mariupol ospedale bombardato

MENTRE LE TRATTATIVE PER LA TREGUA VANNO AVANTI (PREVISTO OGGI L’INCONTRO TRA I MINISTRI LAVROV E KULEBA), LA CASA BIANCA AVVERTE DEL RISCHIO CHE LA RUSSIA "USI ARMI CHIMICHE" IN UCRAINA – PUTIN NON VUOLE PARLARE CON ZELENSKY CHE APRE A “COMPROMESSI MA SENZA TRADIRE IL MIO POPOLO” - “LA MINACCIA DI GUERRA NUCLEARE DA PARTE DI MOSCA? UN BLUFF” – ATTESA PER LA TELEFONATA TRA BIDEN E ERDOGAN CHE DICHIARA: “LAVORIAMO PER EVITARE CHE LA CRISI SI TRASFORMI IN TRAGEDIA” - VIDEO E FOTO AGGHIACCIANTI DELLA STRAGE DEGLI INNOCENTI ALL’OSPEDALE PEDIATRICO DI MARIUPOL DISTRUTTO DAI RUSSI

 

 

MARIUPOL OSPEDALE BOMBARDATO

 (ANSA) La Casa Bianca ha avvertito del rischio che la Russia "usi armi chimiche" in Ucraina. In un post su Twitter nel quale respingeva come "falsità" le affermazioni del ministero degli Esteri russo secondo cui gli Usa stanno sviluppando armi chimiche e biologiche in Ucraina al confine con la Russia, la portavoce della Casa Bianca Jen Psaky ha sottolineato che "tutti dovremmo stare allerta rispetto all'uso di armi chimiche da parte della Russia o aspettarci che Mosca le usi per creare un pretesto, è uno schema chiaro".

 

 

MARIUPOL OSPEDALE BOMBARDATO

(ANSA) - Il presidente degli Stati Uniti Joe Biden avrà un colloquio telefonico con il presidete turco Recep Tayyip Erdogan per discutere gli ultimi sviluppi della guerra in Ucraina. Lo riferisce la Casa Bianca in una nota. La telefonata dallo Studio Ovale è programmata per la mattina di giovedì 10 marzo, il primo pomeriggio in Italia, si legge nella nota.

 

 

 

OGGI TRATTANO I MINISTRI

Marco Ventura per il Messaggero

 

vladimir putin 2

Putin non vuole parlare con Zelensky. Ma il presidente ucraino, dal suo bunker a Kiev, mentre definisce «un bluff» le minacce nucleari di Mosca e avverte che è serio il pericolo russo per Polonia e Paesi baltici, ripete d'essere pronto «a compromessi ma senza tradire il mio popolo», e che «possiamo mettere fine a questa guerra solo dopo colloqui diretti tra me e Putin». Il dialogo impossibile resta una chimera.

 

Intanto, però, di positivo c'è che sul terreno, nel quattordicesimo giorno di invasione russa, a metà giornata di ieri almeno 18mila civili erano riusciti a filtrare illesi attraverso i corridoi umanitari protetti, come concordato dalle delegazioni russa e ucraina nelle foreste della Bielorussia.

 

MARIUPOL OSPEDALE BOMBARDATO

FUGA Colonne umane, per lo più donne, bambini e anziani, si spostano, cercando scampo dalle città che si trovano lungo le direttrici dell'offensiva di Mosca, sulla costa del Mar Nero a Mariupol, più a Nord vicino alla centrale nucleare che per una notte ha tenuto il mondo col fiato sospeso, su su fino ai sobborghi di Kiev, la capitale. Qui, a Bucha, le forze d'invasione avrebbero però bloccato il flusso. Il segretario di Stato Usa, Antony Blinken, con l'omologa britannica Liz Truss sostiene che i corridoi «vanno ampliati», perché la «maggior parte delle città ucraine è accerchiata, mancano acqua e cibo e i bombardamenti continuano a colpire i civili».

putin

 

Al contrario, il ministero della Difesa russo rivendica di avere rispettato il cessate il fuoco umanitario e accusa piuttosto le autorità ucraine di «non aver notificato ai civili e ai cittadini stranieri» l'esistenza dei corridoi, addirittura di avere «categoricamente respinto» la possibilità di fuggire in Russia-Bielorussia, e aver autorizzato i nazionalisti a «usare le armi contro chi cercava di evacuare verso la Cina». In generale, l'intesa sui corridoi comunque regge. Adesso c'è da lavorare sulla tregua, quella vera, e sulla preparazione di un tavolo negoziale di alto livello.

 

mariupol 44

Zelinsky ieri ha detto ai media internazionali di non voler entrare nei dettagli di quello che oggi si preannuncia come il primo serio tentativo di confronto. Riflettori puntati sull'incontro, ad Antalya, tra i ministri degli Esteri russo e ucraino, Lavrov e Kuleba, condotti allo stesso tavolo dall'omologo turco padrone di casa, Cavusoglu.

 

Fiducioso Erdogan: «Lavoriamo per evitare che la crisi si trasformi in tragedia. Spero che questo incontro apra le porte per stabilire un cessate il fuoco permanente».

volodymyr zelensky in video collegamento con il parlamento britannico

 

Il leader turco è votato alla mediazione, ha buoni rapporti sia con Mosca che con Kiev. Dalla Russia ha acquistato il sistema missilistico S-400, andando incontro all'irritazione di Nato e Stati Uniti, e saranno i russi a costruire la prima centrale nucleare turca. In più, Erdogan non ha messo le sanzioni a Mosca. Turchi però sono i droni Bayraktar Tb2 da combattimento che stanno decimando le colonne di tank russi diretti a Kiev.

 

E poi Erdogan ha ordinato, per la Convenzione di Montreux, la chiusura degli Stretti alle navi da guerra. Quali potranno essere i margini di successo dell'iniziativa turca? «Le trattative con i russi hanno sempre il limite della catastrofe umanitaria di questa guerra», dice il sindaco di Kiev, Vitali Klitschko.

 

MARIUPOL

L'Ucraina tratta con la pistola puntata alla tempia. I media israeliani rilanciano l'idea che al di là delle parole, una base negoziale sia stata già messa a punto da russi e ucraini, un po' grazie al viaggio a Mosca del premier israeliano Bennett sabato scorso. Putin chiederebbe il riconoscimento della Crimea russa e l'indipendenza delle Repubbliche separatiste del Donbass. Più una garanzia costituzionale della neutralità dell'Ucraina e della sua non adesione alla Nato. Potrebbe essere un diritto di veto da parte di ogni singola provincia, comprese quelle amministrate da russofili. Putin rinuncerebbe in questo caso a pretendere il cambio di governo a Kiev.

 

bombe su mariupol

ASPETTATIVE Cozza con questo scenario l'altolà del ministro degli Esteri ucraino, Dmytro Kuleba, il quale dice di avere aspettative limitate dai colloqui di Antalya e che sì, sarà presente, «in buona fede e non con intenti propagandistici». Ma mette in chiaro di puntare al cessate il fuoco, alla liberazione dei territori e alla risoluzione di tutte le questioni umanitarie. Ihor Zhovka, consigliere di Zelensky, insiste che si può discutere sulla «neutralità», ma Kiev «non cederà un solo centimetro di territorio».

MARIUPOL OSPEDALE BOMBARDATO

 

Da posizioni opposte il portavoce di Putin, Peshkov, parla delle Repubbliche di Donetsk e Lugansk Stati sovrani e indipendenti. E ieri ha alzato la voce pure la Cina, schierandosi al fianco della Russia. I portavoce del ministero degli Esteri si sono scagliati contro le sanzioni occidentali che «non portano pace né sicurezza, ma difficoltà economiche e privazioni». E, soprattutto, contro la Nato, «guidata dagli Usa, le cui azioni hanno gradualmente spinto fino al conflitto Russia-Ucraina». Colpa di Washington, insomma.

 

il bambino morto a mariupolputin erdogan gustano un cornetto Bombe a Mariupol 4biden

 

Ultimi Dagoreport

meloni la russa

IL CO-FONDATORE DI FRATELLI D’ITALIA E SECONDA CARICA DELLO STATO, IL POCO PALUDATO PRESIDENTE DEL SENATO IGNAZIO LA RUSSA, LEGGE DAGOSPIA E NON SI TROVA PER NULLA D’ACCORDO SU QUANTO SCRIVIAMO SUL SUO RAPPORTO NON IDILLIACO (EUFEMISMO) CON GIORGIA MELONI (DALLE DIMISSIONI DELLA PITONESSA SANTANCHE’ AL CANDIDATO ALLE PROSSIME COMUNALI DI MILANO, CASINI IN SICILIA COMPRESI) E CI SCRIVE UNA ZUCCHEROSA, A RISCHIO DIABETE, LETTERINA: ‘’CARO D'AGOSTINO, POSSIBILE CHE QUANDO (SPESSO) TI OCCUPI DI ME NON NE AZZECCHI UNA? FANTASCIENZA ALLO STATO PURO UN ANCORCHÉ MINIMO DISSENSO CON GIORGIA MELONI CHE PER ME È E RESTERÀ SEMPRE, UNA SORELLA MINORE SUL PIANO AFFETTIVO E UNA LEADER INIMITABILE SUL PIANO POLITICO - SE VUOI SONO SEMPRE PRONTO A DARTI NOTIZIE CHE RIGUARDANO ME, CORRETTE E DI PRIMA MANO. MA FORSE NON TI INTERESSANO” (CIAO CORE...)

meloni la russa manlio messina cannella dell'utri

DAGOREPORT - IL PROBLEMA PIÙ OSTICO PER LA MELONA AZZOPPATA NON È CONTE NÉ SCHLEIN: SI CHIAMA FRATELLI D'ITALIA, A PARTIRE DA LA RUSSA – IL PRESIDENTE DEL SENATO BRIGA, METTE BOCCA, PRETENDE LA SCELTA DEL SINDACO DI MILANO: LA PROVA SI È AVUTA OGGI CON LA NOMINA DEI SICILIANI GIAMPIERO CANNELLA E MASSIMO DELL’UTRI A SOTTOSEGRETARI - ‘GNAZIO VOLEVA UNA “COMPENSAZIONE” PER IL TRASLOCO DEL "SUO" GIANMARCO MAZZI AL TURISMO, PER NON LASCIARE AL SOLO EMANUELE MERLINO (UOMO DI FAZZOLARI) IL COMPITO DI ''BADANTE'' DEL MINISTRO GIULI-VO – IL CAOS IN SICILIA, TRA INCHIESTE SULLA GIUNTA, I SEGRETI “SCOTTANTI” MINACCIATI E MAI RIVELATI DA MANLIO MESSINA E LA DEBOLEZZA DEL TAJANEO SCHIFANI CHE SENTE IL FIATO SUL COLLO DI GIORGIO MULE' (CARO AI BERLUSCONI), CHE PUNTA A PRENDERE IL SUO POSTO E CHIEDE DI COMMISSARIARE FORZA ITALIA IN SICILIA, DOPO IL PESSIMO RISULTATO AL REFERENDUM...

marina berlusconi antonio tajani fulvio martusciello

DAGOREPORT - LA PRESA DI TAJANI SU FORZA ITALIA SI È RIDOTTA DOPO IL SILURAMENTO DEI SUOI "DIOSCURI", BARELLI E GASPARRI. IL PARTITO ORA È IN EBOLLIZIONE: VOGLIONO RIMUOVERE FULVIO MARTUSCIELLO DA CAPOGRUPPO DI FORZA ITALIA A BRUXELLES. AL SUO POSTO, SI FANNO AVANTI LETIZIA MORATTI E MASSIMILIANO SALINI - E IL "MAGGIORDOMO CIOCIARO" DI CASA MELONI, CHE FA? RESTA IN TRINCEA BLOCCANDO LA NOMINA DI FEDERICO FRENI ALLA CONSOB PER FORZARE IL GOVERNO A TROVARE UNA SISTEMAZIONE AL SUO CONSUOCERO BARELLI E ALLA SUA FEDELISSIMA CHIARA TENERINI, LANCIATA CONTRO LA DEBORA BERGAMINI DI MARINA…

giuseppina di foggia giorgia meloni arianna claudio descalzi terna eni

CHE FIGURA DI TERNA PER GIORGIA! – NELL’APRILE 2023 MELONI SI VANTAVA DELLA NOMINA DI GIUSEPPINA DI FOGGIA ALLA GUIDA DI TERNA: “È LA PRIMA DONNA AD DI UNA GRANADE PARTECIPATA PUBBLICA” – CHISSA COME SI SARÀ PENTITA DI QUELLA SCELTA, SPONSORIZZATA DALLA SORELLA ARIANNA, ORA CHE LA MANAGER HA DECISO DI INCASSARE FINO ALL’ULTIMO EURO DELLA SUA BUONUSCITA DA 7,3 MILIONI, ALLA FACCIA DELLA CRISI ENERGETICA, ED È PRONTA A RINUNCIARE ALLA PRESIDENZA DI ENI CHE LE È STATA OFFERTA COME “PARACADUTE”, PUR DI TENERE IL PUNTO – DI FOGGIA PRETENDEVA DI ESSERE CONFERMATA IN TERNA O DI AVERE COMUNQUE UN RUOLO OPERATIVO IN UN ALTRO COLOSSO STATALE: SA BENE CHE LA POLTRONA DA PRESIDENTE DEL CANE A SEI ZAMPE È DI RAPPRESENTANZA, DAL MOMENTO CHE IN CASA ENI TUTTO PASSA PER L’AD CLAUDIO DESCALZI – IL VERBALE DI TERNA CHE INGUAIA PALAZZO CHIGI

borsa italiana dario scannapieco fabrizio testa cdp cassa depositi e prestiti

DAGOREPORT - PERCHE' ALLA BORSA ITALIANA COMANDANO I FRANCESI? – INFURIA LA BATTAGLIA SULLA CONFERMA DI FABRIZIO TESTA ALLA GUIDA DI BORSA ITALIA, IMPOSTA DALLA FRANCESE EURONEXT E CONTESTATA DA CDP (ENTRAMBI AZIONISTI ALL’’8,08%). SECONDO LA CASSA, NON SAREBBE STATO RISPETTATO IL PATTO PARASOCIALE – EPPURE LA CONSOB, NEL SUO “ACCERTAMENTO” SU BORSA ITALIANA DELLO SCORSO NOVEMBRE, ERA STATA CHIARA: HA RILEVATO UNA “RIPETUTA VIOLAZIONE DELLE REGOLE DEL GOVERNO SOCIETARIO”, HA ACCERTATO CHE “TESTA NON HA DATO LA NECESSARIA INFORMATIVA AL CDA DI BORSA ITALIANA SUI PROGETTI O LE MODIFICHE ALLA STRUTTURA COMMISSIONALE”, “MORTIFICANDO IL RUOLO DEL CDA” – L’ASSEMBLEA DEI SOCI DI BORSA ITALIANA È CONVOCATA PER IL 29 APRILE PER RINNOVARE CDA E VERTICI MA LA GUERRA LEGALE POTREBBE ESSERE MOLTO PIU’ LUNGA...

procuratore milano viola procura milano luigi lovaglio - francesco gaetano caltagirone - giancarlo giorgetti - milleri - alberto nagel - philippe donnet mediobanca mps giorgia meloni

DAGOREPORT - SDENG! ANCHE IL ‘’SOVRANISMO BANCARIO’’ È FINITO NEL CESTINO DELLE CAZZATE DELL’ARMATA BRANCA-MELONI – A CANCELLARE IL DISEGNO DEL ‘GRANDE POLO DEL RISPARMIO TRICOLORE', A CAVALLO DI CALTAGIRONE & C., OBIETTIVO GLI 800 MILIARDI DI GENERALI, CI HANNO PENSATO IN TANTI: DALLE PERPLESSITÀ DI BCE ALLA CONTRARIETÀ DEI FONDI INTERNAZIONALI PER LA LEGGE CAPITALI (RIVELATASI UN BOOMERANG PER CALTA CHE L’AVEVA ISPIRATA) - MA IL RIBALTONE NON SAREBBE AVVENUTO SENZA L’ENTRATA IN CAMPO DELLA PROCURA DI MILANO - L’ISCRIZIONE NEL REGISTRO DEGLI INDAGATI DI CALTA-MILLERI-LOVAGLIO PER PRESUNTO “CONCERTO OCCULTO” SULLA SCALATA DI MEDIOBANCA, IN DUPLEX CON LA BIZZARRA VENDITA “OVERNIGHT” DEL 15% DI MPS DA PARTE DEL TESORO DI GIORGETTI, E' STATO IL PRIMO SEGNALE DI ALLARME PER I GENI DI PALAZZO CHIGI PER I POSSIBILI (E AMARI) STRASCICHI GIUDIZIARI - MA LA GOCCIA CHE HA FATTO INFINE TRABOCCARE IL VASO, SPINGENDO MELONI, DELFIN E BPM AD ABBANDONARE AL SUO DESTINO L’EX ALLEATO CALTARICCONE, È STATA LA VITTORIA DEL “NO” AL REFERENDUM, SENZA LA QUALE L’INCHIESTA DELLA PROCURA DI MILANO CHISSA' IN QUALE CASSETTO SAREBBE FINITA...