smart toy

IL PEDOFILO NO, NON L’AVEVO CONSIDERATO - ATTENZIONE AI GIOCATTOLI CHE SI CONNETTONO A INTERNET CHE PER GLI ESPERTI "PERMETTONO AGLI HACKER DI SPIARE I MINORI” - GERMANIA E NORVEGIA LE PRIME A VIETARE GLI “SMART–TOYS”

Umberto Rapetto per “il Messaggero”

 

smart toy

Li chiamano smart-toys e qualcuno li considera il cordone ombelicale che lega i bambini al futuro. Ma non è tutto oro quel che luccica e così le bambole dialoganti (quelle parlanti sono reminiscenze vintage) e gli orologi intelligenti interconnessi a Internet sono finiti nel mirino dell'Autorità Federale tedesca delle Comunicazioni e di quella norvegese a difesa di cittadini e consumatori.

 

Se da una parte si aggrega l' incantato stupore per lo strabiliante progresso tecnologico, dall' altro lato si addensano le preoccupazioni per le possibili violazioni della privacy e della sicurezza domestica. In questi giorni la Bundesnetzagentur, l' organismo che in Germania disciplina le telecomunicazioni, ha espresso un severo veto agli smartwatch destinati ai bimbi e ha chiesto ai genitori che li avevano già acquistati di non esitare per precauzione a distruggerli.

 

smart toy 2

Quei dispositivi risultano essere non solo controindicati ma addirittura rappresenterebbero una vera e propria minaccia per l' infanzia. Jochen Homann, che presiede tale Autorità, non ha esitato ad allertare i genitori, spiegando gli aspetti dannosi della app che permette loro di ascoltare a distanza cosa stiano facendo e dicendo i loro figli.

 

Questi strumenti (a quanto pare adoperati anche per controllare quel che accade nelle aule di scuola) possono essere oggetto di intrusioni fraudolente da parte di malintenzionati. Hacker, pedofili e molestatori di ogni sorta purtroppo sono in grado di sfruttare le potenzialità di questi apparati, facendo tesoro del microfono al polso dei minori e del Gps incorporato nel dispositivo.

 

smartwatch apple 9

Chi riesce a scardinare la sicurezza dello smartwatch è in grado di trasformarsi in invisibile pedinatore di una eventuale vittima: la geolocalizzazione consente di individuare con estrema precisione dove si trova il bambino, mentre voci e rumori permettono di sapere se è da solo o in compagnia.

 

Tutto il resto è fin troppo facile da immaginare. Il report #Watchout pubblicato tre settimane fa dal ForbrukerRadet, che istituzionalmente si occupa della tutela dei consumatori in Norvegia, non lascia certo indifferenti.

 

Le debolezze di questi dispositivi permettono a soggetti non autorizzati di accedere in diretta alle attività dei piccini e di acquisire tutte le informazioni storiche che riguardano spostamenti e cose personali riferite al passato. Non è affatto esclusa la possibilità che qualche orco digitale riesca a stabilire anche un contatto con il bimbo che indossa lo smartwatch: l' adescamento potrebbe superare a questo punto ogni normale barriera finora interposta per evitare brutte sorprese o drammatiche disavventure.

 

PEDOFILIA

Ogni iniziativa indebita naturalmente si verifica senza che il minore sia consapevole di essere spiato o tracciato da chi non dovrebbe. Il piccolo immagina piuttosto di essere costantemente seguito da mamma o papà. L' attenzione a questo genere di problema in altri Paesi è già alta. I drastici provvedimenti sono cominciati con il bambolotto My Friend Cayla e il robot I-Que, riconosciuti rischiosi anche perché le conversazioni da loro acquisite vengono trasmesse al server dell' azienda produttrice.

 

La finalità dell' inoltro dei file audio acquisiti è a scapito della privacy quella di consentire all' industria di sviluppare in maniera sempre più mirata i prodotti per la propria clientela. Negli Usa, dove vige il Coppa (Children' s Online Privacy Protection Act) che fissa rigidi requisiti ai siti web e a chi offre servizi online ai minori di 13 anni e a chi ne raccoglie le relative informazioni, la consapevolezza c' è.

 

pedofilia

Lo dimostra il fatto che il 6 dicembre 2016 la Federal Trade Commission americana ha riconosciuto la pericolosità dei giocattoli che registrano le conversazioni dei bambini senza alcuna limitazione in ordine alla raccolta, all' uso e alla diffusione di tali informazioni. Il 17 luglio è scesa in campo anche l' Fbi che non ha esitato a sottolineare la gravità della circostanza.

 

In Germania l' articolo 90 del Codice delle Comunicazioni vieta la produzione e la commercializzazione di strumenti che, idonei a registrare e ritrasmettere voci o immagini, abbiano le sembianze di un oggetto di uso quotidiano. Qualche riflessione in proposito probabilmente dovrà esser fatta anche dalle nostre parti.

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