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AFFARI, SOLO AFFARI - CHI PRETENDE FERMEZZA CON AL SISI PER IL CASO REGENI DEVE SAPERE CHE IL BUSINESS CHE LEGA ITALIA E EGITTO VALE 5 MILIARDI DI EURO L’ANNO - IL VERO ELDORADO NOI È RAPPRESENTATO DAI PROGETTI DI SVILUPPO INFRASTRUTTURALI VARATI DAL CAIRO

Ettore Livini per “la Repubblica”

Giulio RegeniGiulio Regeni

 

Follow the money. L' omicidio di Giulio Regeni non fa eccezione. Basta seguire i soldi per capire la delicatezza (qualcuno dice la timidezza) con cui Roma ha gestito finora il caso con l' Egitto. Il ritiro dell' ambasciatore del Cairo - mossa dall' alto valore simbolico ma dagli scarsi contenuti pecuniari - «è solo l' inizio» ha dichiarato il governo.

 

«Nei prossimi giorni lavoreremo a misure immediate e proporzionali» alla reticenza di giudici e investigatori di Abdel Fattah Al Sisi, ha promesso il ministro degli Esteri Paolo Gentiloni. Sanzioni economiche e l' inserimento del paese nella black list delle nazioni a rischio su tutte, due mosse che mettono a rischio la fiorentissima intesa commerciale bilaterale: l' Italia è il secondo partner dell' Egitto dopo la Germania.

 

VIGNETTA GIANNELLI - AL SISI COLLABORA SUL CASO REGENIVIGNETTA GIANNELLI - AL SISI COLLABORA SUL CASO REGENI

Gli affari tra le due sponde del Mediterraneo valgono 5 miliardi l' anno. In ballo ci sono investimenti superiori ai 10 miliardi già assegnati alle imprese di casa nostra grazie al legame privilegiato costruito con l' esecutivo del Cairo, dove Matteo Renzi è stato il primo premier occidentale a recarsi in visita dopo la vittoria di Al Sisi alle presidenziali.

 

GLI SCAMBI COMMERCIALI

La crisi diplomatica tra i due paesi ha fatto finora, economicamente parlando, pochissimi danni. Gli unici affari finiti in stand-by sono quelli (molto virtuali) messi sul tavolo dai 60 imprenditori impegnati nella missione sul Nilo con l' ex ministro Federica Guidi lo scorso 3 febbraio, giorno in cui è stato trovato il corpo del ricercatore. Per il resto "business as usual", tutto è andato avanti come prima.

 

giulio regeni paola regenigiulio regeni paola regeni

Nel 2015 Roma ha esportato verso l' Egitto beni per 2,89 miliardi, il 6,6% in più dell' anno precedente, con la meccanica (oltre 900 milioni) in testa a tutti, davanti a metallurgia e chimica. Il vero Eldorado per l' Italia Spa è rappresentato però dai progetti di sviluppo infrastrutturali varati dal Cairo: c' è da concludere il raddoppio del Canale di Suez, da aprire sei nuovi porti e quattro stadi, da ricostruire un intero mega-quartiere nella capitale; ci sono 4 miliardi per l' edilizia e 1,7 miliardi per creare il polo industriale del Triangolo d' oro, 6mila kmq tra Fena, Safaga ed El-Quseir, il cui master-plan è stato affidato, gli amici sono amici, a una controllata dell' italianissima Rina.

 

PASSAPORTO DI GIULIO REGENI PASSAPORTO DI GIULIO REGENI

GLI AFFARI DELL' ENI

Pecunia, come tradizione, non olet. E quasi tutto il mondo si è messo in fila per questi appalti in cui le aziende italiane - in caso di rappresaglie commerciali contro Al Sisi - rischiano di partire con l' handicap, se non addirittura di rimanere inchiodate ai blocchi di partenza.

 

A dormire sonni agitati sono però anche le imprese tricolori - oltre 700 tra cui quasi tutti i big - che sotto le Piramidi lavorano da decenni o che hanno già monetizzato il flirt, oggi appassito, con Al Sisi. L'Eni, ovviamente, fa la parte del leone. Il cane a sei zampe ha interessi in Egitto per 14 miliardi di euro circa.

 

' PER REGENI (ANSA)' PER REGENI (ANSA)

Un tesoretto destinato a crescere visti i guai della Libia e l' asse geopolitico Israele-Egitto- Grecia-Cipro (con l' Italia a fare da convitato di pietra) sulle ricerche di idrocarburi nell' area. Cinque miliardi sono stanziati solo per il giacimento di gas Zohr, il più grande del Mediterraneo, con un potenziale di gas pari a 850 miliardi di metri cubi. Negli ultimi tre anni, inoltre, Eni ha raddoppiato la produzione nelle concessioni del Western Desert e di Abu Rudeis nel Golfo di Suez.

 

BANCHE E CEMENTO

REGENIREGENI

In scia all' Eni però si muovono molte altre realtà tricolori. Ci sono presenze storiche come Pirelli, in Egitto dal '90 e Intesa-SanPaolo - proprietaria dal 2006 di AlexBank. Italcementi è socia del primo produttore del settore e sta lavorando a un impianto eolico a Hurghada e Cementir (Caltagirone) ha una forte posizione. Al Cairo hanno interessi Edison (2 mld di investimenti), la Gemmo che lavora all' aeroporto, Danieli, fresca di un nuovo appalto da 70 milioni e la Tecnimont impegnata nella costruzione di un impianto per fertilizzanti dal valore superiore ai 520 milioni.

manifestazione per giulio regeni manifestazione per giulio regeni

 

L' arrivo di Al Sisi ha sbloccato però parecchi affari in più. La scorsa primavera sono stati finalizzati in un unico bilaterale accordi per 8,5 miliardi: Technip si è aggiudicata per 3 miliardi lavori su due raffineria (Assiut e Midor), Ansaldo ha ricevuto commesse dall' Enel locale, la stessa Edison si è garantita nuove forniture, Megacell un contratto sui pannelli solari.

 

giacimento zohr eni egittogiacimento zohr eni egittorenzi al sisirenzi al sisiGIACIMENTO DI GAS SCOPERTO DA ENI IN EGITTOGIACIMENTO DI GAS SCOPERTO DA ENI IN EGITTOclaudio descalzi  claudio descalzi trivelletrivelle

Gli affari sono affari. E in fondo tra le vittime delle sanzioni contro il Cairo ci potrebbero essere persino gli accordi di cooperazione tecnico militare tra i due paesi. Un capitolo che prevede tra l' altro la fornitura dall' Italia di ricambi per 1,6 miliardi ai jet F-16 dell' aviazione egiziana. Usati solo, prevede l' intesa, "per attività addestrative".

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