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TAR-TASSATI FOREVER - DEBUTTA IL NUOVO SISTEMA “PAGOPA”, LA PIATTAFORMA DELL’AGENZIA PER L’ITALIA DIGITALE CHE SERVIRA’ PER PAGARE I TRIBUTI - MA QUAL E’ IL RISULTATO DELL'INNOVAZIONE? UN PAGAMENTO PRIMA ESENTE DA COMMISSIONI ORA COSTA ALMENO 1 EURO…

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G.Salvaggiulo e R.Zanotti per “la Stampa”

 

In questi giorni milioni di italiani sono alle prese con il pagamento della Tari, la tassa raccolta rifiuti introdotta nel 2013 e che ha sostituito Tia, Tarsu e Tares. Ma se i torinesi hanno potuto pagarla con il consueto F24, senza costi aggiuntivi, ad appena 150 chilometri di distanza i milanesi si sono trovati una sorpresa: l'addebito di una commissione.

 

Il Comune ha infatti adottato, come unico metodo di pagamento, PagoPa, la piattaforma che ambisce a diventare entro il 2018 il canale unico per pagare tributi, rette di mense scolastiche, tasse universitarie, multe. Si tratta di uno dei principali vanti dell' Agenzia per l'Italia digitale, la task force creata da Renzi a Palazzo Chigi chiamando a guidarla da Amazon, Diego Piacentini.

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La tassa rifiuti è uno dei massimi test per la pubblica amministrazione, visto che riguarda 63 milioni di immobili. «I più grandi Comuni italiani aderiscono alla rivoluzione della pubblica amministrazione: un cambiamento epocale», esultava due mesi fa Giuseppe Virgone, responsabile pagamenti digitali del Team per la Trasformazione Digitale. I vantaggi del sistema PagoPa per i cittadini sono così elencati sul sito dell' agenzia governativa: «Sicurezza, affidabilità, semplicità, flessibilità, trasparenza».

 

Fino allo scorso anno, però, il bollettino del Comune di Milano conteneva il modulo Mav per pagare l'imposta senza commissioni. Adesso non prevede forme di saldo diverse dal sistema PagoPa. Il bollettino è blu, con due codici per identificare il contribuente e l' imposta. Questo nuovo sistema consente di versare la tassa rifiuti attraverso diversi circuiti (tabaccai, bancomat, supermercati, home banking), ma sempre e comunque con il pagamento di una commissione che può variare da 1 a 3 euro.

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Dunque a Milano il risultato dell' innovazione digitale è che un pagamento prima esente da commissioni ora costa almeno 1 euro in più (e se paghi in due rate, paghi due volte anche la commissione).

 

Possibile? Una gentile operatrice del call center del Comune capisce la perplessità dell' utente e fornisce questa spiegazione: «Non è colpa nostra, il governo ci ha imposto di passare a questo sistema. Purtroppo non possiamo farvi pagare con quello precedente, meno oneroso».

 

La task force di Palazzo Chigi difende i vantaggi di PagoPa, che concentrando il sistema di pagamenti ha ampliato la gamma dei circuiti a cui si possono rivolgere i cittadini. Prima, invece, tutto dipendeva dagli accordi che i singoli Comuni stipulavano con banche, poste, enti di riscossione, con notevoli disparità di trattamento.

 

E la commissione obbligatoria? Colpa dei Comuni ritardatari, spiegano da Palazzo Chigi.

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Secondo l' Agenzia per l' innovazione, PagoPa prevede anche un modulo di pagamento diretto attraverso il sito del Comune che è a costo zero. E ci sono Comuni come Gallarate che hanno disposto sconti per chi passa attraverso questo canale.

 

Ma quanti Comuni hanno già attivato il pagamento diretto senza commissioni o addirittura scontato? «Qualche migliaio» risponde la task force di Palazzo Chigi. Impossibile saperlo con precisione dall' Anci (associazione dei Comuni); almeno non il venerdì pomeriggio, quando gli uffici sono deserti.

 

Il Comune di Milano però - secondo quanto sostiene l' agenzia del governo - dovrebbe far partire la modalità di pagamento a costo zero solo da agosto. Anche la rivoluzionaria app PagoPa pubblicizzata dai video dell' Agenzia non arriverà «prima dell' estate». Con un anno di ritardo, dopo il pagamento della prima rata della tassa e senza che i cittadini ne siano informati. Per ora, la commissione si paga.

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«Il rapporto contrattuale di un correntista con la su banca è personale», spiega la task force di Palazzo Chigi. Peccato che i contratti con le banche siano precedenti all' entrata in vigore di PagoPa. E nessuno si sia curato di garantire il contribuente nella transizione dal vecchio al nuovo sistema.

 

Fortunati (paradossalmente) i residenti di Comuni come quello di Torino che, fermi al precedente sistema di pagamento, non si sono visti addebitare commissioni. Con il caro vecchio F24, infatti, le commissioni erano a carico delle amministrazioni comunali, con il nuovo sistema sono scaricate sul cittadino. Ma poco importa. «Minori costi per lo Stato», proclama l' Agenzia del governo per l' innovazione digitale. Per lo Stato, non per i contribuenti. «E basta un click».

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