coronavirus vaccino

INOCULATI FINO IN FONDO - ENTRO LA FINE DI APRILE ARRIVERNNO 26 MILIONI DI VACCINI E PRENDE PIEDE L’IPOTESI DI UN LOCKDOWN NAZIONALE PER “AGEVOLARE” LA CAMPAGNA DI VACCINAZIONE - MA SERVIRÀ PERSONALE: CIASCUN VACCINATORE PUÒ SOMMINISTRARE UNA DOSE OGNI CINQUE MINUTI, OGNI POSTAZIONE PUÒ ARRIVARE A QUASI 100 SOMMINISTRAZIONI IN OTTO ORE DI LAVORO SENZA RESPIRO - SERVE UN PIANO POST-VACCINAZIONE: DIVERSE SCUOLE SONO RIMASTE CHIUSE PER GIORNI DOPO LA VACCINAZIONE DEGLI INSEGNANTI, IN MALATTIA PER GLI EFFETTI COLLATERALI…

Tommaso Ciriaco e Giuliano Foschini per “la Repubblica”

 

mario draghi

Nei prossimi cinquanta giorni, da oggi sino alla fine di aprile, è previsto l' arrivo in Italia di 26 milioni di dosi di vaccino. E l' indicazione che il governo ha dato alle Regioni è molto chiara: dovranno essere somministrate tutte, nel più breve tempo possibile. Per farlo - e dunque per organizzare la più grande campagna di vaccinazione di massa del nostro Paese - Roma ha assicurato che metterà sul tavolo tutti gli sforzi necessari, in termini di personale e di spesa.

 

ROBERTO SPERANZA

Ma senza precedenti potranno essere anche i mezzi per arrivare all' obiettivo: la parola "zona rossa" per tutta l' Italia, infatti, non è più un tabù. Se dovesse essere necessario un lockdown per vaccinare più in fretta, ragionano fonti di governo, «siamo pronti». Magari lasciando fuori dalle restrizioni alcune Regioni con tassi di contagio da zona bianca.

 

Anche di questo si discuterà nella riunione straordinaria che si terrà oggi tra i ministri Roberto Speranza e Mariastella Gelmini, il capo del Cts Agostino Miozzo e il commissario per l' emergenza, Giuseppe Figliuolo. Al termine della quale il presidente del Consiglio, Mario Draghi, farà un punto con la cabina di regia di maggioranza per decidere il da farsi.

Sono passi delicati, quelli che attendono l' esecutivo.

 

ROBERTO SPERANZA E MARIASTELLA GELMINI

E i segnali che la stretta sia imminente non mancano. Il ministro degli Esteri, Luigi di Maio, ha usato ieri parole molto chiare: «Nelle ultime 24 ore abbiamo registrato oltre 20mila nuovi casi, con un tasso di positività che sale al 7,6%. Servono misure più rigide». È una linea condivisa anche dal ministro della Salute, Roberto Speranza. E da buona parte del Pd. A frenare, ovviamente, è il centrodestra, sponda Matteo Salvini. Che ancora ieri sera diceva: «Lockdown? Spero di no».

 

AGOSTINO MIOZZO

La verità è che in queste ore si fa spazio un ribaltamento della filosofia che guida il governo. Cambia in particolare la prospettiva in cui inquadrare un possibile lockdown: non soltanto una misura di contenimento di fronte a una situazione epidemiologica comunque delicatissima, ma un vero e proprio investimento per la campagna di vaccinazione. È da sempre la priorità del premier Draghi, in linea con l' approccio europeo che può sintetizzarsi così: "rigore assoluto" per favorire la campagna di immunizzazione.

 

FRANCESCO PAOLO FIGLIUOLO

Anche perché a cambiare, nelle ultime ore, sono anche i numeri. Primo: l' Italia, così come il resto dei paesi europei, può finalmente contare su consegne imponenti di vaccini. A differenza di quanto accaduto da dicembre a oggi, le dosi arriveranno davvero, e quasi nessuno sembra più dubitarne. Le case produttrici hanno rassicurato Bruxelles. La nostra intelligence ha informazioni in questo senso.

 

Sul tavolo ci sono i numeri consegnati alle Regioni: da qui a fine marzo dovrebbero essere consegnate circa 9 milioni di dosi. E dal primo aprile, per i 90 giorni successivi, 52milioni e 477mila, quindi 17,5 milioni all' incirca al mese. «Puntiamo a raggiungere circa la metà della popolazione» dice Speranza.

 

C' è un elemento in più: entro le prossime 48 ore il ministero della Salute darà - al pari di Germania e Francia - i l via libera ad Astrazeneca anche per gli over 65. Questo permetterà alla campagna di accelerare. L' idea è di completare la vaccinazione del personale scolastico - a oggi 385 mila immunizzati su un milione - e le forze armate. Per poi passare agli over 80 (vaccinati 1,3 milioni su 4,4) e agli over 70. Lasciando però Pfizer, Moderna e probabilmente anche Johnson & Johnson per i pazienti fragili, già individuati dal ministero.

 

vaccino pfizer

Servirà personale, ovviamente. Secondo una stima, ciascun vaccinatore può somministrare una dose ogni cinque minuti, ogni postazione può dunque arrivare a 100 vaccinati al giorno. «Serve una regia unica nazionale perché questo non è un tempo ordinario, ma straordinario» insiste il presidente dell' Anci, Antonio Decaro. E ci sarà: un unico criterio per evitare "le vaccinazioni per casta", che sarà anagrafico e alfabetico.

 

E probabilmente anche un unico colore nazionale: l' ipotesi è quello di un rosso globale per tre settimane. Per velocizzare le procedure, per precettare il maggior numero di vaccinatori. E perché l' esperienza delle scuole insegna: diversi istituti sono rimasti chiusi per giorni dopo la vaccinazione degli insegnanti, in malattia per gli effetti collaterali.

 

vaccino anti coronavirus di moderna

Che succederebbe con gli uffici pubblici? O con i servizi come i trasporti? Al vaglio c' è comunque un meccanismo per quelle aree, come la Sardegna, dal basso contagio: un parametro valutato è di esentare dalla zona rossa nazionale le Regioni con un tasso inferiore ai 50 contagiati ogni 100 mila abitanti.

Ultimi Dagoreport

francesco lollobrigida vino

DAGOREPORT - UNO DEI MISTERI PIÙ INDECIFRABILI DELLE CRONACHE POLITICHE DEGLI ULTIMI GIORNI HA UN NOME, UN COGNOME E UN "RAFFORZINO" IN TESTA: FRANCESCO LOLLOBRIGIDA. L’EX COGNATO D’ITALIA, È TORNATO IN PISTA AL TAVOLO DELLE NOMINE, E MOLTI OSSERVATORI POLITICI SONO RIMASTI SGOMENTI. È PROPRIO “LOLLO”, CHE ERA STATO RELEGATO A MACCHIETTA DI SE STESSO DALLE SORELLE MELONI? QUELLO DELLA “SOSTITUZIONE ETNICA”, DI “GESÙ CHE MOLTIPLICA IL VINO” E CHE FA FERMARE IL FRECCIAROSSA A CIAMPINO? GAFFE A PARTE, LO “STALLONE DI SUBIACO” HA UNA COSA CHE ARIANNA, DONZELLI E RAMPELLI SI SOGNANO: I VOTI – I RAPPORTI CON LA COLDIRETTI E GLI ANNI DI “GAVETTA” TRA VIA DELLA SCROFA E MONTECITORIO

steve bannon giuseppe conte matteo salvini davide casaleggio, gennaro vecchione jeffrey epstein - pietro dettori

DAGOREPORT - FANNO BENISSIMO QUEI SINISTRELLI DI BONELLI E FRATOIANNI A CHIEDERE CONTO A SALVINI DEI SUOI RAPPORTI CON STEVE BANNON. MA PERCHÉ NON FANNO LA STESSA DOMANDA AL LORO ALLEATO, GIUSEPPE CONTE? NEL 2018, IN PIENA EUFORIA GIALLO-VERDE, BANNON CALÒ SU ROMA PER INCONTRARE DAVIDE CASALEGGIO, A CUI SEMBRA ABBIA PROVATO A VENDERE UN SOFTWARE DI PROFILAZIONE – ERANO GLI ANNI FOLLI IN CUI TRUMP CHIAMAVA CONTE “GIUSEPPI”, E A ROMA ARRIVAVA IL MINISTRO DELLA GIUSTIZIA AMERICANO, PER INCONTRARE IL CAPO DEI SERVIZI, GENNARO VECCHIONE – I LEGAMI CON LA LINK UNIVERSITY, IL RUOLO DI PIETRO DETTORI, EX GURU DELLA COMUNICAZIONE GRILLINA ORA RICICLATOSI MELONIANO - TUTTI I MISTERI E LE INQUIETANTI COINCIDENZE CHE NEL 2018 PORTARONO IL SOVRANISMO DELLA LEGA E IL POPULISMO M5S A PALAZZO CHIGI, GOVERNO CONTE-SALVINI...

andrea pucci bocelli giorgia meloni carlo conti sanremo laura pausini

DAGOREPORT – BENVENUTI AL FESTIVAL DI ATREJU! “CI SIAMO PRESI FINALMENTE SANREMO”, GHIGNANO SODDISFATTI I CAPOCCIONI MELONIANI IN RAI: DOPO TRE ANNI E MEZZO DI OCCUPAZIONE FAMELICA DI POSTI DI POTERE, MANCAVA SOLO ESPUGNARE DEL TUTTO QUEL BARACCONE CANTERINO DIVENTATO UN DISTURBO MENTALE DI MASSA – IL CASO PUCCI? L’ENNESIMA ARMA DI DISTRAZIONE DI MASSA: IL COMICO “MARTIRE” SERVE PER COPRIRE LE DERILANTI DISAVVENTURE DEL FRATELLINO D’ITALIA, PATACCA PETRECCA - FINITO L’EFFETTO AMADEUS, CONTI SI RITROVA A SCODELLARE SUL PALCO DELL’ARISTON UN CAST DEBOLE, PIENO ZEPPO DI RELITTI E DI SCONOSCIUTI. BASTERÀ A RISOLLEVARE LO SHARE, MESSO A RISCHIO DA GERRY SCOTTI E DALLE PARTITE DI CHAMPIONS? – AI POVERI TELE-MORENTI SARÀ RIFILATO (DI NUOVO) ANCHE IL “VINCERÒ” DI BOCELLI…

john elkann theodore kyriakou repubblica

DAGOREPORT - COME MAI LA TRATTATIVA TRA JOHN ELKANN E IL MAGNATE GRECO THEO KYRIAKOU PER LA VENDITA DEL GRUPPO GEDI, SI È ARENATA? IL MOTIVO DELL’IMPASSE, CHE HA SPINTO I GIORNALISTI DI “REPUBBLICA” A DUE GIORNI DI SCIOPERO, GIRA PROSAICAMENTE INTORNO AL VALORE DELL'OPERAZIONE, STIMATA INTORNO A 140 MILIONI DI EURO - DOPO OLTRE 6 MESI IN CUI UN PLOTONE DI AVVOCATI E CONTABILI HA ROVESCIATO COME UN CALZINO CONTI, CONTRATTI E PENDENZE LEGALI DEL GRUPPO, IL GRECO ANTENNATO AVREBBE FATTO UN'OFFERTA DI 90 MILIONI - UNA “MISERIA” CHE SAREBBE STATA RIFIUTATA DA ELKANN CHE HA AVREBBE STIMATO SOLO IL POLO RADIOFONICO TRA GLI 86 E I 100 MILIONI, CON RADIO DEEJAY DA SOLA VALUTATA OLTRE I 40 MILIONI - RIUSCIRANNO ELKANN E KYRIAKOU A NEGOZIARE UN ACCORDO? AH, SAPERLO…

binaghi mezzaroma giampaolo rossi pier silvio berlusconi meloni alcaraz tennis sinner

DAGOREPORT - RAI ALLA DERIVA! DOPO L'OLIMPICA PATACCA-PETRECCA, ARRIVA UN’ALTRA MAZZATA PER TELE-MELONI: GIAMPAOLO ROSSI E CAMERATI RIESCONO NELL’IMPRESA DI PERDERE LE FUTURE PALLETTATE TRA SINNER E ALCARAZ: I DIRITTI IN CHIARO PER LE ATP FINALS DAL 2026, INFATTI, LI HA ACQUISTATI MEDIASET - DOPO LA MOSSA DI ATP MEDIA (IN CUI LA FITP HA UNA MINIMA PARTECIPAZIONE) DI CEDERE AL BISCIONE DI PIER SILVIO LA PARTE IN CHIARO DELL’EVENTO, BINAGHI SI PREPARA A TOGLIERE DI MEZZO LE MANINE DI “SPORT E SALUTE”, E QUINDI IL GOVERNO MELONI, DALLA GESTIONE DEL TORNEO CHE VALE OLTRE MEZZO MILIARDO DI EURO? L'ESECUTIVO AVEVA POSTO AL PRESIDENTE DELLA FITP COME CONDIZIONE PER OTTENERE I 100 MILIONI DI CONTRIBUTI PUBBLICI DI CONDIVIDERE CON “SPORT E SALUTE” LA GESTIONE DELLE ATP FINALS - LA SEDE DI TORINO CONFERMATA SOLO FINO AL 2026. POI... - VIDEO

giorgia meloni monica maggioni giampaolo rossi sigfrido ranucci bruno vespa report

DAGOREPORT - PER LEVARSELO DAI PIEDI QUEL ROMPICOJONI DI SIGFRIDO RANUCCI, L’ARMATA BRANCA-MELONI DEVE PORTARE UN PO’ DI PAZIENZA - E’ VERO CHE PORTANDO SUL GROPPONE 64 PRIMAVERE, IL CONDUTTORE DI “REPORT” PER RAGGIUNGERE L'ETÀ PENSIONABILE, FISSATA A 67 ANNI E 1 MESE PER I DIPENDENTI RAI, HA ANCORA DAVANTI TRE ANNI DI "REPORT" PER SCODELLARE INCHIESTE INVESTIGATIVE SULLE MAGAGNE INFINITE DEL POTERE, DA UNA PARTE - DALL’ALTRA, RANUCCI HA ACCUMULATO UNA TALE QUANTITÀ DI GIORNI DI FERIE NON GODUTE CHE TELE-MELONI NON PERDERÀ LA GOLOSA OCCASIONE DI INVITARLO AL PENSIONAMENTO NELLA PRIMAVERA DEL 2027, PROPRIO ALLA VIGILIA DELL’ELEZIONI POLITICHE – DI SICURO, TELE-MELONI NON OFFRIRA' UN PROVVIDENZIALE CONTRATTO DI COLLABORAZIONE ESTERNA CHE TRASFORMA IL GIORNALISTA MAGICAMENTE IN UN “ARTISTA”, COM'È SUCCESSO ALL’81ENNE BRUNO VESPA E A MONICA MAGGIONI...