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DOVE C'È EREDITÀ, C'È SCAZZO - QUAL È LA VERITÀ NELLA VICENDA DEL 92ENNE TORINESE LIDO FREDIANI CHE, PER FARE UN TORTO AI PARENTI, HA LASCIATO IL SUO PATRIMONIO DA 3 MILIONI ALLA BADANTE E A SUO MARITO (CARABINIERE)? - L'ANZIANO ERA IN PESSIMI RAPPORTI CON SUO NIPOTE - DOPO L'ASSUNZIONE DELLA BADANTE, LIDO FREDIANI VA DA UN NOTAIO PER FIRMARE IL NUOVO TESTAMENTO IN CUI LASCIA I SUOI BENI ALLA DONNA - MA QUALCOSA CHE NON TORNA: PERCHÉ I DUE HANNO FATTO CREMARE IL 92ENNE SENZA AVVISARE LA SUA FAMIGLIA?

Estratto dell'articolo di Simona Lorenzetti per il "Corriere della Sera"

 

UOMO ANZIANO CON BADANTE

A ferirlo è stato il loro rifiuto. Quando Lido Frediani chiese alla cugina e al nipote di ospitarlo perché aveva bisogno di qualcuno che si prendesse cura di lui, ha ricevuto come risposta un «no».

 

«Ti portiamo i pasti a casa» e «assumi una badante», gli hanno suggerito. Ed è quello che ha fatto. Ha assunto un’operatrice sociosanitaria di 56 anni e l’ha nominata erede del proprio patrimonio, circa tre milioni di euro accumulati nel corso della lunga carriera come chimico.

 

BADANTE CON UOMO IN SEDIA A ROTELLE

Era l’estate del 2019 quando Frediani prese la decisione che un anno dopo, in seguito alla sua morte, ha innescato un procedimento penale in cui la badante e il marito (un carabiniere di 53 anni) sono stati accusati di circonvenzione d’incapace. In primo grado la coppia è stata condannata a 4 anni e 4 mesi di reclusione.

 

Ora la Corte d’appello di Torino ha ribaltato il verdetto, assolvendo marito e moglie perché «il fatto non sussiste». Per i giudici Frediani — che era capace di intendere e volere, seppure affetto da un disturbo cognitivo lieve — ha nominato erede la badante per «fare un dispetto ai parenti con cui aveva litigato».

 

In 21 pagine, la Corte riavvolge il nastro di questa storia e offre uno spaccato diverso rispetto alla narrazione presentata in aula dalla Procura. Nel 2019 Frediani è ormai molto anziano, ha 91 anni e vive da solo. Gli amici lo descrivono come una persona dal carattere spigoloso, a tratti aggressivo e scontroso. E anche particolarmente affezionato a un nipote, figlio di una cugina, al quale aveva lasciato intendere che sarebbe stato l’erede.

 

BADANTE CON UOMO IN SEDIA A ROTELLE

All’inizio dell’anno, il chimico si frattura il femore e inizia per lui un periodo di degenza tra ospedali e case di cura. Con il passare dei mesi il quadro clinico peggiora e ai problemi di deambulazione si aggiungono gli attacchi ischemici. A giugno Frediani rientra nella propria abitazione e chiede al nipote e alla cugina di essere ospitato. Loro lo respingono e si offrono di portargli i pasti, consigliandogli di assumere una badante. È così che la 56enne entra in casa del pensionato: le sue referenze sono ottime e per giunta il marito è un carabiniere.

 

Dopo cinque giorni, il chimico le annuncia che sarà la sua erede. E dopo altri venti, firma il testamento dal notaio. Frediani morirà nel 2020 per «deperimento da anoressia» e la badante e il marito lo fanno cremare senza dire nulla alla famiglia.

 

badante

Quando i parenti lo scoprono, apprendono anche di essere stati diseredati. Partono quindi la denuncia, l’inchiesta, il sequestro dei beni e il processo che si chiude con una condanna: secondo il Tribunale, la coppia si sarebbe approfittata del chimico. Non è andata così per la Corte d’appello, per cui moglie e marito (difesi dagli avvocati Alberto Pantosti Bruni e Stefania Marasciulo) non avrebbero «indotto» l’anziano a fare testamento:

 

«Il chimico manifesta l’intento di nominare erede la badante cinque giorni dopo averla assunta. Non si ritiene che in un così ristretto limite di tempo l’imputata sia riuscita a carpirne la fiducia e indurlo a testare in suo favore scavalcando i parenti».[...]

 

ANZIANO RAGGIRATO DALLA BADANTE

Parenti con cui non voleva più avere nulla a che fare, tanto da chiamare un elettricista perché installasse un videocitofono «per evitare che loro potessero entrare nella sua casa»: soprattutto il ragazzo «che si spacciava per suo nipote e si recava da lui solo per questioni economiche». [...]

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