alessio casimirri aldo moro

ESTRADATE CASIMIRRI! LA LEGA VINCE LA BATTAGLIA ALL’EUROPARLAMENTO: APPROVATO L'EMENDAMENTO BORGHEZIO PER L'ESTRADIZIONE DELL'EX BRIGATISTA, CONDANNATO A SEI ERGASTOLI E IMPLICATO NEL CASO MORO - CASIMIRRI È FUGGITO IN NICARAGUA, DOVE HA UN RISTORANTE ED È PROTETTO DAL 1983 - LA DISPOSIZIONE AL MOMENTO NON È VINCOLANTE: SPETTA ALLE AUTORITÀ DI MANAGUA DECIDERE COSA FARE...

Fabio Amendolara per “la Verità”

 

Alessio Casimirri oggi

La condanna a sei ergastoli per il sequestro di Aldo Moro, ex presidente della Dc, presidente del Consiglio dei ministri e del Consiglio europeo, per l' omicidio degli agenti della scorta e anche per il delitto del giudice Girolamo Tartaglione è definitiva da tempo.

 

Alessio Casimirri è scappato in Nicaragua. A Managua, protetto dalle autorità locali, ha prima gestito il ristorante Magica Roma e poi la Cueva del Buzo, in uno dei quartieri di movida nell' immediata periferia cittadina.

 

Ora però potrebbe tornare in Italia e finire dietro le sbarre. Ieri il Parlamento europeo ha approvato l' emendamento presentato dal leghista Mario Borghezio per l' estradizione dell' ex brigatista (219 sì, 108 contrari e 33 astenuti). La Lega ha vinto la sua battaglia. E dopo Cesare Battisti, restituito all' Italia a 37 anni dalla sua evasione, la caccia ai latitanti messa in campo dal governo punta dritta all' ex brigatista, che insieme ad Alvaro Lojacono (che oggi vive in Svizzera) è tra gli unici condannati per il caso Moro a essere sempre riusciti a non farsi catturare.

 

il ristorante gastronomia el buzo di alessio casimirri a managua

La disposizione al momento non è vincolante: spetta alle autorità del Nicaragua decidere cosa rispondere alla richiesta del Parlamento europeo. Dovranno comunque tenere in conto che il sostegno durante la plenaria di Strasburgo è stato bipartisan. Oltre agli europarlamentari di Forza Italia e di Fratelli d' Italia, hanno appoggiato l' emendamento il Movimento 5 stelle e Pd. L' unica - tra gli europarlamentari italiani - a votare contro l' estradizione è stata Eleonora Forenza. Barbara Spinelli si è invece astenuta. Entrambe fanno parte della Sinistra unitaria europea (Gue). Tra gli astenuti anche l' ex grillina Giulia Moi. L' emendamento è stato appoggiato dal Ppe, dai Conservatori Ecr e dalla stragrande maggioranza dei socialisti. Contrari i Verdi, la maggioranza della sinistra Gue e i liberali Alde.

 

alessio casimirri in copertina su la prensa

«La richiesta di assicurare alla giustizia il brigatista latitante è sacrosanta», ha dichiarato David Sassoli, vicepresidente Pd nel Parlamento europeo, «e mi auguro che il governo italiano intraprenda tutte le misure necessarie per fare giustizia». A Roma ovviamente non aspettano altro. E anche la Procura nazionale antimafia e antiterrorismo è pronta. Il procuratore Federico Cafiero de Raho ha sottolineato che si tratta «di una delle primissime occasioni nelle quali si riesce a convergere su un' esigenza di giustizia e quindi di esecuzione della pena per coloro che sono stati autori di atti terroristici di estrema gravità». Casimirri, a questo punto, è il primo della lista.

 

Già nel servizio d' ordine di Autonomia operaia - con il nome di battaglia «Camillo» - assunse presto un ruolo di rilievo nella colonna romana del movimento armato.

Riuscì a sfuggire ai mandati d' arresto riparando prima a Cuba (secondo quanto riferì a suo tempo l' ex agente del Sisde Carlo Parolisi) per poi approdare nel Nicaragua sandinista, che lo ha protetto concedendogli la cittadinanza. Anche perché Casimirri, sommozzatore esperto diplomato all' Isef, pare sia stato tra gli istruttori degli incursori dell' esercito sandinista impegnati nella lotta ai Contras, i paramilitari sostenuti dagli Usa di Ronald Reagan. Il brigatista è arrivato in Centro America nel 1983, quando era già ricercato, con un volo dell' Aeroflot partito da Mosca che aveva fatto scalo a Parigi. Da allora, i tentativi della magistratura italiana di ottenerne l' estradizione si sono scontrati con il rifiuto delle autorità nicaraguensi di consegnare l' ex brigatista.

un piatto dello chef alessio casimirri, ex brigatista rosso

 

Casimirri riuscì a sfuggire anche a una trappola in Costarica, dove in passato fu proprietario di un altro ristorante. Andò male, forse per una soffiata. Casimirri, proprio come Battisti, ha sempre goduto di un largo cordone protettivo.

 

Certo è che il brigatista è riuscito a lasciare l' Italia grazie a un falso passaporto intestato a tale Guido Di Giambattista. Anche per questo motivo la commissione parlamentare d' inchiesta sul caso Moro ha avanzato ipotesi inquietanti sulla rete di protezione.

El Nuevo Diario, quotidiano che negli anni ha raccolto l' unica intervista rilasciata da Casimirri, ha riportato anche, nel 2015, il pensiero di Francisco Rosales, presidente della Sala Constitucional della Corte suprema di giustizia del Nicaragua, secondo cui il procedimento «è passato in giudicato e pertanto Casimirri non può essere né estradato né arrestato».

Alessio Casimirri

 

Contro questo scoglio si sono infranti i precedenti tentativi di ottenere la consegna del latitante, ultimo in ordine di tempo quello dell' ex Guardasigilli Andrea Orlando. Il brigatista ovviamente nega tutto. Sostiene di essere entrato nel Paese con un regolare passaporto, rivendica l' appartenenza alle Brigate rosse ma nega di essere stato in via Fani la mattina della strage. Le sentenze raccontano altro. E ora Casimirri potrebbe avere le ore contate.

Alessio Casimirri Alessio Casimirri ieri

Ultimi Dagoreport

bettini ruffini gabrielli schlein renzi conte onorato

DAGOREPORT – CON SALVINI ALLE CORDE, TAJANI ALLO SBANDO, VANNACCI IN AGGUATO, BASTEREBBE UNA SPINTARELLA TUTTI INSIEME E, PLUF!, L'ARMATA BRANCA-MELONI NON CI SAREBBE PIU' - INVECE, IL CAMPO LARGO E' SEMPRE AL PUNTO ZERO DEL "VAFFA": PRIMARIE SÌ O NO? SCHLEIN O CONTE? E COME TENERE INSIEME I GRILLINI CON L'INFIDO RENZI? - QUALCOSA NEI PROSSIMI GIORNI POTREBBE MUOVERSI: ERNESTO MARIA RUFFINI DOVREBBE FORMALIZZARE LA TRASFORMAZIONE DEL SUO MOVIMENTO “PIÙ UNO”, FORMATO DA UNA RETE DI GRUPPI CATTOLICI, IN UN PARTITO - AD AFFIANCARE RUFFINI, SAREBBE PRONTO FRANCO GABRIELLI, GIOVANILE DEMOCRISTIANA, COMPAGNO DI SCUOLA DI ENRICO LETTA, EX CAPO DELLA POLIZIA E DEI SERVIZI, GIA' SOTTOSEGRETARIO DEL GOVERNO DRAGHI - L’OBIETTIVO? DIVENTARE I FRONTMAN “ISTITUZIONALI” DI CASA RIFORMISTA, CON RENZI DEFILATO E IL VOLTO AUTOREVOLE E SECURITARIO DI GABRIELLI A GUIDARE IL CENTRONE - COME LA PRENDERA' IL ''CONTE TRAVAGLIO'' LA PRESENZA DEL DRAGHIANO GABRIELLI? E COME REAGIRA' LA DUCETTA DEL NAZARENO ALL'ANNUNCIO DELL'"ONORATO BETTINI DI PRESENTARSI ALLE PRIMARIE? AH, SAPERLO...

conservative political action conference cpac donald trump giorgia meloni arianna francesco giubilei emanuele merlino sara kelany susanna ceccardi

AMERICÀ, FACCE TARZAN! – IL CONSERVATORISMO TRUMPIANO SBARCA A ROMA E DIVENTA SUBITO ROBA DA NANDO MERICONI INTERPRETATO DA SORDI – NEMMENO IL TEMPO DI APPARECCHIARE I TAVOLI DELLA CENA DELLA “CONSERVATIVE POLITICAL ACTION CONFERENCE” (CPAC), CHE SUBITO DEFLAGRANO GLI SCAZZI NELLA DESTRA CACIO E PEPE – CI SONO ARIANNA MELONI, SARA KELANY, LA LEGHISTA SUSANNA CECCARDI E IL PREZZEMOLINO FRANCESCO GIUBILEI. MA NON GLI ATTESI LUCA CIRIANI, ITALO BOCCHINO ED EMANUELE MERLINO – IL CLIMA È TESO SULLE TESTE DEI MAL-DESTRI DE' NOANTRI: TRUMP È CONSIDERATO POLITICAMENTE TOSSICO E IL CPAC “ITALIANO” DEL 2027 VIENE CONSIDERATO UN POTENZIALE INTRALCIO, FONTE DI POLEMICHE E IMBARAZZI NELL’ANNO DELLE ELEZIONI…

fagnani mentana corsini cairo

DAGOREPORT - DUE PERSONAGGI IN CERCA DI EDITORE. POTREBBERO ANCHE ESSERE SEI, PER CITARE PIRANDELLO, VISTO L'EGO TARANTOLATO DI CHICCO MENTANA, IL 71ENNE PENSIONATO MA CON NESSUNISSIMA VOGLIA DI RESTARE ‘’PRIGIONIERO DEI COMUNISTI DE LA7'', E DELLA 48ENNE “BELVA” FRANCESCA FAGNANI, IN ROTTA CON LA RAI – SE IL PROGETTO DEL MAGNATE GRECO KYRIAKOU A CUI LAVORAVA IL CHICCO MACINATO PER LA NASCITA DELLA "CNN ITALIANA" NON SI SA BENE DOVE SIA FINITO, HA PERSO QUOTA L'IPOTESI DI UN RITORNO A MEDIASET AL POSTO DEL CAPO SUPREMO DELL’INFORMAZIONE, MAURO CRIPPA. L’ULTIMA INDISCREZIONE È SKY ITALIA – SE MENTANA VUOL CHIUDERE CON CAIRO, LA FAGNANI VUOLE CHIUDERE "BELVE" PER MANCANZA DI “BELVE”: GLI OSPITI DI RICHIAMO SONO FINITI O PRETENDONO UNA MONTAGNA DI SOLDI - SI SONO ACCAVALLATE VOCI DI UNO SBARCO DELLA FAGNANI A MEDIASET, TIRANDO IN BALLO IL SUO BUON RAPPORTO CON MARIA DE FILIPPI. MA FINCHÉ LA DISCOLA DEL GOSSIP HA UN CONTRATTO CHE LA LEGA ALLA RAI FINO AL 2027, BUSSA ALLA PORTA LA MESSA IN ONDA DELLA NUOVA STAGIONE DI “BELVE”, IL 20 OTTOBRE - QUELLO CHE È CERTO È CHE SIA IL CHICCO CHE LA CHICCA SONO IN UN LIMBO, CON UN MERCATO SULLA CARTA ESISTENTE MA CON MILLE INCOGNITE REALI...

guerra russia ucraina vladimir putin volodymyr zelensky donald trump

DAGOREPORT – NON FATE LEGGERE A TRUMP L’ANALISI DELL’EX DIRETTORE DEI SERVIZI BRITANNICI, JOHN SAWERS, CHE SUL “FINANCIAL TIMES” SENTENZIA: “NON CI SARÀ NESSUNA TREGUA TRA MOSCA E KIEV FINO AL 2027”. IL TYCOON HA LE ORE CONTATE: DEVE TROVARE UN ACCORDO PURCHÉSSIA ENTRO NOVEMBRE, QUANDO I CITTADINI AMERICANI SARANNO CHIAMATI A VOTARE PER LE ELEZIONI DI METÀ MANDATO - UNA SCONFITTA DEL “DERAGLIATO MENTALE” DELLA CASA BIANCA È PRATICAMENTE CERTA. A MENO CHE NON RIESCA A CHIUDERE LA GUERRA IN EUROPA E FAR DIMENTICARE IL DISASTRO MILITARE AMERICANO IN IRAN – PUTIN NON CEDE AD ALCUN COMPROMESSO, E ZELENSKY LA VEDE “NERA” PER IL FUTURO…

attentato sigfrido ranucci bomba valter lavitola clesio gomes tavares pellegrino d’avino davino antonio passariello saverio mutone

DAGOREPORT- PECCATO CHE SIANO SCOMPARSI I POLIZIOTTESCHI DEGLI ANNI ’70, TIPO: “LA CAMORRA SFIDA, NAPOLI RISPONDE’’. DAVANTI AI COLPI DI SCENA DEL GASTRO-CRIMINAL-SHOW, STARRING LAVITOLA E RANUCCI, AVREBBERO SCODELLATO UN BEL FILMONE, INTITOLATO: “LA CAMORRA INDAGA, LA LEGGE RINGRAZIA” – QUANDO RANUCCI INDIRIZZA LE INDAGINI SULLA PISTA DELLA CAMORRA, IL CLAN CAVA, STORICA ORGANIZZAZIONE IRPINA DI QUINDICI, NON HA PRESO PER NIENTE BENE DI FINIRE SOTTO PRESSIONE PER IL LAVORO INVESTIGATIVO DEI CARABINIERI – INDAGANO E SCOPRONO CHE ANTONIO PASSARIELLO, L’UNICO LORO AFFILIATO DEL QUARTETTO BOMBAROLO (GLI ALTRI TRE NON ERANO ORGANICI AL CLAN), NON SI ERA PREOCCUPATO DI INFORMARE IL VERTICE DEL CLAN, NÉ DI RICEVERE IL VIA LIBERA PER COMPIERE L’ATTENTATO - I CAMORRISTI DECIDONO ALLORA DI INDIRIZZARE GLI INQUIRENTI SULLA PISTA GIUSTA, INVIANDO UNA MAIL AL PM: “SE CE LO AVREBBE DETTO NON GLIELO AVREMMO MAI PERMESSO PERCHÉ RANUCCI A NOI NON CI HA FATTO NIENTE E QUESTO SONO GUAI CHE NON VOGLIAMO, ALLORA PRIMA CHE SI MISCHIANO LE CARTE, LE COSE STANNO COSI…”. E GIÙ UN NUMERO DI TELEFONO INTESTATO A UN’ALTRA PERSONA MA UTILIZZATO DA PASSARIELLO, CHE GLI INVESTIGATORI NON AVEVANO ANCORA SCOPERTO. DA LÌ, INTERCETTANDO INTERCETTANDO, SI È FINITI A TAVARES E LAVITOLA… - VIDEO