jeff bezos amazon

AMAZON, SGANCIA I SOLDI! – DIETRO ALLA NUOVA INDAGINE A MILANO SULL’AZIENDA DI JEFF BEZOS PER EVASIONE C’È LA TESTIMONIANZA DI EX DIPENDENTE DEL COLOSSO AMERICANO DELL'E-COMMERCE, CHE DIMOSTREREBBE LA PIANIFICAZIONE DEL MANCATO VERSAMENTO DI CENTINAIA DI MILIONI AL FISCO ITALIANO DEL COLOSSO AMERICANO - L’INCHIESTA RUOTA ATTORNO ALLA SOCIETÀ LUSSEMBURGHESE DEL GRUPPO, AMAZON SERVICES EUROPE SARL: I CONTRATTI PER VENDERE SULLA PIATTAFORMA VENIVANO SOTTOSCRITTI CON LA SOCIETÀ CON SEDE IN LUSSEMBURGO. COSÌ FACENDO, I RICAVI E I MARGINI DEL SERVIZIO MARKETPLACE RISULTAVANO CONTABILIZZATI FISCALMENTE IN LUSSEMBURGO – AMAZON, CON LA SOLITA ARROGANZA, MINACCIA LA POSSIBILITÀ DI LASCIARE L’ITALIA...

 

 

1 - EVASIONE, NUOVA INDAGINE SU AMAZON "MAXI-PROFITTI NON DICHIARATI IN ITALIA"

Estratto dell’articolo di Andrea Siravo per “la Stampa”

 

amazon jeff bezos

«Per il servizio di marketplace, i grandi venditori e i venditori importanti, dopo essere stati contattati dagli account manager di Amazon Italia Services Srl, come tutti gli altri venditori sottoscrivevano il contratto per vendere sulla piattaforma Amazon con la lussemburghese Amazon Services Europe Sarl». Un ex dipendente del colosso americano dell'e-commerce lo racconta a verbale agli investigatori della Guardia di finanza di Monza.

 

Per loro e il pm di Milano, Elio Ramondini, che coordina una maxi indagine con più filoni aperti sulla multinazionale, la divisione con sede nel Granducato, operando all'interno della filiale italiana come stabile organizzazione occulta, avrebbe omesso di dichiarare i suoi profitti da centinaia di milioni di euro al nostro Fisco. […]

 

pacco amazon 1

In quest'ultimo filone non risultano ancora esserci indagati. Il periodo finito sotto la lente della procura è quello che va dal 2019 al 31 luglio 2024 quando Amazon Services Europe Sarl si è fusa per incorporazione nella Amazon Eu Sarl, di fatto regolarizzando – stando agli inquirenti – la sua posizione con l'Erario.

 

[…]  Un primo riscontro alla nuova contestazione gli inquirenti lo deducono da uno trasferimento interno di lavoratori, disposto da Amazon nell'estate del 2024. È quello che riguarda i 159 dipendenti che fino il 31 luglio sono formalmente impiegati dall'Amazon Italia Service srl, svolgendo «un mero supporto del business marketplace» svolto dalla divisione lussemburghese.

 

jeff bezos amazon

Dal giorno successivo passano sotto la nuovissima stabile organizzazione italiana della Amazon Eu Sarl. Le mansioni per consentire a quest'ultima di svolgere in Italia (la gestione dei clienti, il supporto dei venditore e attività di consulenza con i clienti) sono sempre le stesse. Non c'è neanche bisogno di cambiare ufficio o la scrivania. L'unica modifica è solo quella del datore di lavoro.

 

La procura valorizza poi un memorandum interno, acquisito agli atti d'indagine, in cui un tax manager del gruppo avrebbe sottolineato dopo l'emersione di qualche preoccupazione tra il management – «che a fronte del cambiamento della normativa internazionale per la configurazione della stabile organizzazione personale vi era un rischio stimato dal 40% ed il 60% sull'esistenza di stabili organizzazioni della Amazon Services Sarl nei Paesi (diversi dal Lussemburgo) in cui la stessa operava (ivi inclusa l'Italia)».

 

Amazon ribadisce il suo corretto operato sottolineando di aver avviato un dialogo con l'Agenzia delle Entrate per aver conferma formale sul corretto inquadramento fiscale delle sue attività. […]

2 - AMAZON NEL MIRINO PER EVASIONE «COSÌ INVESTIMENTI A RISCHIO»

Estratto dell’articolo di Luigi Ferrarella per il “Corriere della Sera”

pacco amazon 2

 

Una «gola profonda» dentro Amazon ha consegnato due settimane fa alla Procura di Milano l’archivio delle mail aziendali (cancellate invece di default dalla società ogni tre mesi) che proverebbero la pianificazione dell’evasione fiscale del colosso americano: è questo colpo di scena alla base delle perquisizioni fatte ieri dalla GdF di Monza in una inchiesta del pm Elio Ramondini che - parallela ma diversa da quella sfociata già in dicembre in un accordo da 511 milioni tra Amazon e Agenzia delle Entrate sull’Iva non dichiarata dai venditori cinesi - contesta invece alla casa madre lussemburghese Amazon Eu sarl «una stabile organizzazione occulta personale» per non dichiarare e non versare dal 2019 centinaia di milioni di imposte dirette sui redditi in Italia.

 

[…] Il teste valorizzato dalla Procura è Pietro Brocchi, ex dipendente dell’area tasse del gruppo Amazon dal 2011 al 2024: «Visto che le mail degli account di posta elettronica con dominio Amazon rimanevano nel cloud Amazon solo tre mesi per poi essere eliminate - ha detto il 28 gennaio scorso -, archiviavo per necessità di lavoro e sicurezza le mie mail nel disco rigido del laptop, e poi ciclicamente ne facevo il backup su un supporto esterno (…) Ognuno di noi lo faceva», sostiene, e «nessuno di Amazon mi ha mai chiesto di restituire o distruggere questi documenti quando la lasciai».

 

stabilimento amazon 1

 Ad esempio nel 2019, sostiene Brocchi, il progetto “commingling” riguardava «la possibilità per Amazon Service Europe sarl di poter evadere l’ordine ricevuto da un venditore, che usufruiva della logistica di Amazon in un dato paese, con il bene di un altro venditore in un altro Paese attraverso un finto acquisto e una finta vendita da parte della stessa Amazon Service Europe sarl.

 

Io, insieme ad altri country manager non ero d’accordo perché era una finzione troppo spinta», ma il direttore del team Tax-Iva, Yannis Poulopoulos, avrebbe lanciato lo stesso il progetto, facendo prevalere un parere possibilista dello studio legale Beaker&McKenzie di Londra sul parere invece più problematico di Kpmg Italia (perciò pure oggetto ieri di acquisizioni).

 

amazon 3

All’Agenzia delle Entrate i pm hanno invece chiesto la documentazione prodotta da Amazon per avviare nel maggio 2024 e marzo 2025 quelle istanze di cooperazione e collaborazione rafforzata a cui fa riferimento Amazon ieri sera nella sua reazione: «E’ sorprendente e preoccupante che, mentre siamo impegnati in questo dialogo trasparente con le autorità fiscali italiane, la nostra azienda e i nostri dipendenti continuino a essere oggetto di azioni aggressive e del tutto sproporzionate da parte della Procura».

 

E torna ad agitare l’eventualità di lasciare l’Italia: «Contesti normativi imprevedibili, sanzioni sproporzionate e procedimenti prolungati incidono sull’attrattività dell’Italia come investimento».

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