IL DIRITTO INTERNAZIONALE È UNA FARSA, IN MANO AI CINESI: UN GENOCIDIO NON VALE L’ALTRO – NAVI PILLAY, LA SUDAFRICANA NOMINATA VENERDÌ PREMIO NOBEL PER LA PACE, DA CAPA DELLA COMMISSIONE DIRITTI UMANI DELLE NAZIONI UNITE SAREBBE STATA MOLTO “MORBIDA” SUL GENOCIDIO DEGLI UIGURI DA PARTE DEL REGIME DI XI JINPING (CHE RINCHIUDE LA MINORANZA MUSULMANA IN CAMPI DI CONCENTRAMENTO) – L’ACCUSA DELLA WHISTLEBLOWER EMMA REILLY (FUNZIONARIA ONU LICENZIATA PER AVER DENUNCIATO LE COMPLICITÀ DI PILLAY CON PECHIINO): PILLAY AVREBBE CONSEGNATO ALLE AUTORITÀ CINESI L’ELENCO DI NOMI DEI DISSIDENTI UIGURI CHE AVEVANO CHIESTO PROTEZIONE ALLE NAZIONI UNITE – LA PREMIO NOBEL, PRONTISSIMA (GIUSTAMENTE) A DENUNCIARE GLI ABUSI COMMESSI DA ISRAELE E DAGLI USA, PERDE LA PAROLA QUANDO SI TRATTA DELLE AUTOCRAZIE: IRAN, COREA DEL NORD, CUBA, ARABIA SAUDITA, SUDAN...
UN INFORMATORE DELLE NAZIONI UNITE ACCUSA UN PREMIO NOBEL DI ESSERE "COMPLICE DEL GENOCIDIO DEGLI UIGURI".
Estratto dell’articolo di Brady Knox per https://www.washingtonexaminer.com/
Una funzionaria delle Nazioni Unite che ha denunciato irregolarità all’interno dell’organizzazione ha accusato l’ex Alto commissario ONU per i diritti umani Navi Pillay, annunciata venerdì come vincitrice del premio Nobel per la Pace, di aver ignorato e persino di essere stata «complice del genocidio degli uiguri».
Non appena Pillay, 85 anni, è stata scelta per il riconoscimento, si è scatenata una raffica di critiche, in gran parte legate alla sua attenzione nei confronti di Israele e all’accusa rivolta al Paese di commettere un genocidio a Gaza, oltre che al suo presunto approccio selettivo nel perseguire le violazioni dei diritti umani.
lavoro forzato degli uiguri in cina 5
Emma Reilly, ex funzionaria delle Nazioni Unite per i diritti umani diventata una whistleblower, ha condannato venerdì l’assegnazione del premio, attribuendo a Pillay la responsabilità personale dell’inerzia dell’ONU nei confronti della Cina e degli abusi commessi contro la minoranza uigura.
Ha sostenuto che, sotto la guida di Pillay, la commissione ONU per i diritti umani avrebbe consegnato alle autorità cinesi un elenco contenente i nomi di dissidenti uiguri e dei loro familiari.
«Purtroppo, la vincitrice è una vergogna assoluta», ha dichiarato, secondo quanto riportato da UN Watch, aggiungendo che Pillay è stata «letteralmente complice del genocidio degli uiguri».
«Se non avesse goduto dell’immunità diplomatica, tre vittime le avrebbero fatto causa. Fino a che punto la Cina ha sovvertito i diritti umani? Ebbene, Navi Pillay ha appena ricevuto il premio Nobel per la Pace.
La stessa Navi Pillay che era Alto commissario quando denunciai per la prima volta che l’ONU stava consegnando alla Cina i nomi dei dissidenti. La sua risposta? Chiedere che le portassero una sedia diversa, perché quella su cui era seduta era scomoda», ha aggiunto Reilly.
Secondo Reilly, Pillay avrebbe supervisionato la trasmissione alla Cina dei nomi di oltre 50 dissidenti uiguri, mettendo direttamente in pericolo loro e le loro famiglie.
«I familiari dei dissidenti hanno testimoniato in tribunale. Hanno dichiarato, sotto giuramento, che i loro parenti erano stati intimiditi, detenuti arbitrariamente, torturati, fatti sparire e persino uccisi nei campi di concentramento.
Questa è una parodia assoluta della “pace”. Tutti i collaboratori [di Pillay] che hanno consegnato direttamente quei nomi sono stati promossi... Io sono stata licenziata per aver denunciato tutto questo», ha dichiarato.
[...]
posto di blocco nel campo di detenzione di artux, nello xinjiang
Pillay, sudafricana di origini tamil, è stata la prima persona non bianca a essere nominata giudice dell’Alta Corte del Sudafrica. Successivamente ha ricoperto diversi incarichi di primo piano nel campo del diritto internazionale, fino a diventare Alto commissario delle Nazioni Unite per i diritti umani.
La sua iniziativa più significativa, quella che le è valsa il premio ma anche un intenso scrutinio critico, è stata la presidenza della Commissione internazionale indipendente d’inchiesta dell’ONU sui Territori palestinesi occupati, che nel settembre 2025 ha stabilito che Israele aveva commesso un genocidio contro i palestinesi.
[...]
campi di concentramento per uiguri, nella regione dello xinjiang
«Il Comitato per il Nobel deve una spiegazione ai dissidenti i cui nomi sono stati consegnati alla Cina», ha dichiarato in una nota Hillel Neuer, direttore esecutivo di UN Watch.
«Emma Reilly ha sollevato accuse devastanti di complicità in un genocidio contro la donna che hanno scelto di onorare. Dov’è stata la verifica? Dov’è stata la preoccupazione per le vittime e le loro famiglie?».
Neuer ha ricordato che Pillay si rifiutò di partecipare alla cerimonia del 2010 per l’assegnazione del premio Nobel per la Pace all’attivista cinese per i diritti umani Liu Xiaobo.
xi jinping in video conferenza all'assemblea generale onu
«L’incapacità di Pillay di affrontare le dittature più potenti è stata una costante», ha affermato Neuer. «Il nostro studio ha rilevato il suo silenzio sugli abusi commessi in 34 Paesi classificati come “Non liberi”, tra cui Cuba, Corea del Nord, Arabia Saudita e Sudan.
Quando il regime iraniano picchiò e arrestò i manifestanti nel 2009, lei impiegò tre mesi prima di pronunciarsi. Le vittime avevano bisogno di una paladina disposta a sfidare i loro oppressori».
2 - LA COMPIACENZA DELL’ONU CON LA CINA E IL CASO DI EMMA REILLY, LICENZIATA
Estratto dell’articolo di Francesca Marino per www.ilfoglio.it – 21 giugno 2023
La notizia è di quelle che fanno, o almeno dovrebbero, fare scalpore: le Nazioni Unite e, in particolare, la Commissione Diritti Umani dell’Onu, da anni collaborano di fatto con il governo cinese contribuendo alla repressione su larga scala in atto ai danni degli uiguri.
Come? Passando nomi e indirizzi degli uiguri e di altri dissidenti cinesi chiamati a intervenire e testimoniare durante le sessioni della Commissione. E’ quanto sostiene, con tanto di prove, l’avvocatessa irlandese Emma Reilly, per nove anni funzionario alla Commissione diritti umani.
Assunta nel 2013, dopo poco più di un anno Reilly riceve la mail di un diplomatico cinese con sede a Ginevra in cui si sollecita il “favore” di confermare nomi e identità dei “separatisti cinesi antigovernativi” che avrebbero partecipato al Consiglio di marzo della Commissione. La pratica, espressamente vietata dal regolamento dell’Onu, è chiaramente lesiva dei diritti degli individui ed espone i dissidenti, un certo numero dei quali è attualmente cittadino di paesi europei, a ritorsioni e minacce nei loro confronti e delle loro famiglie rimaste in patria.
E tuttavia il diretto superiore dell’avvocato Reilly, Eric Tistounet, non si dimostra affatto sorpreso. Anzi. Impartisce direttive al suo staff perché i nomi in questione siano condivisi con i diplomatici cinesi per “non esacerbare la sfiducia della Cina nei nostri confronti”.
Effettuando un controllo sulla passata corrispondenza, Reilly scopre che il “favore” richiesto dal diplomatico cinese è in realtà un fatto di routine: regolarmente, cioè, funzionari della Commissione diritti umani passano alla locale ambasciata cinese i nomi dei dissidenti con cui entrano in contatto.
Seguendo quanto prescritto dal regolamento interno dello staff onu, Reilly stila un rapporto denunciando a chi di dovere i fatti di cui è venuta a conoscenza. Ma i rapporti dell’avvocato cadono nel vuoto. Anzi, peggio. Anche se le stesse Nazioni Unite hanno confermato due volte, nel 2017 e poi nel 2019, la veridicità delle accuse di Reilly.
All’inizio, Emma è stata riconosciuta come whistleblower, uno status per il quale le Nazioni Unite prevedono speciali protezioni, e di conseguenza invitano a “risolvere informalmente” la questione “cercando una mediazione”. Di fatto, la Reilly è stata vittima di un raffinato mobbing: ha continuato a percepire uno stipendio ma non le è stata più attribuita, di fatto, alcuna mansione. Non solo, è stata ostracizzata e fatta oggetto di ogni genere di molestie.
CINA, BAMBINI DELLA MINORANZA UIGURA SEQUESTRATI AI GENITORI
Le è stato persino impedito di testimoniare durante un incontro per discutere il suo caso davanti a una commissione interna: avrebbe dovuto intervenire in videoconferenza ma, cinque minuti prima dell’incontro previsto, la polizia di Ginevra si è presentata alla sua porta. Dicendo che l’Onu li aveva mandati perché lei poteva essere in pericolo.
L’espediente, perché di espediente si trattava, ha funzionato: quando ha spiegato loro che non stava succedendo nulla e che non era in pericolo, la riunione era finita ma lei non aveva potuto intervenire. Alla fine, Reilly è stata licenziata con il pretesto formale di aver violato le direttive impartitele dai suoi datori di lavoro: non parlare dei fatti con la stampa o a mezzo social media. E, secondo Emma, si tratta in ultima analisi di una scusa [...]
CINA, BAMBINI DELLA MINORANZA UIGURA SEQUESTRATI AI GENITORI
La cosa peggiore di tutta questa storia, è che la Commissione per i diritti umani, istituita per proteggere i diritti fondamentali degli individui, si pieghi a minacce e lusinghe della Cina e, molto probabilmente, anche di altri paesi. [...]
prigionieri uiguri bendati nello xinjiang, in cina
campi di concentramento per uiguri, nella regione dello xinjiang 1
CINA, BAMBINI DELLA MINORANZA UIGURA SEQUESTRATI AI GENITORI
la polizia scorta ren zhiqiang al tribunale del popolo cinese
hong kong, proteste in difesa degli uiguri 12
hong kong, proteste in difesa degli uiguri 3
i documenti pubblicati dal new york times sulla persecuzione degli uiguri da parte della cina 2





