atac fuori servizio

CAPITALE STUPEFACENTE – UN CONDUCENTE "STACCA" E VA A CASA CON IL BUS: “FORSE ERA DROGATO” - IL MEZZO PRESO DAL DEPOSITO ALLA MAGLIANA E’ STATO TROVATO A MONTEVERDE - L’AUTISTA,CHE ERA ANDATO A DORMIRE, E’ STATO TRADITO DAL GPS – IL DIPENDENTE ORA RISCHIA IL LICENZIAMENTO

Lorenzo De Cicco per il Messaggero – Roma

 

atac fuori servizio

Fosse stato pilota d' areo, anziché autista di bus, forse l' avremmo visto atterrare col Boeing nel vialetto di casa, accarezzando con le turbine i panni stesi alla finestra. Per il momento, per andare a dormire dopo il turno di lavoro, si è dovuto accontentare del mezzo dell' Atac di cui era al volante, un bisonte da oltre 12 metri, lasciato parcheggiato come fosse una Smart in una piazza di Monteverde. Vicino all' appartamento in cui il conducente viveva, ma molto, molto distante da dove avrebbe dovuto essere: nel deposito della società comunale alla Magliana. Scontato aggiungere che l' Atac, dopo l' incredibile scoperta, abbia subito provveduto a sospendere l' autista, finito sotto commissione disciplinare, procedimento che rischia di costargli carissimo, considerando che potrebbe portare fino al licenziamento.

 

Soprattutto se il test anti-droga già effettuato rivelerà quello che parecchi colleghi sospettano. E cioè che il tranviere fosse oltremodo turbato, forse preda degli stupefacenti, quando ha avuto la malaugurata idea di prolungare la corsa fino a casa, a fine turno e dopo avere fatto scendere i passeggeri, anziché rientrare normalmente nella rimessa e poi ripiegare su mezzi più convenzionali. Avrebbe dovuto sapere, del resto, se fosse stato lucido, che quasi tutti i bus della municipalizzata, ormai, sono tracciati h24 col Gps. Insomma, non si sfugge. Anzi. Proprio il navigatore satellitare dimostrerebbe che l' uomo avrebbe viaggiato a velocità folle, troppi chilometri in troppi pochi minuti per arrivare dal deposito al luogo in cui il bus dirottato è stato trovato dai passanti, la mattina dopo.

autobus atac

 

Rimessa della Magliana, via Luigi Candoni, a due passi dalla baraccopoli dei rom. Quaranta minuti dopo la mezzanotte. È a quest' ora che l' autista, arrivato a fine corsa, ha deciso di auto-concedersi uno strappo fino a Monteverde.

 

Senza più un passeggero a bordo, era arrivato al deposito come sempre. Ma anziché sistemare il bestione di metallo accanto agli altri mezzi allineati nel garage, ecco il colpo di genio (o di follia, a seconda dei punti di vista): «Ma sì, tiro dritto fino a casa». La sua utilitaria, diranno poi le indagini degli ispettori dell' Atac, era parcheggiata da quelle parti, a Monteverde. Troppa fatica, quindi, avrà pensato, tornare dal lavoro coi mezzi pubblici, quelli guidati dagli altri s' intende. Meglio farlo col proprio, di mezzo, lo stesso di cui aveva impugnato il volante per tutta la giornata. «Tanto chi se ne accorge?».

 

Invece no. L' Atac se n' è accorta eccome, anche se non è stato facilissimo identificare l' autore del gesto. La fuga del bus è stata immortalata dalle telecamere di sicurezza del deposito, ma nel video visionato dagli ispettori aziendali, il conducente nasconde il viso sotto al cappuccio di una felpa. Ma in alcuni frame, per sua sfortuna, la faccia si vede. E incrociando i turni di lavoro, alla fine è stato individuato. Gli 007 della partecipata, l' altro ieri, l' hanno sottoposto al test anti-droga, per capire se di recente abbia fatto uso di sostanze stupefacenti.

 

Aiuterebbe a capire, lo stordimento causato da qualche droga, l' insana scelta di avventurarsi col gigantesco mezzo aziendale fino a casa per poi mettersi a dormire placidamente, lasciandolo posteggiato lì fuori, in piazza, come se nessuno potesse notare la stranezza. Proprio qualche residente di passaggio ha segnalato all' Atac la presenza del bus, magari pensando che fosse solo guasto.

atac

 

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