fattura elettronica

FINCHÉ DURA, FA FATTURA – DA IERI LE IMPRESE E LE PARTITE IVA HANNO UN GRATTACAPO ECONOMICO IN PIÙ: L’OBBLIGO DI FATTURAZIONE ELETTRONICA È GIÀ UN GRAN CASINO – PIÙ CHE PER RENDERE DIGITALE IL NOSTRO SISTEMA È UNO STRUMENTO PER AUMENTARE IL CONTROLLO SU OGNUNO DI NOI: ANCHE CHI NON POSSIEDE UNA PARTITA IVA VIENE REGISTRATO SUL PORTALE CON IL PROPRIO CODICE FISCALE, E L’IMPOSTA DI BOLLO SARÀ PAGATA DA…

Gian Maria De Francesco per “il Giornale”

 

FATTURAZIONE ELETTRONICA

Da ieri le imprese italiane hanno un grattacapo in più e uno in meno anche se forse, visto ciò che si prospetta, lo rimpiangeranno. Il primo gennaio è, infatti, entrato in vigore l' obbligo di fatturazione elettronica per le aziende, i professionisti, gli artigiani e tutti gli altri titolari di partita Iva, residenti in Italia. Per loro, contestualmente l' obbligo dell' invio dei corrispettivi, cioè lo spesometro che consentiva all' Agenzia delle Entrate di conoscere su base trimestrale l' importo delle fatture emesse dalle partite Iva per accertare eventuali evasioni.

partite iva 1

 

L' e-fattura, che impatterà su 2,8 milioni tra microimprese e pmi e su 4500 grandi aziende per un totale di oltre 3 milioni di partite Iva, ha lo scopo di permettere al Fisco di accedere a quei dati in tempo reale. Infatti, la previsione di gettito è di 1,97 miliardi di euro cui si aggiunge un altro miliardo dall' obbligo di invio telematico dei corrispettivi.

 

Insomma, non è una misura per rendere più digitale il nostro ecosistema ma uno strumento per aumentare il controllo su ognuno di noi. Non a caso si tratta di una previsione della legge di Bilancio 2018 del governo Gentiloni, confermata anche dall' attuale esecutivo per reperire maggiori risorse.

 

FATTURAZIONE ELETTRONICA

Infatti anche chi non è titolare di partita Iva viene registrato sulla fattura elettronica con il proprio codice fiscale. E l' Agenzia delle Entrate predisporrà un servizio per far pagare a tutti noi l' imposta di bollo sulla fattura (2 euro quando si superano i 77,47 euro) tramite addebito su conto corrente bancario o postale oppure utilizzando un F24 predisposto dalle Entrate.

 

PARTITE IVA

Cosa cambierà in concreto per il cittadino comune? A prima vista molto poco. Sono, infatti, esonerati dall' obbligo di emissione della fattura elettronica gli esercenti e gli artigiani che operano solo con consumatori ed emettono scontrini e ricevute fiscali, gli operatori sanitari (Asl, ospedali, istituti di ricovero, farmacie e medici) nonché ai contribuenti in regime forfettario o ai vecchi minimi. Quindi per comprare la verdura, il gelato o l' aspirina le procedure saranno sempre le stesse.

 

FATTURAZIONE ELETTRONICA

Dal primo luglio 2019, infatti, dovranno emettere scontrino parlante con il nostro codice fiscale tutti i titolari di partita Iva con fatturato superiore ai 400mila euro e dall' anno prossimo tutti gli esercenti. Converrà farsi emettere una fattura elettronica per tutti quelle spese per cui sono previste detrazioni o deduzioni nella dichiarazione dei redditi come ristrutturazioni o elettrodomestici ad alta efficienza energetica.

 

tasse

Per le imprese, invece, cambierà moltissimo. La fattura elettronica deve essere emessa in formato Xml e l' Agenzia delle Entrate ha predisposto un software gratuito per la compilazione. In alternativa, si possono delegare Caf e commercialisti oppure dotarsi di un software a pagamento. Il funzionamento è semplice: la fattura dopo essere stata emessa viene inviata al «Grande Fratello» delle Entrate, Il sistema di interscambio (Sdi) che la processerà e la invierà nel cassetto del destinatario, ossia all' archivio associato a ogni codice fiscale e a cui gli utenti registrati possono accedere da Internet. Chi emetterà la fattura ad un privato, avrà anche l' onere di stamparla in formato cartaceo e di recapitarla al cliente stesso. L' aggravio di costi, pertanto, potrebbe essere non banale.

 

PARTITE IVA

Nei primi sei mesi di applicazione la normativa ha previsto un avvio soft con le e-fatture che dovranno essere predisposte entro la scadenza della liquidazione periodica dell' Iva (mensile o trimestrale). Nei sei mesi successivi la fattura potrà essere emessa e trasmessa allo Sdi entro dieci giorni dall' operazione. Le sanzioni saranno ridotte al minimo in questa fase di avvio.

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