decorazione stanza personalita

PARLAMI DELLA TUA STANZA E TI DIRÒ CHI SEI - LE CASE RACCONTANO DEI PROPRIETARI PIÙ DI QUANTO SI POTREBBE SCOPRIRE DA UNA CHIACCHIERATA. A RIVELARLO È LO PSICOLOGO SAM GOSLING, ESPERTO DI "CURIOSOLOGIA" - LE TRE COSE DA TENERE D'OCCHIO SONO GLI ELEMENTI CHE RAPPRESENTANO UN'AFFERMAZIONE DI IDENTITÀ, COME LIBRI, SOUVENIR O OGGETTI RELIGIOSI, I "REGOLATORI EMOTIVI" (COME I PELUCHE PER DORMIRE) E…

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Elena Meli per il “Corriere della Sera - Salute”

 

Volete davvero conoscere a fondo qualcuno? Fatevi invitare a casa sua e poi curiosate in salotto, in bagno, magari buttate un'occhiata in camera da letto: le stanze potrebbero raccontarvi di lui o lei molto più di quanto potreste scoprire da una chiacchierata.

decorazione stanza 8

 

Parola di Sam Gosling, uno psicologo dell'università di Austin in Texas che da anni studia gli spazi in cui viviamo per trarne indizi su chi siamo davvero: gli oggetti che scegliamo e come li disponiamo restituiscono un quadro più onesto della nostra personalità rispetto alle parole, secondo i suoi studi, e visto che negli ultimi due anni abbiamo passato in casa più tempo di sempre probabilmente è proprio questo il momento per dedicarsi alla «snoopologia», la scienza del ficcare il naso negli spazi altrui che Gosling ha codificato e che in italiano si potrebbe tradurre con curiosologia.

 

decorazione stanza 7

Perché per capire davvero che cosa racconta una stanza dobbiamo sapere dove e che cosa guardare, ma pure come mettere tutti gli elementi che osserviamo in relazione fra loro: la prima regola del ficcanaso è non fermarsi alla prima impressione perché come spiega Gosling «Per interpretare bene ciò che trapela dagli spazi altrui dovremmo essere capaci di capire se una traccia è coerente col resto dando a ciascuna il giusto peso. Sulla mia scrivania qualche tempo fa c'era una pila di CD di musica religiosa ma io non sono un tipo spirituale, erano lì per caso: un vero curioso, guardandosi attorno, avrebbe capito che nient' altro nella stanza andava in quella direzione».

 

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Dopo aver eliminato dall'analisi gli elementi che sembrano essere arrivati sul posto per caso bisogna cercare oggetti di tre specifiche categorie. La prima è quella degli elementi che sono un'affermazione di identità: li mettiamo in casa per esprimere noi stessi agli altri e così li piazziamo in bella evidenza negli spazi condivisi, perché gli ospiti li vedano e ci giudichino di conseguenza.

 

Dai souvenir esotici per dimostrare che siamo viaggiatori esperti alle riviste di tendenza in bella mostra sul tavolino del salotto, sono oggetti che potrebbero mentire perché tutti cerchiamo di metterci in una luce positiva; tuttavia può avere senso osservarli, almeno stando alla teoria dell'auto-conferma di William Swann, psicologo sociale dell'università di Austin, perché pare che nonostante tutto cerchiamo di dare messaggi abbastanza realistici su ciò che siamo, anche quando non ci dipingono al meglio.

 

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«Sono però gli indizi sulla personalità più facili da manipolare, essendo segnali che lanciamo deliberatamente, e vanno presi con le pinze. Come capire dov' è la verità? Curiosando in più di una stanza, magari in camera o in bagno: qui modifichiamo l'ambiente, ma non c'è l'intento consapevole di segnalare qualcosa di noi e siamo più sinceri», dice Gosling.

 

Nelle stanze più private sono peraltro più comuni gli oggetti della seconda categoria, i cosiddetti regolatori emotivi: li usiamo per creare un ambiente che ci conforti nei momenti difficili o stressanti e sono importanti fin dalla prima infanzia, quando per esempio scegliamo un pupazzetto da tenere con noi per addormentarci e calmare la paura del buio.

 

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Da adulti sono «snack psicologici» di cui disseminiamo soprattutto la camera o i luoghi dove passiamo più tempo, perché quello che abbiamo sotto gli occhi è ciò da cui traiamo la forza per affrontare la giornata. Spesso non ne siamo pienamente coscienti, ma il solo fatto che entrino nel campo visivo ci fa star meglio, anche se non sapremmo spiegare perché, e sono oggetti che raccontano bene chi siamo: una ragazza sentimentale potrebbe avere ancora il peluche di quand'era bambina, un egocentrico può darsi la carica guardando la foto di un successo personale come la laurea.

 

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Al solito va capito se ci sia concordanza fra spazi condivisi e personali: le fotografie dei figli in salotto possono essere lì per far credere che adoriamo la famiglia, se sono pure in camera è più probabile che sia vero. Un po' ovunque, poi, il curioso doc dovrebbe cercare la terza categoria di indizi sulla personalità del padrone di casa, ovvero i residui comportamentali: può essere più difficile riconoscerli o avervi accesso, perché sono le tracce fisiche che lasciamo ogni giorno inconsapevolmente dietro di noi, di cui non ci diamo troppo pensiero e che per questo però sono molto veritiere.

 

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I libri non riordinati, la posta da leggere sul mobile all'ingresso, i vestiti appesi in camera, insomma tutto ciò che non ci diamo la pena di rimettere a posto o che è una conseguenza di quel che facciamo: oggetti che raccontano molto dei nostri gesti quotidiani e quindi di noi, così per esempio se siamo coscienziosi non lasceremo piatti o bicchieri da lavare nel lavandino dopo la colazione, ma preferiremo alzarci presto per poter riordinare prima di uscire.

 

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Conclude Gosling: «Ciò che gettiamo non lo consideriamo più, quindi non ce ne serviamo per impressionare gli altri ed è lo specchio di quel che siamo e che facciamo davvero. Se in cucina ho tante teiere e tazze da tè ma non ci sono filtri usati nel cestino è difficile che io sia un meditativo amante della pausa delle cinque. Non potendo guardare nel bidone, basta vedere se le porcellane sono immacolate o se ci sono tanti tè in dispensa».

 

2 - E LA VERITÀ SI SCOPRE IN BAGNO

Elena Meli per il “Corriere della Sera - Salute”

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Dove e che cosa guardare in casa, per capire la personalità di chi ci abita? In salotto e sala da pranzo ci sono gli oggetti messi lì intenzionalmente, indicativi di ciò che il proprietario vuol far conoscere di sé: una collezione di musica classica o di libri «impegnati», d'arte o di fotografia, trasmette il messaggio di una persona colta e raffinata ma per essere sicuri che sia così è bene guardare la libreria completa.

 

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Così si capiscono le letture reali perché ciò che non può essere modificato in poco tempo, in vista di una visita degli ospiti, è più indicativo della vera personalità. La libreria peraltro racconta qualcosa in più del carattere: se i volumi sono in bell'ordine potremmo essere di fronte a una persona meticolosa e coscienziosa; se il criterio sembra ci sia (i libri sono in ordine alfabetico, per casa editrice, per colore e così via) ma non viene sempre rispettato e qualcosa è fuori posto, non siamo a casa di un vero organizzato e anzi, il nostro ospite potrebbe essere insoddisfatto di sé perché non riesce a mantenere l'ordine che vorrebbe.

 

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Il divano invece è il classico esempio di «falsa pista»: se ha l'aria accogliente e molto comoda potremmo credere sia segno di una personalità altrettanto amabile e ospitale ma il salotto, anche se ha una dimensione pubblica, resta uno spazio domestico e chi sceglie poltrone confortevoli lo fa prima di tutto per i propri momenti di relax e non è detto, quindi, che abbia voglia di accogliere tanti ospiti o tenerseli pure a dormire sul divano.

 

Oggetti del cuore Occhio poi alle fotografie, perché indicano ciò che è più importante per noi, persone e luoghi del cuore; quelle appese, che si possono spostare di meno, sono più significative delle immagini intercambiabili in cornice sparse qua e là. Va detto che oggi ne stampiamo sempre di meno, perciò dovremmo magari sbirciare la schermata del cellulare o lo screensaver del computer, che però possono essere modificati altrettanto velocemente e sono quindi un indizio meno forte.

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Soprammobili insoliti e oggetti non convenzionali, decorazioni molto personalizzate ed evidenti sono tutti segnali di una personalità aperta alle novità, estroversa e creativa; altro indice di inventiva la presenza di oggetti «rimaneggiati» o riciclati per avere un'altro utilizzo. Stampe o quadri con scritte varie, frasi di personaggi famosi, tazze con messaggi-guida lasciati a vista in salotto o in sala da pranzo invece possono indicare una personalità un po' nevrotica, che ha bisogno di placare le sue ansie circondandosi di qualcosa che incoraggi a pensare positivo.

 

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È però in camera e in bagno che si capisce davvero «l'anima» del proprietario: i libri sul comodino per esempio raccontano la reale personalità e se ce ne sono parecchi e molto diversi sono indice di apertura mentale e di persone amanti delle novità. Il bagno, specialmente quello a uso privato e non destinato agli ospiti di passaggio, è il posto migliore dove sbirciare: qui poster e stampe con scritte, messaggi o frasi famose non sono indice di una persona nevrotica, come quando li mettiamo in vista, ma una «carezza psicologica» che ci dedichiamo per stare bene.

decorazione stanza 1

 

Lo stesso vale per le foto, le immagini e le letture: quel che leggiamo qui è ciò che piace per davvero, che interessa e rilassa. Infine, tanti credono che il frigo sia rivelatore, invece è un'altra falsa pista perché quasi tutti ci teniamo le stesse cose: solo se ce ne sono di davvero insolite racconta qualcosa del proprietario.

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