comi bossetti

FELTRI: ''CONTRO BOSSETTI C'È UNA PROVETTA, MA NON CI SONO PROVE. L'ANALISI SUL SUO DNA NON È REPLICABILE, E DUNQUE AL MASSIMO È UN INDIZIO, FRAGILE'' - ''IN 8 ORE DI REQUISITORIA, NEANCHE TERMINATA, LA PM NON HA CONVINTO. NON HA SPIEGATO COME AVREBBE FATTO IL MURATORE DA SOLO A BLOCCARE E CARICARE UNA RAGAZZA ATLETICA SUL FURGONE, GUIDANDO CHILOMETRI SENZA RIBELLIONI - ''I BAMBINI DI BOSSETTI SONO STATI TRATTATI CON CRUDELTÀ: FIGLI DI UN ASSASSINO, DI UNA FEDIFRAGA, NIPOTI DI UNA NONNA CHE TRADIVA REGOLARMENTE IL MARITO E DI UN NONNO CORNUTO''

massimo bossettimassimo bossetti

Vittorio Feltri per ''Libero Quotidiano''

 

Processo Bossetti, delitto Yara, Brembate, provincia di Bergamo.

Siamo alle ultime fasi concitate. Venerdì, la pm Letizia Ruggeri dopo mesi e mesi di udienze si è lanciata in una requisitoria di otto ore senza terminarla. Ha bisogno di parlare ancora a lungo per chiedere la condanna all' ergastolo dello strambo imputato.

 

Una condanna che dal giorno dell' arresto del muratore è considerata sicura, scontata.

Ovvio. Sul cadavere della vittima è stato trovato il Dna dell' accusato, un frammento minuscolo che è servito, a seguito di una indagine controversa, a inchiodarlo. Già. Il Dna ormai è considerato un dogma e nessuno si sogna di contestarlo. Davanti alla scienza chi osa eccepire?

marita comi bossetti  marita comi bossetti

 

Siamo tutti soggiogati dal potere delle provette, che dicono sempre la verità. Non ci passa per la testa che se la scienza è (forse) esatta, chi la maneggia rischia di sbagliare. Nel caso di specie, l' esame di laboratorio non si può ripetere per insufficienza quantitativa del materiale disponibile. Bisogna accettarne il primo e unico risultato che incastra Bossetti.

 

ester arzuffi bossetti avvocato bonomoester arzuffi bossetti avvocato bonomo

Ma se una analisi non è replicabile, come si fa a dire che è decisiva? Dobbiamo ritenerla esatta perché abbiamo fiducia in chi l' ha eseguita? Assurdo. Non ha valore di prova un accertamento che non consenta una controprova. Al massimo trattasi di indizio, peraltro fragile.

 

Ma non è questo il punto fondamentale, a nostro parere. La requisitoria della pm, dettagliata e sicuramente pronunciata in buona fede, è lacunosa e per nulla convincente. Non risponde a quesiti importanti. Yara sarebbe stata prelevata da Bossetti davanti alla palestra dove si era recata a tarda sera. Domanda: come si spiega il fatto che ella sia salita sul furgone del carpentiere senza opporre resistenza, senza gridare, senza attirare l' attenzione di alcuno nella zona che data l' ora non poteva essere deserta?

BOSSETTIBOSSETTI

 

Conosceva il suo adescatore e quindi ha acconsentito di buon grado ad essere ospitata a bordo del camioncino? Ipotesi da non scartare a priori. Se le cose stanno così vuol dire che i due non erano estranei l' uno all' altra. Si erano già incontrati e avevano stretto una sorta di amicizia? Se diamo per buona la congettura, va da sé che qualche traccia delle loro frequentazioni dovrebbe trovarsi. Invece non si trova: non una telefonata, non un sms.

 

letizia  ruggeri pubblico ministero del processo yara bossettiletizia ruggeri pubblico ministero del processo yara bossetti

Ergo si conclude che tra l' uomo e l' adolescente non vi erano rapporti tali da indurre lei a non rifiutare un passaggio sull' autocarro Iveco, che non è suggestivo quanto una Jaguar. Chiaro fin qui?

 

Ciò detto, come si giustifica che Bossetti sia riuscito da solo a caricare la fanciulla con la forza sul proprio mezzo e a condurla in un campo (percorrendo vari chilometri) evitando una sua ribellione difficilmente contenibile, posto che egli era intento alla guida? Il muratore era un muratore, non un incantatore di serpenti o un seduttore irresistibile. Questi aspetti del problema sono stati trascurati dalla dottoressa Ruggeri.

letizia  ruggeri  pubblico ministero del processo yara bossettiletizia ruggeri pubblico ministero del processo yara bossetti

 

Quindi si apre un buco logico che fa traballare l' intero impianto accusatorio basato soltanto sul Dna e su ragionamenti non strampalati, ma non supportati da elementi probatori persuasivi. La pm non ha riflettuto che omicidi di questo tipo normalmente sono commessi da un gruppo e non da un singolo individuo?

 

furgone  davanti la palestra di yara che non era di bossettifurgone davanti la palestra di yara che non era di bossetti

Per bloccare e caricare un ragazza atletica (non una bimba) serve essere almeno in tre persone, presumendo che una stia al volante e altre due la immobilizzino. Altrimenti l' impresa criminale è irrealizzabile. Se poi si tiene conto che Yara è stata trascinata in campagna, seviziata e uccisa da un uomo, è fatale chiedersi come questo sia accaduto. Una fanciulla non è un pupazzo che porti di qua e di là per i fatti tuoi quasi che fosse una bambola.

 

Tutti interrogativi sui cui la requisitoria sorvola, preferendo addentrarsi in questioni riguardanti la famiglia del presunto assassino, la propensione di questi a mentire, il suo carattere bizzarro, come se vi fosse una stretta attinenza tra il comportamento abituale di un soggetto e la morte violenta di una ragazzina perbene e dall' esistenza impeccabile.

silvia gazzetti e massimo salvagni avvocati di massimo bossettisilvia gazzetti e massimo salvagni avvocati di massimo bossetti

 

Faccio poi notare che la pm ha sostenuto un concetto stravagante: Bossetti al momento di essere arrestato nel cantiere dove lavorava, constatata la presenza dei carabinieri, avrebbe cercato di fuggire nella consapevolezza di essere l' omicida e quindi ricercato. Una insensatezza. Difatti egli era sul tetto di un edificio e non sarebbe stato in grado, neppure volendolo, di superare l' accerchiamento dei militari. L' accusato era solo stordito e intimorito, come si evince dalle immagini televisive.

 

yara gambirasioyara gambirasio

Non ha dato assolutamente l' impressione di voler scappare. Scappare dove? Era assediato. Infine una constatazione amara. I bambini di Bossetti sono stati trattati con crudeltà: figli di un assassino, figli di una fedifraga (i suoi presunti amanti interrogati in aula), nipoti di una nonna che tradiva regolarmente il marito e di un nonno cornuto. Tutto questo, materia istruttoria. Una vergogna. È stato fatto strame di povera gente e di poveri scolari che oggi sono additati in paese quali appartenenti a una progenie infame. Un processo del genere è una novità respingente.

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