
BENEDETTA PILATO E CHIARA TARANTINO HANNO RISCHIATO GROSSO – LE DUE NUOTATRICI, FERMATE PER FURTO DI PROFUMI ALL’AEROPORTO DI SINGAPORE, SONO STATE A UN PASSO DAL CARCERE. SOLO GRAZIE ALL'INTERVENTO DIRETTO DELL’AMBASCIATA ITALIANA SONO POTUTE TORNARE IN ALBERGO, DOPO AVER LASCIATO IL PASSAPORTO. DOPO SEI GIORNI SONO STATE PROCESSATE, HANNO AVUTO UN AMMONIMENTO E SONO STATE ESPLUSE – DUE TURISTI AMERICANI, PER UNA VICENDA SIMILE, SI SONO FATTI 18 GIORNI DI GALERA - COSA È SUCCESSO? TARANTINO HA PRESO ALCUNI OLII ESSENZIALI AL DUTY FREE E LI HA INFILATI NELLA BORSA DI PILATO. NON È CHIARO SE FOSSE UN GESTO GOLIARDICO O SE…
Estratto dell’articolo di Giuliano Foschini per “la Repubblica”
BENEDETTA PILATO E CHIARA TARANTINO
La telefonata all'ambasciatore, l'ex pallanuotista Daniele Brandi, che avevano conosciuto a bordo vasca durante il mondiale: «Aiuto, ci stanno arrestando in aeroporto: dicono che abbiamo rubato» spiegano le nuotatrici della nazionale.
Il nostro ufficio diplomatico di Singapore si muove immediatamente per evitare l'arresto di Benedetta Pilato e Chiara Tarantino con l'informazione che arriva in tempo reale in Italia ai vertici della Federnuoto, al gabinetto del ministro degli Esteri, Antonio Tajani e alla direzione generale degli italiani all'estero.
BENEDETTA PILATO - DANTE BRANDI
Dove capiscono immediatamente la delicatezza della questione: ci sono diversi precedenti […] che dimostrano come allo scalo di Singapore non scherzano quando si tratta di furti. Due cittadini americani[…] per aver rubato un profumo lo scorso aprile hanno trascorso 18 giorni in carcere.
La scelta, così, è di collaborare immediatamente con le autorità: passaporto lasciato nello scalo, corsa in albergo con la rassicurazione che per nessuna ragione si proverà a sottrarsi ai controlli. Ammissione di colpa davanti al giudice, processo rapido, espulsione e immediato rientro in Italia.
Hanno rischiato grosso le italiane fermate all'aeroporto di Singapore, con l'accusa di furto.
BENEDETTA PILATO ACCUSA CHIARA TRAMONTANO PER IL FURTO A SINGAPORE
Pilato e Tarantino sono state a un passo dal carcere: se non è successo, è soltanto grazie al lavoro della nostra ambasciata con il segretario di legazione, Fabio Conte (l'ambasciatore era in vacanza) che ha messo in campo tutti i rapporti per evitare che le ragazze finissero in prigione.
«Intendiamoci — ragiona con Repubblica una fonte che ha seguito il caso nelle ore calde — stiamo parlando di una vicenda davvero minuscola, piccolissima. […]». Ed è stata proprio l'entità della questione («poche decine di euro» giurano i nostri diplomatici) a convincere le autorità di Singapore a non procedere all'arresto.
chiara tarantino benedetta pilato
Da quanto è stato ricostruito, Tarantino ha preso alcuni olii essenziali da un banco del duty free e li ha inseriti nella borsa di Pilato. Non è chiaro se fosse un gesto goliardico o altro. Davanti alle autorità la ragazza ha provato a spiegare che pensava fossero dei campioncini gratuiti. Ma, certamente, non poteva negare quello che le immagini dimostravano chiaramente.
I poliziotti erano convinti che anche Bottazzo e Morini avessero preso qualcosa: le ragazze sarebbero state perquisite, con esito negativo, ma smentiscono come affermato da alcune fonti di essere state spogliate. Fatto sta che la strategia di Pilato e Tarantino è stata quella di ammettere il furto, puntando sull'incomprensione. E assicurare la massima collaborazione.
Lasciando i passaporti allo scalo sono state così accompagnate in albergo. Dove sono rimaste per sei giorni. Il 20, infatti, dopo essere state processate, e aver avuto un ammonimento e l'espulsione sono riuscite a prendere l'aereo. Ora si aprono due scenari: un'indagine federale e, per Tarantino, anche un procedimento da parte della Guardia di finanza, essendo lei un'atleta delle Fiamme gialle.