AMICO...MA DI CHI? - GLI INVESTIGATORI SI INTERROGANO SUL PROFILO DI VADIM ERMOLAEV, IL MILIARDIARIO UCRAINO FERITO DURANTE UN ATTENTATO A MONTECARLO - PER KIEV, L’UOMO E’ UN AMICO DEI RUSSI COLPITO DA SANZIONI SU ORDINE DI ZELENSKY. PER MOSCA, ERMOLAEV ERA UN’AGENTE DEI SERVIZI SEGRETI UCRAINI CHE GESTIVA UNA RETE DI CALL CENTER DEDICATI ALLE TRUFFE - IL PATRIMONIO DI ERMOLAEV, CHE ORMAI RISIEDE NEL PRINCIPATO DI MONACO DA SETTE ANNI, SFIORA IL MILIARDO DI EURO...
Estratto dall’articolo di Anna Zafesova per “la Stampa”
Per Kyiv era un amico dei russi, colpito da sanzioni per ordine di Volodymyr Zelensky. Per Mosca era un agente dei servizi ucraini, che gestiva una rete di call center dediti alle truffe telefoniche a danno dei russi, oltre che degli europei. I diversi tasselli contraddittori dell'identikit di Vadim Ermolaev, 58enne imprenditore con passaporto cipriota, 45esimo nella lista degli uomini più ricchi dell'Ucraina, stanno emergendo nelle ore successive all'attentato contro di lui a Monte Carlo.
Quello che è certo è che qualcuno voleva ucciderlo, e farlo clamorosamente: gli inquirenti monegaschi che stanno indagando sulla bomba piazzata all'ingresso del lussuoso condominio dove abitava sostengono che si tratti del primo attentato esplosivo della storia del principato, e il principe Alberto di Monaco ha condannato il "crimine ripugnante".
Un tentativo di omicidio a sangue freddo: il killer ha depositato lo zaino con la bomba, farcita di elementi metallici, e probabilmente l'ha azionata quando Ermolaev si è avvicinato, in compagnia della moglie e del figlio. Il ragazzo di 13 anni è fuori pericolo, mentre la moglie Anna è ora in condizioni critiche, dopo aver perso entrambe le gambe. Le condizioni del magnate sono state "stabilizzate".
I poliziotti monegaschi e francesi intanto stanno dando la caccia all'uomo con il cappello e la maglietta neri che le telecamere di sorveglianza hanno ripreso fuggire dal luogo dell'esplosione, per poi dileguarsi in territorio francese.
Non resta che provare a indagare nel complicato mondo di interessi di un uomo che si è fatto da sé, con alle spalle soltanto un istituto tecnico nella sua città natale, Dnipro. I suoi concittadini dicono che lui "ha cambiato più di chiunque altro il volto della città": il suo impero edile "Alef" ha costruito grattacieli e centri commerciali, ed è lui che ha inventato e finanziato il boulevard Katerinoslavsky, la passeggiata pedonale diventata una delle attrazioni del centro. [...]
Ermolaev in effetti non ha mai espresso pubblicamente alcuna simpatia verso il regime di Vladimir Putin, mentre ha sostenuto la resistenza ucraina e dice di aver anche finanziato l'esercito di Kyiv. In ogni caso, dal 2019 l'oligarca non è più cittadino ucraino: ha rinunciato al passaporto con il tridente a favore della cittadinanza di Cipro, classico rifugio dei ricchi postsovietici, dichiarando di avere bisogno di "protezione internazionale dal sistema giudiziario ucraino".
Aveva comunque conservato diverse attività nella sua ex patria, e Forbes Ukraine stimava il suo patrimonio in circa 220 milioni di dollari. Nel 2023, Zelensky ha messo Ermolaev sotto sanzioni per la sua cooperazione con lo Stato russo, ma ancora prima era finito nella lista del "Battaglione Monaco", come viene ironicamente chiamato il manipolo di oligarchi scappati dalle bombe russe in Costa Azzurra.
A leggere i tabloid russi però Ermolaev appare in tutt'altra luce, descritto come un oscuro faccendiere il cui business principale erano i call centre, a Kyiv e a Dnipro. Le fonti di "Rybar", un canale Telegram vicino ai militari russi, sostengono che alcuni di questi call center sono stati bersaglio dei droni russi durante gli attacchi a Dnipro, e che farebbero parte di una rete messa in piedi dall'intelligence ucraina, SBU. [...]
attentato contro vadim ermolaev montecarlo
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