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EVANS CONTRO EVANS – CROLLA L’IMPIANTO DELL’ACCUSA A WEINSTEIN: L’AVVOCATO DEL PRODUTTORE HA SMONTATO LA DENUNCIA DI LUCIE EVANS, CHE SCRIVEVA AL PRODUTTORE... ECCO COSA C’ERA SCRITTO – UNA DELLE DONNE CHE HA ACCUSATO KAVANAUGH ESCE ALLO SCOPERTO: SI È INVENTATA TUTTO PER “ATTIRARE L’ATTENZIONE”

1 – Weinstein, processo a rischio Quel «ti amo» dell' accusatrice

Gaia Cesare per “il Giornale”

 

harvey weinstein 9

L' appuntamento è per l' 8 novembre. Udienza preliminare del processo a Harvey Weinstein. La posta in gioco è altissima, in attesa di capire se si arriverà a processo. Da una parte c' è il produttore dell' era d' oro di Hollywood («Pulp Fiction» e «Shakespeare in Love»), fondatore della Miramax, che rischia da dieci anni di carcere all' ergastolo per le accuse di aggressione sessuale e stupro.

 

Dall' altro c' è il movimento mondiale di rivolta delle donne contro le molestie e le violenze sessuali, il #metoo, che aspetta giustizia sul grande burattinaio di Hollywood diventato il simbolo degli abusi a sfondo sessuale. Eppure, a un anno dall' esplosione dello scandalo, a cinque mesi dall' arresto del produttore (ora libero dietro pagamento di una cauzione di un milione di dollari), e a pochi giorni dall' udienza, il caso Weinstein vacilla, rischia di assestare un duro colpo al #metoo e di chiudersi con una fumata nera.

lucia evans

 

Non solo perché il magnate del cinema continua a professarsi completamente innocente, anche se nelle ultime ore ai suoi danni si è aggiunta anche la denuncia di una donna polacca, che racconta di essere stata aggredita sessualmente dal produttore nel 2002, quando aveva appena 16 anni, diventando così la decima presunta vittima a unirsi a una class action per aggressione, molestie e associazione a delinquere contro di lui, la Weinstein Company e Miramax.

 

L' impianto dell' accusa sembra traballare sotto il peso di mezze verità, documenti emersi dopo l' arresto del produttore il 25 maggio e il rigetto, da parte del giudice James Burke, dell' accusa di una delle tre vittime al centro del caso giudiziario in corso alla Procura generale di Manhattan.

RULA JEBREAL E HARVEY WEINSTEIN

 

Secondo l' avvocato di Weinstein, Benjamin Brafman (il legale che fece scagionare Michael Jackson dall' accusa di pedofilia e ottenne l' archiviazione dell' accusa di stupro per l' ex direttore del Fmi Dominique Strauss-Kahn) i procuratori al lavoro contro Weinstein non hanno esibito prove favorevoli e decisive al suo assistito.

 

È successo nel caso di Lucia Evans, una delle tre grandi accusatrici che aveva sostenuto di essere stata costretta da Weinstein nel 2004 a un rapporto orale nel suo ufficio di Manhattan, quando sognava di diventare attrice prima della carriera nel marketing. Un' amica della donna - sentita da uno degli investigatori - ha riferito di come la Evans le avesse dato un' altra versione dei fatti.

 

rose mcgowan weinstein

Il rapporto fu consensuale proprio perché lei aspirava a un ruolo in qualche film. Accusa rigettata, posizione della Evans stralciata. Tutto ciò nonostante il procuratore incaricato del caso, Joan Illuzzi, una donna, abbia sostenuto di non aver mai ricevuto dall' investigatore quell' informazione cruciale.

 

Dettaglio che si aggiunge a un' altra circostanza sospetta. Appena due settimane fa, è emerso che lo stesso investigatore, Nicholas DiGaudio, ha invitato una delle altre due accusatrici (di entrambe non si conosce il nome) a cancellare dal proprio cellulare materiale imbarazzante che potesse minare la sua credibilità. La donna alla fine, dopo aver sentito il proprio legale, non ha seguito il consiglio. Il risultato della rivelazione, tuttavia, è un altro colpo alla procura di Manhattan, che con molta probabilità non chiamerà il detective a testimoniare.

asia weinstein

 

Nel frattempo - ed è questo forse il punto su cui l' impianto dell' accusa vacilla di più - l' avvocato di Weinstein è stato in grado di produrre una serie di e-mail, tratte da circa 400 comunicazioni fra il produttore e l' accusatrice che denuncia di essere stata stuprata nel 2013, in cui lei scrive chiaramente: «Ti amo, sempre lo farò. Ma odio sentirmi una da una botta e via». Segue emoticon con sorriso. È l' 8 febbraio 2017. Secondo la procuratrice Illuzzi in quelle comunicazioni la donna non nega mai di essere stata stuprata. Ma le e-mail dimostrano che tra la presunta vittima e Weinstein c' è stata una relazione andata avanti a lungo e ben oltre la violenza sessuale denunciata.

 

Statua di Weinstein a Hollywood

Circostanza che ne mina l' attendibilità, fondamentale in un processo come questo e che - secondo la difesa - barcolla anche nei confronti dell' altra donna che denuncia di essere stata forzata a un rapporto orale nel 2006.

 

Infine i sospetti sulla voglia di rivalsa del procuratore distrettuale di Mahnattan Cyrus R. Vance, che nel 2015 era stata pesantemente criticato per non aver formalizzato le accuse contro Weinstein nonostante la denuncia e le registrazioni audio fornite da Battilana Gutierrez, modella italo-filippina. Il procuratore starà forse cercando la rivincita in attesa che venga riaperta l' indagine del governatore dello Stato di New York, Andrew Cuomo, sulle modalità in cui aveva trattato quel caso?

 

2 – UN' ACCUSATRICE DI KAVANAUGH: «ERA TUTTO INVENTATO»

Gabriele Carrer per “la Verità”

 

AMY SCHUMER ED EMILY RATAJKOVSKY ARRESTATE NELLE PROTESTE CONTRO KAVANAUGH

Ricordate le polemiche sulla nomina di Brett Kavanaugh, prescelto del presidente Donald Trump, a giudice della Corte suprema degli Stati Uniti? Contro di lui, accusato da alcune donne di violenze sessuali, erano scese in piazza perfino l' attrice Amy Schumer e la supermodella Emily Ratajkowski.

 

Addirittura si erano mobilitate delle sedicenti streghe che, radunatesi fuori da una libreria di Brooklyn, avevano celebrato un incantesimo contro «tutti gli stupratori e il patriarcato che li incoraggia, li premia e li protegge». Una folle stregoneria da loro definita come «un atto di resistenza».

kavanaugh

 

Ora il presidente della commissione Giustizia del Senato, Chuck Grassley, ha reso noto che una delle donne che avevano accusato il giudice di violenze l' ha fatto soltanto per «attirare l' attenzione» inventandosi tutto.

 

Kavanaugh è stato confermato a inizio ottobre dal Senato di Washington, subentrando al dimissionario Anthony Kennedy e spostando di conseguenza gli equilibri tra conservatori e liberali a favore dei primi. Per settimane Kavanaugh era stato accusato di molestie da diverse donne, tra cui una sua compagna di liceo, accuse che il giudice ha sempre smentito.

weinstein

 

La donna a cui fa riferimento Grassley nel documento diffuso in queste ore, cioè Judy Munro-Leighton, aveva sostenuto di essere Jane Doe, l' anonima donna dietro la lettera inviata alla senatrice democratica Kamala Harris in cui si riferiva di violenze accadute «diverse volte».

 

La lettera anonima e non datata era stata ricevuta dalla senatrice Harris a settembre ed era stata diffusa in occasione della testimonianza di Kavanaugh sul sito web della commissione una settimana prima del voto di conferma.

 

La Jane Doe citata nella lettera sosteneva che Kavanaugh e un suo amico l' avessero violentata e stuprata in un' automobile. Tuttavia, non c' era alcun riferimento temporale dei fatti descritti né tantomeno un indirizzo del mittente.

 

brett kavanaugh mueller

Quando Grassley ha contattato la donna per spiegazioni, lei ha riferito di non aver mai incontrato Kavanaugh e di essersi spacciata per Jane Doe soltanto perché «voleva solo attirare l' attenzione». Gli investigatori sono riusciti a risalire alla donna che vive in Kentucky per via del suo nome particolare dopo aver concluso che fosse un'«attivista di sinistra», oltre che «più vecchia del giudice Kavanaugh».

 

kavanaugh alla commissione giustizia

 Interrogata dagli investigatori giovedì, Munro-Leighton ha spiegato, «contrariamente alle sue precedenti affermazioni», di non aver mai incontrato Kavanaugh, di non essere di conseguenza mai stata violentata da lui né tantomeno di essere l' autrice lettera firmata.

 

«L' ho fatto per attirare l' attenzione», ha spiegato bollando il suo piano come uno «stratagemma» per impedire l' elezione del giudice voluto da Trump.

KAVANAUGH CON LA MOGLIE A FOX NEWS

 

Grassley ha riferito della faccenda all' Fbi e ora la questione è finita al dipartimento di Giustizia che potrebbe anche decidere di indagarla per false dichiarazioni e ostacolo alla giustizia.

 

Certo, Grassley ha anche spiegato che le accuse inventate dalla Munro-Leighton non devono ritorcersi contro le dichiarazioni di violenze sessuali fatte in «buona fede». Tuttavia, rimane ancora un interrogativo aperto dopo la conferma di Kavanaugh: chi è, o chi c' è dietro Jane Doe?

KAVANAUGH FORDKAVANAUGHStatua di Weinstein a Hollywoodweinsteinweinstein companyRENATE ALUMNIkavanaugh trumpweinstein 1asia weinstein

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