filippo champagne davide lacerenza

"CHAMPAGNE, BAMBA E PUTTANE" - ERA IL PACCHETTO OFFERTO AI SUOI CLIENTI DA DAVIDE LACERENZA, TITOLARE DELLA "GINTONERIA" DI MILANO - IL 59ENNE È FINITO AI DOMICILIARI, INSIEME A STEFANIA NOBILE, CON L'ACCUSA DI SPACCIO E SFRUTTAMENTO DELLA PROSTITUZIONE - UN RAM-POLLO DI UNA RICCA FAMIGLIA MILANESE HA VERSATO A LACERENZA, DAL 2020 A OGGI, LA BELLEZZA DI 641 MILA EURO: LA SERA DEL COMPLEANNO DI FILIPPO "CHAMPAGNE" (FRATELLO DEL LEGHISTA MASSIMILIANO ROMEO), IL RAMPOLLO HA SBORSATO 10 MILA EURO PER UN BOTTIGLIA - I PARTY ERANO "CONDITI" DA COCAINA E PROSTITUTE, PORTATE DA LACERENZA - IL VIDEO DELLA LUNGA NOTTATA DEL TAMARRO 59ENNE, FINITA A MEZZOGIORNO, PRIMA DI...

 

IL RAMPOLLO DEI 640 MILA EURO IN ESCORT E COCA

Cesare Giuzzi per il “Corriere della Sera”

 

DAVIDE LACERENZA - 2

«Ha fatto altri 10 che però arriveranno domani perché a 70 (mila euro, ndr) gli è arrivato il limite. Se non avesse quel limite sarebbe arrivato a 100. Comunque vabbé insomma non lamentiamoci». Sono le 9.41 dell’8 maggio di un anno fa. Stefania Nobile al telefono ricostruisce quel che è avvenuto la notte precedente.

 

L’uomo dei «70k» (70 mila euro) è S. S., il figlio di una famiglia facoltosa che abita nella zona ovest di Milano. Secondo gli accertamenti della guardia di Finanza non svolge «attività lavorativa» dal 2008. Eppure in tre anni ha versato alle società di Davide Lacerenza (la «Ginto eventi srl» e «la Malmaison») 641.187 euro. Soldi di un’eredità milionaria ormai quasi prosciugata.

AUTOBIOGRAFIA DI DAVIDE LACERENZA

 

La sua è forse la storia più clamorosa tra i clienti spennati da Lacerenza nella «Gintoneria» di via Napo Torriani. Ma non la sola. Perché negli atti del pm Francesca Crupi e dell’aggiunto Bruna Albertini ci sono decine di storie quasi sovrapponibili. I clienti «pesanti», li definiva il sempre sovraccarico Lacerenza, ai quali riservare il pacchetto completo: «Champagne, bamba e putt...».

 

Le indagini partono proprio dalle somme sborsate da S. S. perché in procura sono arrivate segnalazioni di operazioni finanziarie sospette su quei bonifici. Il 5 dicembre 2023 gli investigatori decidono di convocarlo per chiedergli del suo rapporto con Lacerenza: «L’ho conosciuto nel 2020 quando per la prima volta sono andato nel suo locale. In qualche circostanza, credo tre o quattro volte o forse di più, è venuto a trovarmi presso la mia abitazione in compagnia di ragazze, in alcuni casi anche cinque».

 

DAVIDE LACERENZA - 1

È lui a svelare il sistema: «Lacerenza portava con sé sostanze stupefacenti. Lo stupefacente era pagato dal sottoscritto, preciso che io pagavo il pacchetto che comprendeva il vino, le ragazze e la droga». Il costo? «Da 3 a 10 mila euro». Il testimone racconta di una serata «esagerata»: «In alcune circostanze sono stato anche nel cosiddetto “locale rosa” di fronte alla Gintoneria. Ho offerto su invito di Lacerenza una bottiglia da 3 litri dal costo di 10 mila euro».

 

Quella sera era il compleanno di Filippo Romeo, alias «Filippo Champagne», il fratello di Massimiliano, capogruppo della Lega al Senato, volto notissimo sui social che, come Lacerenza, ha costruito la sua fama trash tra Tiktok e comparsate alla Zanzara. «Ricordo inoltre che in una serata ho speso 50 mila euro, era il compleanno della fidanzata di Davide. Abbiamo aperto bottiglie particolari fino alle otto del mattino, anche in questa occasione abbiamo fatto uso di cocaina».

 

DAVIDE LACERENZA STEFANIA NOBILE

Poi i suoi racconti si concentrano sul «locale rosa»: «Lacerenza lo spaccia per privé, di fatto è un locale con la saracinesca sempre abbassata che viene aperta all’occorrenza solo per clienti facoltosi che sono disposti a spendere da 5 mila euro in su. È chiamato così perché è arredato con moquette di colore rosa e al suo interno è presente anche un soppalco, arredato con divani, dove i clienti possono appartarsi con le escort per prestazioni sessuali».

 

Lacerenza, Stefania Nobile e il factotum Davide A., tutti ai domiciliari, saranno sentiti martedì dal gip Alessandra Di Fazio martedì. La Gdf ha trovato un conto in Lituania con 33 mila euro che sono stati bloccati, altri 40 sono stati sequestrati su conti italiani e 10 mila cash erano, invece, nel privé della «Malmaison».

 

DAVIDONE E IL LUSSO IN LEASING L’EX SPOGLIARELLISTA CHE SUI SOCIAL LAVAVA L’AUTO CON LO CHAMPAGNE

Estratto dell’articolo di Cesare Giuzzi per il “Corriere della Sera”

 

FILIPPO CHAMPAGNE - DAVIDE LACERENZA - NEVIO LO STIRATO

«Lacerenza lava i cerchi del Ferro col Cristal». Seguono commenti tra l’esaltato e l’indignato. Nelle immagini social, il patron della «Gintoneria» ruba una bottiglia di prezioso champagne da un tavolo del locale, esce in strada e versa tutto sui cerchioni della sua Ferrari.

 

Che poi non era neppure «sua». Idem per la «Lambo» e gran parte dell’oro sfoggiato sui social da «Davidone»: ricchezza in leasing. Come la storia del gin pregiatissimo allungato sottobanco dai barman con alcolici ben più commerciali. Tutto documentato nei filmati della Gdf.

wanna marchi stefania nobile davide lacerenza

 

O come la casa vicino alla stazione Centrale dove Davide Lacerenza è ai domiciliari da martedì mattina per droga e sfruttamento della prostituzione. Non il lusso di un attico a Dubai, ma un semplice appartamento milanese. Quando gli investigatori sono andati a notificargli l’ordine di custodia cautelare, era tornato da meno di un’ora dopo l’ennesima notte esagerata: «Sono un pazzo, neanche una ventenne mi tiene testa». Poi ha cercato di buttare lì il nome di qualche papaverone nelle fiamme gialle. Colonnelli e generali «amicissimi» che in realtà neppure esistevano, come hanno poi accertato gli inquirenti.

 

Così come — questo è il dubbio di chi indaga — molti dei clienti spacciati nelle sue chiacchiere per poliziotti, ricconi e imprenditori («sta venendo un sindaco») sarebbero in realtà alcune delle molte millanterie di Lacerenza nella continua commistione tra la vita social e quella vera.

davide lacerenza

 

Questo ragazzone di 59 anni, super lampadato, è passato in un niente da scaricatore di patate al mercato ortofrutticolo con lo zio di Trinitapoli (Barletta), a spogliarellista nel famigerato «Bar Lara» di piazzale Loreto, uno dei punti d’approdo delle notti milanesi di guardie, ladri, balordi e tiratardi. Fino all’invenzione dei locali-social con gin, ostriche e crudités di pesce.

 

[...] «So’ arrivati i due fratelli, gli ho fatto fare il Krug 2002 e gli ho fatto scop... le ragazze qua», si vantava Lacerenza. Il resto lo facevano la cocaina e le sue «sciabolate»: bottiglie stappate con coltelli, Rolex, carte di credito. Marchio di riccanza, trash che fa proseliti. «Sono il Mosè che ha aperto le bottiglie di champagne facendolo passare da nettare elitario a bevanda popolare», si vantava nella autobiografia Vergine, single e milionario .

 

davide lacerenza

Terùn del Lorenteggio, quartiere dove è nato da padre pugliese e madre veneta, ai clienti chic ha preferito influencer tatuati in faccia, cocainomani, capi ultrà e scialacquatori di patrimoni. Nel web gira ancora un video dove con i pantaloni abbassati sventola davanti ai clienti la sua «virtù meno apparente» tra il tripudio dei presenti. [...]

FILIPPO CHAMPAGNE AGGREDITO A MILANOfilippo champagne fratello di massimiliano romeo 2davide lacerenza

Ultimi Dagoreport

giorgia meloni giustizia referendum magistrati

DAGOREPORT -  ARIANNA MELONI E I CAPOCCIONI DI FRATELLI D’ITALIA POSSONO RIPETERE A PAPPAGALLO CHE IL REFERENDUM SULLA RIFORMA DELLA GIUSTIZIA "NON È UN VOTO SU GIORGIA", MA MENTONO SAPENDO DI MENTIRE. IL VOTO DEL 23 MARZO SARÀ INEVITABILMENTE UN PLEBISCITO POLITICO SULLA STATISTA DELLA SGARBATELLA - CON LA CRESCENTE RIMONTA DEL "NO", NON BASTA PIU' ATTACCARE I MAGISTRATI (DAGLI SCONTRI DI TORINO AL FATTACCIO DI ROGOREDO), ORA LA MELONI SA CHE NON POTRA' FARE A MENO DI METTERCI LA FACCIA - UNA PERSONALIZZAZIONE CHE FINO A IERI HA TENTATO IN OGNI MODO DI EVITARE RICORDANDOSI CHE FU UNA SCONFITTA REFERENDARIA A TRASCINARE IL GOVERNO DI MATTEONZO RENZI DALL’ALTARE ALLA POLVERE) - MA ORA LA RIMONTA DEL"NO" METTE PAURA E NON PUO' PIU' NASCONDERSI ALZANDO I SOLITI POLVERONI DI PROPAGANDA: SOLO LEI HA LA LEADERSHIP PER TRASCINARE LA GALASSIA DEGLI ASTENUTI A VOTARE ''SI'" (SONDAGGI RISERVATI VALUTANO IL BRAND GIORGIA MELONI 2/3 DEI CONSENSI DI FDI) - MA TUTTI PARTITI SONO APPESI ALL'ESITO DEL REFERENDUM: DALLA RESA DEI CONTI DELLA LEGA CON SALVINI ALLA SFIDA IN FORZA ITALIA TRA TAJANI E I FIGLI DI BERLUSCONI - UNA VITTORIA DEL "NO" POTREBBE INVECE RINGALLUZZIRE UN’OPPOSIZIONE DILANIATA DALL'EGOLATRIA DI ELLY SCHLEIN E GIUSEPPE CONTE, UN DUELLO DI POTERE CHE HA SEMPRE IMPEDITO DI PROPORRE ALL'ELETTORATO UNA VERA ALTERNATIVA AL MELONISMO...

salvini vannacci zaia fedriga fontana

DAGOREPORT – CHE FINE FARA' MATTEO SALVINI? QUANTE CHANCE HA IL SEGRETARIO DELLA LEGA DI SOPRAVVIVERE AL TRADIMENTO DEL FASCIO-GENERALISSIMO VANNACCI? - TUTTI ASPETTANO L’OFFENSIVA DI ATTILIO FONTANA, MASSIMILIANO FEDRIGA E LUCA ZAIA (MA IL REGISTA È MASSIMILIANO ROMEO, POTENTE SEGRETARIO DELLA LEGA LOMBARDA) - LA DECISIONE SULLO SFANCULAMENTO DEL CAPITONE RUOTA, COME IN FORZA ITALIA PER IL CASO TAJANI-BARELLI-GASPARRI, SULL'ESITO DEL REFERENDUM SULLA GIUSTIZIA DEL 23 MARZO, CHE SI È TRASFORMATO, COM'ERA INEVITABILE, IN UN VOTO POLITICO SULL'ARMATA BRANCA-MELONI - SE DALLE URNE USCISSE LA VITTORIA DEL "SÌ", SALVINI RESTERÀ AL SUO POSTO E AL TRIO FEDRIGA-FONTANA-ZAIA NON RESTERÀ ALTRO CHE PROVARE A FAR RINSAVIRE L’EX “TRUCE DEL PAPEETE” E RIPOSIZIONARE IL PARTITO SUI BINARI DEL PRAGMATISMO NORDISTA. BASTA CON LA LEGA NAZIONALE: CHISSENEFREGA DEL PONTE SULLO STRETTO, PIÙ FEDERALISMO E PADANIA. VICEVERSA, PER MATTEO SALVINI SCOCCHEREBBE L'ORA FATALE DEL DE PROFUNDIS...

francesco lollobrigida vino

DAGOREPORT - UNO DEI MISTERI PIÙ INDECIFRABILI DELLE CRONACHE POLITICHE DEGLI ULTIMI GIORNI HA UN NOME, UN COGNOME E UN "RAFFORZINO" IN TESTA: FRANCESCO LOLLOBRIGIDA. L’EX COGNATO D’ITALIA, È TORNATO IN PISTA AL TAVOLO DELLE NOMINE, E MOLTI OSSERVATORI POLITICI SONO RIMASTI SGOMENTI. È PROPRIO “LOLLO”, CHE ERA STATO RELEGATO A MACCHIETTA DI SE STESSO DALLE SORELLE MELONI? QUELLO DELLA “SOSTITUZIONE ETNICA”, DI “GESÙ CHE MOLTIPLICA IL VINO” E CHE FA FERMARE IL FRECCIAROSSA A CIAMPINO? GAFFE A PARTE, LO “STALLONE DI SUBIACO” HA UNA COSA CHE ARIANNA, DONZELLI E RAMPELLI SI SOGNANO: I VOTI – I RAPPORTI CON LA COLDIRETTI E GLI ANNI DI “GAVETTA” TRA VIA DELLA SCROFA E MONTECITORIO

steve bannon giuseppe conte matteo salvini davide casaleggio, gennaro vecchione jeffrey epstein - pietro dettori

DAGOREPORT - FANNO BENISSIMO QUEI SINISTRELLI DI BONELLI E FRATOIANNI A CHIEDERE CONTO A SALVINI DEI SUOI RAPPORTI CON STEVE BANNON. MA PERCHÉ NON FANNO LA STESSA DOMANDA AL LORO ALLEATO, GIUSEPPE CONTE? NEL 2018, IN PIENA EUFORIA GIALLO-VERDE, BANNON CALÒ SU ROMA PER INCONTRARE DAVIDE CASALEGGIO, A CUI SEMBRA ABBIA PROVATO A VENDERE UN SOFTWARE DI PROFILAZIONE – ERANO GLI ANNI FOLLI IN CUI TRUMP CHIAMAVA CONTE “GIUSEPPI”, E A ROMA ARRIVAVA IL MINISTRO DELLA GIUSTIZIA AMERICANO, PER INCONTRARE IL CAPO DEI SERVIZI, GENNARO VECCHIONE – I LEGAMI CON LA LINK UNIVERSITY, IL RUOLO DI PIETRO DETTORI, EX GURU DELLA COMUNICAZIONE GRILLINA ORA RICICLATOSI MELONIANO - TUTTI I MISTERI E LE INQUIETANTI COINCIDENZE CHE NEL 2018 PORTARONO IL SOVRANISMO DELLA LEGA E IL POPULISMO M5S A PALAZZO CHIGI, GOVERNO CONTE-SALVINI...

andrea pucci bocelli giorgia meloni carlo conti sanremo laura pausini

DAGOREPORT – BENVENUTI AL FESTIVAL DI ATREJU! “CI SIAMO PRESI FINALMENTE SANREMO”, GHIGNANO SODDISFATTI I CAPOCCIONI MELONIANI IN RAI: DOPO TRE ANNI E MEZZO DI OCCUPAZIONE FAMELICA DI POSTI DI POTERE, MANCAVA SOLO ESPUGNARE DEL TUTTO QUEL BARACCONE CANTERINO DIVENTATO UN DISTURBO MENTALE DI MASSA – IL CASO PUCCI? L’ENNESIMA ARMA DI DISTRAZIONE DI MASSA: IL COMICO “MARTIRE” SERVE PER COPRIRE LE DERILANTI DISAVVENTURE DEL FRATELLINO D’ITALIA, PATACCA PETRECCA - FINITO L’EFFETTO AMADEUS, CONTI SI RITROVA A SCODELLARE SUL PALCO DELL’ARISTON UN CAST DEBOLE, PIENO ZEPPO DI RELITTI E DI SCONOSCIUTI. BASTERÀ A RISOLLEVARE LO SHARE, MESSO A RISCHIO DA GERRY SCOTTI E DALLE PARTITE DI CHAMPIONS? – AI POVERI TELE-MORENTI SARÀ RIFILATO (DI NUOVO) ANCHE IL “VINCERÒ” DI BOCELLI…

john elkann theodore kyriakou repubblica

DAGOREPORT - COME MAI LA TRATTATIVA TRA JOHN ELKANN E IL MAGNATE GRECO THEO KYRIAKOU PER LA VENDITA DEL GRUPPO GEDI, SI È ARENATA? IL MOTIVO DELL’IMPASSE, CHE HA SPINTO I GIORNALISTI DI “REPUBBLICA” A DUE GIORNI DI SCIOPERO, GIRA PROSAICAMENTE INTORNO AL VALORE DELL'OPERAZIONE, STIMATA INTORNO A 140 MILIONI DI EURO - DOPO OLTRE 6 MESI IN CUI UN PLOTONE DI AVVOCATI E CONTABILI HA ROVESCIATO COME UN CALZINO CONTI, CONTRATTI E PENDENZE LEGALI DEL GRUPPO, IL GRECO ANTENNATO AVREBBE FATTO UN'OFFERTA DI 90 MILIONI - UNA “MISERIA” CHE SAREBBE STATA RIFIUTATA DA ELKANN CHE HA AVREBBE STIMATO SOLO IL POLO RADIOFONICO TRA GLI 86 E I 100 MILIONI, CON RADIO DEEJAY DA SOLA VALUTATA OLTRE I 40 MILIONI - RIUSCIRANNO ELKANN E KYRIAKOU A NEGOZIARE UN ACCORDO? AH, SAPERLO…