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CHE DIFFERENZA C’E’ TRA L’ALLERGIA E L’INTOLLERANZA ALIMENTARE? - MELANIA RIZZOLI: “QUEST'ULTIMA PROVOCA SEMPLICEMENTE DISTURBI INTESTINALI, QUALI MAL DI PANCIA, CRAMPI O DIARREA, E RUSH CUTANEI, RISOLVIBILI ELIMINANDO DALLA DIETA I CIBI CHE CONTENGONO LA SOSTANZA NON TOLLERATA, E LA DIFFERENZA È CHE NON SCATENANO LA REAZIONE ANAFILATTICA E NON METTONO MAI A RISCHIO LA VITA - LE SOSTENZA RESPONSABILI DI OLTRE IL 90% DELLE ALLERGIE SONO…”

Melania Rizzoli per “Libero quotidiano”

 

melania rizzoli

Oggi molte persone tendono, erroneamente, a confondere le allergie con le intolleranze alimentari, nonostante i concetti siano molto diversi, come anche i sintomi correlati, che in alcuni casi comunque possono sembrare sovrapponibili. Attualmente una persona su dieci si dichiara allergica a qualche alimento, ma nei tre quarti dei casi non si tratta di "allergia" vera e propria, ma della più semplice "intolleranza alimentare", che è cosa ben diversa.

 

Crostacei, latte, glutine, frutta secca, pesche, pesce e uova sono responsabili di oltre il 90% delle allergie dichiarate nella popolazione adulta, e da un' indagine svolta su oltre 40mila soggetti, rappresentativa a livello nazionale, e presentata al Congresso Nazionale degli allergologi ed immunologi italiani tenutosi due mesi fa a Palermo, è emerso che oltre la metà degli intervistati pensa di essere allergico ad alcuni cibi, sebbene i sintomi riportati non siano coerenti con una vera e propria allergia alimentare, quella che in alcuni casi può scatenare una reazione pericolosa e mettere a rischio la vita.

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Oltre il doppio degli adulti esaminati infatti dichiarava di essere allergico, anche se i sintomi riferiti suggerivano una intolleranza alimentare, od altre condizioni che con la reazione allergica non hanno nulla a che fare, mentre un terzo dei pazienti aveva una reale allergia alimentare con una diagnosi confermata dagli esami ematologici e dal medico, e meno del 25% di questi soggetti era in possesso di una prescrizione di adrenalina, il farmaco salvavita che deve necessariamente essere iniettato nel più breve tempo possibile in presenza di uno shock anafilattico, e soprattutto quasi nessuno sapeva come e quando usare l' adrenalina.

 

LE DIFFERENZE

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Ma quale è la differenza tra una allergia ed una più rassicurante intolleranza alimentare? Quest' ultima provoca semplicemente disturbi intestinali, quali mal di pancia, crampi o diarrea, e rush cutanei, risolvibili eliminando dalla dieta i cibi che contengono la sostanza non tollerata, e la differenza sostanziale è che queste intolleranze provocano soltanto una sintomatologia intestinale od organica, ma non scatenano mai la temibile reazione anafilattica delle allergie vere e proprie, e non mettono mai a rischio la salute generale e la vita del soggetto affetto.

 

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Le intolleranze infatti, indicano l' incapacità dell' organismo di "sopportare" o di tollerare una dose abbondante di un determinato alimento, per cui si attiva una sorta di ribellione perché non si riesce a digerirlo correttamente, per cui l' intolleranza è considerata una pura reazione tossica , a differenza dell' allergia che non lo è, e che non dipende dalla dose assunta. Inoltre nell' intolleranza alimentare il sistema immunitario non viene mai coinvolto, e di conseguenza non si scatena mai una reazione di anafilassi.

 

Nella allergia vera e propria invece, si assiste ad una reazione esagerata proprio del sistema immunitario, causata in risposta ad un antigene od allergene, una reazione avversa all' esposizione ad un determinato alimento, per ingestione ed a volte per il solo contatto, percepito come elemento estraneo, quindi come una possibile fonte di danno, che attiva una risposta immediata dei linfociti e delle immunoglobuline (IgE) che si legano alle molecole del cibo, innescando il rilascio di sostanze chimiche infiammatorie come l'istamima, causando reazioni severe, che possono arrivare fino allo shock anafilattico.

 

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Oggi in Italia non esistono cure per questi tipi di allergie alimentari; in Spagna è stato introdotto un vaccino orale con lo scopo di desensibilizzare almeno in parte i pazienti allergici, ma la cura migliore in questi casi è eliminare completamente dalla dieta gli alimenti che contengono le proteine alle quali il soggetto sia fortemente sensibilizzato, e che nel corso della vita possono progressivamente aumentare.

 

Infatti la sensibilizzazione alle proteine del cibo sembra seguire percorsi gerarchici precisi, e in chi per esempio è allergico alla pesca, le reazioni avverse si estendono anche ad altre rosacee come le albicocche, le prugne, o le ciliegie, per poi passare a noce, nocciola e arachide, e quindi a riso, mais e persino ad altri vegetali botanicamente non correlati. In genere le proteine avverse sono limitate alle parti non commestibili, come la buccia del melone o le foglie della carota, ed evitandone il contatto non si scatena alcuna reazione, ma sono molte le reattività crociate di altri alimenti vegetali ed animali, come quella, per esempio, tra i crostacei e gli acari della polvere.

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ATTENZIONE AI LATTICINI

Particolare attenzione va fatta con i latticini, e l' allergia alle proteine del latte non va confusa con l' intolleranza al lattosio, che è uno zucchero, perché la prima si verifica prevalentemente nel bambino dopo lo svezzamento, e tende a scomparire ben presto, mentre la seconda provoca semplicemente disturbi intestinali risolvibili eliminando dalla dieta il latte e i suoi derivati, oppure assumendo un supplemento dell' enzima lattasi.

 

Tra le cause delle allergie certamente vi è la predisposizioni genetica, ma anche specifici fenomeni ambientali non ancora del tutto chiariti, quale l' esposizione ad alcuni aeroallergeni, e il contatto o l' inalazione di particelle sensibilizzanti. I ricercatori hanno scoperto che quasi la metà degli allergici ha sviluppato l' allergia da adulto, e sicuramente sono necessarie ulteriori ricerche per capire perché questo fenomeno si stia verificando e sia in aumento, e cosa si può fare come prevenzione.

 

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Nella maggior parte dei casi i sintomi dell' allergia compaiono da pochi minuti a 2 ore circa dal pasto con proteine allergizzanti, e possono essere di vario tipo, sia intestinali, con vomito e diarrea, che cutanei, con orticaria e angioedema, ovvero un rapido gonfiore della cute e delle mucose interne, che se coinvolge il faringe e laringe può determinare stridore laringeo, tosse, dispnea, ipotensione e la morte per soffocamento e broncospasmo irreversibile, e le allergie più potenzialmente fatali sono dovute all' 80% dei casi ad arachidi e nocciole.

 

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Per questo è importante, se compaiono i sintomi di uno shock anafilattico, ricorrere subito alla terapia di emergenza con adrenalina (epinefrina), preparata in siringhe auto-iniettanti, che un allergico, specie se asmatico e con precedenti episodi di anafilassi, dovrebbe sempre portare con sè. In Italia si stimano 1.500.00 adulti con allergia agli alimenti, 270.000 bambini tra 0-5anni, 270.000 allergici tra 10-18 anni, ed i morti per anafilassi non curata sono circa 40 all' anno. L' allergia alimentare è la patologia più comunemente auto-diagnosticata o sovra-diagnosticata dal paziente, mentre spesso viene purtroppo sotto-diagnosticata da medici e specialisti.

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