COSÌ SI FINANZIA IL TERRORE JIHADISTA – IL RISCATTO MEDIO RICHIESTO È PASSATO DA 200MILA DOLLARI A 10 MILIONI PER OSTAGGIO – INFORMALMENTE PAGANO TUTTI, MENO AMERICANI E BRITANNICI

Pietro Del Re per “La Repubblica”

 

UNO JIHADISTA OCCIDENTALE IN SIRIA UNO JIHADISTA OCCIDENTALE IN SIRIA

Nel Nord dell’Iraq i rapimenti hanno solo uno scopo sessuale. Accade da qualche settimana con le donne yazide, che una volta strappate ai loro cari sono immediatamente stuprate dal branco jihadista, e poi rivendute o regalate ad altre soldataglie del califfato, magari come premio per una battaglia vinta.

 

Altrove, però, i sequestri dello Stato islamico o di Al Qaeda servono soprattutto a rimpinguare le casse dell’organizzazione: i soldi del riscatto vengono poi spesi per acquistare altre armi, arruolare nuove forze e corrompere burocrati o politici locali. È notizia di ieri che l’Is aveva chiesto tramite una mail ai genitori di James Foley un riscatto da 100 milioni di euro: l’amministrazione americana si è rifiutata di pagare, con il drammatico esito che tutti conosciamo.

 

IRAQ - JIHADISTI DELL' ISISIRAQ - JIHADISTI DELL' ISIS

Se anche le due giovani italiane, Greta Ramelli e Vanessa Marzullo, rapite in Siria il 31 luglio, sono finite nelle mani delle bande del califfato, è verosimile che per la loro liberazione siano già stati chiesti parecchi soldi.

 

Il New York Times ha calcolato che dal 2008 a oggi l’industria del sequestro ha già procurato ad Al Qaeda e alle sue ramificazioni in Somalia, Yemen, Mali o in Algeria circa 125 milioni di dollari (dei quali 66 milioni solo lo scorso anno). Rapire uomini d’affari costretti a recarsi in luoghi pericolosi, turisti troppo avventurosi, operatori umanitari o giornalisti di guerra è diventato un affare davvero lucroso senza il quale la macchina del terrore non sarebbe così oleata e criminalmente operosa. Ovviamente, ogni rapimento “riuscito”, ossia da cui si ricava denaro, ne genera altri.

i soldati della jihadi soldati della jihad

 

A pagare sono quasi esclusivamente i governi europei, tramite reti di informatori, diplomatici e faccendieri gestite quasi sempre dai servizi segreti dei vari Paesi, i quali non lavorano mai in sinergia tra di loro, anche quando i sequestrati sono di diverse nazionalità, sia perché ognuno ha i propri metodi sia affinché l’operazione destinata al rilascio rimanga il più segreta possibile. Già, perché anche se pagano, i governi negano sempre di averlo fatto.

 

IRAQ - JIHADISTI DELL' ISISIRAQ - JIHADISTI DELL' ISIS

Un ex agente francese, in Iraq per conto di una società che fornisce protezione ai suoi connazionali a Erbil e Bagdad, spiega: «Per noi europei la cosa più importante è riportare a casa il prigioniero, quindi i governi sono sempre disposti a sborsare quanto serve. I servizi francesi dispongono di un fondo apposito, ovviamente creato e alimentato dallo Stato. Ciò consente al governo di turno di giurare che non è stato lui a pagare. È solo un gioco delle parti, che però ha un effetto negativo poiché spesso l’ipocrisia dei politici dà forza ai terroristi».

 

Con questo atteggiamento l’Europa è diventata, sia pure contro voglia, uno dei primi fi-

nanziatori del terrorismo, e chissà quanti fucili di precisione, quanti chili di tritolo e quanti proiettili di mortaio sono stati comprati con gli euro versati per riscattare i nostri concittadini. Eppure negli ultimi anni le cancellerie dei Paesi impigliati nella trappola dei rapimenti, ossia Austria, Francia, Germania, Svizzera e Italia, hanno tutte smentito di aver pagato per la liberazione di ostaggi. Tramite un portavoce del loro ministero degli Esteri, le autorità di Parigi hanno perfino avuto l’audacia di sostenere «che loro non hanno mai corrisposto nulla ai terroristi per un ostaggio».

iraq   l'avanzata dei jihadistiiraq l'avanzata dei jihadisti

 

Dice ancora l’ex agente francese: «Con il passare degli anni, le cifre dei riscatti fissati dalle organizzazioni islamiste sono schizzate verso l’alto: se nel 2003 i rapitori richiedevano 200mila dollari per ostaggio, adesso ne vogliono almeno 10 milioni». Questi aumenti non sono soltanto il frutto dell’avidità dei caporioni di Al Qaeda o dello Stato islamico, ma si spiegano col fatto che oggi, proprio perché può fruttare tanto, un sequestro di persone coinvolge molti più attori, strutture, mezzi di trasporto, spostamenti e luoghi di prigionia di una volta. «Un ostaggio è un bottino facile, e che procura un mucchio di soldi e preziosi tesori», ha scritto recentemente Nasser al-Wuhayshi, leader di Al Qaeda nella penisola arabica.

 

iraq   l'avanzata dei jihadisti 3iraq l'avanzata dei jihadisti 3

Solo pochissimi Paesi si rifiutano di cedere al ricatto dei sequestratori. Tra questi, i capofila sono Gran Bretagna e Stati Uniti, i quali pur avendo intrecciato legami e intavolato negoziati con i gruppi più estremisti non hanno mai versato un solo centesimo. Con conseguenze spesso tragiche. Infatti, se dozzine di ostaggi europei hanno ritrovato la libertà, ciò è accaduto solo a pochissimi americani e inglesi. Alcuni sono riusciti a fuggire, altri sono stati liberati dai corpi speciali, ma altri ancora sono stati uccisi dai loro carcerieri.

 

iraq   l'avanzata dei jihadisti 5iraq l'avanzata dei jihadisti 5

La sola notizia positiva in tutto ciò e che dal 2008 solo il 15 per cento degli ostaggi è stato giustiziato dagli islamisti. Molti dei quali durante l’operazione dei corpi speciali destinata a salvarli.

 

 

Ultimi Dagoreport

fulvio martusciello occhiuto zangrillo

IN FORZA ITALIA C’È UN CLIMA INFAME – IL TAJANEO FULVIO MARTUSCIELLO MANDA UN MESSAGGIO NELLA CHAT DEL PARTITO CAMPANO E INVITA A DISERTARE LA GIORNATA DI OGGI DEL CONVEGNO DEI GIOVANI IMPRENDITORI DI CONFINDUSTRIA A CAPRI: “IL PROGRAMMA DI OGGI È DAVVERO FIACCO”. IL MOTIVO? OGGI ALL’EVENTO PARLERANNO I DUE ACERRIMI AVVERSARI INTERNI DI TAJANI: ROBERTO OCCHIUTO E PAOLO ZANGRILLO – “DOMANI INVECE TUTTI PRESENTI PER APPLAUDIRE ‘IL NOSTRO UNICO LEADER’ (MA CHI E’, KIM JONG UN?)

meloni merz le pen trump

DAGOREPORT - NEI GIORNI IN CUI A BRUXELLES SI TIENE UN CONSIGLIO EUROPEO INFUOCATO, GIORGIA MELONI PERDE IL SUO UNICO ALLEATO: MERZ. SUL BILANCIO COMUNITARIO, IL CANCELLIERE TEDESCO VOLTA LE SPALLE ALLA DUCETTA, CHE SOGNA UN BILANCIO GONFIO, E SI ACCODA AL FRONTE DEI PAESI FRUGALI: "DOBBIAMO RIDURLO IN MODO SIGNIFICATIVO" - INOLTRE, LA MELONI, ORA CHE NON C'È PIÙ L'UNGHERESE VIKTOR ORBAN, SCONFITTO ALLE ELEZIONI DI APRILE, È RIMASTA L'UNICA A DIFENDERE IL DIRITTO DI VETO, CHE BLOCCA OGNI DECISIONE A BRUXELLES - A VIENNA SI SONO RIUNITE LE TESTE D'UOVO DEL VECCHIO CONTINENTE PER INTERROGARSI SUI TERREMOTI POLITICI CHE POTREBBERO SCUOTERE IL MONDO NEI PROSSIMI MESI: DELLE ELEZIONI ITALIANE, ANCORA SENZA UNA DATA, NEPPURE UNA PAROLA. A TOGLIERE IL SONNO AI POTENTONI EUROPEI SONO SOPRATTUTTO TRE APPUNTAMENTI ELETTORALI: ISRAELE, STATI UNITI E FRANCIA....

giuseppe castagna giancarlo giorgetti banco bpm credit agricole

DAGOREPORT - MENTRE GLI OCCHI DI TUTTI SONO PUNTATI SUL PALIO DI SIENA TRA MPS E INTESA, CON FARE SILENTE E QUASI ACCOMODANTE, COM’È IL LORO STILE, I FRANCESI DI CREDIT AGRICOLE STANNO ALLUNGANDO LE LORO MANINE SU BANCO BPM, SECONDO POLO BANCARIO ITALIANO PER RETE DI SPORTELLI - PER RENDERE L’ISTITUTO, CARO ALLA LEGA, NON PIÙ CONTENDIBILE (VEDI L’OPS DI UNICREDIT FERMATA A COLPI DI GOLDEN POWER), IL MINISTRO DEL MEF GIORGETTI HA PORTATO DENTRO IL CAPITALE SOCIALE DEL BANCO I FRANCESI, GIA’ A CAPO DEL GRUPPO CREDIT AGRICOLE ITALIA - UNA VOLTA RAGGIUNTO IL 29,3% DI BPM, NELLA TESTA DI PARIGI SPUNTA LA GENIALE IDEA: PERCHÉ IMBARCARSI IN UN’OPA ONEROSA SUL BANCO CARO AL CARROCCIO, QUANDO LO SI PUÒ ESPUGNARE “A GRATIS”, SENZA SGANCIARE UN EURO DI PREMIO AI SUOI AZIONISTI? - C’EST FACILE! BASTA FAR CREDERE CHE SIA BPM A COMPRARE CREDIT AGRICOLE ITALIA: IL BANCO INCORPORA LA CONTROLLATA DEI FRANCESI, E IL RISULTATO “POLITICO” È CHE GLI ITALIANI SI PRENDONO LA BANCA TRANSALPINA. IL PIÙ CLASSICO GIOCO DI PRESTIGIO…

giulia presutti

OCCHI FODERATI DI...PRESUTTI – DAL CASO DELLA DENUNCIA DI MOLESTIE SESSUALI NEI CONFRONTI DI NELLO TROCCHIA E SARA GIUDICE (ACCUSE POI ARCHIVIATE), ALLE DISCUTIBILI CENE AL "CEFALU’ BISTRO’" DI LAVITOLA, LA RESISTIBILE ASCESA (E REPENTINA DISCESA?) DI GIULIA PRESUTTI - LA 36ENNE GIORNALISTA RAI, DOPO AVER FATTO RIBELLARE LA REDAZIONE DI "REPORT", ORA FA INCAZZARE L'INTERO GRUPPO DI LAVORO DI “MI MANDA RAI TRE” -LA REDAZIONE DEL PROGRAMMA SI CHIEDE: PERCHÉ UNA GIORNALISTA COME LEI, CHE NON HA MAI CONDOTTO UNA TRASMISSIONE, DEVE PER FORZA CONDURRE? PERCHE' PAOLO CORSINI INTIGNA NEL VOLERLA "LANCIARE" A DISPETTO DEI SANTI? - LA PIACENTE GIULIA E' FIGLIA DEL POTENTE PIERCARLO PRESUTTI, DA 17 ANNI CAPO DELLO SPORT DELL'ANSA, E UOMO DI RELAZIONI TRASVERSALI NELLA ROMANELLA EDITORIAL-POLITICA...

marco caputo giovanni alibrandi rai radio

DAGOREPORT – RADIO RAI, UN UFFICIO DI COLLOCAMENTO PER AMANTI, MOGLI, AMICI DI: DAL CASO CLAUDIA CONTE ALL’INFORNATA DI BELLE E PROCACI GIOVANI SU RADIO2, C’È GROSSO MALESSERE A VIA ASIAGO – IN VISTA DELLE ELEZIONI DEL PROSSIMO ANNO, È PARTITO IL SOLITO VALZER DI ABBOCCAMENTI CON LA POLITICA (ALCUNI DIRETTORI GIA' S'ALLISCIANO VANNACCI) – LE POLTRONE CHE TRABALLANO: MARCO CAPUTO, DIRETTORE DI RADIO RAI, E GIOVANNI ALIBRANDI, GRAN CAPO DI RADIO2, NOMINATO IN QUOTA LEGA MA POI ALLONTANATOSI DAL CARROCCIO - EMA STOCKHOLMA E LA NUMEROSA SQUADRA DI "BADANTI" AL SUO SEGUITO - LA GRANDE INFORNATA DI "INFLUENCER" E BONAZZE VARIE A RADIO2...

meloni vannacci manlio messina cateno de luca berlusconi

DAGOREPORT - SE IL CAMPO LARGO CONTINUA TAFAZZIANAMENTE A DARSI BOTTIGLIATE SULL'INGUINE, ESCLUDENDO UN GIORNO L’”INAFFIDABILE” RENZI, IL GIORNO DOPO IL “CONTIANO” ONORATO, DOPODICHÉ TOCCA DELEGITTIMARE L’’’ESATTORE” RUFFINI E IL “POLIZIOTTO” GABRIELLI, MELONI DIMOSTRA ANCORA UNA VOLTA DI POSSEDERE INTELLIGENZA POLITICA. NEL PURO SOLCO DEL BERLUSCONISMO D’ANTAN: MA PERCHÉ ESCLUDERE QUANDO SI PUÒ AGGIUNGERE? - E VOILÀ, HA RECUPERATO IL FEDELISSIMO MANLIO MESSINA CHE A SUA VOLTA HA AGGANCIATO IL MOVIMENTO GUIDATO DA CATENO DE LUCA, "SUD CHIAMA NORD" - L’OBIETTIVO DI CATENO (E MESSINA) È QUELLO DI RAGGIUNGERE IL 3% ATTRAVERSO UNA CAMPAGNA DI ARRUOLAMENTO DI ALTRI SINDACI, CONTROCANTO DEL PROGETTO CIVICO ITALIA MESSO SU DA ONORATO, MA NON ESCLUDENDO DI PORTARE NELL’ARMATA BRANCA-MELONI GLI AMICI UDC DI CESA E DI MASTELLA - E COSÌ, PER RIEQUILIBRARE I VOTI PERDUTI DEI BOLLITI SALVINI E TAJANI, E SEMPRE AUSPICANDO CHE LUNGO LA STRADA IL FENOMENO VANNACCI SI SGONFI, “GIORGIA BERLUSCONI” HA COMINCIATO AD ALLARGARE IL PERIMETRO DEL CENTRODESTRA, PRONTA AD ACCOGLIERE IL DIAVOLO (SE NECESSARIO) PUR DI ARRIVARE AL PREMIO DI MAGGIORANZA DEL 42%… - VIDEO