi dell'area.

 

L'iniziativa, dichiara l'azienda, è volta a utilizzare le tecnologie cloud avanzate mantenendo il controllo su infrastruttura, operatività e governance, quindi anche sui dati, inclusi quelli sensibili. «I clienti – dice Stéphane Israël, responsabile del progetto – vogliono poter utilizzare l'intero portafoglio di servizi cloud e Ai di Aws, garantendo il rispetto di requisiti di sovranità estremamente rigorosi».

 

Con indipendenza operativa si intende che l'infrastruttura funziona in modo completamente separato dalle altre piattaforme Aws presenti nel mondo ed è gestita esclusivamente da personale residente nell'Unione europea. […]

 

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A tutela dell'autonomia, Amazon ha creato una struttura di governance europea indipendente, con società costituite in Germania e un comitato consultivo composto esclusivamente da cittadini dell'Unione. Quanto agli ambiti di applicazione, il cloud sovrano riguarderà poi settori soggetti a rigorosi vincoli normativi: amministrazioni pubbliche, sanità, banche e assicurazioni, difesa, energia. Al lancio saranno operativi oltre 90 servizi, con il coinvolgimento di partner tecnologici come Accenture, Capgemini, Sap e Nvidia.

 

La prima struttura è stata inaugurata nel Brandeburgo, in Germania. I 7,8 miliardi di investimenti previsti sosterranno circa 2.800 posti di lavoro a tempo pieno ogni anno e genereranno un impatto stimato di 17,2 miliardi sul Pil tedesco. «Aws European Sovereign Cloud rafforza il ruolo della Germania come polo europeo per le infrastrutture digitali», ha detto il ministro tedesco Karsten Wildberger. Dopo la Germania, Amazon aprirà strutture in Belgio, Paesi Bassi e Portogallo. […]

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In Italia per il momento non è prevista un'espansione ma il viceministro Valentino Valentini ha spiegato che progetti simili «possono sostenere l'innovazione, valorizzare l'ecosistema industriale e attrarre investimenti tecnologici ad alto valore aggiunto».

 

2 - GROENLANDIA MA NON SOLO: SOVRANITÀ UE A RISCHIO ANCHE NEL MONDO DIGITALE

Estratto dell’articolo di Luca Angelini per “La rassegna”, la newsletter del “Corriere della Sera”

 

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Poche ore fa, Amazon Web Services (Aws), la divisione del colosso fondato da Jeff Bezos che gestisce l'immensa «nuvola informatica» dei dati per i servizi digitali, ha annunciato l'arrivo dell'Aws European Sovereign Cloud, nuovo servizio ospitato e gestito interamente in Europa (il primo data center sarà in Germania, vicino a Berlino, con un investimento di 7,8 miliardi di euro da qui al 2040), «pensato per rispondere alle crescenti preoccupazioni degli utenti europei sulla sicurezza e la sovranità dei propri dati».

 

[…] Anche Microsoft e Google stanno rafforzando la propria presenza nel Vecchio continente: la prima offre già la possibilità di archiviare i dati esclusivamente in data center europei, mentre Google ha annunciato, allo scopo, investimenti per 5,5 miliardi di euro, sempre in Germania.

 

aws

Marietje Schaake, autrice di Il colpo di stato delle big tech. Come salvare la democrazia da Silicon Valley (edito in Italia da Franco Angeli) e parte dello Stanford University’s Institute for Human-Centered Artificial Intelligence, in un intervento sul Financial Times invita a non farsi pericolose illusioni: «Mentre i leader europei raddoppiano gli sforzi sulla "sovranità digitale" di fronte alle minacce della Casa Bianca, le aziende Big Tech hanno attuato un notevole rebranding […] e ora commercializzano "soluzioni sovrane" che comprendono intelligenza artificiale, servizi cloud e data center. La sovranità, tuttavia, è un diritto intrinseco degli Stati democratici, non un servizio a pagamento abbonamento alla mercé di entità straniere».

 

Le mosse di Aws, Google e Microsoft, secondo Schaake, dimostrano che i colossi tecnologici Usa si sono resi conto che, con Donald Trump che minaccia di consegnare pezzi di Ucraina alla Russia e di invadere in compenso la Groenlandia, cresce in Europa la preoccupazione di veder messa a rischio dagli Stati Uniti non soltanto la propria sovranità territoriale, ma anche quella digitale.

 

amazon european sovereign cloud 3

[…] «Queste proposte ignorano gli elefanti nella stanza: il Cloud Act e il Foreign Intelligence Surveillance Act statunitensi. Il primo, firmato da Trump (probabilmente con uno dei suoi pennarelloni indelebili) durante il suo primo mandato, conferisce alle autorità americane il potere di obbligare le aziende statunitensi a consegnare dati in tutto il mondo (qui un approfondimento di Agenda Digitale, anche se Aws contesta che vi siano rischi, ndr).

 

Il secondo conferisce ai servizi segreti statunitensi poteri rilevanti, tra cui l'accesso necessario per lo spionaggio digitale. L'esperta di sicurezza informatica Fleur van Leusden paragona i tentativi delle aziende tecnologiche di vendere la sovranità come servizio a pagamento al petto di pollo vegano; non può essere entrambe le cose. La tecnologia o è sovrana o è straniera. (...)

AMAZON

 

I dati possono essere archiviati all'interno dei confini di una nazione, ma nessuna localizzazione può ignorare la realtà giuridica secondo cui le aziende statunitensi che vendono servizi di archiviazione sono responsabili di fronte ai tribunali americani e, cosa ancora più importante, sono sempre più trattate come strumenti della politica americana».

 

Preoccupazioni esagerate di un'avversaria di lungo corso di Big Tech (Schaake è stata in passato europarlamentare per il partito liberale olandese D66)? Sarà. Ma anche Lindsay Clark, su The Register, fa suonare qualche campanello d'allarme relativo al Cloud Act: «C'è chi ha sollevato dubbi sull'efficacia degli sforzi dei principali hyperscaler (Aws e gli altri colossi Usa che controllerebbero circa il 70% del settore nell'Ue, ndr) nel creare cloud sovrani o locali.

 

L'estate scorsa, Microsoft ha ammesso davanti a un tribunale francese di non poter garantire che i dati dei cittadini francesi non sarebbero stati trasmessi al governo statunitense qualora avesse ricevuto un'ingiunzione legalmente giustificata. (...) Catherine Jestin, vicepresidente esecutivo del settore digitale di Airbus, ha dichiarato a The Register, alla fine dell'anno scorso, di aver parlato con i pavvocati dell'efficacia delle rivendicazioni degli hyperscaler sulla sovranità digitale.

 

 "Il mio punto di vista, a questo punto, è che ancora non capisco. So che [AWS] afferma di essere immune alle leggi extraterritoriali. Ma non capisco ancora come sia possibile» (un portavoce di Aws ha sottolineato a The Register che l'azienda «fornisce crittografia avanzata, servizi di gestione delle chiavi e moduli di sicurezza hardware che i clienti possono utilizzare per proteggere ulteriormente i propri contenuti. I contenuti crittografati risultano inutilizzabili senza le chiavi di decrittazione applicabili»)

AMAZON AWS

 

[…] Tanto per far capire che sovranità territoriale e sovranità digitale non sono due mondi poi così separati, Schaake aggiunge che «la dipendenza della Danimarca dalla tecnologia statunitense potrebbe essere sfruttata come arma nell'ambito di un attacco di Trump alla Groenlandia».

 

C'è un'alternativa? Forse sì, anche se è ancora in costruzione. E i giganti di Big Tech sembrano esserne consapevoli: «Amazon Web Services, Microsoft e Google si stanno affrettando a rassicurare i clienti prima che prendano in considerazione la possibilità di migrare verso un'infrastruttura digitale europea indipendente, il cosiddetto "Eurostack"». Che pure qualche problema a decollare ce l'ha, visto che i promotori, la scorsa primavera, hanno scritto due volte alla Commissione europea, invitandola ad accelerare sul progetto (qui un articolo di Mila Fiordalisi su Domani).

aws amazon web services

 

Inutile dire che, oltre agli appelli, servono soldi. E, per attirarli, serve creare un «ecosistema» che sia favorevole alla crescita delle aziende tecnologiche in modo almeno confrontabile con quello della Silicon Valley.

 

In risposta a un precedente articolo di Schaake sullo stesso tema […] Paul Sulyok, amministratore delegato della società britannica di videogiochi Green Man Gaming, aveva scritto al Financial Times che «l'Europa rimane vincolata da un quadro normativo conservatore, in particolare per quanto riguarda l'accesso ai finanziamenti su larga scala, che ostacola il potenziale del suo settore tecnologico. (...) Senza riforme strutturali che mobilitino capitali e incentivino la crescita, le migliori aziende tecnologiche europee continueranno a cercare sostegno all'estero».

 

aws amazon web services 2

L[…] 'avvertimento finale di Schaake è questo: «La vera sovranità non si può comprare. Implica proprietà, controllo e la capacità di prendere decisioni autonome, libere da coercizioni esterne. Significa avere libertà e capacità di agire. Le decisioni prese ora sul vero valore della sovranità determineranno se i Paesi manterranno una significativa autonomia o diventeranno clienti dell'imperialismo straniero. Un cittadino non è un cliente e la sovranità non è un servizio a pagamento». […]

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