migranti paesi sicuri giorgia meloni

OGNI GIORNO HA IL SUO SCAZZO TRA GOVERNO E TOGHE – IL DECRETO FLUSSI MIGRATORI È STATO APPROVATO IN SENATO ED È LEGGE. SUBITO IL CSM, CON PARERE NON VINCOLANTE, CRITICA IL PROVVEDIMENTO. E STRONCA LA COSIDDETTA “NORMA MUSK”, CHE TOGLIE LA COMPETENZA DELLA CONVALIDA DEL TRATTENIMENTO DEI MIGRANTI ALLE SEZIONI SPECIALIZZATE DEI TRIBUNALI PER AFFIDARLA ALLE CORTI D'APPELLO – SECONDO I MAGISTRATI, QUESTA MISURA ALLUNGHERÀ I TEMPI, RISCHIANDO DI FAR MANCARE GLI OBIETTIVI FISSATI DAL PNRR – ANCHE LA CEI ATTACCA: “UN GRAVE PASSO INDIETRO DELLA NOSTRA DEMOCRAZIA”

GIORGIA MELONI AL CONSIGLIO EUROPEO INFORMALE DI BUDAPEST - FOTO LAPRESSE.

(ANSA) (di Anna Laura Bussa) - Il decreto sui flussi migratori riceve il via libera del Senato con 99 sì, 65 no, 1 astenuto. E diventa legge. Ma subito riceve una bocciatura: quella del plenum del Consiglio Superiore della Magistratura che, con un parere non vincolante, stronca la cosiddetta 'norma Musk'. Cioè la parte del provvedimento che toglie la competenza della convalida del trattenimento dei migranti alle sezioni specializzate dei Tribunali per affidarla alle Corti d'Appello.

 

Secondo il Csm, infatti, con questa misura si allungherebbero i tempi, rischiando di mancare gli obiettivi fissati dal Pnrr. Mentre procedure complesse potrebbero essere seguite e valutate da magistrati "privi delle competenze necessarie". La decisione di introdurre nel decreto tale norma era stata presa in risposta alla mancata convalida da parte del Tribunale di Roma del trattenimento dei migranti che si volevano portare in Albania per incompatibilità con la normativa europea.

 

CSM

La lista dei Paesi cosiddetti 'sicuri' per il rimpatrio non coincide, infatti, con quella che vorrebbe il governo Meloni e che è stata inserita anche nel decreto flussi. Nel testo si ritengono 'sicuri' Egitto, Bangladesh e Marocco. Che invece per l'Europa non lo sono. Dopo la decisione del Tribunale di Roma dello scorso 18 ottobre, il miliardario americano Elon Musk scrisse sui social 'Via quei giudici!'.

 

DECRETO FLUSSI - LAVORATORI STRANIERI - RACCOLTA FRUTTA

Da qui la scelta di battezzare come 'norma Musk' il cambio di competenze dalle sezioni specializzate dei Tribunali alle Corti d'Appello. E sempre su questa norma (che era oggetto di un decreto ad hoc poi confluito nel dl Flussi) la Cassazione, che avrebbe dovuto decidere in queste ore sul ricorso presentato dal governo contro la non convalida del Tribunale di Roma, ha rinviato la decisione. Forse in attesa di una pronuncia della Corte di Giustizia Ue che però non si prevede prima di aprile. Contro il decreto, che prevede, tra l'altro, anche la secretazione dei contratti pubblici relativi a fornitura di mezzi e materiali per il controllo delle frontiere e delle attività di soccorso in mare, si scaglia l'opposizione.

 

anno giudiziario csm

Il fondatore di IV, Matteo Renzi, accusa la maggioranza di "narrazione propagandistica". Mentre il suo capogruppo Enrico Borghi polemizza, creando un certo scompiglio in Aula, con la sottosegretaria Wanda Ferro. Quest'ultima, nel suo intervento definito da Borghi "ciclostile" di quello pronunciato alla Camera, "citava e rispondeva ancora a quanto detto dai deputati anziché ai senatori" come se "il Senato non esistesse".

 

E Wanda Ferro si difende, via comunicato, osservando che le questioni sollevate dalle opposizioni, prima alla Camera e poi a Palazzo Madama, "erano le medesime". Di "fallimento del modello Albania" parlano tutti gli esponenti M5S da Pietro Lorefice ad Ettore Licheri, che rimarcano l'esiguità dei numeri dei migranti traghettati dall'Italia all'Albania: "19, a fronte di 8 mila sbarchi nel solo mese di novembre 2024".

 

MEME GIORGIA MELONI MATTEO SALVINI

Mentre il capogruppo di Avs Peppe De Cristofaro ricorda come il governo Meloni sia intervenuto ben "17 volte in 2 anni sul tema migranti. Una vera ossessione e un triste record". Punta il dito contro il dl Flussi e la "destra illiberale" anche il capogruppo Pd in Commissione Affari Costituzionali, Andrea Giorgis, che comunque si dice "aperto al confronto" sulla questione qualora il governo decidesse di andare al di là della propaganda per affrontare il tema migranti "nel rispetto dei principi di uguaglianza" e del diritto Ue.

 

Toni e numeri diversi arrivano dalla maggioranza. Con il capogruppo FI Maurizio Gasparri che assicura come gli sbarchi siano "diminuiti del 60%" da quando c'è "il governo Meloni". Con Paolo Tosato (Lega) che rivendica il 15% in più dei rimpatri". E con il presidente della Commissione Affari Costituzionali Alberto Balboni (FDI) che parla di "100mila irregolari in meno in 2 anni", attaccando le Ong "che hanno trasformato il salvataggio in mare in un lavoro ben retribuito".

 

giorgia meloni edi rama - hotspot per migranti in albania

E proprio le Ong si affidano a una nota congiunta per dire che il "vero obiettivo" del dl Flussi, che ha un effetto punitivo nei loro confronti, è quello di "criminalizzare il soccorso in mare".

DECRETO FLUSSI LAVORATORI STRANIERI

Ultimi Dagoreport

giorgia meloni marina berlusconi antonio tajani

DAGOREPORT – A PALAZZO CHIGI ALEGGIA DAVVERO UN CLIMA DA FINE IMPERO - AL VERTICE DI MARTEDÌ SCORSO IL NERVOSISMO DI GIORGIA MELONI HA SUPERATO LA SOGLIA DI GUARDIA, ACCUSANDO PESANTEMENTE SALVINI E TAJANI DI “TRADIMENTO” SULLE PREFERENZE (SE L’EMENDAMENTO VENISSE BOCCIATO ANCHE AL SENATO, LA “SFI-DUCETTA” DELLA CAMERA DIVENTEREBBE UNA CATASTROFICA "SFI-DUCIONA") - IL LEGHISTA HA SUBITO SMOLLATO LA PATATONA BOLLENTE SU FORZA ITALIA. L’EX MONARCHICO DI FERENTINO, FINO A IERI FEDELE ‘’CAMERIERE’’ DELLA DUCETTA, HA RIFILATO IL SOLITO BLA BLA DI SUPERCAZZOLE CON SCAPPELLAMENTO AI “VALORI DEL BERLUSCONISMO DA DIFENDERE'' – LA VERITÀ È CHE NÉ SALVINI NÉ TAJANI RIESCONO A CONTROLLARE I LORO PARLAMENTARI, AL PUNTO CHE LA MELONI, DISPERATA, AVREBBE CHIAMATO MARINA BERLUSCONI - LIQUIDATA DALLA ''CAVALIERA'' CON “NON HO AUTORITÀ SULLE SCELTE DEL PARTITO”, “IO SO’ GIORGIA” AVREBBE CHIUSO CON UN MINACCIOSO: “ME LO RICORDERÒ…”

ministero della giustizia giusi bartolozzi

FLASH – LA “ZARINA” È SEMPRE DI CASA A VIA ARENULA! PARE CHE QUESTA MATTINA GIUSI BARTOLOZZI, EX CAPO DI GABINETTO DI CARLO NORDIO, GIUBILATA DA MELONI DOPO LA SCONFITTA AL REFERENDUM, SIA TORNATA A FAR VISITA AI SUOI EX COLLEGHI AL MINISTERO DELLA GIUSTIZIA. E NON SAREBBE LA PRIMA VOLTA, NELLE ULTIME SETTIMANE – LA BARTOLOZZI, A QUANTO SPIFFERANO GLI “ADDETTI AI LIVORI”, SI SAREBBE INTRATTENUTA CON IL VICE-CAPO DI GABINETTO DEL MINISTERO DELLA GIUSTIZIA, VITTORINO CORASANITI, E CON LA RESPONSABILE DEL DIPARTIMENTO DELL’ORGANIZZAZIONE GIUDIZIARIA, LINA DI DOMENICO. DI COSA DOVEVANO PARLARE I DUE FUNZIONARI CON L'EX CAPETTA DI VIA ARENULA?

guido crosetto giorgia meloni roberto vannacci marina berlusconi

DAGOREPORT - L’IRRESISTIBILE ASCESA DEL FENOMENO VANNACCI SARÀ LA PIETRA TOMBALE DEL MELONISMO? IMBARCARE LA “FECCIA” DI FUTURO NAZIONALE AVREBBE CONSEGUENZE CATASTROFICHE PER MELONI & CAMERATI – FORZA ITALIA, PER LA VOCE DI FRANCESCO PAOLO SISTO, GIÀ AVVOCATO DI SILVIO BERLUSCONI E ATTUALE VICEMINISTRO DELLA GIUSTIZIA, HA GIÀ INVITATO I DEPUTATI AZZURRI CHE SI SENTONO ATTRATTI DALLE POSIZIONI DI VANNACCI, A "PASSARE IL RUBICONE". CIOÈ A TOGLIERSI DAI PIEDI E ACCOMODARSI ALTROVE - ALLO STESSO TEMPO LA PRESENZA DEL GENERALISSIMO RISCHIA DI TRAFIGGERE IL VERTICE DI FRATELLI D’ITALIA. IL PRIMO AD ALZARE I TACCHI SAREBBE DI CERTO IL CO-FONDATORE DEL PARTITO E MINISTRO DELLA DIFESA, GUIDO CROSETTO…

gianni alemanno giorgia meloni roberto vannacci

DAGOREPORT – SENZA UN’ALLEANZA CON VANNACCI, GIORGIA MELONI RISCHIA DI PERDERE LE PROSSIME ELEZIONI – E ALLORA A VIA DELLA SCROFA HANNO PROVATO AD AMMANSIRE IL GENERALE PER TIRARE IN COALIZIONE ANCHE FUTURO NAZIONALE – PECCATO CHE L’EX PARA’ SIA PAPPA E CICCIA, IN EUROPA, CON I NEONAZISTI DI AFD, NEL GRUPPO “EUROPA DELLE NAZIONI SOVRANE” – PER RENDERSI “POTABILE” A UNA COALIZIONE DI GOVERNO, VANNACCI DOVREBBE “RIPULIRSI” PARECCHIO, FARE PARECCHIE ABIURE, PENA L’OSTILITA’ DI BRUXELLES E DEL PPE (CHE HA IN AFD IL SUO NEMICO) – MA AL GENERALE CONVIENE DILUIRSI IN UN CENTRODESTRA CHE ANNACQUEREBBE LA SUA FASCIO-RETORICA O RESTARE ALL’OPPOSIZIONE E INGROSSARE I CONSENSI? LA SECONDA CHE HAI DETTO…

politecnico di milano rettrice donatella sciuto big mama

DAGOREPORT - L’ULTIMA FRONTIERA DELLA PARITA’ DI GENERE? LE UNIVERSITA’ MILANESI, PASSATE NEGLI ULTIMI DIECI ANNI DA ZERO A SEI RETTRICI - ORA, SULL’ESEMPIO DI MANFREDI A NAPOLI, QUALCUNA PENSA AL “GRANDE SALTO”. E’ IL CASO DELLA RETTRICE DEL POLITECNICO, DONATELLA SCIUTO: IN UNA INTERVISTA AL “CORRIERE” DICHIARA DI NON VOLERSI CANDIDARE E INVITA A VOTARE UN SINDACO DEL PD - DEL RESTO, NEL SUO ATENEO C’E’ APPENA STATO UN CONCORSO CON UNA SOLA CANDIDATA (GUARDA CASO!): LA EX PARLAMENTARE PD, LEYLA CIAGA’ – LA LAUREA IN URBANISTICA A BIG MAMA, LA CUI CANZONE “LA RABBIA NON TI BASTA” E’ STATA DEDICATA DALLA SCHLEIN ALLA MELONI. INSOMMA UN POLITECNICO ROSSO DI RABBIA…