hemingway tolstoj

DAL FIGLIO AL FOGLIO: PER GLI SCRITTORI DIVENTARE PADRE E’ UN BUON AFFARE – PER TOLSTOJ LA PATERNITÀ SEGNÒ UN MOMENTO DI SVOLTA. IL QUINDICENNIO CREATIVO DI MANZONI COINCISE CON LA NASCITA DELLA FIGLIA - JOHN FANTE CHE SBLOCCÒ LA SUA CRISI CREATIVA GRAZIE ANCHE ALLA NASCITA DI QUATTRO FIGLI. HEMINGWAY DIEDE ALLE STAMPE ‘ADDIO ALLE ARMI’ POCHI MESI DOPO LA NASCITA DEL SECONDOGENITO - IL MODELLO SUPREMO È DIO STESSO CHE PARTORÌ LA SUA OPERA PIÙ BELLA…

Gianluca Veneziani per “Libero quotidiano”

 

hemingway

In principio era la Carne, poi la Carne si è fatta Verbo. Una fetta importante di letteratura non ci sarebbe stata se gli scrittori non fossero diventati padri e non avessero messo al mondo carne della loro carne. La loro opera ce lo dimostra: spesso bisogna farsi genitori per scoprirsi autori, cominciare dalla paternità biologica per concedersi una paternità letteraria.

 

La festa del papà si può così celebrare ricordando quei grandi scrittori che diventarono "padri" due volte, cominciando dal Figlio per arrivare al Foglio. Se vogliamo, il modello supremo è Dio stesso che partorì la sua opera più bella, il Vangelo, dopo aver rivelato al mondo suo Figlio. Senza di Lui, non ci sarebbe stato il Libro.

 

 

Scendendo su un piano più profano, si può ricordare Lev Tolstoj, per cui la paternità segnò un momento di svolta. Aveva trascorso la gioventù tra feste e bagordi, «venti anni orribili di depravazione al servizio dell' orgoglio, della vanità e del vizio», li definiva. Fu l' incontro con Sof' ja Andrèevna a dargli stabilità, avviando un periodo di rinascita spirituale e di fecondità letteraria. Il 1863, l' anno in cui nacque suo figlio Sergej, coincise col momento in cui Tolstoj avviò la stesura del suo primo capolavoro, Guerra e Pace, che lo avrebbe consacrato.

tolstoj

 

Un percorso umano e letterario condiviso da Alessandro Manzoni, che ebbe a sua volta una gioventù scapestrata, segnata dall' amore per il gioco d' azzardo e la trasgressione, al punto che dovette intervenire suo padre Pietro per distoglierlo da quella vita dissipata. Ma dove non poté l' autorità paterna, riuscì il fatto di diventare lui stesso padre. Conosciuta Enrichetta Blondel, Manzoni ebbe poco dopo da lei la prima figlia: alla nascita di Giulia seguì la decisione dello scrittore, fino ad allora indifferente alla religione, di battezzarla, primo segnale della conversione che lo avrebbe portato ad abbracciare la fede cattolica. La rivoluzione umana e spirituale coincise con una rivoluzione letteraria.

 

Cominciò di lì a poco "il quindicennio creativo" di Manzoni in cui lui avrebbe composto gli Inni Sacri, le Odi civili, le maggiori opere teatrali, nonché la prima versione de I promessi sposi.

hemingway

 

l' arrivo di adeodato Don Lisander si poneva sulla scia di un altro gigante che, molti secoli prima, aveva vissuto una conversione ancora più travagliata e cominciata con la nascita di un figlio. Il futuro Sant' Agostino era un giovane degenerato che si concedeva qualsiasi forma di licenziosità, anche sessuale, primeggiando nel peccato. Aveva conosciuto una donna, Monica, con la quale viveva in concubinato.

 

Fu lei a dargli un figlio, Adeodato, letteralmente «dato da Dio»: nel nome un destino dal momento che, con quella nascita, iniziò il suo percorso di ravvedimento che lo avrebbe portato prima a volgersi alla filosofia, quindi ad approdare al manicheismo e neoplatonismo e infine ad aprirsi al cristianesimo.

TOLSTOJ

 

 

Se Agostino diventò grande filosofo, santo e padre della Chiesa lo dovette anche al fatto di essere divenuto padre di quella creatura.

 

le lettere di pentimento Ma la paternità ha segnato un momento cruciale anche nell' opera di alcuni immortali del Novecento. Si pensi a John Fante che sbloccò la sua crisi creativa grazie anche alla nascita di quattro figli: dopo pubblicò Una vita piena, racconto di una gravidanza e suo unico grande successo in vita. E si pensi a Hemingway: quel giovinastro ingenuo, che sognava di fare la guerra da eroe, mise la testa a posto e sui libri nel momento in cui trovò il suo equilibrio familiare: nel 1923 ebbe un figlio dalla prima moglie e quello stesso anno pubblicò i primi racconti. Qualche anno dopo, nel 1929, diede alle stampe Addio alle armi, uno dei suoi romanzi più celebri, pochi mesi dopo la nascita del secondogenito.

 

All' altezza di questi mostri sacri si mette adesso il belga Eugène Savitzkaya, poeta maledetto, a lungo nella cerchia di Foucault e Guibert, milieu noto per proporre un modello umano, tra droghe e sesso estremo, e ideologico, con la critica al principio di autorità, distantissimo dall' immagine del buon padre di famiglia. Ora però lo stesso autore sforna un gioiello intriso di spirito lirico e pathos umano, intitolato Marino il mio cuor (Prehistorica, pp. 112, euro 12), ode in cui lui celebra la nascita del suo primogenito.

 

ALESSANDRO MANZONI

Savitzkaya presta ascolto al linguaggio del figlio, ne segue i movimenti e le abitudini fino a immedesimarsi nella sua visione del mondo, quella di un «nano», lontanissima dal mondo dei «giganti», ma per questo molto più originale e vicina all' origine.

 

La sua è una sorta di amorevole lettera scritta al figlio, speculare a un' altra opera degna di nota, Lettere al padre (Morellini, pp. 204, euro 15,90), in cui ventitré autori e autrici mandano missive al papà lontano, perduto, tradito o incompreso. Avvertendone sottotraccia la nostalgia ma traendone anche linfa per farne scrittura.

 

E convincendosi che non è mai troppo tardi per diventare genitori e avere così una buona ragione per mettere al mondo un libro.

hemingway

Ultimi Dagoreport

antonio angelucci tommaso cerno alessandro sallusti

FLASH – UCCI UCCI, QUANTI SCAZZI NEL “GIORNALE” DEGLI ANGELUCCI! NON SI PLACA L’IRA DELLA REDAZIONE CONTRO L’EDITORE E I POCHI COLLEGHI CHE VENERDÌ SI SONO ZERBINATI ALL'AZIENDA, LAVORANDO NONOSTANTE LO SCIOPERO CONTRO IL MANCATO RINNOVO DEL CONTRATTO NAZIONALE E PER CHIEDERE ADEGUAMENTI DEGLI STIPENDI (ANCHE I LORO). DOPO LO SCAMBIO DI MAIL INFUOCATE TRA CDR E PROPRIETÀ, C’È UN CLIMA DA GUERRA CIVILE. L’ULTIMO CADEAU DI ALESSANDRO SALLUSTI, IN USCITA COATTA (OGGI È IL SUO ULTIMO GIORNO A CAPO DEL QUOTIDIANO). AL NUOVO DIRETTORE, TOMMASO CERNO, CONVIENE PRESENTARSI CON L'ELMETTO DOMANI MATTINA...

elly schlein giuseppe conte giorgia meloni rocco casalino

DAGOREPORT - QUESTA VOLTA, ROCCO CASALINO HA RAGIONE: ELLY SCHLEIN SULLA QUESTIONE ATREJU “HA SBAGLIATO TUTTO” - LA GRUPPETTARA DEL NAZARENO, CHIEDENDO UN FACCIA A FACCIA CON GIORGIA MELONI, HA DIMOSTRATO DI ESSERE ANCORA UNA VOLTA UN’ABUSIVA DELLA POLITICA. HA SERVITO SUL PIATTO D’ARGENTO ALLA DUCETTA L’OCCASIONE DI FREGARLA, INVITANDO ANCHE GIUSEPPE CONTE PER UN “THREESOME” IN CUI LA PREMIER AVREBBE SPADRONEGGIATO – IN UN CONFRONTO A TRE, CON ELLY E PEPPINIELLO CHE SI SFANCULANO SULLA POLITICA INTERNAZIONALE, DAL RIARMO ALL’UCRAINA, E FANNO A GARA A CHI SPARA LA “PUTINATA” O LA “GAZATA” PIÙ GROSSA, LA DUCETTA AVREBBE VINTO A MANI BASSE – QUEL FURBACCHIONE DI CONTE NON SI TIRA INDIETRO: NONOSTANTE LA DEM SI SIA SFILATA, LUI CONFERMA LA SUA PRESENZA AL DIBATTITO: "MI DISPIACE DEL FORFAIT DI ELLY, PER ME È IMPORTANTE CHE CI SIA UN CONFRONTO E POTEVAMO FARLO ANCHE INSIEME. POTEVAMO INCALZARE LA PREMIER..."

alessandro giuli beatrice venezi gianmarco mazzi

DAGOREPORT - A CHE PUNTO SIAMO CON IL CASO VENEZI? IL GOVERNO, CIOÈ IL SOTTOSEGRETARIO ALLA CULTURA GIANMARCO MAZZI, HA SCELTO LA STRATEGIA DEL LOGORAMENTO: NESSUN PASSO INDIETRO, “BEATROCE” IN ARRIVO ALLA FENICE DI VENEZIA NEI TEMPI PREVISTI, MENTRE I LAVORATORI VENGONO MASSACRATI CON DISPETTI E TAGLI ALLO STIPENDIO. MA IL FRONTE DEI RESISTENTI DISPONE DI UN’ARMA MOLTO FORTE: IL CONCERTO DI CAPODANNO, CHE SENZA L’ORCHESTRA DELLA FENICE NON SI PUÒ FARE. E QUI STA IL PUNTO. PERCHÉ IL PROBLEMA NON È SOLO CHE VENEZI ARRIVI SUL PODIO DELLA FENICE SENZA AVERE UN CURRICULUM ADEGUATO, MA COSA SUCCEDERÀ SE E QUANDO CI SALIRÀ, NELL’OTTOBRE 2026 - CI SONO DUE VARIABILI: UNA È ALESSANDRO GIULI, CHE POTREBBE RICORDARSI DI ESSERE IL MINISTRO DELLA CULTURA. L’ALTRA È LA LEGA. ZAIA SI È SEMPRE DISINTERESSATO DELLA FENICE, MA ADESSO TUTTO È CAMBIATO E IL NUOVO GOVERNATORE, ALBERTO STEFANI, SEMBRA PIÙ ATTENTO ALLA CULTURA. IL PROSSIMO ANNO, INOLTRE, SI VOTA IN LAGUNA E IL COMUNE È CONTENDIBILISSIMO (LÌ LO SFIDANTE DI SINISTRA GIOVANNI MANILDO HA PRESO UNO 0,46% PIÙ DI STEFANI)

emmanuel macron friedrich merz giorgia meloni donald trump volodymyr zelensky vladimir putin

DAGOREPORT – ET VOILA', ANCHE SULLA SCENA INTERNAZIONALE, IL GRANDE BLUFF DI GIORGIA MELONI È STATO SCOPERTO: IL SUO CAMALEONTISMO NON RIESCE PIÙ A BARCAMENARSI TRA IL TRUMPISMO E IL RUOLO DI PREMIER EUROPEO. E L'ASSE STARMER-MACRON-MERZ L'HA TAGLIATA FUORI – IL DOPPIO GIOCO DELLA "GIORGIA DEI DUE MONDI" HA SUPERATO IL PUNTO DI NON RITORNO CON LE SUE DICHIARAZIONI A MARGINE DEL G20 IN SUDAFRICA, AUTO-RELEGANDOSI COSÌ AL RUOLO DI “ORBAN IN GONNELLA”,  CAVALLO DI TROIA DEL DISGREGATORE TRUMP IN EUROPA - DITE ALLA MELONA CHE NON È STATO SAGGIO INVIARE A GINEVRA IL SUO CONSIGLIERE DIPLOMATICO, FABRIZIO SAGGIO… - VIDEO

barigelli cairo

DAGOREPORT - PANDEMONIO ALLA "GAZZETTA DELLO SPORT"! IL DIRETTORE DELLA “ROSEA” STEFANO BARIGELLI VIENE CONTESTATO DAL COMITATO DI REDAZIONE PER LE PRESSIONI ANTI-SCIOPERO ESERCITATE SUI GIORNALISTI – LA SEGRETARIA GENERALE FNSI DENUNCIA: “I COLLEGHI DELLA 'GAZZETTA' CHE VOGLIONO SCIOPERARE VENGONO RINCORSI PER I CORRIDOI DAI LORO CAPIREDATTORI E MINACCIATI: ‘NON TI FACCIO FARE PIÙ LA JUVENTUS…” - BARIGELLI AVREBBE RECLUTATO UNA VENTINA DI GIORNALISTI PER FAR USCIRE IL GIORNALE SABATO E DIMOSTRARE COSI' ALL’EDITORE URBANETTO CAIRO QUANTO CE L’HA DURO – LA VICE-DIRETTRICE ARIANNA RAVELLI AVREBBE PURE DETTO IN MENSA A BARIGELLI: “STIAMO ATTENTI SOLO CHE NON CI SPUTTANI DAGOSPIA...” - VIDEO

luigi lovaglio giuseppe castagna giorgia meloni giancarlo giorgetti francesco gaetano caltagirone milleri monte dei paschi di siena

DAGOREPORT - È VERO, COME SOSTENGONO "CORRIERE" E “LA REPUBBLICA”, CHE L’OPERAZIONE MPS-MEDIOBANCA È “PERFEZIONATA E IRREVERSIBILE”? PIU' SAGGIO ATTENDERE, CON L'EVENTUALE AVANZAMENTO DELL'INCHIESTA GIUDIZIARIA MAGARI (IERI ED OGGI SONO STATI PERQUISITI GLI UFFICI DEGLI INDAGATI), QUALE SARÀ LA RISPOSTA DEGLI INVESTITORI DI PIAZZA AFFARI (GIA' MPS E' STATA MAZZOLATA IN BORSA) - POTREBBERO ANCHE ESSERCI RIPERCUSSIONI SUL COMPAGNO DI AVVENTURE DI CALTARICCONE, FRANCESCO MILLERI, CHE GUIDA L'HOLDING DELFIN LA CUI PROPRIETÀ È IN MANO AI LITIGIOSISSIMI 8 EREDI DEL DEFUNTO DEL VECCHIO - MA IL FATTO PIÙ IMPORTANTE SARA' IL RINNOVO AD APRILE 2026 DELLA GOVERNANCE DI GENERALI (PER CUI È STATA ESPUGNATA MEDIOBANCA) E DI MPS DEL LOQUACE CEO LUIGI LOVAGLIO (VEDI INTERCETTAZIONI) - INFINE, PIÙ DI TUTTO, CONTANO I PASSI SUCCESSIVI DELLA PROCURA DI MILANO, CHE PUÒ SOSPENDERE L’OPERAZIONE DELLA COMBRICCOLA ROMANA FAVORITA DA PALAZZO CHIGI SE INDIVIDUA IL RISCHIO DI REITERAZIONE DEI REATI (DA PIAZZA AFFARI SI MOLTIPLICANO LE VOCI DI NUOVI AVVISI DI GARANZIA IN ARRIVO PER I "FURBETTI DEL CONCERTINO''...)