BEVI E GODI CON CRISTIANA LAURO – PERCHÉ IL VERMOUTH DI TORINO STA VIVENDO UNA SECONDA GIOVINEZZA? – VINO AROMATIZZATO E FORTIFICATO, È UNA PICCOLA MAGIA LIQUIDA, UN EQUILIBRIO DELICATO TRA ERBE, SPEZIE, CULTURA E SAPERE BOTANICO – PUÒ ESSERE SORSEGGIATO LENTAMENTE O USATO COME BASE PER ALCUNI DEI COCKTAIL PIÙ SIMBOLICI E CELEBRI DELLA STORIA – ACCANTO AL CELEBERRIMO ROSSO, ESISTONO ALTRE TIPOLOGIE CHE MERITANO ATTENZIONE. IL VERMOUTH BIANCO HA UN COLORE PAGLIERINO E UN PROFILO FLOREALE E DELICATO… – VIDEO
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Articolo di Cristiana Lauro per www.ilsole24ore.com
cristiana lauro - Vermouth di Torino
Il Vermouth è uno dei simboli più longevi e meglio riusciti della liquoristica italiana. Una di quelle invenzioni che quando varchiamo i confini nazionali ci fanno sentire immediatamente brillanti, eleganti, anche un po’ furbi. I nostri Vermouth hanno conquistato il mondo con discrezione.
La denominazione corretta però è Vermouth di Torino e non è una puntualizzazione da puristi ma una questione identitaria. Nasce infatti a Torino nella seconda metà del Settecento grazie ad Antonio Benedetto Carpano che ebbe l’intuizione geniale di mescolare vino bianco, zucchero, alcol ed erbe aromatiche, con l’assenzio a fare da protagonista.
Non a caso in Germania il termine Wermut indicava proprio l’assenzio. Aggiungere il nome della città era come dire al mondo: questo è un’altra cosa. Più elegante, più complesso, decisamente più italiano. Insomma, tutta un’altra storia!
Dietro a un bicchiere di Vermouth non c’è solo una ricetta ma un intero romanzo fatto di commerci, manifesti pubblicitari memorabili, caffè storici, salotti buoni e abitudini sociali che cambiano. Tra Ottocento e Novecento il Vermouth attraversa guerre, crisi, boom economici e mutamenti di costume, riuscendo sempre a ritagliarsi un posto in prima fila, da protagonista silenzioso dell’aperitivo a ingrediente fondamentale per la preparazione dei cocktail più famosi del mondo, spesso senza prendersi il merito. In miscelazione, infatti, è un vero diplomatico, capace di mettere d’accordo gin, whisky e compagnia cantante.
Nasce quindi come vino aromatizzato, legato fin dall’inizio a un contesto sociale preciso: l’aperitivo. Il climax emotivo perfetto, quando la giornata non è ancora finita mentre il dovere sì (e la serata deve ancora partire). Eppure sarebbe un errore pensarlo come un prodotto nostalgico o immobile in quanto col tempo è cambiato, è caduto e si è pure rialzato.
Tra la fine degli anni Settanta e la fine dei Novanta ha infatti vissuto un periodo di appannamento, messo in ombra da mode più rumorose e da bevute meno riflessive. Poi, come spesso accade alle cose fatte bene, è tornato e oggi vive una seconda giovinezza.
cristiana lauro - Vermouth di Torino
Crescono i piccoli produttori artigianali, mentre i grandi marchi storici riscoprono il valore del proprio archivio genetico. I bartender lo usano sempre più spesso come ingrediente chiave per dare profondità e carattere ai cocktail, mentre chef e sommelier lo riportano in tavola, dimostrando quanto sia in grado di dialogare tanto con la cucina tradizionale quanto con quella contemporanea.
Accanto al celeberrimo Rosso, esistono altre tipologie che meritano attenzione. Il Vermouth Bianco, nato in Francia, ha un colore paglierino e un profilo floreale e delicato: perfetto liscio o con ghiaccio nei cocktail più freschi. Il Vermouth Dry - reso immortale dal Martini di James Bond - è secco, affilato, ideale per tenere a bada gin esuberanti. Il Vermouth Rosé, meno diffuso, strizza l’occhio agli aperitivi e all’aspetto della creatività. Infine esiste anche il Vermouth Chinato - più intenso e strutturato - che guarda decisamente al mondo degli amari […]
Fra i cocktail più celebri e diffusi nel mondo della mixology che prevedono una quota Vermouth, ricordiamo il Mi-To, l’Americano - padre del Negroni, originale o “Sbagliato”che sia - il Manhattan e il predetto Martini, tanto per dirne alcuni fra i più noti.
Insomma, il Vermouth è una piccola magia liquida; un equilibrio delicatissimo tra erbe, spezie, cultura e sapere botanico. Può essere sorseggiato, assaporato lentamente come si fa con le cose importanti, oppure usato come base per alcuni dei cocktail più simbolici e celebri della storia. […]
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