paolo guzzini

LA FORTUNA CONTA MA CI VUOLE OCCHIO - IL COLLEZIONISTA PAOLO GUZZINI RACCONTA COME HA SCOPERTO DI AVER ACQUISTATO UN QUADRO DI AMEDEO MODIGLIANI IN UN MERCATINO DELL’USATO IN FRANCIA: “PIÙ CHE IL DIPINTO MI COLPÌ IL TIMBRO SUL RETRO DELLA TELA DI UNA BOTTEGA DI MONTMARTRE CHE ERA FREQUENTATA DA TANTI CELEBRI ARTISTI E DECISI COSÌ DI COMPRARLO. LO STORICO E CRITICO D’ARTE ALBERTO MAZZACCHERA EBBE L’INTUITO DI DIRE 'PARLIAMO CON L’ARCHIVIO MODIGLIANI' CI FU UN PRIMO INCONTRO CON IL DIRETTORE E QUANDO VIDE IL QUADRO CAMBIÒ ESPRESSIONE” – “DALLA PRIMA RADIOGRAFIA RISULTÒ CHE…

Paolo Guzzini

Estratto dell’articolo di Ferruccio Pinotti per il “Corriere della Sera”

 

Il sogno di tutti i collezionisti: un quadro acquistato al mercatino delle pulci che si rivela essere un tesoro. Fortuna capitata a Paolo Guzzini, 71 anni, noto imprenditore marchigiano (ex titolare della IGuzzini Illuminazione, dal 2019 parte del gruppo svedese Fagerhulte), che si è trovato in casa un vero Modigliani.

 

Come ha fatto?

«Circa quindici anni fa mi recai a un noto mercato di Le Mans che ogni settimana raccoglie circa 200 rigattieri. In questi casi, contano le velocità e l’occhio clinico: più che il dipinto mi colpì il timbro sul retro della tela di una bottega di Montmartre che era frequentata da tanti celebri artisti e decisi così di comprarlo. Lo pagai qualche migliaio di euro: non era poco dato che era impossibile una attribuzione».

quadro di amedeo modigliani acquistato da paolo guzzini

 

Ha fatto tutto da solo o qualcuno l’ha aiutata?

«Lo storico e critico d’arte Alberto Mazzacchera, già consigliere di Rutelli quando era ministro della Cultura: ebbe l’intuito di dire “Parliamo con l’Archivio Modigliani”. Gli dissi: hai dei sospetti? Rispose: vediamo cosa ci dicono loro”. Ci fu un primo incontro con Christian Parisot direttore del “Modigliani Institute Archives Legales” di Roma. Quando vide il quadro cambiò espressione del volto».

 

Quindi cosa fece?

amedeo modigliani

«Mi rivolsi a un istituto di Roma specializzato e dalla prima radiografia risultò che sotto il quadro c’era un altro dipinto incompiuto. La tela risaliva all’epoca corretta, ma l’analisi chimica dei colori indirizzò ancor di più le indagini: esisteva ai primi del ‘900 un tipo di colore bianco “economico”, utilizzato dagli artisti poco abbienti e che proprio Modigliani usava. Il fascicolo con le analisi lo portai all’Archivio Modigliani e iniziò la ricerca sul soggetto. Emerse che prima di trasferirsi a Parigi nel 1906 Modigliani, proveniente dalla scuola dei Macchiaioli, faceva ritratti di conoscenti.

Tra questi c’è quello di Mario Cavaglieri, che risale a un soggiorno a Venezia. Cavaglieri, artista quotato, lo ospitò e Modigliani per sdebitarsi lo omaggiò di questo ritratto».

 

[…] «Secondo gli esperti, potrebbe essere una delle prime opere realizzate da Modigliani dopo il suo arrivo a Parigi, nel 1906»[…].

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