riccardo muti concerto agrigento alessandro giuli

DAGOREPORT - “AGRIGENTO CAPITALE DELLA CULTURA 2025” DOVEVA ESSERE PER IL MINISTERO GIULI-VO UN “APPUNTAMENTO CON LA STORIA” ED È FINITO NEL SOLITO “APPUNTAMENTO CON LA CASSA” - PER “INTERPRETARE IL SENSO DI UNA MEMORIA CONTINENTALE EURO-AFRICANA CONDIVISA E FARNE IL FERMENTO DI UN RITROVATO BENESSERE INDIVIDUALE DI CRESCITA COLLETTIVA” (SEMPRE GIULI), COME È POSSIBILE CHE LA REGIONE SICULA ABBIA SBORSATO LA FOLLIA DI 650MILA EURO PER UN SINGOLO CONCERTO NELLA VALLE DEI TEMPLI DELL’ORCHESTRA GIOVANILE CHERUBINI DIRETTA DA RICCARDO MUTI? LO STESSO EVENTO, ORGANIZZATO L’ANNO SCORSO DAL COMUNE DI LAMPEDUSA, ERA COSTATO APPENA 100MILA EURO - DEL RESTO, CON BUDGET DI 150 MILIONI, I 461MILA EURO PER LA “PROMOZIONE E PUBBLICITÀ DEL PARCO ARCHEOLOGICO” CI STANNO. COME IL “MOVITI FEST”: PER 473.360 MILA EURO, UN “PROGETTO CHE MIRA A COINVOLGERE E ANIMARE I LUOGHI DEL CENTRO STORICO AD AGRIGENTO” - ALLE CRITICHE, IL SINDACO DELLA CITTÀ DELLA CUCCAGNA, FRANCESCO MICCICHÈ, SI OFFENDE: “BASTA DILEGGIO STERILE. SE VINCE AGRIGENTO, VINCE LA SICILIA”! (QUI CE NE VOGLIONO 100 DI MONTALBANO…”)

DAGOREPORT

riccardo muti concerto agrigento

Doveva essere un ‘’appuntamento con la storia’’ Agrigento Capitale della Cultura, e si è trasformato nel solito “appuntamento con la cassa”. Una scandalosa distribuzione di quattrini a pioggia che vede sempre protagonista la città della sublime Valle dei Templi.

 

Dopo l’oscenità di vedere il dorico Tempio della Concordia sfregiato da due alberi addobbati con palle e stelle filanti per il concerto di Natale 2024 del trio Il Volo ma registrato ad agosto 2024 con spettatori obbligati a presentarsi col cappotto e colbacco perché sembrasse il 25 dicembre per il pubblico di Canale5 - evento pagato profumatamente dalla Regione siciliana (circa 1,2 milioni di euro) -, ad Agrigento è arrivata la cuccagna quando è stata promossa “Capitale italiana della cultura”.

 

riccardo muti concerto agrigento

Troppo occupati a riempire le tasche delle clientele politiche, non hanno badato minimamente a salvare la faccia. Prima la crisi idrica che ha messo in ginocchio le strutture alberghiere, poi le polemiche per gli strafalcioni sui cartelli stradali (da “Valle “di” Templi” a “Casa Pirandello “contrata” Caos”), poi a pochi giorni dalla cerimonia di inaugurazione, presente Mattarella, che incoronerà la città dei templi capitale della cultura arriva la pioggia e si allaga il Teatro Pirandello, dove dovrà avvenire l’evento.

 

Ma le sciagure non vengono mai sole. All’inaugurazione prende la parola il novello ministro della Cultura, Alessandro Giuli-vo, e davanti al volto atterrito del capo dello Stato, inanellando perle-pirla come “civiltà fiorite, sfiorite e rifiorite” o “lotta contro la rarefazione del senso dello stato che affligge i nostri tempi presenti e passati’’, concludendo che “Agrigento può finalmente interpretare il senso di una memoria continentale euro-africana condivisa e farne il fermento di un ritrovato benessere individuale di crescita collettiva…”.

 

budget concerto muti agrigento

Il criptico proponimento del ministro del “Pensiero Solare” su ‘’Agrigento, Capitale della Cultura’’, ben dotata di un budget lavori e appalti per 150 milioni, di “farne il fermento di un ritrovato benessere individuale di crescita collettiva”, deve essere stato preso alla lettera.

 

E pochi giorni fa, ‘nella regione più povera d’Europa (secondo Eurostat nel 2024 la Sicilia ha indossato la maglia nera per il numero di persone a rischio povertà: il 38% della popolazione)’, è esplosa l'ultima delle disavventure (eufemismo) che vede protagonista la città fondata dai greci col nome di Akragas (cioè, granchio), celebrata da Platone (“costruiscono come se volessero vivere per sempre, eppure mangiano come se fosse il loro ultimo giorno”) e da Goethe in “Viaggio in Italia” (“Mai visto in tutta la mia vita uno splendore di primavera come stamattina al levar del sole”), che dopo aver dato i natali al premio Nobel Luigi Pirandello ed oggi si onora di aver eletto sindaco Francesco Miccichè (in quota centrodestra).

 

riccardo muti concerto agrigento

A scoperchiare il bubbone è il sito AgrigentoNotizie.it che, su denuncia del circolo cittadino del Partito Democratico, ha affondato la lama in uno scandalo che ha dell’incredibile: “Dopo una serie di spese manifestamente esagerate per eventi culturali legati al titolo di Capitale italiana della cultura (si pensi a convegni deserti o al banalissimo video mapping costato 150.000 euro per pochi giorni di proiezione) è venuto in risalto il costo vistosamente gonfiato del concerto del maestro Muti nella Valle dei Templi", scrive il sito in data 19 luglio – (https://www.agrigentonotizie.it/politica/spese-capitale-italiana-cultura-concerto-muti-partito-democratico-.html).

 

ALESSANDRO GIULI AD AGRIGENTO CAPITALE DELLA CULTURA 2025

E continua: “Sulla vicenda è intervento per primo il Pasquale Seddio (professore di economia aziendale), denunciando "l’enormità del contributo all’evento pari a 650.000 euro, quando lo stesso evento organizzato lo scorso anno dal Comune di Lampedusa era costato appena 100.000 euro. Come spiegare questo incremento di costo di 550.000 euro?”.

 

Su Facebook, il prof. Seddio aggiunge il seguente post: “Oggi il Parco archeologico e paesaggistico della Valle dei Templi ha reso nota la somma complessiva inerente agli incassi di biglietteria del concerto dell’Orchestra giovanile Luigi Cherubini diretta dal Maestro Riccardo Muti, svolto il 07 luglio 2025 al Tempio della Concordia.

 

riccardo muti concerto agrigento

L’incasso del concerto ammonta a 41.000,00 euro, a fronte di un investimento con soli fondi pubblici di oltre 650.000,00 euro. Dai pochissimi dati in chiaro disponibili, non risulta ancora possibile “perimetrare con ragionevole certezza” l’esito finanziario definitivo dell’evento più atteso di Agrigento Capitale italiana della cultura 2025...”

 

E il sindaco dell’ex Girgenti, nel 1927 Mussolini la ribattezzò Agrigento, come risponde alle accuse di Seddio e del circolo cittadino del Pd per la cifra astronomica di soldi pubblici messi a disposizione dalla Regione siciliana per scodellare un singolo concerto di Muti nella Valle dei Templi? "Costi troppo elevati? "Basta dileggio sterile. Se vince Agrigento vince la Sicilia", è il bla-bla di risposta di Miccichè riportato da AgrigentoNotizie.it.

riccardo muti concerto agrigento

 

Presa la rincorsa, il sindaco non si ferma più: "Il concerto del maestro Muti è un'occasione preziosa da non sciupare e sarà da volano per rilanciare in ambito internazionale Agrigento, troppo spesso dileggiata in modo sterile e pretestuoso proprio in un anno cruciale per il suo futuro. Auspico pertanto che, al netto delle polemiche, tutto ciò sia compreso, sostenuto e non osteggiato con pregiudizi o fini politici”.

 

Al pippone del sindaco, il sito aggiunge: “Ma il circolo del Pd non ci sta ed incalza: "Su questa vicenda, così macroscopica (ma tante altre situazioni che riguardano la gestione di eventi culturali e spettacoli vari nella nostra città, anche se di minore impatto economico, meriterebbero la stessa attenzione) la magistratura non ritiene opportuno una verifica approfondita?".

 

riccardo muti concerto agrigento

Infatti, basta dare una sbirciatina al decreto del 7 luglio dell’Assessorato regionale dei beni culturali e dell'identità siciliana, firmato dal dirigente Mario La Rocca, per saltare sulla sedia: i 650 mila euro per un singolo concerto di Muti e orchestra Cherubini brillano accanto ai 461mila euro per la “Promozione e pubblicita del Parco Archeologico”!

 

Lasciamo perdere il ‘’Moviti Fest”. Per 473.360 mila euro, ecco un “Progetto che mira a coinvolgere ed animare i luoghi del centro storico di Agrigento che rivestono una particolare valenza storico- culturale, trasformandoli in un laboratorio/festival diffuso per tutti i weekend fino a dicembre 2025. Una sezione coinvolgerà anche altri comuni della Provincia”.

luigi pirandello

 

Non si salva nemmeno l’isola preferita dagli scafisti: centomila euro per il “Tributo alla vocazione ospitale di Lampedusa, non solo come simbolo di solidarieta ma anche come destinazione per viaggiatori in cerca di bellezze naturali e autentiche…”.

 

A questo punto, per sistemare la città del filosofo Empedocle, un redivivo Andrea Camilleri ne dovrebbe sfornare cento di Commissari Montalbano…

FRANCESCO MICCICHE SINDACO DI AGRIGENTOriccardo muti concerto agrigentoriccardo muti concerto agrigentoil commissario montalbanoriccardo muti concerto agrigento

Ultimi Dagoreport

giorgia meloni giustizia referendum magistrati

DAGOREPORT -  ARIANNA MELONI E I CAPOCCIONI DI FRATELLI D’ITALIA POSSONO RIPETERE A PAPPAGALLO CHE IL REFERENDUM SULLA RIFORMA DELLA GIUSTIZIA "NON È UN VOTO SU GIORGIA", MA MENTONO SAPENDO DI MENTIRE. IL VOTO DEL 23 MARZO SARÀ INEVITABILMENTE UN PLEBISCITO POLITICO SULLA STATISTA DELLA SGARBATELLA - CON LA CRESCENTE RIMONTA DEL "NO", NON BASTA PIU' ATTACCARE I MAGISTRATI (DAGLI SCONTRI DI TORINO AL FATTACCIO DI ROGOREDO), ORA LA MELONI SA CHE NON POTRA' FARE A MENO DI METTERCI LA FACCIA - UNA PERSONALIZZAZIONE CHE FINO A IERI HA TENTATO IN OGNI MODO DI EVITARE RICORDANDOSI CHE FU UNA SCONFITTA REFERENDARIA A TRASCINARE IL GOVERNO DI MATTEONZO RENZI DALL’ALTARE ALLA POLVERE) - MA ORA LA RIMONTA DEL"NO" METTE PAURA E NON PUO' PIU' NASCONDERSI ALZANDO I SOLITI POLVERONI DI PROPAGANDA: SOLO LEI HA LA LEADERSHIP PER TRASCINARE LA GALASSIA DEGLI ASTENUTI A VOTARE ''SI'" (SONDAGGI RISERVATI VALUTANO IL BRAND GIORGIA MELONI 2/3 DEI CONSENSI DI FDI) - MA TUTTI PARTITI SONO APPESI ALL'ESITO DEL REFERENDUM: DALLA RESA DEI CONTI DELLA LEGA CON SALVINI ALLA SFIDA IN FORZA ITALIA TRA TAJANI E I FIGLI DI BERLUSCONI - UNA VITTORIA DEL "NO" POTREBBE INVECE RINGALLUZZIRE UN’OPPOSIZIONE DILANIATA DALL'EGOLATRIA DI ELLY SCHLEIN E GIUSEPPE CONTE, UN DUELLO DI POTERE CHE HA SEMPRE IMPEDITO DI PROPORRE ALL'ELETTORATO UNA VERA ALTERNATIVA AL MELONISMO...

salvini vannacci zaia fedriga fontana

DAGOREPORT – CHE FINE FARA' MATTEO SALVINI? QUANTE CHANCE HA IL SEGRETARIO DELLA LEGA DI SOPRAVVIVERE AL TRADIMENTO DEL FASCIO-GENERALISSIMO VANNACCI? - TUTTI ASPETTANO L’OFFENSIVA DI ATTILIO FONTANA, MASSIMILIANO FEDRIGA E LUCA ZAIA (MA IL REGISTA È MASSIMILIANO ROMEO, POTENTE SEGRETARIO DELLA LEGA LOMBARDA) - LA DECISIONE SULLO SFANCULAMENTO DEL CAPITONE RUOTA, COME IN FORZA ITALIA PER IL CASO TAJANI-BARELLI-GASPARRI, SULL'ESITO DEL REFERENDUM SULLA GIUSTIZIA DEL 23 MARZO, CHE SI È TRASFORMATO, COM'ERA INEVITABILE, IN UN VOTO POLITICO SULL'ARMATA BRANCA-MELONI - SE DALLE URNE USCISSE LA VITTORIA DEL "SÌ", SALVINI RESTERÀ AL SUO POSTO E AL TRIO FEDRIGA-FONTANA-ZAIA NON RESTERÀ ALTRO CHE PROVARE A FAR RINSAVIRE L’EX “TRUCE DEL PAPEETE” E RIPOSIZIONARE IL PARTITO SUI BINARI DEL PRAGMATISMO NORDISTA. BASTA CON LA LEGA NAZIONALE: CHISSENEFREGA DEL PONTE SULLO STRETTO, PIÙ FEDERALISMO E PADANIA. VICEVERSA, PER MATTEO SALVINI SCOCCHEREBBE L'ORA FATALE DEL DE PROFUNDIS...

francesco lollobrigida vino

DAGOREPORT - UNO DEI MISTERI PIÙ INDECIFRABILI DELLE CRONACHE POLITICHE DEGLI ULTIMI GIORNI HA UN NOME, UN COGNOME E UN "RAFFORZINO" IN TESTA: FRANCESCO LOLLOBRIGIDA. L’EX COGNATO D’ITALIA, È TORNATO IN PISTA AL TAVOLO DELLE NOMINE, E MOLTI OSSERVATORI POLITICI SONO RIMASTI SGOMENTI. È PROPRIO “LOLLO”, CHE ERA STATO RELEGATO A MACCHIETTA DI SE STESSO DALLE SORELLE MELONI? QUELLO DELLA “SOSTITUZIONE ETNICA”, DI “GESÙ CHE MOLTIPLICA IL VINO” E CHE FA FERMARE IL FRECCIAROSSA A CIAMPINO? GAFFE A PARTE, LO “STALLONE DI SUBIACO” HA UNA COSA CHE ARIANNA, DONZELLI E RAMPELLI SI SOGNANO: I VOTI – I RAPPORTI CON LA COLDIRETTI E GLI ANNI DI “GAVETTA” TRA VIA DELLA SCROFA E MONTECITORIO

steve bannon giuseppe conte matteo salvini davide casaleggio, gennaro vecchione jeffrey epstein - pietro dettori

DAGOREPORT - FANNO BENISSIMO QUEI SINISTRELLI DI BONELLI E FRATOIANNI A CHIEDERE CONTO A SALVINI DEI SUOI RAPPORTI CON STEVE BANNON. MA PERCHÉ NON FANNO LA STESSA DOMANDA AL LORO ALLEATO, GIUSEPPE CONTE? NEL 2018, IN PIENA EUFORIA GIALLO-VERDE, BANNON CALÒ SU ROMA PER INCONTRARE DAVIDE CASALEGGIO, A CUI SEMBRA ABBIA PROVATO A VENDERE UN SOFTWARE DI PROFILAZIONE – ERANO GLI ANNI FOLLI IN CUI TRUMP CHIAMAVA CONTE “GIUSEPPI”, E A ROMA ARRIVAVA IL MINISTRO DELLA GIUSTIZIA AMERICANO, PER INCONTRARE IL CAPO DEI SERVIZI, GENNARO VECCHIONE – I LEGAMI CON LA LINK UNIVERSITY, IL RUOLO DI PIETRO DETTORI, EX GURU DELLA COMUNICAZIONE GRILLINA ORA RICICLATOSI MELONIANO - TUTTI I MISTERI E LE INQUIETANTI COINCIDENZE CHE NEL 2018 PORTARONO IL SOVRANISMO DELLA LEGA E IL POPULISMO M5S A PALAZZO CHIGI, GOVERNO CONTE-SALVINI...

andrea pucci bocelli giorgia meloni carlo conti sanremo laura pausini

DAGOREPORT – BENVENUTI AL FESTIVAL DI ATREJU! “CI SIAMO PRESI FINALMENTE SANREMO”, GHIGNANO SODDISFATTI I CAPOCCIONI MELONIANI IN RAI: DOPO TRE ANNI E MEZZO DI OCCUPAZIONE FAMELICA DI POSTI DI POTERE, MANCAVA SOLO ESPUGNARE DEL TUTTO QUEL BARACCONE CANTERINO DIVENTATO UN DISTURBO MENTALE DI MASSA – IL CASO PUCCI? L’ENNESIMA ARMA DI DISTRAZIONE DI MASSA: IL COMICO “MARTIRE” SERVE PER COPRIRE LE DERILANTI DISAVVENTURE DEL FRATELLINO D’ITALIA, PATACCA PETRECCA - FINITO L’EFFETTO AMADEUS, CONTI SI RITROVA A SCODELLARE SUL PALCO DELL’ARISTON UN CAST DEBOLE, PIENO ZEPPO DI RELITTI E DI SCONOSCIUTI. BASTERÀ A RISOLLEVARE LO SHARE, MESSO A RISCHIO DA GERRY SCOTTI E DALLE PARTITE DI CHAMPIONS? – AI POVERI TELE-MORENTI SARÀ RIFILATO (DI NUOVO) ANCHE IL “VINCERÒ” DI BOCELLI…

john elkann theodore kyriakou repubblica

DAGOREPORT - COME MAI LA TRATTATIVA TRA JOHN ELKANN E IL MAGNATE GRECO THEO KYRIAKOU PER LA VENDITA DEL GRUPPO GEDI, SI È ARENATA? IL MOTIVO DELL’IMPASSE, CHE HA SPINTO I GIORNALISTI DI “REPUBBLICA” A DUE GIORNI DI SCIOPERO, GIRA PROSAICAMENTE INTORNO AL VALORE DELL'OPERAZIONE, STIMATA INTORNO A 140 MILIONI DI EURO - DOPO OLTRE 6 MESI IN CUI UN PLOTONE DI AVVOCATI E CONTABILI HA ROVESCIATO COME UN CALZINO CONTI, CONTRATTI E PENDENZE LEGALI DEL GRUPPO, IL GRECO ANTENNATO AVREBBE FATTO UN'OFFERTA DI 90 MILIONI - UNA “MISERIA” CHE SAREBBE STATA RIFIUTATA DA ELKANN CHE HA AVREBBE STIMATO SOLO IL POLO RADIOFONICO TRA GLI 86 E I 100 MILIONI, CON RADIO DEEJAY DA SOLA VALUTATA OLTRE I 40 MILIONI - RIUSCIRANNO ELKANN E KYRIAKOU A NEGOZIARE UN ACCORDO? AH, SAPERLO…