demolizione villa casamonica

“FATECI COSTRUIRE ALTRE VILLE” – BLITZ NELLA SEDE DEI VIGILI: LUCIANO CASAMONICA SI È PRESENTATO CHIEDENDO DI PARLARE CON IL COMANDANTE. ERA UN AVVERTIMENTO? – “HANNO SGOMBERATO TUTTO, SENZA PREAVVISO”, MA GLI ORDINI DI SFRATTO RISALIVANO AL 1998. ORA LA FAMIGLIA CHIEDE IL NULLA OSTA PER COSTRUIRE ALTRE CASE, MA…

Lorenzo De Cicco per “il Messaggero – Cronaca di Roma”

 

interni delle ville dei casamonica 3

Il blitz avviene di buon mattino, una sfida a viso aperto alla Polizia locale di Roma, dentro la sede del Comando generale. Via della Consolazione, alle spalle del Campidoglio e dell' ufficio di Virginia Raggi. «Devo parlare col comandante dei vigili, ho un appuntamento», si fa avanti Luciano Casamonica. Ovviamente non è vero. Ed è difficile pensare che il clan sperasse che la balla non si sgonfiasse subito, che potessero insomma superare indisturbati il drappello di pizzardoni di guardia in portineria.

 

Possibile invece che si volesse mandare un segnale. Certo è che il gioco finisce nel giro di pochi minuti. Ai vigili all' ingresso basta chiamare la segreteria del comandante, Antonio Di Maggio, che rimbalza Casamonica come in certe discoteche quando dicono: non è in lista. «Non ne sappiamo nulla - è il messaggio che viene riferito agli addetti dell' accoglienza - in agenda non c' è nessun appuntamento con questo signore».

salvini sulla ruspa alla demolizione della villa dei casamonica 6

 

L' INVASIONE

Casamonica non ci sta, viene raccontato poi, prova ad attraversare comunque il corridoio, per raggiungere la rampa di scale che porta dritto dritto alla stanza del comandante. Ma in qualche modo viene fermato, gli agenti riescono a contenere l' irruzione, gli viene spiegato che «Di Maggio in questo momento nemmeno è in ufficio» e alla fine, Luciano molla l' osso. È costretto a uscire dal comando dei caschi bianchi.

 

villa dei casamonica abbattuta alla romanina

Ma l' invasione di campo, lascia traccia. Il comandante, a cui l' episodio viene riferito in un secondo momento, ha già chiesto un rapporto agli agenti di guardia, che sarà spedito alla centrale operativa nelle prossime ore.

 

Giusto un mese fa, all' alba del 20 novembre, gli uomini della Municipale hanno sgomberato otto ville abusive al Quadraro, tutte costruite dal clan in un' area tutelata da una sfilza di vincoli. I cottage illegali erano stati allargati fino a inglobare le arcate dell' Acquedotto Felice, gioiello idraulico del 500. Tra gli sfrattati c' era anche Luciano. «Stavamo qui da 50 anni - aveva detto dopo l' arrivo delle ruspe - Non capisco perché hanno sgomberato tutto così, senza preavviso».

gli interni delle ville dei casamonica 16

Come se non ci fossero ordini di sfratto che risalgono al 1998, vent' anni fa. Altro che «senza preavviso».

 

Luciano non è stato l' unico a mettere piede nella sede dei vigili. Altri Casamonica si sono fatti avanti, dopo lo sfratto del mese scorso. Alcuni solo per prendere tempo, perché tutti i mobili ultra kitsch delle ville, trasportati in un magazzino, in teoria avrebbero dovuto essere prelevati dai proprietari entro un mese dallo sgombero. E il termine scadeva proprio ieri sera. Altri hanno chiesto - sembra un paradosso - una sorta di nulla osta per costruire altre ville, «ma stavolta su terreni regolari», la promessa. Perché «nessuno», si sono lagnati gli esponenti del clan, «ci vuole affittare o vendere casa». E viene da chiedersi, chissà perché.

gli interni delle ville dei casamonica 15gli interni delle ville dei casamonica 2gli interni delle ville dei casamonica 3gli interni delle ville dei casamonica 9gli interni delle ville dei casamonica 8gli interni delle ville dei casamonica 13gli interni delle ville dei casamonica 11gli interni delle ville dei casamonica 14gli interni delle ville dei casamonica 10ARREDAMENTO NELLE VILLE DEI CASAMONICA ARRESTO DI ANTONIO CASAMONICAARRESTO DI ANTONIO CASAMONICAgli interni delle ville dei casamonica 17

Ultimi Dagoreport

elly schlein giuseppe conte giorgia meloni rocco casalino

DAGOREPORT - QUESTA VOLTA, ROCCO CASALINO HA RAGIONE: ELLY SCHLEIN SULLA QUESTIONE ATREJU “HA SBAGLIATO TUTTO” - LA GRUPPETTARA DEL NAZARENO, CHIEDENDO UN FACCIA A FACCIA CON GIORGIA MELONI, HA DIMOSTRATO DI ESSERE ANCORA UNA VOLTA UN’ABUSIVA DELLA POLITICA. HA SERVITO SUL PIATTO D’ARGENTO ALLA DUCETTA L’OCCASIONE DI FREGARLA, INVITANDO ANCHE GIUSEPPE CONTE PER UN “THREESOME” IN CUI LA PREMIER AVREBBE SPADRONEGGIATO – IN UN CONFRONTO A TRE, CON ELLY E PEPPINIELLO CHE SI SFANCULANO SULLA POLITICA INTERNAZIONALE, DAL RIARMO ALL’UCRAINA, E FANNO A GARA A CHI SPARA LA “PUTINATA” O LA “GAZATA” PIÙ GROSSA, LA DUCETTA AVREBBE VINTO A MANI BASSE – QUEL FURBACCHIONE DI CONTE NON SI TIRA INDIETRO: NONOSTANTE LA DEM SI SIA SFILATA, LUI CONFERMA LA SUA PRESENZA AL DIBATTITO: "MI DISPIACE DEL FORFAIT DI ELLY, PER ME È IMPORTANTE CHE CI SIA UN CONFRONTO E POTEVAMO FARLO ANCHE INSIEME. POTEVAMO INCALZARE LA PREMIER..."

alessandro giuli beatrice venezi gianmarco mazzi

DAGOREPORT - A CHE PUNTO SIAMO CON IL CASO VENEZI? IL GOVERNO, CIOÈ IL SOTTOSEGRETARIO ALLA CULTURA GIANMARCO MAZZI, HA SCELTO LA STRATEGIA DEL LOGORAMENTO: NESSUN PASSO INDIETRO, “BEATROCE” IN ARRIVO ALLA FENICE DI VENEZIA NEI TEMPI PREVISTI, MENTRE I LAVORATORI VENGONO MASSACRATI CON DISPETTI E TAGLI ALLO STIPENDIO. MA IL FRONTE DEI RESISTENTI DISPONE DI UN’ARMA MOLTO FORTE: IL CONCERTO DI CAPODANNO, CHE SENZA L’ORCHESTRA DELLA FENICE NON SI PUÒ FARE. E QUI STA IL PUNTO. PERCHÉ IL PROBLEMA NON È SOLO CHE VENEZI ARRIVI SUL PODIO DELLA FENICE SENZA AVERE UN CURRICULUM ADEGUATO, MA COSA SUCCEDERÀ SE E QUANDO CI SALIRÀ, NELL’OTTOBRE 2026 - CI SONO DUE VARIABILI: UNA È ALESSANDRO GIULI, CHE POTREBBE RICORDARSI DI ESSERE IL MINISTRO DELLA CULTURA. L’ALTRA È LA LEGA. ZAIA SI È SEMPRE DISINTERESSATO DELLA FENICE, MA ADESSO TUTTO È CAMBIATO E IL NUOVO GOVERNATORE, ALBERTO STEFANI, SEMBRA PIÙ ATTENTO ALLA CULTURA. IL PROSSIMO ANNO, INOLTRE, SI VOTA IN LAGUNA E IL COMUNE È CONTENDIBILISSIMO (LÌ LO SFIDANTE DI SINISTRA GIOVANNI MANILDO HA PRESO UNO 0,46% PIÙ DI STEFANI)

emmanuel macron friedrich merz giorgia meloni donald trump volodymyr zelensky vladimir putin

DAGOREPORT – ET VOILA', ANCHE SULLA SCENA INTERNAZIONALE, IL GRANDE BLUFF DI GIORGIA MELONI È STATO SCOPERTO: IL SUO CAMALEONTISMO NON RIESCE PIÙ A BARCAMENARSI TRA IL TRUMPISMO E IL RUOLO DI PREMIER EUROPEO. E L'ASSE STARMER-MACRON-MERZ L'HA TAGLIATA FUORI – IL DOPPIO GIOCO DELLA "GIORGIA DEI DUE MONDI" HA SUPERATO IL PUNTO DI NON RITORNO CON LE SUE DICHIARAZIONI A MARGINE DEL G20 IN SUDAFRICA, AUTO-RELEGANDOSI COSÌ AL RUOLO DI “ORBAN IN GONNELLA”,  CAVALLO DI TROIA DEL DISGREGATORE TRUMP IN EUROPA - DITE ALLA MELONA CHE NON È STATO SAGGIO INVIARE A GINEVRA IL SUO CONSIGLIERE DIPLOMATICO, FABRIZIO SAGGIO… - VIDEO

barigelli cairo

DAGOREPORT - PANDEMONIO ALLA "GAZZETTA DELLO SPORT"! IL DIRETTORE DELLA “ROSEA” STEFANO BARIGELLI VIENE CONTESTATO DAL COMITATO DI REDAZIONE PER LE PRESSIONI ANTI-SCIOPERO ESERCITATE SUI GIORNALISTI – LA SEGRETARIA GENERALE FNSI DENUNCIA: “I COLLEGHI DELLA 'GAZZETTA' CHE VOGLIONO SCIOPERARE VENGONO RINCORSI PER I CORRIDOI DAI LORO CAPIREDATTORI E MINACCIATI: ‘NON TI FACCIO FARE PIÙ LA JUVENTUS…” - BARIGELLI AVREBBE RECLUTATO UNA VENTINA DI GIORNALISTI PER FAR USCIRE IL GIORNALE SABATO E DIMOSTRARE COSI' ALL’EDITORE URBANETTO CAIRO QUANTO CE L’HA DURO – LA VICE-DIRETTRICE ARIANNA RAVELLI AVREBBE PURE DETTO IN MENSA A BARIGELLI: “STIAMO ATTENTI SOLO CHE NON CI SPUTTANI DAGOSPIA...” - VIDEO

luigi lovaglio giuseppe castagna giorgia meloni giancarlo giorgetti francesco gaetano caltagirone milleri monte dei paschi di siena

DAGOREPORT - È VERO, COME SOSTENGONO "CORRIERE" E “LA REPUBBLICA”, CHE L’OPERAZIONE MPS-MEDIOBANCA È “PERFEZIONATA E IRREVERSIBILE”? PIU' SAGGIO ATTENDERE, CON L'EVENTUALE AVANZAMENTO DELL'INCHIESTA GIUDIZIARIA MAGARI (IERI ED OGGI SONO STATI PERQUISITI GLI UFFICI DEGLI INDAGATI), QUALE SARÀ LA RISPOSTA DEGLI INVESTITORI DI PIAZZA AFFARI (GIA' MPS E' STATA MAZZOLATA IN BORSA) - POTREBBERO ANCHE ESSERCI RIPERCUSSIONI SUL COMPAGNO DI AVVENTURE DI CALTARICCONE, FRANCESCO MILLERI, CHE GUIDA L'HOLDING DELFIN LA CUI PROPRIETÀ È IN MANO AI LITIGIOSISSIMI 8 EREDI DEL DEFUNTO DEL VECCHIO - MA IL FATTO PIÙ IMPORTANTE SARA' IL RINNOVO AD APRILE 2026 DELLA GOVERNANCE DI GENERALI (PER CUI È STATA ESPUGNATA MEDIOBANCA) E DI MPS DEL LOQUACE CEO LUIGI LOVAGLIO (VEDI INTERCETTAZIONI) - INFINE, PIÙ DI TUTTO, CONTANO I PASSI SUCCESSIVI DELLA PROCURA DI MILANO, CHE PUÒ SOSPENDERE L’OPERAZIONE DELLA COMBRICCOLA ROMANA FAVORITA DA PALAZZO CHIGI SE INDIVIDUA IL RISCHIO DI REITERAZIONE DEI REATI (DA PIAZZA AFFARI SI MOLTIPLICANO LE VOCI DI NUOVI AVVISI DI GARANZIA IN ARRIVO PER I "FURBETTI DEL CONCERTINO''...)

putin witkoff marco rubio donald trump zelensky

DAGOREPORT – SI ACCENDE LA RIVOLTA DEL PARTITO REPUBBLICANO CONTRO TRUMP - I DANNI FATTI DA STEVE WITKOFF (SOTTO DETTATURA DI PUTIN), HANNO COSTRETTO L’IDIOTA DELLA CASA BIANCA A METTERE IN CAMPO IL SEGRETARIO DI STATO MARCO RUBIO CHE HA RISCRITTO IL PIANO DI PACE RUSSIA-UCRAINA - CON IL PASSARE DELLE ORE, CON UN EUROPA DISUNITA (ITALIA COMPRESA) SUL SOSTEGNO A KIEV, APPARE CHIARO CHE PUTIN E ZELENSKY, TRA TANTE DISTANZE, SONO IN SINTONIA SU UN PUNTO: PRIMA CHIUDIAMO LA GUERRA E MEGLIO È…