“LA GRAN BRETAGNA È STATA COLONIZZATA DAGLI IMMIGRATI” – BUFERA SU JIM RATCLIFFE, IL MILIARDARIO INGLESE PROPRIETARIO DEL MANCHESTER UNITED, PER ALCUNE DICHIARAZIONI ANTI STRANIERI - LE SUE SPARATE HANNO FATTO INCAZZARE TUTTI, DAL PREMIER KEIR STARMER (“FA IL GIOCO DI QUELLI CHE VOGLIONO DIVIDERE IL NOSTRO PAESE”), AI LABURISTI, CHE GLI HANNO RICORDATO COME LA SUA SQUADRA SIA COMPOSTA IN GRAN PARTE DA IMMIGRATI, ALLA FEDERCALCIO INGLESE, CHE HA AVVIATO UN’INDAGINE SULLE PAROLE DELL’IMPRENDITORE – A RATCLIFFE HANNO ANCHE RINFACCIATO DI ESSERE LUI STESSO IN QUALCHE MODO UN "IMMIGRATO", VISTO CHE PER RAGIONI FISCALI HA LA RESIDENZA A MONTECARLO – L’UNICO CHE SI È SCHIERATO AL FIANCO DEL TYCOON È NIGEL FARAGE, CHE ORA SPERA DI...
Estratto dell’articolo di Luigi Ippolito per il “Corriere della Sera”
L’immigrazione in Gran Bretagna è tornata al centro di una polemica che ha visto scendere in campo anche il primo ministro Keir Starmer. A dare fuoco alle polveri è stata un’intervista a Sky di sir Jim Ratcliffe, uno degli uomini più ricchi d’Inghilterra e patron della squadra di calcio Manchester United: il tycoon dell’industria chimica, che ha un patrimonio di 20 miliardi di euro, ha affermato che la Gran Bretagna è stata «colonizzata dagli immigrati» che «costano troppi soldi».
L’imprenditore ha aggiunto che i leader politici devono essere pronti a «fare cose difficili per rimettere il Paese in carreggiata». Pronta la reazione del primo ministro Starmer, che ha definito le frasi di Ratcliffe «offensive e sbagliate» e gli ha chiesto di scusarsi: «La Gran Bretagna è un Paese orgoglioso, tollerante e variegato», ha detto Starmer, e commenti simili «fanno il gioco di quelli che vogliono dividere il nostro Paese».
Parole cui hanno fatto eco diversi esponenti laburisti, che hanno ricordato fra le altre cose come la stessa squadra del Manchester United sia composta in gran parte da immigrati: «Senza di loro», ha detto una deputata del Labour, «avrebbero solo tre giocatori in campo e due in panchina». Si è mossa pure la Football Association (l’equivalente inglese della Figc), che ha avviato un’indagine sulle parole dell’imprenditore.
A Ratcliffe hanno anche rinfacciato di essere lui stesso in qualche modo un immigrato, visto che per ragioni fiscali ha la residenza a Montecarlo. […] Alla fine il miliardario si è scusato, ma solo a metà: si è detto dispiaciuto che la sua «scelta di linguaggio abbia offeso qualcuno», ma ha ribadito che «è importante sollevare la questione» del controllo dell’immigrazione.
Va detto che Ratcliffe in quell’intervista ha fatto anche affermazioni sbagliate, quando ha asserito che dal 2020 a oggi la popolazione britannica è cresciuta di 12 milioni, da 58 a 70 milioni, a causa dell’immigrazione. In realtà nel 2020 si era già a 67 milioni e i 58 milioni risalgono al 2000: è però vero che questo aumento della popolazione britannica, in questo arco di tempo, è dovuto sostanzialmente agli immigrati. Ormai, nella sola Inghilterra, un residente su 6 è nato all’estero (senza contare dunque gli immigrati di seconda generazione).
Ratcliffe non è nuovo a uscite pubbliche controverse: era stato uno dei primi sostenitori della Brexit, ma alle ultime elezioni aveva dato il suo appoggio ai laburisti di Starmer: ora però ha trovato il plauso di Nigel Farage, che magari spera di fare il colpaccio e portarlo nelle file di Reform, il suo partito di destra populista. […]
E a giudicare dai sondaggi, in cui l’immigrazione è tornata in cima alle preoccupazioni degli elettori e il partito di Farage è saldamente in testa nelle intenzioni di voto, è probabile che una buona fetta dell’opinione pubblica trovi tutto sommato condivisibile l’uscita di Ratcliffe. […]



