egisto ott

MOSCA SE LI COMPRA TUTTI - EGISTO OTT, 007 AUSTRIACO ARRESTATO CON L’ACCUSA DI ESSERE AL SERVIZIO DI PUTIN, AVEVA MOLTI CONTATTI IN ITALIA (DOVE HA LAVORATO PER 9 ANNI) A CUI CHIEDEVA INFORMAZIONI RISERVATE - CHIAMAVA PER LAVORO IL CAPO DELLA SQUADRA MOBILE DI UNA GRANDE CITTÀ, UOMINI DELL’AISE, GENERALI DEI CARABINIERI E FUNZIONARI DI POLIZIA: MA SONO LE TELEFONATE A DUE AGENTI DEL ROS, E IN PARTICOLARE A LUCA B. DI STANZA A UDINE (ORA IN PENSIONE), A DESTARE SOSPETTI: CHIEDEVA NOTIZIE DEI NEMICI DI PUTIN - NEI SUOI DISPACCI A JAN MARSALEK, NUMERO DUE DI WIRECARD, SI FIRMAVA “GIOVANNI PARMIGIANO”

Estratto dell’articolo di Mara Gergolet per il “Corriere della Sera”

 

EGISTO OTT

Egisto Ott è una vecchia conoscenza dei servizi italiani. Tanto legato al nostro Paese da firmarsi, nei dispacci che mandava a Jan Marsalek, con il nome di «Giovanni Parmigiano». Ma ora che Egisto Ott è agli arresti a Vienna — il più importante «agente doppio» che la Russia abbia reclutato in anni recenti, in quel colossale affaire esploso tra l’Austria e la Germania che è il caso Marsalek, o lo scandalo Wirecard — è anche necessario chiedersi: che uso ha fatto Egisto Ott dei suoi contatti italiani? A Vienna, la polizia indaga anche su questo.

 

la sede centrale di wirecard

«La cosa triste è che Egisto Ott era uno dei migliori agenti che l’Austria abbia avuto», ha detto un investigatore […] Egisto nel 2001 arrivò a Roma: agente di collegamento tra l’Austria e l’Italia. Nato in Carinzia 62 anni fa, madre italiana, perfettamente bilingue. Sono gli anni del terrorismo islamico, la collaborazione con Vienna risulterà importante. Ott diventa amico di alcuni dei nostri migliori poliziotti. Nel 2010 va a Istanbul. Ed è lì — si sospetta — nel porto aperto frequentato da ceceni e caucasici, siriani e russi, che viene agganciato dagli uomini del Cremlino.

jan marsalek. 6

 

Tornato in patria nel 2012, si occuperà di guidare gli agenti sotto copertura. È amico fraterno e diventerà assistente personale Martin Weiss, capo operativo dei servizi austriaci Bvt (poi sciolti). Ma qualcosa comincia a non quadrare. Weiss, nel frattempo, ha conosciuto Jan Marsalek. Costui è il «geniale» numero 2 di Wirecard, la società tedesca dei pagamenti online, tra le 30 aziende della Borsa Dax, che crollerà come un castello di carte; ma è anche già un «asset» (agent vliyaniya, agente d’influenza manovrato dai russi) e in seguito reclutatore per conto di Mosca dove scapperà nel 2020.

 

EGISTO OTT

È importante notare le date. Nel 2017 i britannici avertono Vienna che nel Bvt c’è una «talpa»: e indicano Egisto Ott. Prove decisive però non ne emergono. Ott viene sospeso per 6 mesi, gli sono tolti gli accessi ai database delle polizie Ue, ma conserva l’email ufficiale. Viene spostato a insegnare il mestiere alle reclute all’Accademia.

LA RETE DI SPIONI AL SERVIZIO DI MOSCA

 

Nel 2021, la seconda sospensione. Il suo capo Weiss invece nel 2018 fugge a Dubai. Qui crea […] una società privata di intelligence, che metterà al servizio di Marsalek e dei russi. Il suo uomo a Vienna è «Giovanni Parmigiano».

 

L’incriminazione di Egisto Ott è lunga 530 pagine, il Corriere ha potuto leggerne un’ampia parte. Del filone «italiano» ha parlato per primo un piccolo giornale di Bolzano, Salto, e il giornalista investigativo Christoph Franceschini, affermando che le «tracce di Egisto Ott portano in Alto Adige». L’incriminazione viennese le conferma. Sono tante le telefonate di Egisto Ott in Italia: al capo della squadra mobile di una grande città, a uomini dell’Aise, a generali dei carabinieri e funzionari di polizia. Lavoro. Ma sono quelle a due agenti del Ros, e in particolare a Luca B. di stanza a Udine (ora in pensione) che sono — agli occhi degli inquirenti austriaci — particolarmente sospette.

 

EGISTO OTT

Nel 2021 Vienna chiede assistenza internazionale alla Procura di Venezia proprio sul suo caso. Si indagherà senza arrivare a nessun’incriminazione. Ott, sospeso e senza accesso ai database, chiede a più riprese a Luca B. di fare delle ricerche, spacciandole per informazioni tra colleghi. «Cosa sa la polizia italiana di...?»; «Ci sono tracce in Italia di...?». L’elenco degli attenzionati è una mappa degli interessi della macchina repressiva putiniana in Europa.

Arkady Rotenberg

 

Ci sono Dmitry Senin, ufficiale del Fsb che ha defezionato (ora agli arresti in Montenegro) e la sorella Irina Mololkina. C’è Maria Borodunova, sulla quale si erano scatenati i tabloid della Lettonia: 36 anni, ex fidanzata di una star del basket, è in realtà l’amante di Arkady Rotenberg, l’oligarca amico d’infanzia e compagno di judo di Vladimir Putin. Maria è proprietaria di un attico da 60 milioni a Montecarlo.

 

Può verificare Luca B., chiede Egisto Ott, se è passata con la sorella Viktorija al Baglioni di Venezia? «Affermativo», è la risposta. C’è Stanislav Petlinsky, tuttofare nella cerchia ristretta di Putin che organizzerà la fuga di Marsalek a Mosca via Minsk: la ricerca servirà per garantire un passaggio «sicuro» in Europa? Compaiono nomi italiani e libici, come Elbashir Shkahi (passato «due volte da Fiumicino» nel 2016, riferisce Luca B.). Richieste e risposte girano su WhatsApp, fuori dai protocolli.

 

jan marsalek. 2

Una volta Luca chiede tempo perché «il capo controlla gli accessi». Ciononostante, il carabiniere del Ros ha sempre affermato di non aver saputo della sospensione di Ott e di aver considerato quelle richieste «ufficiali». Non a caso, anche per proteggersi, in genere le ha protocollate. Nel carcere di Vienna Egisto Ott si professa innocente, dice di pagare il fatto di essere «un cane sciolto». […] Com’è potuto restare al suo posto dopo i sospetti del 2017, di quali coperture godeva al ministero dell’Interno diretto da quell’Herbert Kickl — l’erede «radicale» di Jörg Haider — che potrebbe essere il prossimo cancelliere austriaco ed è il leader più filorusso d’Europa? […]

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