LA SOLITUDINE E' UN VIRUS – SENTIRSI SOLI POTREBBE AUMENTARE IL RISCHIO DI MALATTIE DELLE VALVOLE DEL CUORE – LA MANCANZA DI LEGAMI SOCIALI È ASSOCIATA A UN RISCHIO MAGGIORE DEL 19% DI SVILUPPARE UNA CARDIOPATIA VALVOLARE DEGENERATIVA; UN RISCHIO MAGGIORE DEL 21% DI STENOSI DELLA VALVOLA AORTICA E UN RISCHIO MAGGIORE DEL 23% DI INSUFFICIENZA DELLA VALVOLA MITRALE: I COMPORTAMENTI VITA NON SALUTARI SPESSO COLLEGATI ALLA SOLITUDINE, COME OBESITÀ, CONSUMO DI ALCOL O DROGHE E MANCANZA DI SONNO SPIEGANO SOLO IN PARTE LA CORRELAZIONE TRA SOLITUDINE E MALATTIE CARDIACHE…
(ANSA) - Sentirsi soli potrebbe aumentare il rischio di malattie delle valvole del cuore: lo rivela uno studio pubblicato sul Journal of the American Heart Association e condotto presso il Secondo Ospedale Xiangya della Central South University di Changsha, in Cina.
Le malattie valvolari cardiache si verificano quando una delle quattro valvole del cuore smette di funzionare correttamente. La malattia valvolare cardiaca degenerativa si verifica quando le valvole cardiache si irrigidiscono gradualmente, rendendo più difficile il corretto flusso del sangue attraverso il cuore. Secondo dati dell'American Heart Association la mancanza di legami sociali è associata a un aumento del rischio di morte prematura per tutte le cause, nonché ad altri esiti negativi per la salute.
Lo studio ha analizzato dati relativi a circa 463.000 adulti iscritti alla UK Biobank monitorati per quasi 14 anni. Durante questo periodo sono stati diagnosticati oltre 11.000 nuovi casi di cardiopatia valvolare degenerativa. Circa il 72% dei partecipanti ha riferito di provare una solitudine minima, mentre il 28% ha riferito livelli più elevati di solitudine.
Rispetto alle persone che hanno riferito una solitudine minima, quelle che si sono dichiarate sole avevano un rischio maggiore del 19% di sviluppare una cardiopatia valvolare degenerativa; un rischio maggiore del 21% di stenosi della valvola aortica e un rischio maggiore del 23% di insufficienza della valvola mitrale. Le persone che presentavano sia un alto rischio genetico per le malattie valvolari cardiache sia punteggi elevati di solitudine avevano il rischio più alto di diagnosi di cardiopatia valvolare.
Comportamenti di vita non salutari spesso collegati alla solitudine (come obesità, fumo, consumo eccessivo di alcol, durata del sonno subottimale o attività fisica irregolare) spiegano solo in parte la relazione tra solitudine e cardiopatia valvolare.
"I nostri risultati suggeriscono che affrontare la solitudine potrebbe contribuire a ritardare la progressione della malattia, posticipare gli interventi chirurgici come la sostituzione valvolare e, in definitiva, ridurre l'onere clinico ed economico a lungo termine delle malattie valvolari cardiache", conclude il coautore dello studio Cheng Wei.


