LAVAGNE E FIGHT CLUB – FRATELLI D'ITALIA PROPONE CORSI DI AUTODIFESA PER GLI STUDENTI IN LIGURIA, DOPO LA MORTE DI ABANOUB YOUSSEF, IL 18ENNE ACCOLTELLATO IN CLASSE DAL COMPAGNO DI SCUOLA ZOUHAIR ATAF, A LA SPEZIA – LA PROTESTA DEI PROF DELL’ISTITUTO IN CUI È STATO UCCISO “ABA”, CHE SI ERANO GIÀ OPPOSTI L’INTRODUZIONE DEI METAL DETECTOR ALL’ESTERNO DELLA SCUOLA: “È UNA SCELTA SBAGLIATA NEL MERITO E PERICOLOSA NEL MESSAGGIO CULTURALE CHE VEICOLA: LA SCUOLA NON È E NON DEVE DIVENTARE IL LUOGO IN CUI CI SI PREPARA ALLO SCONTRO…”
Estratto dell’articolo di Alfio Sciacca per il “Corriere della Sera”
Dopo i metal detector, negli istituti superiori della Liguria potrebbero arrivare anche i corsi di autodifesa per gli studenti. Così almeno ha deciso il Consiglio regionale in risposta al grave allarme suscitato dalla morte di Aba Youssef, il 18enne accoltellato all’interno della sua classe da un compagno dell’istituto professionale Einaudi-Chiodo di La Spezia.
Due giorni fa è stato approvato un ordine del giorno, presentato dal consigliere regionale di Fratelli d’Italia Gianmarco Medusei, con i voti di tutta la maggioranza di centrodestra. […] Corsi destinati dunque proprio agli studenti. Medusei ha spiegato che i corsi sarebbero «finalizzati esclusivamente alla tutela dell’incolumità personale, con esclusione di qualsiasi forma di addestramento offensivo o aggressivo». E aggiunge che l’obiettivo sarebbe «fornire nozioni di autodifesa come quelle promosse dai centri antiviolenza per le donne».
presidio davanti alla scuola dove e' stato ucciso abanoub youssef 3
Spiegazioni che non hanno convinto le opposizioni in Consiglio regionale che parlano di «logica del manganello». «La prevenzione — ha urlato Simone D’Angelo del Pd — non si fa insegnando a pestare gli altri». Sconcertati i docenti dell’Einaudi-Chiodo, che già avevano criticato e bollato come «provvedimento spot», l’introduzione dei metal detector all’esterno della scuola.
«Questa dei corsi di autodifesa è invece una scelta sbagliata nel merito e pericolosa nel messaggio culturale che veicola — dice il professore Luca Liguori, che da anni insegna all’Istituto Einaudi-Chiodo ed è anche esponente del Pd—. La scuola non è e non deve diventare il luogo in cui ci si prepara allo scontro. La comunità educante ha il compito di formare al rispetto, al dialogo, alla gestione non violenta dei conflitti.
L’idea che la risposta alla crescita della violenza sia “prepararsi” a un’eventuale aggressione introduce un paradigma che normalizza il conflitto fisico come possibilità concreta e ordinaria». […]
presidio davanti alla scuola dove e' stato ucciso abanoub youssef 6
presidio davanti alla scuola dove e' stato ucciso abanoub youssef 7
Addestramento di autodifesa 2
Abanoub Youssef
il coltello con cui e stato ucciso Abanoub Youssef
Zouhair Atif
presidio davanti alla scuola dove e' stato ucciso abanoub youssef 5

