simulazione mascherina msc metropolitana goccioline droplets

“È POSSIBILE CHE IL VIRUS SI DIFFONDA ANCHE NELL’ARIA” - QUEI GENI DELL’OMS SCOPRONO ORA QUELLO CHE GLI ESPERTI DICONO DA MESI, CIOÈ CHE C’È LA TRASMISSIONE VIA ARIA CONTRIBUISCE A TRASMETTERE IL CORONAVIRUS IN AMBIENTI CHIUSI. L’ORGANIZZAZIONE FINORA AVEVA SEMPRE SOSTENUTO CHE LA PRINCIPALE VIA DEL CONTAGIO ERA QUELLA DA PERSONA A PERSONA – MASCHERINE, TONO DI VOCE E VENTILAZIONE: COME PROTEGGERSI

 

 

BENEDETTA ALLEGRANZI 1

1 – L’OMS AMMETTE: “È POSSIBILE CHE IL VIRUS SI DIFFONDA ANCHE NELL’ARIA”

Antonio Palma per www.fanpage.it

 

“È Possibile che il virus si diffonda anche nell’aria”, ad ammetteremo è l'Oms dopo la lettera aperta inviata da 239 studiosi di 32 Paesi diversi che chiedevano una modifica alle linee guida sul rischio di contagio alla luce di nuovi e più recenti studi in materia.

 

Nessun passo ufficiale per ora ma l' Organizzazione mondiale della sanità ha riconosciuto che esistono alcuni studi con nuove prove del fatto che il coronavirus si diffonde più ampiamente nell'aria di quanto non si pensasse in precedenza. 

 

GHEBREYESUS XI JINPING

Il giorno dopo la lettera, pubblicata sulla rivista Clinical Infectious Diseases,  la responsabile tecnica dell'OMS per la prevenzione e il controllo delle infezioni, Benedetta Allegranzi, infatti ha ammesso che ci sono prove crescenti del fatto che il coronavirus possa essere trasmessa da minuscole particelle sospese nell'aria.

 

droplets

Parlando in conferenza stampa a Ginevra per fare il punto sulla situazione del contagio da livello mondiale e rispondendo alle domande di giornalisti sulle richieste dei 132 esperti, Allegranzi infatti ha dichiarato: "La possibilità di trasmissione aerea in ambienti pubblici, specialmente in condizioni molto specifiche come locali affollati, chiusi e poco ventilati non può essere esclusa”. “Tuttavia, le altre prove devono essere ancora raccolte e interpretate e continuiamo a indagare” ha però aggiunto la dirigente dell’Oms.

flusso aria condizionata ristorante coronavirus cina

 

Secondo gli esperti che hanno scritto la lettera ci sono prove del fatto che il Covid-19 si trasmetta nell'aria e questo potrebbe aver importanti conseguenze nel contenimento del virus. L'OMS dal suo canto però ha sempre affermato che la trasmissione da persona a persona è il modo principale in cui si diffonde il virus.

 

In particolare attraverso il ‘droplets', le goccioline che vengono emesse quando le persone starnutiscono o tossiscono: particelle piuttosto grandi che, proprio per il loro peso, cadono a terra in pochi secondi.

 

simulazione – come i droplets ricoprono una persona con cui stiamo parlando in metro 2

La stessa dott.ssa Benedetta Allegranzi in precedenza aveva dichiarato che tali prove non sono soddisfacenti. "Soprattutto negli ultimi due mesi, abbiamo affermato diverse volte che consideriamo la trasmissione aerea possibile, ma certamente non supportata da prove solide o addirittura chiare", aveva sottolineato Allegranzi. Adesso l'ipotesi è che il virus possa essere trasmesso anche per aerosol, quindi rimanere sospeso per un certo periodo di tempo nell’aria. Se confermato  cambierebbero le norme di comportamento negli spazi chiusi e con scarsa ventilazione.

trasmissione del coronavirus droplets 1

 

 

2 – «RICAMBIO D'ARIA E TONO DI VOCE BASSO LE GOCCIOLINE INFETTE SI COMBATTONO COSÌ»

Laura Cuppini per il “Corriere della Sera”

 

tedros adhanom ghebreyesus

La trasmissione aerea di Sars-CoV-2, attraverso particelle che rimangono sospese nell' aria emesse da soggetti positivi, potrebbe diventare una delle frontiere della lotta alla pandemia. Dopo la lettera di 239 scienziati di 32 Paesi, anticipata dal New York Times e pubblicata su Clinical infectious diseases , l' Organizzazione mondiale della sanità ha ammesso che il problema esiste.

 

GIORGIO BUONANNO

«Ci sono alcune specifiche condizioni in cui non si può escludere la trasmissione aerea, soprattutto in luoghi chiusi molto affollati. Le evidenze vanno raccolte e studiate», ha sottolineato Benedetta Allegranzi, responsabile Oms per il controllo delle infezioni. Tra i firmatari della petizione c' è Giorgio Buonanno, ordinario di Fisica tecnica ambientale all' Università di Cassino e alla Queensland University of Technology di Brisbane, in Australia.

 

Professore, come avviene la trasmissione aerea?

«Per inalazione dell' aerosol emesso da un soggetto infetto (goccioline di diametro inferiore a 10 micron). Per avere il contagio è però necessario inalare un' adeguata quantità di carica virale, ovvero una dose infettante».

 

Quali sono le differenze tra particelle grandi, che cadono a terra, e piccole?

contagio coronavirus su un aereo

«Su quelle grandi ( droplet , diametro superiore ai 10 micron) la gravità agisce in modo importante, trascinandole al suolo in pochi secondi. Quelle più piccole (chiamate aerosol ) sono invece soggette ai fenomeni di evaporazione e possono rimanere sospese in aria per un tempo lungo».

 

Le goccioline sono fonte di contagio?

«I principi che spiegano la dinamica dell' aerosol, noti da tempo, sono validi per molti altri virus. Abbiamo numerosi casi ed evidenze che dimostrano chiaramente come anche Sars-CoV-2 possa contagiare per via aerea».

 

coronavirus e mezzi pubblici 9

Il rischio esiste anche se il soggetto positivo ha un basso carico virale?

«Sì, ma in questo caso le probabilità sono notevolmente ridotte. La persona debolmente infetta emette una minore quantità di virus e, quindi, in condizioni di buona ventilazione e ridotta esposizione, il rischio è basso».

 

studio mascherine 1

Quali sono i luoghi in cui può avvenire più facilmente la trasmissione aerea?

«In generale sono gli ambienti chiusi di dimensioni ridotte e con limitata ventilazione. Le probabilità aumentano anche in base al tempo di permanenza dei soggetti».

 

Come si calcola il livello di rischio nei vari ambienti?

«Il modello teorico permette di valutare le possibilità di infezione di un soggetto sano sulla base della quantità di virus emesso, il numero di ricambi orari dell' aria, la volumetria del locale, i tempi di esposizione.

GIORGIO BUONANNO 1

 

Bisogna specificare che le dosi infettanti prodotte dipendono dall' attività: un soggetto che parla ad alta voce può emettere 100 volte più carico virale rispetto allo stesso in silenzio. Un buon compromesso potrebbe essere parlare a bassa voce».

 

Cosa fare per rendere sicuri ospedali, scuole, residenze per anziani, uffici?

BENEDETTA ALLEGRANZI

«La ventilazione gioca un ruolo fondamentale nella gestione del rischio. Purtroppo in Italia la cura della qualità dell' aria indoor non è mai stata affrontata, delegando alla semplice ventilazione naturale il compito di pulizia. Potrebbe essere questa l' occasione per mettere in sicurezza gli ambienti, ma servirebbero investimenti importanti».

 

Le mascherine sono utili?

«L' uso corretto di quelle chirurgiche può ridurre le possibilità di contagio da aerosol in luoghi chiusi, ma non in modo rilevante. Invece i cosiddetti filtri facciali (mascherine FFP2, FFP3, N95) hanno un' efficienza molto elevata, anche nei confronti delle goccioline piccole».

studio mascherine 2CORONAVIRUS MASCHERINAsimulazione – come i droplets ricoprono una persona con cui stiamo parlando in metro

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