david goodall

‘CHE STIAMO ASPETTANDO?’: LE ULTIME PAROLE DELLO SCIENZIATO DAVID GOODALL, CHE È VOLATO DALL’AUSTRALIA ALLA SVIZZERA PER METTERE FINE ALLA SUA LUNGA VITA (104 ANNI) - FISH & CHIPS, CHEESECAKE E BEETHOVEN COME ULTIMO PASTO - ERA DI OTTIMO UMORE E INDOSSAVA UNA POLO IRONICA: ‘AGING DISGRACEFULLY’, OVVERO INVECCHIARE SENZA DIGNITÀ

 

Marco Cattaneo per la Repubblica

goodall

 

 

Sono lieto di essere arrivato», ha detto ai cronisti martedì quando è sbarcato all' aeroporto di Basilea dopo aver trascorso il weekend con i suoi familiari in Francia. E ieri alle 12.30, ascoltando l' Inno alla gioia di Beethoven, David William Goodall ha concluso i suoi giorni in una clinica svizzera. Come DJ Fabo.

 

la stanza in cui e morto david goodall

Ma, diversamente da lui e da altri che hanno scelto il suicidio assistito, Goodall ha deciso di morire senza soffrire di condizioni particolarmente gravi: non era malato terminale, non aveva malattie degenerative, non era costretto all' immobilità. Anzi, nel dicembre 2016 le cronache locali salutavano con sollievo la decisione della Edith Cowan University di Perth, in Australia, dove viveva, di restituirgli il suo ufficio, dove continuava a lavorare come botanico: lo scienziato in servizio più vecchio d' Australia.

 

Insomma, David Goodall godeva di buona salute, compatibilmente con la venerabile età di 104 anni. Tanto che i medici di Perth hanno tentato fino all' ultimo di impedirgli di lasciare il paese, sostenendo che non era in grado di intraprendere un viaggio ed era «un pericolo per se stesso».

goodall in svizzera

 

Semplicemente, non aveva più voglia di vivere. Lamentava il calo della vista, il deterioramento della mobilità, l' inesorabile declino della qualità della sua vita. E alla fine di vent' anni di riflessioni, diceva, era dispiaciuto di aver vissuto troppo a lungo. Così, da tempo membro di Exit International, un' associazione australiana che conduce un' intensa battaglia per la libertà di scelta sul fine vita, ha deciso di porre fine ai suoi giorni con un' iniezione di nembutal, un barbiturico, che ha attivato lui stesso.

 

goodall in svizzera

David Goodall nasce il 4 aprile 1914 - lo stesso giorno di Marguerite Duras - a Edmonton, in Inghilterra, appena un paio di mesi prima che l' assassinio dell' arciduca Francesco Ferdinando faccia divampare la prima guerra mondiale. Nel 1935 si laurea all' Imperial College di Londra, dove consegue il PhD nel 1941, con una tesi sull' assimilazione nella pianta di pomodoro. Alla fine della guerra, nel 1948, si trasferisce in Australia, come senior lecturer all' Università di Melbourne.

goodall in svizzera

 

E da lì in poi trascorre una vita da globetrotter della ricerca scientifica, dedicandosi alla sua amata botanica, e in particolare allo sviluppo di modelli numerici in ecologia per lo studio della vegetazione, con oltre un centinaio di pubblicazioni all' attivo. Tra il 1952 e il 1954 lo troviamo all' Università del Ghana, e poi di nuovo in Inghilterra, all' Università di Reading, fino al 1956. Per poi ritornare in Australia, alla Commonwealth Scientific and Industrial Research Organisation (CSIRO), dove resta una decina d' anni per diventare professore di biologia all' Università della California tra il 1967 e il 1968 e professore di ecologia dei sistemi alla Utah State University fino al 1974. Di lì tornerà in Australia, di nuovo alla CSIRO, per ritirarsi nel 1979 e, si direbbe, godersi la meritata pensione.

david goodall

 

E invece no. Dopo il pensionamento dirige la monumentale collana di volumi Ecosystems of the World, pubblicata da Elsevier, e ottiene una posizione di ricercatore onorario nell' istituto dove aveva trascorso gli ultimi anni della sua carriera, che manterrà fino al 1998. È allora che, ancora non pago, diviene ricercatore associato onorario alla Edith Cowan University. Fino all' agosto 2016, quando l' università gli comunica che non è più idoneo a lavorare in ateneo, e manifestandogli preoccupazione per la sua sicurezza e il suo benessere gli suggerisce di continuare pure a lavorare, ma da casa. Infine il rientro, quattro mesi più tardi, sotto la spinta dei media australiani.

DAVID GOODALL

 

Il resto è storia di questi giorni. E di una scelta che fa discutere, ma che riguarda la considerazione personale di ciò che è o dovrebbe essere una vita dignitosa, come scriveva Piergiorgio Welby nella sua lettera a Giorgio Napolitano dodici anni fa. «Alla mia età, mi sveglio al mattino, faccio colazione e poi mi siedo aspettando il pranzo. E poi mi siedo ancora, e basta. Che senso ha?», chiedeva ai giornalisti che assistevano alla conferenza stampa di mercoledì David Goodall.

 

Poi è andato a cena, ha chiesto fish and chips e cheesecake, i suoi piatti preferiti, prima di coricarsi e infine, per l' ultima volta, abbandonarsi alle note di Beethoven.

 

DAVID GOODALL DAVID GOODALL DAVID GOODALL

 

DAVID GOODALLDAVID GOODALL

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