LA CORTE EUROPEA DEI DIRITTI UMANI CONDANNA L’ITALIA PER LA MORTE DI RICCARDO MAGHERINI - IL DECESSO NEL 2014, A FIRENZE, MENTRE L’UOMO ERA IMMOBILIZZATO DAI CARABINIERI. NELLA SENTENZA I GIUDICI AFFERMANO CHE LO STATO ITALIANO È RESPONSABILE DI QUELLA MORTE PERCHÉ NON C’ERA “L’ASSOLUTA NECESSITÀ” DI MANTENERE MAGHERINI BLOCCATO A TERRA - DISPOSTO UN RISARCIMENTO DI 140.000 EURO PER LA FAMIGLIA - IL PADRE: “HANNO FATTO PASSARE RICCARDO PER UN DROGATO, PER UNA PERSONA PERICOLOSA, MA ORA È LO STATO ITALIANO CHE VIENE CONDANNATO PERCHÉ…”
Luca Serranò per la Repubblica – Estratti
La Corte europea dei diritti umani ha condannato l’Italia per la morte di Riccardo Magherini, avvenuta a Firenze nella notte del 3 marzo 2014, mentre l’uomo giaceva a terra immobilizzato dai carabinieri. Nella sentenza i giudici affermano che lo Stato italiano è responsabile del decesso perché non c’era «l’assoluta necessità» di mantenere Riccardo Magherini immobilizzato a terra.
La Corte non entra nel merito né della responsabilità dei carabinieri, né della loro assoluzione al termine del procedimento che in Italia, ma censura tra le altre cose l’assenza di «istruzioni chiare e adeguate sul posizionamento delle persone in posizione prona al fine di ridurre al minimo i rischi per la salute e la vita», oltre che la mancanza di formazione delle forze di polizia «per garantire che possedessero il livello di competenza necessario nell'impiego di tecniche di immobilizzazione, come la posizione prona, che potrebbero mettere a rischio la vita».
Non solo. Un passaggio centrale riguarda la scelta di affidare gli accertamenti agli stessi carabinieri che avevano partecipato al fermo. «E’ necessario che le persone incaricate dell'indagine siano indipendenti da quelle coinvolte nei fatti- scrivono i giudici-
Ciò significa non solo l'assenza di legami gerarchici o istituzionali, ma anche un'indipendenza effettiva». Nel caso di Riccardo, invece, «alcuni degli agenti direttamente coinvolti nei fatti contestati hanno condotto le prime indagini, raccogliendo le testimonianze dei testimoni la notte stessa dei fatti», pur non essendo necessario -sempre secondo il collegio- agire con immediatezza: «La Corte non può non tenere conto del rischio reale di influenza o pressione indiretta derivante dal semplice fatto», ravvisando dunque «carenze in termini di conformità delle indagini al requisito di indipendenza».
Grande soddisfazione per il papà Guido: «Siamo contenti ed emozionati, finalmente Brando, il figlio di Riccardo, sa con certezza che suo padre era una persona perbene. È stata una battaglia dura, lunghissima, ma è finita come doveva finire. Hanno fatto passare Riccardo per un drogato, per una persona pericolosa, ma ora è lo Stato italiano che viene condannato perché ha violato il diritto alla vita di Riccardo. Alla luce di questa sentenza mi chiedo se i giudici che hanno assolto quei carabinieri non dovrebbero dimettersi».
«Sono veramente emozionato. È una sentenza storica che condanna l’Italia per come ha processato i responsabili della morte di Riccardo Magherini. Che condanna l’Italia per come sono stati violati i suoi diritti fondamentali, sanciti dalla Corte europea dei diritti dell’uomo. È un momento importante, questo procedimento era già stato qualificato dalla Cedu come di importanza tale da poter costringere lo Stato italiano a dotarsi di una legge ad hoc su fermi analoghi a questi, oppure a cambiare giurisprudenza...
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