anis amri

ANIS AMRI POTEVA ESSERE FERMATO: LA GERMANIA AVVERTÌ L’ITALIA PIÙ DI 7 MESI FA DELLA PERICOLOSITÀ DEL TUNISINO. E SEGNALO’ LA NECESSITÀ DI FERMARLO E SEGNALARLO - IL RAGAZZO ERA INSERITO IN UNA LISTA DI ESTREMISTI ISLAMICI E, DI FATTO, ERA UN RICERCATO - INTORNO AD AMRI SONO STATE RICOSTRUITE DUE RETI DI CONTATTI E FREQUENTAZIONI

Gianni Santucci e Cesare Giuzzi per il “Corriere della Sera”

 

La scorsa primavera, sui computer dell' antiterrorismo a Roma, arriva un' allerta dalla Germania. Il 10 maggio, ha rivelato ieri la televisione Wdr , la polizia criminale del Nordreno-Vestfalia classifica Anis Amri come individuo pericoloso. Da Berlino accendono un segnale rosso sul suo nome. E lo comunicano anche all' Italia.

 

ANIS AMRI ALLA STAZIONE DI MILANO IL 23 DICEMBREANIS AMRI ALLA STAZIONE DI MILANO IL 23 DICEMBRE

La richiesta: se in un controllo in strada, un' identificazione, o un' attività di indagine venisse localizzato l' obiettivo, bisogna trattenerlo e segnalarlo alle autorità tedesche. In quel momento, sette mesi prima che si lanci con un Tir tra le bancarelle del mercatino di Natale a Berlino, Anis Amri (anche se il termine è giuridicamente improprio) è già un ricercato, inserito in una rete di radicali islamisti. Amri muore la notte del 23 dicembre, quattro giorni dopo l' attentato, in un conflitto a fuoco con una Volante della polizia a Sesto San Giovanni. L'inchiesta parallela della Digos di Milano e del Bka, la polizia federale tedesca, sta cercando ora di riempire i buchi di quei lunghi mesi in un cui Amri è stato un ricercato, ma anche un fantasma.

 

ANIS AMRIANIS AMRI

LA RETE TEDESCA

Intorno ad Amri sono state ricostruite due reti di contatti e frequentazioni. Una in Germania, l' altra in Italia. Obiettivo: trovare punti di contatto e capire se la cellula tedesca abbia una qualche ramificazione anche nel nostro Paese. A Berlino hanno in mano un cellulare di Amri e intorno alla rubrica e l' attività di quel telefonino hanno collegato una ragnatela di contatti. L'hanno poi sovrapposta a una corposa attività di indagine, riassunta nelle 345 pagine dell' ordine di arresto che lo scorso novembre ha portato in carcere cinque uomini dell' Isis, raccolti intorno al predicatore estremista Abu Walaa.

 

ANIS AMRIANIS AMRI

Tra gli arrestati c'è anche Boban Simeonovic, 36 anni, serbo-tedesco, residente a Dortmund, che è stato una sorta di guru della jihad per Anis Amri. A fine 2015 Amri aveva in progetto di unirsi all'Isis in Siria e fu proprio Simeonovic a curare la sua preparazione fisica (lunghi trekking con pesanti zaini sulle spalle) e provare a organizzare il viaggio attraverso una moschea di Hildelsheim.

 

Amri non riuscì a partire, per ragioni sconosciute, ma iniziò a sostenere di essere pronto a un attacco in Germania (la storia è stata raccontata da un informatore e rivelata dalla Cnn, che ha avuto accesso ai documenti giudiziari). La documentazione definisce dunque il profilo di Amri come il più esaltato tra i soldati di Abu Walaa, passato alla fase operativa dopo esser rimasto senza la sua guida.

ANIS AMRIANIS AMRI

 

Della cellula tedesca facevano parte una ventina di persone. Gli arrestati sono cinque, più Amri che è morto. Una parte di quella struttura è dunque ancora attiva. E non è un caso che Amri a Milano fosse in fuga solitaria, alla ricerca di appoggi dopo l' attentato: è consueto che la struttura dell' Isis tagli tutte le comunicazioni con il compagno entrato in azione e votato al martirio.

 

LA RETE ITALIANA

Gli investigatori di Milano hanno dovuto fare invece un lavoro a ritroso. In sintesi: Amri sbarca a Lampedusa ad aprile 2011, partecipa a una rivolta in una comunità per minori, finisce in carcere, passa da un penitenziario all' altro (Catania, Enna, Palermo), fino a maggio 2015. Le sue ultime tracce negli archivi criminali risalgono a un mese dopo: nel Centro di identificazione di Caltanissetta, in attesa di un' espulsione che non si farà mai per problemi con le autorità tunisine (che dovrebbero dare il via libera al rimpatrio), viene denunciato per rissa.

anis amri dopo l attentato a berlino  3anis amri dopo l attentato a berlino 3

 

Scadono i termini e, come impone la legge, viene lasciato libero. Qualche giorno dopo le forze dell' ordine tornano a cercarlo, dovrebbero notificargli alcuni atti giudiziari, ma non lo trovano. È già in viaggio per la Germania. L' intera storia criminale di Anis Amri in Italia è stata in questi giorni ripercorsa e rivisitata, annotando tutti i personaggi con cui è entrato in contatto: compagni di cella, complici nei reati, gente con cui è stato controllato.

anis amri dopo l attentato a berlino  2anis amri dopo l attentato a berlino 2

 

L'obiettivo, molto complesso, è trovare una qualche sovrapposizione, un nome o un legame che si ripetano tra la rete tedesca e quella italiana. Un punto comune tra le due vite di Amri, quella criminale e quella islamista. Al momento, le due storie sembrano ancora separate, ma la lista di nomi da controllare è lunga.

 

LA PISTOLA

IL CAMION   GUIDATO DA ANIS AMRI NEL MERCATO DI BERLINOIL CAMION GUIDATO DA ANIS AMRI NEL MERCATO DI BERLINO

L' unico oggetto che finora lega con certezza Italia e Germania è la pistola, una vecchia calibro 22 con regolare matricola, ma non censita nei registri (fatto non anomalo, l' arma è di vecchia fabbricazione). La piccola semi-automatica, non certo un' arma da killer esperto, è la stessa che ha ferito il poliziotto a Sesto e che ha ucciso l' autista polacco del Tir usato poi per l' attentato a Berlino. L' uomo venne colpito da un proiettile alla testa tra le 16.30 e le 17.30 del 19 dicembre: col cadavere nell' abitacolo, qualche ora dopo, Amri è piombato col camion sulla folla del mercatino di Natale.

 

2 - AMRI E LA FUGA IN QUATTRO PAESI

IL CAMION  GUIDATO DA ANIS AMRI NEL MERCATO DI BERLINOIL CAMION GUIDATO DA ANIS AMRI NEL MERCATO DI BERLINO

Gianni Santucci e Cesare Giuzzi per il “Corriere della Sera”

 

La fuga di Anis Amri è un groviglio di strade e ferrovie lungo migliaia di chilometri. Una linea rossa che attraversa l' Europa senza alcun senso apparente. A una settimana dalla strage di Berlino si scopre che il tunisino che ha giurato fedeltà al Califfato e ha ucciso con un Tir lanciato sul mercatino di Natale, è passato molto probabilmente anche dall' Olanda.

 

Nello zaino che aveva con sé quando è stato ucciso davanti alla stazione di Sesto San Giovanni, gli investigatori dell' Antiterrorismo della polizia hanno trovato un cellulare con una scheda Sim olandese. Una scheda particolare, non comune. Si tratta, infatti, di una Sim pubblicitaria, distribuita gratuitamente soltanto nei giorni 21, 22 e 23 dicembre e solo in Olanda. Ossia a tre giorni di distanza dall' attentato di Breitscheidplatz, avvenuto la sera del 19 dicembre.

 

IL CAMION GUIDATO DA ANIS AMRI NEL MERCATO DI BERLINOIL CAMION GUIDATO DA ANIS AMRI NEL MERCATO DI BERLINO

La scheda non avrebbe mai effettuato traffico telefonico né in entrata né in uscita. Per gli inquirenti sarebbe stato lo stesso Amri a procurarsela in Olanda, senza l' aiuto di un complice. Dall' analisi (a ritroso) delle telecamere di sorveglianza sta iniziando, invece, a materializzarsi con maggior chiarezza il percorso che ha portato il tunisino prima a Torino, poi a Milano e infine a Sesto San Giovanni.

 

Sulla mappa ora si aggiunge un nuovo punto: è la stazione ferroviaria di Bardonecchia, nell' alta Val di Susa. Le telecamere lo inquadrano intorno alle 19 del 22 dicembre mentre scende da un Tgv proveniente da Parigi via Chambéry. Qualche minuto dopo, Amri sale su un altro treno, della linea Sfm3 del Servizio ferroviario metropolitano che collega Bardonecchia a Torino Porta Nuova. Da qui, Amri si sposta su un altro treno regionale per raggiungere Milano Centrale.

 

LA PISTOLA DI ANIS AMRILA PISTOLA DI ANIS AMRI

Il suo arrivo in stazione è certificato dalle telecamere di sorveglianza. Alle 00.58 le riprese mostrano un uomo con uno zaino in spalla che si muove a piedi lungo la Galleria delle Carrozze, l' area coperta che conduce all' esterno della stazione. Davanti a lui, a meno di due metri, ci sono quattro ragazze che escono dalla stazione trascinando un trolley. Non sanno di avere alle loro spalle l' assassino di Berlino e l' uomo che due ore più tardi trasformerà piazza Primo Maggio e la stazione di Sesto San Giovanni nel centro del mondo. Amri arriverà sul luogo dove poi verrà ucciso, pochi istanti prima delle tre di notte. Che cosa è accaduto per quasi due ore?

 

IL CADAVERE DI ANIS AMRIIL CADAVERE DI ANIS AMRI

Gli investigatori della Digos di Milano hanno ricostruito parte di quel buco. Il 24enne tunisino sale sul bus sostitutivo della linea 1 della metropolitana venerdì notte in piazza Argentina, lungo corso Buenos Aires, a Milano. Siamo a meno di un chilometro in linea d' aria dalla Centrale. Il percorso di Amri non risponde a una logica precisa, si muove da una strada all' altra. Forse cerca qualche aiuto tra i nordafricani che gravitano intorno alla stazione. Ma nei filmati è sempre solo.

 

IL CADAVERE DI ANIS AMRIIL CADAVERE DI ANIS AMRI

Alle 2 arriva a piedi alla fermata di piazza Argentina, attende per diversi minuti il passaggio del bus. Poi scende al capolinea di Sesto, si avvicina a uno degli ingressi della stazione, ma l' edificio è chiuso. Decide di fermarsi in piazza. E qui, 12 minuti dopo, viene controllato dalla polizia. L' ultimo atto del suo viaggio attraverso l' Europa.

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