IN ITALIA CI VOGLIONO CINQUANT’ANNI PER AVERE GIUSTIZIA – CI SONO FINALMENTE I COLPEVOLI PER IL RAPIMENTO E LA MORTE DI CRISTINA MAZZOTTI, LA 18ENNE UCCISA DOPO DUE MESI DI PRIGIONIA NEL 1975 IN BRIANZA: LA CORTE D’APPELLO DI COMO HA CONDANNATO ALL’ERGASTOLO IL 70ENNE DEMETRIO LATELLA E IL 76ENNE GIUSEPPE CALABRÒ, DETTO “DUTTURICCHIU” - SECONDO I GIUDICI, FACEVANO PARTE DEL COMMANDO CHE BLOCCÒ L'AUTO DELL'ALLORA FIDANZATO DI CRISTINA: LE INDAGINI SONO STATE RIAPERTE NEL 2008 DOPO CHE L’IMPRONTA DI LATELLA FU TROVATA SULLA CARROZZERIA DELLA MACCHINA SULLA QUALE VIAGGIAVA LA VITTIMA E…
Estratto dell’articolo di Renato Ambiel Marco Benvenuti per “la Stampa”
Abbracci, lacrime. Sono passati cinquant'anni dal sequestro e la morte della diciottenne Cristina Mazzotti, ma i suoi famigliari sono sempre stati lì, a chiedere giustizia: «C'è grande commozione per un altro pezzo di verità - racconta suo fratello Vittorio -. Abbiamo compreso fin da subito che si trattava di un iter lungo e complesso».
[…] ieri la Corte d'Appello di Como, al processo bis di primo grado per quel rapimento avvenuto la sera del 30 giugno 1975 in provincia di Como, terminato due mesi dopo con il ritrovamento del corpo della ragazza nella discarica del Varallino di Galliate, nel Novarese, ha condannato all'ergastolo Demetrio Latella detto "Luciano", pensionato settantenne residente in provincia di Novara, e Giuseppe Calabrò, 76 anni, residente a Bovalino (Reggio Calabria), detto "Dutturicchiu", recentemente indagato anche nell'inchiesta Doppia curva sulle tifoserie milanesi.
GIUSEPPE CALABRO - FOTO DI KLAUS DAVI
Secondo i giudici hanno fatto parte del commando che bloccò l'auto dell'allora fidanzato di Cristina, Carlo Galli: assieme a un'amica rincasavano dopo la festa per la promozione al liceo.
Galli, al processo, ha testimoniato. Oggi ha 71 anni e si è rifatto una vita, nonostante il drammatico episodio abbia lasciato una traccia indelebile […]
Assolto invece un terzo imputato, il calabrese Antonio Talia, nei cui confronti i giudici non hanno ravvisato prove né di una partecipazione al sequestro né di un concorso nell'omicidio. Il quarto imputato, il boss Giuseppe Morabito, è morto a 80 anni proprio all'inizio del procedimento.
[…] Latella è l'uomo la cui impronta digitale fu trovata sulla carrozzeria della Mini sulla quale Cristina viaggiava quella sera. Reo confesso, ha ammesso di avere preso parte al rapimento dopo l'attribuzione dell'impronta, resa possibile dal sistema Afis della polizia scientifica di Roma soltanto nel 2008. È la svolta che ha permesso di riaprire le indagini e, dopo una prima archiviazione per prescrizione (poi revocata perché una sentenza della Cassazione del 2015 ha stabilito che l'omicidio non si prescrive), ha portato alla sentenza di ieri.
Nel corso del processo, partito nel settembre 2024 e durato diciotto udienze, si è ricostruito uno spaccato dei sequestri a scopo di estorsione dell'epoca: Cristina fu una delle prime donne ostaggio del nostro Paese a morire nelle mani dei carcerieri, che le iniettarono alternativamente sonniferi ed eccitanti, svegliandola solo per farla chiamare i genitori: «Papà, ti prego, paga altrimenti mi uccidono. Sono stremata». E il padre pagò un riscatto di un miliardo e cinquanta milioni di lire. Morì di crepacuore poco dopo.
il sequestro di cristina mazzotti 1
Nel chiedere tre ergastoli il pm Cecilia Vassena dell'Antimafia lombarda aveva parlato di «omicidio disumano: Cristina è stata torturata e uccisa da un gruppo criminale che operava nel contesto della 'ndrangheta». I difensori avevano invece chiesto l'assoluzione, o almeno la prescrizione.
La Corte dichiara prescritto solo il reato di sequestro.
OMICIDIO CRISTINA MAZZOTTI
il sequestro di cristina mazzotti 3
il sequestro di cristina mazzotti 2
OMICIDIO CRISTINA MAZZOTTI
OMICIDIO CRISTINA MAZZOTTI
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